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The blog Italian News Clicks has a new look and new content.  In addition to the articles that we have been selecting since 2009, Italian News Clicks  now also includes teaching material based on the articles – cultural and grammatical notes and exercises that the authors have created.

If you click on “Teachers’ material” you will find “L’Italia sui giornali,” the first “Ikea” style e-book for teaching and learning –  a modular and ready-to-use textbook built around some of our articles and organized in six thematic units. 
Its main features:
 
*expandable*   *authentic*   *updated*    *interactive*   * free*

        

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MeToo e i media

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Risultati immagini per metoo nel mondo dei media

L’85% delle donne che lavorano nel mondo dell’informazione ha subito molestie sul lavoro nel corso della propria vita professionale. …
L’80% delle donne e ragazze raccontano di essere state oggetto di “battute e sguardi” sessisti, il 51,9% di aver ricevuto “inviti, richieste, pressioni”, il 35,4% di aver subito veri e propri “ricatti sessuali”. Svela una realtà già nota ma troppo spesso sommersa, la prima indagine condotta in Italia dalla Commissione Pari Opportunità della Fnsi, la Federazione Nazionale della Stampa, sulle molestie sessuali subite sul lavoro dalle giornaliste. …
Circa il 35% delle giornaliste di quotidiani, televisioni, radio, testate online e agenzie denunciano di aver ricevuto “ricatti sessuali” mentre erano precarie o cercavano di essere assunte, richieste cioè di “prestazioni sessuali” per ottenere un posto o per progredire nella carriera. Maria Novella De Luca, Repubblica.

Il nome della rosa: ecco il confine tra fiction e storiografia

Dalle incongruenze rispetto al romanzo alla visione grottesca del Medioevo, non bisogna mai dimenticare che l’opera di Eco è narrativa

Il verso che dà il titolo al best seller di Umberto Eco, scritto da un monaco benedettino nel dodicesimo secolo, è una riflessione sulla difficoltà di conservare una traccia oggettiva del mondo reale. Così succede che il romanzo in qualche punto sembri aver conservato solo il nome del Medioevo che racconta e, di conseguenza, che la mega-fiction Rai in onda questi giorni non vada molto oltre il nudo titolo del romanzo da cui è tratta. Col rischio che il pubblico perda di vista un assunto che era centrale per lo stesso Umberto Eco: Il nome della rosa è fiction, narrazione. 

Finché si parla di fiction tutto è lecito, ma per quanto il regista Giacomo Battiato abbia parlato di una produzione che «non vuol essere lezione, ma azione», il rischio è che passi un’immagine distorta del Medioevo. 

I monasteri e la cultura
È noto a chi si interessa di storia il fatto che i monasteri medievali siano stati dei fari della cultura, e che ebbero il merito di conservare e trasferire fino ai nostri giorni gran parte della cultura classica (cui tra l’altro Umberto Eco doveva la sua carriera universitaria). Nel romanzo è protagonista una biblioteca misteriosa e inaccessibile che rappresenta una Chiesa gelosa custode dei suoi segreti. Il cliché si presta a restituire un’atmosfera gotica, ma la verità è un’altra. Ogni convento doveva avere una scuola annessa gratuita per il popolo, così come i capitoli delle cattedrali. Come spiega il saggista Rino Cammilleri: «Le biblioteche erano l’orgoglio delle comunità monastiche si vantavano di possedere i libri più rari e preziosi che copiavano e si prestavano fra loro. I testi venivano liberamente in lettura agli studiosi che ne facevano richiesta».

Il medio evo progressista
Lo storico americano Rodney Stark, scrive: «La chiave più importante per l’ascesa della civiltà occidentale è stata la dedizione di tante menti brillanti alla ricerca della conoscenza. Non di un’illuminazione. Non dell’illuminismo. Non della saggezza. Della conoscenza». Stark spiega che «il Cristianesimo è una religione teologica (basata sul ragionamento intorno a Dio) che non solo è coerente con gli sforzi scientifici di spiegare il mondo, ma che ha dato vita alla scienza: la scienza non è accaduta altrove, poiché le religioni che guardavano l’universo come un mistero impenetrabile rendevano assurdo ogni sforzo scientifico».

Per leggere tutto l’articolo clicca qui: LaStampa

Noir, il nuovo melodramma italiano

Risultati immagini per romanzi gialliIl noir ha mille sfumature di emozioni, si colora di giallo, trema di thriller, scandaglia la realtà, crea personaggi, ma soprattutto fa il pieno dei lettori. Le librerie hanno le vetrine piene, le classifiche traboccano, quasi non hanno altro da registrare e il fenomeno ha stabilmente invaso il cinema  e la televisione con picchi di ascolto da record, così come appunto il botteghino che va dalle 20mila copie ad oltre per i big. C’è un’intera tribù che balla su queste pagine, assiepa reading e ha un rapporto quasi familiare con gli autori.

Paolo Repetti, inventore di Einaudi Stile Libero, dice: «Il noir è il melodramma dei nostri giorni. Una volta c’erano i romanzi di appendice o i libretti d’opera. Ecco, il noir è la cosa che ci assomiglia di più». Massimo Vincenzi, La Stampa.

Note culturali

giallo: in  Italia, “giallo” è un genere narrativo che deriva dal colore della copertina di una fortunatissima serie di romanzi polizieschi editi dalla casa editrice Arnoldo Mondadori a partire dal 1929. Noir, giallo, thriller sono qui usati come sinonimi.

Einaudi Stile Libero: è una collana edita dalla casa editrice torinese Einaudi . Si propone di pubblicare in particolare libri di scrittori giovani.

romanzi di appendice: sono romanzi molto popolari e commerciali, in genere di scarso valore letterario, che si diffusero nei primi decenni dell’Ottocento e venivano pubblicati a puntate sui giornali. In francese si usa il termine feuilleton.

Leggendo tutto l’articolo, si trova una mappa degli scrittori di giallo più popolari adesso in Italia.

Il nuovo ponte di Genova

photoOra è ufficiale. Il nuovo ponte di Genova sarà realizzato sui disegni di Renzo Piano. Costerà 202 milioni di euro e – se tutto va come promesso – sarà pronto per il prossimo Natale. All’archistar genovese va anche il ruolo di supervisore tecnico dei lavori di ricostruzione … Un ruolo che l’architetto offrirà al cantiere a titolo gratuito, in linea con quello spirito che lo spinse a regalare il progetto del nuovo ponte alla sua città a poche settimane dal crollo del Morandi. Chiara Piselli, open. (1)

Con questa buona notizia vogliamo finire il 2018 e augurare a tutti BUON ANNO!

(1) Open è un nuovo giornale online creato da Enrico Mentana (popolare giornalista e direttore del TG LA7) e la cui redazione è interamente formata da giovani giornalisti.

In Italia l’ascensore sociale non funziona

L’ascensore sociale in Italia non funziona molto, anzi forse si è rotto. Secondo uno studio dei ricercatori della Banca d’Italia, istruzione, reddito da lavoro e ricchezza continuano a ereditarsi da genitori ai figli, con una tendenza tornata in aumento negli ultimi anni e che portano il nostro paese fra quelli con meno mobilità fra generazioni. Le «condizioni di partenza» restano così decisive e largamente preponderanti per lo status specie se si considerano poi anche tutti gli altri fattori ambientali come quartieri di provenienza, scuole frequentate, amicizie familiari. La Stampa.

Esercizi

Dopo aver letto l’intero articolo, cerca di spiegare che cosa significa “ascensore sociale” e “mobilità sociale”. Che cosa si intende per “condizioni di partenza”? Quali sono i fattori che, in Italia, generano privilegi? E nel tuo paese?

Qualità della vita nelle città italiane

Con questo articolo  vogliamo invitarvi  a girare per l’Italia  e a rinforzare la vostra conoscenza geografica del nostro paese.
Sapreste dove collocare le città di cui si parla nell’articolo? Probabilmente tutti conoscono Roma, Milano, Firenze e Venezia. Ma Bolzano e Vibo Valentia, la prima e l’ultima in graduatoria, sapete dove sono?
Ecco qui i dati che emergono dallo studio:

La Qualità della vita in Italia: crolla Roma, Bolzano resta prima. Sul podio il Nordest e i piccoli centri
La capitale vittima del degrado tra traffico e rifiuti scende dal 67° all’85° posto della classifica dell’Università La Sapienza per Italia Oggi. Male anche Firenze, Bari e Venezia. Risale Milano. Vibo Valentia è la provincia dove si vive peggio.

La valutazione sulla qualità della vita si basa su nove elementi: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita, con 21 sotto dimensioni e 84 indicatori di base.

In generale però nel 2018 nelle province italiane si vive un po’ meglio. Sono infatti 59 su 110 le province in cui la qualità della vita è risultata buona o accettabile, rispetto alle 56 del 2016 e del 2017: si tratta del migliore dato registrato negli ultimi cinque anni. Stabile la situazione del Nord Ovest e del Mezzogiorno, in netto miglioramento quella del Nord Est e del Centro (Roma a parte).

Per leggere tutto l’articolo cliccare qui:  Repubblica

 

 

 

 

Una ragazza geniale

In questi giorni le donne stanno facendo notizia. SSofia Guidi, a 18 anni, parla per le donne.  La prima italiana al Ted di New Yorkono state promosse da donne, infatti, le due manifestazioni recenti più significative (SI TAV a Torino, vedi qui,  e Roma dice basta). Vogliamo però presentare una ragazza “geniale”, una diciottenne torinese, prima italiana a parlare al TED di New York.

«Ero sicura di morire di vergogna su quel palco, invece è andata bene. Ho trasmesso il mio messaggio. E anche i discorsi degli altri oratori erano belli. Sì, sono soddisfatta. Anzi, euforica». Sofia Guidi, 18 anni, studentessa dell’ultimo anno del liceo classico Alfieri di Torino, ieri è salita sul palco del Ted-Ed di New York, la conferenza annuale dedicata ai giovani speaker di tutto il mondo: è la prima ragazza italiana, selezionata tra circa 75 mila studenti di 130 Paesi, a farlo. E per la sua prova ha scelto di parlare della legge russa che depenalizza la violenza domestica nei confronti di donne e bambini. Francesca Angeleri, Corriere della Sera.

L’articolo continua spiegando i motivi che hanno spinto Sofia a scegliere l’argomento da esporre al Ted-Ed e le sue emozioni durante l’esperienza.

Ryder Cup, Molinari: “È il team più forte in cui abbia giocato”

Ringraziamo Justin Evans per tenerci regolarmente informate sui primati sportivi italiani. Ecco l’ultimo interessante articolo che ci ha proposto.

Alla fine la festa esplode sul prato davanti agli spogliatoi. Lì, dove venivano a provare le buche quando la tensione saliva troppo, adesso i magnifici 12 dell’Europa della Ryder Cup si scatenano con le bottiglie di Magnum, a rincorrersi e inzupparsi di champagne. «Francescooooo» e giù un’altra doccia di bollicine a Molinari, campione fra i campioni, autore di una serie infinita di exploit. Finalmente la tensione sembra aver abbandonato Chicco, di solito compassato e sobrio, adesso sorridente e pronto a scherzare con i compagni. Con la bandiera tricolore al collo, prima come una sciarpa, poi come un mantello: ma non se ne separa mai. Si fa serio solo quando gli chiedono cosa abbia provato ad infliggere quella terribile serie di k.o. a un campione come Tiger Woods: «non sono venuto qui per vincere una o cinque partite. Dovevamo vincere la coppa. E se io avessi vinto tutti i miei incontri ma non avessimo riportato a casa la Ryder avrei fallito. Voglio ringraziare tutti questi compagni ai quali finora avevo dato poco. In questo fine settimana li ho ripagati».

FLEETWOOD: “INCREDIBILE 5-0” — Rende onore a Molinari anche Tommy Fleetwood, lo straordinario compagno delle quattro vittorie nei doppi di venerdì e sabato: “Francesco è incredibile, 5-0 in Ryder Cup. Non so quanto spesso sia successo o se sia mai successo, ma questo ragazzo è un grande golfista. Merita tutto il credito che sta avendo e credo che sia stato giusto che il punto finale sia arrivato da  lui”.   La Gazzetta dello Sport

Note linguistiche
Francesco Molinari, o Mole come lo chiamano i compagni di squadra, ha dimostrato con la vittoria in Ryder Cup di essere un vero campione di golf.

Che tipo di persona è Molinari? Potete trovare nell’articolo tutti gli aggettivi con cui è descritto?

L’amica geniale in TV

La serie TV tratta dalla tetralogia della Ferrante  (letta da oltre cinque milioni di persone in 50 Paesi) è attesa in tutto il mondo e inaugura la collaborazione della Rai con la rete di avanguardia americana Hbo. E’ diretta da Saverio Costanzo.

La prima stagione, di otto episodi, ruoterà attorno al primo capitolo della tetralogia della scrittrice italiana.

Il piano è quello di produrre altre tre stagioni, dedicate ai rispettivi romanzi (Storia del Nuovo Cognome, Storia di Chi Fugge e di Chi Resta, Storia della Bambina Perduta) per un totale di 32 puntate. Le sceneggiature sono firmate dalla Ferrante, assieme a Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo.

«Avevo letto anch’io la tetralogia, ma mai avrei pensato di poterla realizzare», confessa Costanzo alla stampa, ben conscio che per lui si tratti di una vera “prova del fuoco” (e con un plotone di esecuzione esigente e in trepidante attesa worldwide). «Ma quando sono stato contattato dalla casa editrice E/O che me lo ha proposto, non ho esitato un secondo….”

A proposito di Ferrante interviene anche Francesco Piccolo, tra gli sceneggiatori della serie. Sul mistero della scrittrice, di cui non si è mai rivelata ufficialmente l’identità, lui scherza: «Abbiamo lavorato andando ogni giorno a casa sua, ma non vi possiamo dire chi è perché ancora non l’abbiamo capito neanche noi».

Si dice comunque che lei sia stata molto vicina al progetto, che abbia collaborato con Costanzo via mail e che, sin all’inizio, si sia posta come «guardiana e sorvegliante», non soltanto dei libri ma anche del tentativo di fare questa trasposizione. Vanity Fair.

Note di lingua

Prova del fuoco: situazione od occasione particolarmente difficile e rischiosa, in cui una persona può dimostrare determinate capacità.

E’ morta Inge Feltrinelli, ultima grande regina dell’editoria internazionale

Per leggere tutto  l’articolo clicca qui: Repubblica

Inge Feltrinelli è stata protagonista di una fase importante della vita culturale italiana e internazionale.
In questa intervista al Corriere della Sera la Feltrinelli racconta degli straodinarii incontri della sua vita con Hemingway, Picasso,  Fidel Castro, Shagall, Simone de Beauvoir, John Kennedy. La sua vita è stata una pagina di storia.
Ecco una splendida foto che la ritrae quando era ancora una giovane fotografa con Hemingway.