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The blog Italian News Clicks has a new look and new content.  In addition to the articles that we have been selecting since 2009, Italian News Clicks  now also includes teaching material based on the articles – cultural and grammatical notes and exercises that the authors have created.

If you click on “Teachers’ material” you will find “L’Italia sui giornali,” the first “Ikea” style e-book for teaching and learning –  a modular and ready-to-use textbook built around some of our articles and organized in six thematic units. 
Its main features:
 
*expandable*   *authentic*   *updated*    *interactive*   * free*

        

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Negli abissi del Tirreno scoperti nuovi vulcani

Studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dell’Istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Istituto neozelandese di Scienze geologiche e nucleari hanno identificato una linea vulcanica lunga 90 chilometri e larga 20, che parte a sud di Salerno e finisce a 30 chilometri a est dalle coste della Calabria. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature.

“La Catena del Palinuro, appena identificata dal Cnr e dall’Ingv, è stata certamente attiva fra 800 e 300 mila anni fa, ma non sappiamo se non sia stata attiva in tempi più recenti.  … la sua formazione è legata a una serie di spaccature profonde che hanno messo in comunicazione i magmi profondi con il fondale marino. …

… tutto il Mar Tirreno è un brulicare di attività sottomarine superficiali legate ai vulcani, dalle isole Eolie a Ustica, di cui fanno parte anche quelle emissioni gassose spesso riscontrate in varie zone, dalla Sicilia alla Toscana. Erutteranno questi vulcani o possiamo stare tranquilli? La risposta è che dipende da molti fattori e che non tutti gli apparati del fondale tirrenico presentano caratteristiche di attività imminente.

Vale la pena di ricordare che si tratta di attività tenute sotto costante controllo scientifico, ma forse il dato più rilevante per gli italiani è scoprire che il fondo del mare non è piatto come si potrebbe immaginare, anzi: coni e crateri, edifici vulcanici, grandi trincee sottomarine, frane e resti di antiche attività sono la regola al fondo del Mar Tirreno, così come al fondo di tutti gli altri oceani del mondo. Le dorsali sottomarine della Terra costituiscono il più grande complesso vulcanico del nostro pianeta, lungo oltre 64 mila chilometri e costantemente attivo. Da quelle spaccature profonde nuove lave vengono emesse ogni giorno e lentamente allontanate verso i margini dei continenti sotto i quali sprofonderanno. Il Tirreno non è molto diverso da quegli oceani. Ma possiamo evitare di preoccuparcene quando facciamo il bagno. Per ora”. Mario Tozzi, La Stampa.

Usi della lingua

L’articolo della Stampa contiene molti termini che appartengono all’ambito scientifico. Alcuni sono specifici all’area geo-fisica, altri sono di uso più comune. Vi invitiamo a fare un elenco dei termini specifici e di quelli comuni che qui sono usati in ambito scientifico.

Nuovi flussi Sud-Nord

Volendo catalogarla proviamo a definirla «nuova emigrazione intellettuale», nuova perché ha caratteristiche profondamente diverse dalle ondate del passato che avevano ridisegnato l’Italia a partire dagli anni ‘60, intellettuale perché riguarda per la stragrande maggioranza laureandi e laureati. I flussi da Sud a Nord non sono certo una novità nella storia patria ma i numeri che circolano giustificano un allarme…

Chi studia il fenomeno delle vite mobili dei giovani meridionali segmenta in tre comparti i nuovi flussi Sud-Nord: i diplomati delle scuole medie superiori che scelgono di andare a studiare altrove, i laureati delle università meridionali che appena presa la pergamena [laurea, n.d.r.] volgono la prua nella stessa direzione e i pendolari a lungo raggio, residenti nelle regioni del Sud (magari solo per pagare una polizza auto più bassa) ma che di fatto vivono/lavorano a Nord.

Secondo l’economista Gianfranco Viesti, docente all’università di Bari un quarto degli studenti meridionali oggi si immatricola negli atenei del Centro-Nord…  «Se ne vanno gli studenti forti, quelli con il voto di diploma più alto, quelli che vengono dai licei e che hanno la famiglia con il miglior reddito». Dario Di Vico, Corriere della Sera.

Usi della lingua

volgono la prua: metafora derivata dal linguaggio marinaro, la prua è, infatti, la punta della nave. Qui significa, si dirigono. Probabilmente l’autore ha usato questa metafora per evitare la ripetizione, dirigersi/direzione. In italiano le ripetizioni sono considerate poco eleganti.

polizza auto: l’assicurazione sulla macchina. Al Sud di solito costa di meno.

Calcio, imprese e non solo: stavolta la Cina è davvero vicina

Ricordate il grido di battaglia Fozza Inda del nuovo proprietario cinese dell’Inter? Il 29 giugno del 2016, a poche ore dal passaggio della maggioranza delle quote del club nerazzurro al gruppo Suning, l’imprenditore Zhang Jindong si rivolge così ai tifosi italiani. Quel suo «Forza Inter» diventa subito virale, rilanciato su tutti i social tra scherno e sfottò. Ironia a parte, però, quel video segna un passaggio. Perché è da quel momento che l’opinione pubblica italiana prende coscienza di un fenomeno fino ad allora circoscritto agli analisti: siamo diventati la meta principale degli investimenti cinesi in Europa.
Non solo calcio, ovviamente. Nella rete cinese sono finiti i nostri marchi più famosi e soprattutto la tecnologia delle nostre aziende. Tutte le storie che abbiamo raccolto in Fozza Cina partono da questo presupposto: gli investimenti cinesi nel mercato italiano ed europeo del calcio non sono che la punta dell’iceberg di una presenza molto più estesa. Tanto che  Italia, Francia e Germania hanno chiesto alla Commissione europea di limitare le acquisizioni straniere in Europa. Che, però, vanno avanti da tempo. È il caso del colosso pubblico ChemChina che nel 2015 ha preso il controllo del volto per antonomasia del nostro capitalismo: la Pirelli. Perché Pechino, con la sua lungimiranza, quando investe ha sempre un validissimo motivo per farlo.
Un investimento cinese in Italia di cui si parla poco, anche se negli ultimi dodici anni non ha fatto che crescere è quello delle famiglie della Repubblica Popolare che decidono di mandare i propri figli a studiare nelle nostre Università, Accademie di Belle Arti e Conservatori. Dal 2008 a oggi il numero di studenti cinesi che hanno fatto richiesta di iscrizione è aumentato del 264 per cento. Un vero e proprio boom che ha per protagonisti i rampolli della nuova classe media cinese, i cosiddetti Millennials, che di Mao sanno solo quello che hanno letto nei libri di storia. Saranno loro a guidare nei prossimi anni l’economia e la politica cinese. Per questo capire chi sono, è importante anche per noi.
Per leggere l’articolo clicca qui: Il Venerdi di Repubblica

Usi della lingua

Fozza Inda: è lo slogan  “Forza Inter” pronunciato da un cinese che non pronuncia la lettera ‘r’ e non sente la differenza tra le lettere ‘t’ e ‘d’.

Neroazzurri:  sono i colori della squadra dell’Inter. I tifosi dell’inter sono chiamati ‘neroazzurri’.

Sfottò: deriva da ‘sfottere’ che significa ridere di qualcuno, prendere in giro.

Per antonomasia: significa per definizione, o per eccellenza.

Rampolli:  i discendenti

Italia da scoprire. La seta del mare

Il bisso, conosciuto anche come “seta di mare”,  “deriva da una bava di cheratina che la pinna nobilis, un mollusco simile alla cozza che può arrivare a un metro e mezzo d’altezza, utilizza per “ancorarsi” ai fondali marini. Una volta seccata produce un filamento sottile e pregiato con cui una volta si facevano gli abiti di Salomone e Nefertari, ma anche i guanti dei re d’Italia.

Chiara Vigo, 62 anni, è maestra di bisso a Sant’Antioco, in Sardegna. Questo mondo “la zia Chiara”, come la chiamano in paese, lo vive dalla nascita: il nonno era maestro di tessitura e la nonna di tele da museo: «A quattro anni ho iniziato a usare un fuso e a dodici un telaio. Se respiri un’arte in una famiglia farai quell’arte, anzi sarai quell’arte». La sua scorta di “seta del mare” deriva dalla nonna, «ne ho una quantità che non potrei esaurire neanche in cinquant’anni». La conserva in un baule con una ricetta di famiglia e continua a lavorarla ogni giorno nel suo laboratorio.

Chiara Vigo collabora con la Facoltà di Chimica di Bologna e il Max Planck di Berlino, oltre al Dipartimento di Biologia Marina di Cagliari. Continua a tramandare la sua arte e intanto studia da sempre l’animale e le sue caratteristiche. Camilla Cupelli, La Stampa.

A Roma arrivano i pappagalli

Il granchio di acqua dolce si nasconde nei canali sotterranei dei Mercati di Traiano a Roma mentre tra i rami di olmi e magnolie, che abbelliscono strade e parchi urbani, fanno il “pieno” di bacche e semi centinaia di pappagalli di due specie ormai ambientate nella capitale, il parrocchetto dal collare e il parrocchetto monaco. Il falco pellegrino nidifica tra grattacieli e campanili di città storiche come Roma e Bologna mentre a Milano una decina di coppie di un altro piccolo falco, il gheppio, abitano tra la Stazione Centrale e la torre di San Siro o sui tetti dell’Ospedale di San Paolo. È solo un dettaglio della fotografia sulla “giungla urbana” di casa nostra, composta da centinaia di specie animali diventate cittadine, e lanciata oggi dal Wwf in occasione della festa di San Francesco, patrono dei cultori dell’ecologia e quindi di tutte le creature viventi. La Stampa.

L’articolo contiene un’interessante mappa degli animali selvatici che popolano le nostre città, coste, boschi e montagne e che trovano modi inusuali di convivere con noi umani.

Quest’anno poco vino

Al termine di un’estate dove la pioggia non s’è quasi mai vista e la calura è stata una costante diurna e notturna il conto è salato: al punto che la vendemmia 2017 sarà ricordata come la più avara degli ultimi 50 anni. … La produzione vitivinicola italiana del 2017 sarà di 40,02 milioni di ettolitri, con una riduzione del 26% rispetto ai 54 milioni del 2016. Un calo delle rese dovuto in parte anche alle gelate di primavera e generalizzato un po’ in tutte le regioni, con punte del 32% in Centro Italia. Roberto Fiori, La Stampa.

Consigliamo di leggere anche, “Vendemmia e siccità, il pessimismo degli enologi”, di Luciano Ferraro, Il Corriere, dove si trovano anche tabelle e dati regione per regione.

La fatica di essere Oliver

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Un triste Ferragosto per Oliver. Ce lo racconta Massimo Gramellini dalla sua rubrica  “Il caffè” dando una voce al povero cavallo.

Mi chiamo Oliver e mi guadagno da vivere al porto di Messina. Ogni giorno, di inverno come d’estate, uomini e donne dagli accenti più strani scendono dalle navi che attraccano al molo. Appena prendono posto sul carretto, io comincio a correre e a sbuffare. Non è solo per il peso, che pure sfonderebbe un mulo. A darmi questa sensazione continua di stordimento è l’asfalto: sdrucciolevole d’inverno e rovente d’estate. Il viaggio è un inferno, ma non conoscendone altri, a volte lo confondo con il paradiso.
Il datore di lavoro sa essere gentile, a modo suo. E le persone si mettono in posa accanto al mio profilo accaldato per scattare fotografie. Mi guardano sudare e sorridono. Mi accarezzano, soprattutto i bambini. Ho l’impressione che nessuno si accorga della fatica che faccio. Nulla è più faticoso del mettersi nei panni di qualcun altro.
In questi giorni d’agosto le temperature dell’aria e del terreno avrebbero suggerito una vacanza. Invece bisogna lavorare.
Sono già svenuto varie volte, eppure so che questa sarà diversa. Sono appena caduto sul pavimento bollente di via Garibaldi, una mano amorevole mi irrora la pelle con un getto d’acqua fredda, ma è tardi.
Mi chiamavo Oliver e mi guadagnavo da vivere al porto di Messina, trascinando i carretti dei turisti sotto il solleone. Morire così è un’ingiustizia che grida al cielo. Anche a quello di noi cavalli dove adesso mi ritrovo a galoppare, finalmente leggero. Il Corriere

Uso della lingua

Mi chiamavo e mi guadagnavo: spesso il tempo imperfetto si usa in contrasto con il presente per indicare un qualcosa che non avviene più.

Pronomi riflessivi e non: nell’articolo si fa molto uso di verbi riflessivi, ma non tutti i pronomi presenti sono riflessivi alcuni sono pronomi oggetto. Sapete riconoscerli?

Italia da scoprire. La casa estiva dei cani San Bernardo

I cani San Bernardo sono tornati a casa. Come ogni anno, sul colle che a 2473 metri di quota unisce Valle d’Aosta e Svizzera e dà loro il nome. La salita dei cani è una tradizione che si ripete, sulle tracce della storia. Trascorreranno l’estate nel canile dell’ospizio del Colle del Gran San Bernardo, fondato nel 1050 da San Bernardo di Mentone per dare riparo ai viandanti. Lì è cominciata la loro epopea, che nei secoli si è colorata di leggenda e da quest’anno abbraccia tecnologia e modernità. La congregazione di canonici agostiniani del Gran San Bernardo aveva infatti deciso di risanare il canile (vecchio di quasi 50 anni), restauro condotto con la Fondazione Barry, organizzazione svizzera senza scopo di lucro che dal 2005 ha rilevato dai religiosi (sempre meno e sempre più anziani) la gestione del canile e che dal 2014 gestisce il Museo Barryland a Martigny dedicato al cane nazionale svizzero.

Il San Bernardo, «il Gigante delle Alpi», è un cane di grande taglia e indole pacifica. I canonici lo utilizzavano, nei secoli, per aprire la via ai viandanti che salivano in inverno verso il Colle. La tradizione vuole che siano in grado di fiutare, e quindi prevedere, il distacco delle valanghe. E di tirare fuori chi ne veniva travolto. Ogni estate il canile del Colle del Gran San Bernardo e il vicino museo accolgono oltre 25 mila visitatori. In occasione dell’apertura della nuova struttura è stata inaugurata anche la mostra «Barry & Cie» che con fotografie, archivi e stampe, ripercorre la storia secolare del legame tra i canonici e i cani San Bernardo. Hilary Cuneaz, La Stampa

L’arte del cibo e mappe alimentari

Un libro che stuzzica la curiosità e l’appetito.

Non un libro di ricette qualunque, ma un viaggio nella storia dell’arte, dai dipinti di Renoir alle fotografie di Steve McCurry. Let’s Bake ART è tante cose, un libro autoprodotto con ilmiolibro.it (sito del Gruppo L’Espresso ndr) su carta  (si ordina on line e in tutte le librerie Feltrinelli), un testo d’arte, un compendio di cucina, un canale youtube raggiungibile con il QR stampato nel libro.
Mariapia Bruno, giornalista, ci porta a spasso tra quadri sul cibo, i gusti e le preferenze gastronomiche degli artisti e 79 ricette dei loro piatti. Una carrellata su cinque secoli di arte della cucina, dai pittori seicenteschi ai piatti futuristi di Marinetti.
Gli antipasti di Picasso e i dolci di Monet, che pare fosse pure un ottimo cuoco, sono l’espediente per un viaggio tra curiosità legate al mondo dell’immagine e del cibo. Tutto comincia con la scoperta de “Alla tavola di Monet”, il testo che raccoglie le ricette di famiglia del pittore impressionista e che danno l’idea all’autrice.

Qualche ricetta da consigliare? Crema di acciughe di Cèzanne, il riso tricolore di Frida Kahlo, il puré verde di Salvador Dalì e i peperoni ripieni di Renato Guttuso. Per leggere l’articolo clicca qui:  Repubblica

Per ascoltare Mariapia Bruno parlare del suo libro clicca qui: Let’s Bake Art Youtube

Rugby donne, Mondiale: Italia-Giappone 22-0

Al quarto tentativo, l’Italia centra finalmente la prima vittoria alla Coppa del Mondo femminile di rugby in Irlanda. Dopo le tre sconfitte di Dublino nella Pool con Stati Uniti, Inghilterra e Spagna, le azzurre del c.t. Andrea Di Giandomenico oggi hanno sconfitto per 22-0 il Giappone a Belfast nella semifinale per i piazzamenti 9°/12° posto.
SEMIFINALI — Sabato a sfidare l’Italia nella finale per il nono posto ci sarà la Spagna, che oggi ha sconfitto per 39-15 Hong Kong. Sarà una rivincita, visto che nella prima fase le iberiche si erano imposte per 22-8. La finale per il titolo vedrà invece di fronte l’Inghilterra campione uscente e le Black Ferns neozelandesi, che avevano vinto le 4 edizioni precedenti. Nelle semifinali l’Inghilterra ha sconfitto per 20-3 la Francia, con le mete di Sarah Bern e Megan Jones e 10 punti al piede di Emily Scarratt, mentre la Nuova Zelanda ha travolto per 45-12 gli Stati Uniti, con 4 mete di Portia Woodman, arrivata a quota 13 in totale, irraggiungibile nella speciale classifica. Per leggere l’articolo clicca qui: La Gazzetta dello sport