About This Site

The blog Italian News Clicks has a new look and new content.  In addition to the articles that we have been selecting since 2009, Italian News Clicks  now also includes teaching material based on the articles – cultural and grammatical notes and exercises that the authors have created.

If you click on “Teachers’ material” you will find “L’Italia sui giornali,” the first “Ikea” style e-book for teaching and learning –  a modular and ready-to-use textbook built around some of our articles and organized in six thematic units. 
Its main features:
 
*expandable*   *authentic*   *updated*    *interactive*   * free*

        

Continue reading

Barolo americano

baroloL’azienda Vietti di Castiglione Falletto, maison storica e produttrice di alcuni tra i più quotati cru di Barolo, ha ceduto l’intera proprietà di cantina e vigneti (34 ettari) alla famiglia italoamericana Krause.

È la prima grande cessione a un investitore estero che si verifica sulle colline del Barolo, ma è anche qualcosa di più. «Sarà una partnership duratura e straordinaria», dice Luca Currado, che manterrà il ruolo di amministratore delegato, mentre il cognato Mario Cordero resterà direttore marketing e vendite. «Niente di Vietti cambierà, se non in meglio. Uniamo gli sforzi per perseguire insieme un programma di sviluppo in nome della qualità e della valorizzazione di un patrimonio vitivinicolo di eccellenza, unico nella storia di Langa». Roberto Fiori, La Stampa.

Note culturali e linguistiche

Un articolo interessante, perché traccia le vie del barolo e della sua produzione (v. anche l’immagine), e perché presenta il vocabolario legato ai vini (qui evidenziato in rosso).

Periferie

periferieLe receni elezioni amministrative in alcune delle maggiori città italiane hanno dato risultati imprevisti. A Roma e a Torino sono state elette sindaco due donne appartenenti al movimento 5 Stelle, sconfiggendo i candidati del PD, il partito al governo. La discussione nei media ha rilevato che il PD, partito di sinistra, discendente del Partito Comunista, sia stato eletto soprattutto nelle aree benestanti delle città, mentre il movimento 5 Stelle ha avuto un grosso successo elettorale nelle depresse periferie. Lo scrittore napoletano Antonio Scurati riflette sulle periferie, che, secondo lui, non sono solo uno spazio urbano, ma anche una condizione sociale.

“Dove cominciano, dunque, queste misteriose periferie? Se si vuole raggiungerle, non è necessario andar lontano. Basta guardarsi attorno. Le nuova periferie non sono, infatti, soltanto aree urbane delimitabili sulle mappe cittadine; sono piuttosto dimensioni storiche, esperienze sociali, luoghi dell’immalinconita anima popolare. …

Per raggiungerne una, tra le tante periferie del nostro scontento, sarebbe sufficiente che domattina seguiste i vostri figli nel loro quotidiano percorso verso la scuola pubblica. Se poteste, non visti, varcare i cancelli di quel mondo a parte che boccheggia da decenni in stato d’assedio nel centro vitale del nostro futuro, potreste osservare muri sbrecciati, aule soffocanti, edifici che sembrano progettati da architetti di campi di concentramento. Soprattutto, lungo quei pavimenti scoloriti, vedreste trascinarsi donne e uomini avviliti e stanchi. Sono gli insegnanti che dovrebbero formare i vostri figli; componevano fino a ieri la più solida base elettorale dei partiti di sinistra e seguono oggi le nuove stelle”.  La Stampa.

Attività culturali

Vi invitiamo a leggere attentamente l’articolo, che non è affatto facile, e a sottolineare tutte le espressioni che si riferiscono alla scuola. Che impressioni traete dalla descrizione della scuola italiana di Antonio Scurati?

Il miglior ristorante al mondo

botturaL’Osteria Francescana di Massimo Bottura è stata incoronata a New York come miglior ristorante del mondo. E’ la prima volta per un ristorante italiano.

“Ma primo ristorante al mondo non significa solamente grande cucina. Questo risultato non sarebbe stato conseguito se l’Osteria non fosse giunta a dotarsi di una squadra dove lavorano ai fornelli cuochi giovani e talentuosi, in numero doppio rispetto a quello dei commensali, per realizzare un’impressionante mole di preparazioni, creme, verdure, tagli di carne, brodi, fondi, polveri e forme, che sono alla base dei piatti cucinati al ristorante…

Ma Massimo non sarebbe Bottura senza l’influenza della moglie Lara Gilmore, che ha arredato i locali dell’Osteria con estrema classe e modernità, e che ha permesso al marito di raffinare il proprio pensiero creativo, introducendolo all’arte e alle sfumature più sottili del bello”. Federico F. Ferrero, La Stampa.

Se passate da Modena, fate un salto! Ma ricordate di prenotare per tempo!

Montalbano non morirà

camilleriIn attesa dei risultati delle elezioni amministrative, e in attesa dell’estate che quest’anno si fa desiderare, consigliamo un paio di libri usciti da poco. Innanzitutto il romanzo n. 100 di Andrea Camilleri, L’altro capo del filo (Sellerio). C’è sempre il commissario Montalbano, questa volta alle prese con il problema dei migranti e con l’assassinio di una sarta, Elena, che lavora nella sartoria più rinomata del paese. In un’intervista rilasciata alla Stampa a Bruno Ventavoli, Camilleri dice, a proposito dei migranti. «Tre anni fa fui ospite di un asilo romano, composto per metà da bambini italiani e l’altra metà da non italiani, di 18 paesi diversi. Giocavano insieme, ridevano, litigavano, si menavano. Ma alla fine dividevano le merendine. L’Europa deve capire che bisogna dividere le merendine. I muri sono sciocchi e inutili». La Stampa.

 

pareschiL’altro libro che consigliamo è I jeans di Bruce Sprinsteen (Giunti), della brava traduttrice Silvia Pareschi. E’ una raccolta di racconti/saggi che ci mostrano la visione dell’America di un’italiana che risiede parte dell’anno a San Francisco. “Il minimo comune denominatore che lega queste dieci storie è un tormento interiore nei confronti di un paese che continua ad amare che tuttavia smentisce spesso la propria promessa di libertà. Lo sguardo predilige l’ironia sulla malinconia sia che si parli di religione sia che si racconti il “palazzo del porno” di San Francisco, un edificio in cui si producono film a luci rosse.” dice Antonio Monda, recensendo il volume sulla Repubblica.

Morto Marco Pannella, il leader radicale si è spento a 86 anni Renzi: «Addio a leone della libertà»

pannella

Abruzzese di Teramo, classe 1930, Giacinto Pannella detto Marco aveva cominciato l’attività politica nelle fila del movimento liberale italiano e attorno alle pagine del settimanale Il Mondo di Mario Pannunzio. Nel 1955, però, è tra i fondatori del Partito Radicale. Otto anni dopo ne divenne segretario, scegliendo una linea politica apertamente anticlericale e antimilitarista e portando il partito a ingaggiare mille battaglie per il riconoscimento dei diritti civili e politici, a cominciare dagli anni ’70, dal referendum sul divorzio (1974) all’aborto . Leggendarie le sue lotte alla «partitocrazia» (negli spazi riservati ai radicali di tribuna politica in tv si è persino presentato legato e imbavagliato) e al finanziamento pubblico dei partiti. Spesso e volentieri, si è trattato di lotte ritmate dagli scioperi della fame e della sete cui si sottoponeva (leggi l’articolo di Pierluigi Battista: Il suo corpo, tutt’uno con la lotta politica), lo strumento di lotta politica «non violenta» (e gandhiana) che di gran lunga prediligeva e che più di una volta lo ha portato in ospedale, per ricoveri talvolta drammatici…

Era un maestro (anche) nell’arte della provocazione: in Parlamento e alle urne, Pannella era abituato a allearsi di volta in volta con il centrodestra e con il centrosinistra. Tra i suoi deputati figuravano Ilona Staller, in arte Cicciolina, e Toni Negri, professore universitario condannato per associazione sovversiva. Il miglior risultato di una lista a lui riconducibile risale al 1999, anno di elezioni europee, quando la Lista Bonino ottenne tra lo stupore generale l’8,4 percento. Quel successo non si trasformò mai in valanga. Dal 2000 in poi, anzi, i risultati elettorali divennero progressivamente meno esaltanti, fino alle percentuali da prefisso telefonico degli ultimi anni. IlCorriere

Usi della lingua

spesso e volentieri: è un’espressione colloquiale che significa “frequentemente e con piacere”.  Per esempio “spesso e volentieri usciamo il sabato sera”. Però l’espressione è spesso abusata, come in questo articolo, in cui l’elemento di “piacere” è assente e la parola “volentieri” dà semplicemente più colore alla frase.

A Firenze la ricchezza in mano alle stesse famiglie da sei secoli

Firenze2

 

I Bernardi sono più ricchi dei Grasso, a Firenze è così da seicento anni. Negli ultimi sei secoli sono cambiate solo le proporzioni: oggi chi porta il primo cognome guadagna il 5% in più di chi ha il secondo e conserva un 10% in più di ricchezza. In circa 25 generazioni le cose non sono cambiate, le famiglie più ricche nella Firenze del Rinascimento sono le più ricche nel 2011; gli stessi autori di questo studio, i due economisti della Banca d’Italia Guglielmo Barone e Sauro Mocetti, si sono stupiti dei risultati.

L’analisi si basa su determinati cognomi e rivela che chi si chiama in un certo modo è stato preservato nei secoli. Sembra una cosa tribale e probabilmente un po’ lo è, se si pensa che questo modo di individuare chi ti sta di fronte sopravvive in certe forme dialettali, in siciliano si dice «A chi appartieni?» (di che famiglia sei?)

Da questa domanda si scopre che la ricchezza in una città simbolo di Italia nel mondo – la notizia è stata subito ripresa dal Wall Street Journal – si è tramandata per cognome contro ogni regola economica moderna secondo cui in due massimo tre generazioni, gli avi non dovrebbero più essere fiscalmente rilevanti. La normalità dovrebbe essere che non importa cosa faceva il tuo bisnonno per sapere quanto sarai ricco tu oggi. E invece.    IlSole24Ore

La mafia ha vinto?

mafiaSu Repubblica si sta svolgendo un interessante dibattito sulla mafia e le sue evoluzioni ai nostri giorni. Attilio Bolzoni intervista il procuratore Roberto Scarpinato e lo studioso Salvatore Lupo sull’argomento. Ecco alcune delle risposte di Scarpinato:

Procuratore Roberto Scarpinato, cominciamo dalla mafia che ha fatto il salto.
“Anche nel mondo mafioso c’è stata una selezione della specie. Solo alcune élite criminali partecipano al gioco grande del potere, dove a livello apicale gestiscono le leve della residua spesa pubblica e dei business che richiedono competenze complesse multilivello: dal settore dell’energia a quello delle privatizzazioni. Da anni uso la denominazione “sistemi criminali”, network nei quali esponenti di mondi diversi mettono in comune risorse di potere politico ed economico – e se occorre anche militare – per colonizzare interi comparti economici o territoriali”.
Una mafia lontana da quella che abbiamo conosciuto.
“Non si può capire che cosa è oggi la mafia se si continua a guardarla con gli occhi della Prima Repubblica e con un’ottica regionalistica. Tutti i paradigmi del passato stanno diventando obsoleti, perché è completamente mutato lo scenario socio-economico nel quale le mafie operano e di cui sono una componente organica”. Repubblica.
Per l’intervista a Salvatore Lupo, cliccare qui.
Note culturali
Prima Repubblica: L’espressione Prima Repubblica si riferisce al sistema politico della Repubblica Italiana tra il 1948 e il 1994, in contrapposizione a quello della Seconda Repubblica in cui avvenne un radicale mutamento partitico.

Elena Ferrante sono io

ferranteSappiamo che tra i nostri follower ci sono parecchi fan di Elena Ferrante che sicuramente leggeranno con piacere questa intervista che la scrittrice (di cui non viene rivelato il nome) ha rilasciato allo scrittore Nicola Lagioia.

Elena Ferrante: da dove comincio? Dall’infanzia, dall’adolescenza. Certi ambienti napoletani poveri erano affollati, sì,  e chiassosi. Raccogliersi in sè, come si dice, era materialmente impossibile. Si imparava prestissimo ad avere la massima concentrazione nel massimo disturbo. L’idea che ogni io è, in gran parte, fatto di altri e dall’altro non era una conquista teorica, ma una realtà. Essere vivi significava urtare di continuo contro l’esistenza altrui ed esserne urtati, con esiti ora bonari, l’attimo dopo aggressivi, quindi di nuovo bonari. Repubblica.

Zitelle, nozze e cinquine. Quando la dote era un gioco

Nell’Italia del XVII secolo le donne meno fortunate potevano ambire a guadagnare una piccola dote da portare in matrimonio grazie a una variante del gioco del Lotto. Si chiamava il Lotto delle Zitelle, conquistò tutta l’Europa e piacque persino a Giacomo Casanovaleap-day-kwKD-U43160266817576FBI-1224x916@Corriere-Web-Roma-593x443

C’è un gioco antico che racconta l’Italia e la sua storia, i suoi costumi e le sue tradizioni. Un gioco che dal XV secolo a oggi si è evoluto, così come si è evoluta la società, attraversando tappe e innovazioni fino ad arrivare a noi. E’ il Gioco del Lotto, nato dalle “borse di ventura” toscane e diventato poi nel 1576 il Gioco del Seminario, la forma più simile a quella che conosciamo oggi.

.. verso la metà del XVII secolo in Italia, e in particolare a Torino, si diffuse la pratica del Lotto delle Zitelle.
Oggi le chiamerebbero single ma allora la figura della donna non aveva ancora la sua emancipazione al punto che un buon matrimonio, e una buona dote, per molte era l’unica prospettiva di vita.  A loro si ispirò il Lotto delle Zitelle che, modificando la formula del Gioco del Seminario, permetteva di giocare non sui candidati alle cariche politiche ma sui nomi delle ragazze povere.
Ogni numero era abbinato a una di loro e a seconda delle estrazioni cinque sorteggiate venivano premiate con una dote pari a cento lire. Si narra che la variante delle Zitelle ottenne il benestare del re Carlo Emanuele II che prese a stilare personalmente la lista delle cento ragazze. Questa versione del gioco riscosse grande fortuna non solo in Italia ma anche nel resto d’Europa e addirittura in Francia venne promosso da un personaggio celebre come Giacomo Casanova.

Repubblica

Dote: è l’insieme dei beni che la famiglia della sposa dava tradizionalmente  allo sposo come contributo al futuro della coppia.

Zitella: un modo spregiativo per definire una donna matura non ancora sposata. Is usa anche per descrivere una donna dal carattere acido e irritabile.

Le mamme che inventano le app

coltoQuello tra la tecnologia e i bambini sarebbe un rapporto semplice, se a complicarlo non ci fossero spesso i genitori. Che a volte vietano tablet e smartphone, altre permettono di usarli entro certi limiti, altre ancora lasciano ai più piccoli la più assoluta libertà. Ma c’è anche chi si guarda intorno e s’inventa un’app per i figli. Può nascerne un’attività: alla prossima «Bologna Children’s Book Fair», la più grande fiera italiana dell’editoria per bambini che si terrà dal 4 al 7 aprile a Bologna, sono infatti numerosi i libri digitali realizzati da genitori. Sono app più o meno complesse, per tablet o smartphone: a metà tra gioco e libro, prevedono sempre una partecipazione attiva dei bimbi. …

Colto, ad esempio, nasce a Milano da un’idea di Catriona Wallis, madre di due bambini e insegnante di inglese, sposata con un italiano; Shape Gurus è stata selezionata da Apple fra le migliori app del 2015. (v. foto) Da una casetta sulle rive del Po, poi, arriva Identikat, con cui si creano fantastici gatti digitali: ha vinto premi in tutto il mondo ed è firmata da Làstrego e Testa con la torinese Ovolab, un bell’esempio di collaborazione tra uno studio che ha fatto la storia dell’illustrazione italiana e un’azienda nata con i software per Mac e presto convertita alle app mobili. Bruno Ruffilli, La Stampa.

Note culturali
Bologna Children’s Book Fair, la Fiera del Libro di Bologna, è dedicata interamente al mondo della produzione di libri per bambini e ragazzi. Qui convergono artisti (illustratori, graphic designer…), agenti letterari, editori, autori, traduttori, business developer, licensor e licensee, packager, stampatori, distributori, librai, bibliotecari, insegnanti, fornitori di servizi editoriali e tutte le figure professionali legate al mestiere del libro per l’infanzia.