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The blog Italian News Clicks has a new look and new content.  In addition to the articles that we have been selecting since 2009, Italian News Clicks  now also includes teaching material based on the articles – cultural and grammatical notes and exercises that the authors have created.

If you click on “Teachers’ material” you will find “L’Italia sui giornali,” the first “Ikea” style e-book for teaching and learning –  a modular and ready-to-use textbook built around some of our articles and organized in six thematic units. 
Its main features:
 
*expandable*   *authentic*   *updated*    *interactive*   * free*

        

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Censis, italiani incollati agli smartphone: primo e ultimo gesto della giornata

Censis, italiani incollati agli smartphone: primo e ultimo gesto della giornata

 

“Toglietemi tutto, ma non il mio smartphone”, si potrebbe dire parafrasando il noto spot pubblicitario. Ma a vedere – nero su bianco – i numeri del rapporto tra italiani e cellulare, un poco ancora si sobbalza.Secondo il 53esimo Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese, oltre la metà (il 50,9%) controlla il telefono come primo gesto al mattino o l’ultima attività della sera prima di andare a dormire. Dati che testimoniano come la diffusione su larga scala dei telefonini ‘intelligenti’ nell’arco di dieci anni abbia finito con il plasmare i nostri desideri e i nostri abitudini. Nel 2018 il numero dei cellulari ha superato quello delle tv: in ogni famiglia ci sono in media 4,6 dispositivi mobili. In particolare, nelle case degli italiani ci sono 43,6 milioni di smartphone e 42,3 milioni di televisori.

… I famosi “cervelli in fuga”. Tra il 2013 e il 2017 è aumentato molto non solo il numero di laureati trasferiti all’estero (+41,8%), ma anche quello dei diplomati (+32,9%). Tra il 2008 e il 2017 i saldi con l’estero di giovani 20-34enni con titoli di studio medio-alti sono negativi in tutte le regioni italiane. Quelle con il numero più elevato di giovani qualificati trasferiti all’estero sono Lombardia (-24.000), Sicilia (-13.000), Veneto (-12.000), Lazio (-11.000) e Campania (-10.000). Il Centro-Nord, soprattutto Lombardia ed Emilia Romagna, ha compensato queste perdite con il drenaggio di risorse umane dal Sud. Intanto l’Italia è via via più rimpicciolita e invecchiata: dal 2015 – quando è cominciata la flessione demografica, ed è stata una novità nella nostra storia – si contano 436.066 cittadini in meno, nonostante l’incremento di 241.066 stranieri residenti.

Repubblica

  • Spunti per la discussione
    È solo un nuovo costume degli italiani o anche voi che ci leggete da altri paesi, vi svegliate e addormentate guardando il vostro smartphone?
  • La “fuga dei cervelli” dall’Italia non è un problema nuovo. Che la maggior parte dei nuovi immigrati siamo giovani laureati non ci sorprende. Ma che proprio la Lombardia, la regione più ricca d’Italia, abbia il numero più elevato di giovani emigrati con alte qualifiche di studio ci sembra un dato molto interessante che varrebbe la pena discutere. (-24.000).
  • Il drenaggio di risorse del sud verso il nord, e soprattutto la Lombardia e l”Emilia Romagna è un’altro fenomeno interessante di questi anni, benché non nuovo.
  • Tra il 1955 e il 1963 un flusso notevole di persone scorre verso le città del centro-nord Italia, in particolare verso le metropoli di Milano, Torino e Genova, ai vertici del cosiddetto “triangolo industriale”. Questa manodopera disperata e a buon mercato giunge sui treni della speranza soprattutto dalla Puglia e dalla Sicilia . Che lavoro fanno gli emigranti al loro arrivo nelle città del nord o nella capitale? Soprattutto si impiegano nell’edilizia, un lavoro che richiedeva un numero consistente di operai per costruire i palazzoni nelle periferie metropolitane. (Fonte:https://italiaexpress.wordpress.com/2012/07/20/lemigrazione-italiana-interna-negli-anni-50-e-60/)
  • Perché la migrazione italiana degli anni ’50-’60  all’interno del paese è diversa da quella presente?

Informazioni utili

Noto spot pubblicitario: si riferisce alla pubblicità del Breil  vedi: https://www.youtube.com/watch?v=8V-j6mxXp1c
Instat:Istituto Nazionale di Statistica è nato nel 1926. È un ente pubblico di ricerca che si occupa di censimenti generali della popolazione, dei servizi e dell’industria.
L’Annuario statistico italiano offre di anno in anno un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto. Con il suo apparato di informazioni e metadati, l’Annuario costituisce per esperti, policy maker e cittadini un importante strumento per orientarsi all’interno dell’offerta di dati e fonti.
43,6 milioni di smartphone:  la popolazione italiana secondo il censimento del 2018 è di 60.359.546

Il nostro sistema immunitario è un’orchestra e un esercito

Debutta al Torino Film Festival il nuovo film di Elisabetta Sgarbi. Si intitola «Vaccini» e raccoglie testimonianze di scienziati e intellettuali. Ecco quella di Alberto Mantovani

Il nostro sistema immunitario è un'orchestra e un esercitoCaravaggio, «Amorino dormiente» (1608-1609): rappresenta forse un bimbo morto di artrite reumatoide

Un vaccino è una forma di allenamento del sistema immunitario e sfrutta una proprietà fondamentale del sistema immunitario che è la memoria. In altri termini, quando il nostro sistema immunitario incontra per esempio un microbo, un patogeno, non se ne dimentica, così che, al secondo incontro, se ne ricorda ed è in grado di rispondere a esso in modo più rapido e più efficace. È un sistema estremamente complicato, di un livello di complicazione simile a quello del nostro cervello: sono i nostri due «massimi sistemi» che dialogano.
…Il vaiolo, a metà del Settecento, si stima che causasse circa 600 mila morti all’anno solo in Europa, e questo non tiene conto poi di tutti i lasciti del vaiolo, al di là della morte. Qui vediamo Luigi XV. Luigi XV succede al Re Sole, Luigi XIV, ed è uno degli uomini più potenti della terra, e muore di vaiolo. Si racconta dei cortigiani che si lamentavano del lezzo che emanava il sovrano nei momenti terminali della malattia. …
…Chi ha cambiato la storia, la storia dell’umanità, è stato un medico inglese, Edward Jenner il quale, alla fine del Settecento, si rende conto che chi è a contatto con il vaiolo delle mucche, in particolare le mungitrici, non si ammala di vaiolo. E fa un esperimento che ci mette, ancora oggi, i brividi: prende un bambino, figlio di contadini, di nome James Phipps, e lo inocula col vaiolo delle mucche, col vaiolo vaccino, e poi lo espone al contagio della malattia del vaiolo. E il bambino non si ammala.
…Questo esperimento clinico cambia la salute dell’Europa e del mondo, perché porterà all’eliminazione completa del vaiolo.
Il mondo è cambiato grazie all’introduzione della vaccinazione, il vaccino di Salk, e il vaccino di Sabin, che ha germi vivi. E a me piace ricordare che Sabin ha dato da produrre il suo vaccino in questo Paese, senza pretendere un dollaro. E, grazie al vaccino prodotto in questo Paese, miliardi di persone, miliardi di esseri umani sono stati protetti dalla polio. Ma la polio non è scomparsa: c’è ancora in Pakistan, c’è ancora in alcune zone dellʼAfrica, è ricomparsa in Siria. Insomma, la polio non è con noi nella misura in cui ci vacciniamo; la polio potrebbe essere eliminata dalla faccia della terra se riuscissimo a raggiungere le zone più fragili del pianeta, le zone in Pakistan e le zone in Centro Africa.
Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Corriere.it

– Conoscete queste malattie: morbillo, orecchioni, pertosse, rosolia, varicella, vaiolo?
Come si traducono nella vostra lingua?
– Che vaccini esistono nel vostro paese e voi ricordate che vaccini avete ricevuto nella vostra vita?
– In Italia il dibattito sull’obbligatorietà dei vaccini e molto vivace e ha connotazioni politiche oltre  che ideologiche  [https://www.enpam.it/news/vaccini-per-operatori-sanitari-lobbligo-scalda-il-dibattito].   Se ne discute nel vostro paese? I vaccini sono obbligatori o no?
– Qui di seguito potete leggere una sintesi delle posizioni a favore e contro l’utilizzo dei vaccini.
Voi che opinione avete a riguardo?
https://www.proversi.it/discussioni/pro-contro/63-vaccini

È morta Maria Perego, creò Topo Gigio

Rimanendo sul tema del topo, vogliamo ricordare con questo articolo Maria Perego,  la creatrice del topo forse più famoso del mondo “Topo Gigio” scomparsa in questi giorni.È morta Maria Perego, creò Topo Gigio

Nata a Venezia nel 1923, nipote di un marionettista dopo l’Accademia d’Arte drammatica ha inventato diversi personaggi tra cui Picchio Cannocchiale, ma il vero successo è arrivato all’inizio degli anni Sessanta con la creazione, insieme al marito Federico Caldura, di Gigio ispirato a Topolino, un rapporto importante che ha raccontato nel libro Io e Topo Gigio. Entrata in Rai nel 1954, quasi subito nella Tv dei ragazzi, dopo una serie di esperimenti di personaggi in cartapesta ha capito che era meglio utilizzare dei pupazzi con meccanismi interni animati da “burattinai” vestiti completamente di nero che scomparivano in tv. “Molti dicono che il Topo è stato creato nel ’59 ma siccome il meccanismo non era perfetto, io dico che è nato nel ’61” raccontava.

Maria Perego ha fatto la sua ultima apparizione poche settimane fa a Le ragazzetrasmissione di Raitre, dove della sua creatura diceva: “Topo Gigio è un personaggio sprovveduto, però con il suo ottimismo cerca di giustificarsi, di inventare, di introdursi e sfociare nella fantasia e assurdo. È sempre in bilico tra la fantasia e la realtà”.
Da Letterman, con Obama, c’era anche Topo Gigio. “Ma cosa mi dici mai

Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Repubblica

Se volete leggere una divertente intervista a Topo Gigio stesso, cliccate qui Libero

Informazioni utili

Topolino: E’ il nome con cui nel 1931 fu introdotto in Italia Mickey Mouse.  Topolina era Minnie. Le prime vignette di Walt Disney apparvero sul supplemento domenicale per i bambini del giornale Il Popolo di Roma.
RAI: Sta per Radio Televisione Italiana
“Cosa mi dici mai”: è la frase che Topo Gigio ripeteva sempre e che molte generazioni di italiani conoscevano.

Il sarcofago del toporagno

Ma cosa hanno in comune Wes Anderson e Juman Malouf con l’imperatore Francesco Giuseppe? La compulsività dell’oggetto da collezione.

Wes Anderson non ha bisogno di grandi presentazioni: regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, nonché autore del bar presente in Fondazione Prada. Lei, Juman Malouf, libanese di nascita ma londinese d’adozione, è una donna di successo, designer, illustratrice e scrittrice di talento, il suo immaginario è molto affine a quello di suo marito, ma come potrebbe essere diversamente!

Dopo due anni di ricerche negli anfratti più segreti delle sedi museali austriache per esaminare più di quattro milioni di oggetti, la coppia ha riesumato e selezionato autentiche reliquie comprese in più di cinquemila anni di storia. Lo stesso Anderson dice: “Questa mostra è frutto di anni di pazienti negoziazioni tra me e mia moglie, a volte confronti completamente irrazionali, e doppio gioco e inganni machiavellici. Forse io sono colpevole quanto lei, ma ne dubito”. Amaranta Pedrani, RollingStone.

In questo articolo brillante, Amaranta Pedrani ci presenta una mostra molto particolare, “Il sarcofago di Spitzmaus“, che si può vedere ora alla Fondazione Prada di Milano (una galleria d’arte che vale una visita di per sé).

Esercizi

Vi invitiamo a leggere tutto l’articolo e poi a rispondere a queste domande:

  1. Innanzitutto, chi era Francesco Giuseppe?
  2. In che senso questa mostra è il segno di una compulsività a collezionare?
  3. Quali sono i criteri con cui sono esposti gli oggetti?
  4. Quali sono le aspirazioni dei curatori nel fare questa mostra?
  5. E infine, che cos’è il sarcofago del toporagno?

 

Milano-Roma: numeri di due città a confronto

Un confronto obbligato
La recente classifica dell’Economist tra le città del mondo ha riaperto in Italia il confronto Roma-Milano. Un confronto non campanilistico per capire se la qualità della vita è veramente diversa nelle due città, per capire in quale misura è determinata da una sorta di “destino” o delle amministrazioni.

Gemelli molto diversi

Le differenze sono marcate già a partire dalla descrizione dei luoghi. Il comune romano è di gran lunga più esteso, con 1.287 chilometri quadrati di superficie contro i soli 182 di Milano. Roma ingloba tante aree rurali, mentre il confine di Milano la separa da altre aree urbane, formalmente in comuni diversi, ma che rappresentano un unico agglomerato. Forse anche per questo, Roma gode di più spazi adibiti al verde, il 36 per cento della superficie totale, mentre a Milano sono solo il 13 per cento. Il Sole24Ore

Per vedere i dati clicca qui: Repubblica.it

Argomenti per la discussione

Leggendo l’articolo e analizzando le tabelle cerca di capire che cosa sembra funzionare meglio a Milano rispetto a Roma.

Che cosa rende Milano più attraente per i giovani che scelgono di venirci a vivere.

Perché si dice che a Milano “non sono tutte rose e fiori?” Che cos’è uno dei problemi più gravi di Milano?

 

 

Caivano, la scuola anti camorra: così dal degrado sbocciano giovani chef

Caivano, la scuola anti camorra: così dal degrado sbocciano giovani chef

Un gruppo di ragazzi entra all’Istituto Tecnico e Alberghiero Morano di Caivano, provincia di Napoli: 900 gli iscritti. La sede è in un casermone basso e largo già destinato ad ospitare i terremotati del 1980 (foto Rocco Rorandelli )

A Napoli c’è una strada larga senza case né negozi, in fondo le palazzine dai colori sbiaditi di un posto che non mantiene le promesse del suo bel nome, e subito prima un casermone basso e largo preceduto da un cortile con le aiuole e un campo da calcetto. Quel blocco di muri e finestre si chiama Opportunità. Ha anche un altro nome, il nome vero, ma potrebbe averne pure altri mille: resta comunque e soprattutto una opportunità. Perché dentro c’è una scuola che non è una scuola qualsiasi. Aule e laboratori dove i ragazzi non soltanto studiano e imparano: si salvano. Non tutti, certo. Qualcuno non si salva e molti non ne hanno bisogno. Ma tanti altri sì. E lì si salvano dall’ignoranza, dalla violenza, da un destino segnato lungo un solco che porta a una banda di camorra, a una piazza di spaccio, a maternità precoci, al carcere. Alla morte.

Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Corriere.it

Guida alla lettura
Leggi l’articolo cercando delle risposte a queste domande:
1. Come si chiama la Dirigente della scuola di Caivano?
2. Qual è la storia di questa persona?
3. Come si chiama il quartiere dove si trova la scuola?
4. Che cosa c’è di incongruo in questo nome?
5. Quando fu costruito questo quartiere?
6. Qual è l’attività più diffusa in questo quartiere?
7. Contro cosa combatte da anni il parroco del quartiere Maurizio Patriciello?
8. Com’era la scuola nel 2007 quando la nuova dirigente ci è entrata?
9. Dove trovano lavoro oggi gli studenti di Caitano?
10.Che cosa sogna la dirigente per la sua scuola?

1.La sede è in un casermone basso e largo
2. Fu scelto quel nome che adesso sembra uno sfottò
3. ..per trovare un lavoro che sia un lavoro vero e non manovalanza delinquenziale

Tema per la discussione
Perché secondo te le foto di questo articolo mostrano solo ragazzi e non ragazze? Eppure la scuola è mista.

I volti di Lombroso

Sapete chi era Cesare Lombroso? Era un medico e un antropologo dell’Ottocento ed è stato uno dei fondatori della moderna criminologia. Le sue terorie si basavano sul concetto del criminale per nascita, secondo cui l’origine del comportamento criminale era insita nelle caratteristiche fisiche del criminale, persona fisicamente differente dall’uomo normale in quanto dotata di anomalie e atavismi, che ne determinavano il comportamento deviante. Nella sua opera, L’uomo delinquente, Lombroso fa un’analisi molto dettagliata dei caratteri somatici criminali, corredandola con immagini. Ora queste immagini sono in mostra al Museo del Cinema di Torino, nella Mole Antonelliana,

La mostra «I mille volti di Lombroso» inizia con un busto in bronzo della testa di Neandertal, che ci porta subito alla scoperta della sua teoria sull’atavismo. Lombroso sosteneva infatti che alcuni individui criminali presentassero i caratteri regressivi tipici dell’uomo primitivo. Sosteneva anche che la terza fossetta occipitale del cranio umano, situata alla base, caratterizzasse i delinquenti, come l’asimmetria del volto, le orecchie appuntite e gli occhi ravvicinati. Lo si può vedere nelle immagini in mostra, da ieri e fino al prossimo 6 gennaio, al Museo del Cinema di via Montebello. In esposizione ci sono 305 fotografie che dialogano con tredici disegni, due manoscritti, un calco in gesso di un cranio e una maschera mortuaria in cera. E ancora strumenti scientifici, manufatti realizzati da pazienti psichiatrici, libri e riviste.

«La mostra vuole raccontare, seguendo l’ordine cronologico delle sue ricerche, i mille volti studiati da Lombroso – dice Cristina Cilli, conservatrice, co-curatrice e responsabile dell’archivio del museo -, che identificava (erroneamente) le persone in base ai propri tratti somatici». Cristina Insalaco, La Stampa

Spunti di discussione

Un personaggio e una mostra che non potevano non suscitare delle polemiche. Ne accenna anche l’articolo, in fondo. Voi che ne pensate? Qual è secondo voi l’opinione di scrive l’articolo, e quella ella curatrice della mostra? Da che cosa la si può ricavare?

All’Italia l’Ig Nobel 2019 per la Medicina grazie alla pizza: “È anticancro solo se fatta in Italia”

La cerimonia nel Massachusetts per gli irriverenti riconoscimenti alla scienza

L’Italia vince l’Ig Nobel 2019 per la Medicina per «aver fornito l’evidenza che la pizza può proteggere da malattie e morte, purché fatta e mangiata in Italia», si legge nella motivazione del premio che la rivista Annals of Improbable Research e l’Università di Harvard dedicano alle ricerche che fanno «ridere ma anche riflettere». Ig Nobel 2019, sono i premi che da 1991 sono dedicati alla scienza improbabile e alle ricerche più immaginifiche. Tra musiche, concerti e dimostrazioni esilaranti, la cerimonia è finanziata anche dalle associazioni di Fantascienza e degli studenti di Fisica dell’Università di Harvard.
Nel minuto che ogni ricercatore ha a disposizione per esporre i suoi risultati e le motivazioni delle ricerche sulla pizza, Gallus ha detto che la pizza può protegge dall’infarto del miocardio e da alcune forme di tumore. Gli ingredienti devono essere però, ha aggiunto, quelli tipici della dieta mediterranea: no, quindi, ad altre «interpretazioni» della pizza.
Per leggere tutto l’articolo clicca qui: LaStampa

Se volete partecipare dal vivo alla cerimonia cliccate qui:
Cerimonia dell’Ignobel

Ecco la lista completa dei vincitori del Ignobel 2019

Informazioni utili

Nella dieta mediterranea i prodotti devono essere il più possibile naturali. Se possibile, preferite il pane casereccio, ad esempio. La pasta è un altro alimento fondamentale della dieta mediterranea. Solitamente va cotta al dente e condita con un filo d’olio e pomodoro fresco. Una vera bontà che apporta il giusto nutrimento, ad esempio, a pranzo, se seguita da un frutto di stagione. Per condire, date la priorità all’olio extra vergine d’oliva, più naturale e meno grasso! Consumate grandi quantità di pesce azzurro del Mediterraneo, ricco di Omega 3 e di apporti nutritivi. E, poi, non dimenticatevi mai il toccasana che su una tavola italiana non manca mai: il vino! Un bicchiere di rosso al giorno toglie il medico di torno. È la medicina a parlare e, allora, cin cin!

 

 

 

Elena Ferrante, torna in libreria scrittrice misteriosa

È di questi giorni la notizia dell’imminente uscita del prossimo romanzo di Elena Ferrante. Le agenzie di stampa e i giornali di tutto il mondo hanno annunciato l’evento.
La vicinanza dei due ultimi post in ItalianNewsClicks non è casuale visto che il nuovo romanzo della Ferrante coincide con la riscoperta nel mondo anglosassone di Natalia Ginzburg.
Secondo The Guardian ” leggere la Ferrante è come trovare un nuovo amico, mentre leggere la Ginzburg è come trovare un mentore”…” reading Ferrante can seem like making a new friend, reading Ginzburg is more like finding a mentor. Here is someone who shares the experiences of daily life but also brings a fully formed moral and intellectual compass that allows you to see these experiences more objectively. From the smallest components of domestic life, she builds a world with the ethical complexity of the great 19th-century novels.”

 © ANSA

Il nuovo romanzo dal 7 novembre. Il titolo è ancora top secret

Fenomeno editoriale da oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo, tradotta in 40 paesi, amatissima negli Stati Uniti, Elena Ferrante, l’autrice bestseller della saga dell’Amica geniale, torna un libreria il 7 novembre con un nuovo romanzo. Il titolo e’ ancora top secret e dal piccolo frammento anticipato dalla casa editrice E/O si capisce che sara’ ambientato ancora una volta a Napoli.

..La misteriosa scrittrice senza volto – sulla cui identita’ si sono fatte tante ipotesi tra le quali la piu’ accreditata sembra essere quella che la identifica con Anita Raja, la moglie di Domenico Starnone e traduttrice di E/O – scatena ancora una volta la curiosita’ di fan e lettori e la sorpresa accende i social: sara’ l’inizio di una nuova saga? Un libro autoconclusivo? O magari a parlare e’ la figlia di Lila, in un ideale seguito della quadrilogia?  Per saperne di più clicca qui L’Ansa
Altre testate che hanno riportato la notizia:
LaRepubblica
Il Corriere
The Guardian
HarpersBazaar
Vogue

 

L’America riscopre Natalia Ginzburg

Effetto Ferrante, e l’America riscopre Natalia Ginzburg. “Una dei grandi autori italiani del ventesimo secolo”, scrive il New York Times, salutando la nuova pubblicazione in inglese di due opere di fiction della scrittrice morta nel 1991 a 75 anni nella sua casa al centro di Roma. Merito forse del successo planetario dell'”Amica geniale” e dei successivi capitoli della tetralogia napoletana, ipotizza Parul Sehgal sul quotidiano americano, ma intanto, quale che sia la ragione, il 25 giugno tornano in libreria il romanzo del 1947 “E’ stato così” nella versione classica di Frances Frenaye del 1949, e “Caro Michele”, appena ritradotto da Minna Zallman Proctor, editor di Literary Review e premio PEN Poggioli, con un nuovo titolo: “Happyness as Such”. Alessandra Baldini, Ansa Cultura.

Sempre su Natalia Ginzburg, invitiamo anche a leggere il bell’articolo di Joan Acocella, “Rediscovering Natalia Ginzburg,” uscito di recente sul New Yorker.

Inoltre nel 2018 è uscita una biografia di Natalia Ginzburg scritta da Sandra Petrignani  intitolata La Corsara. Per saperne di più cliccate qui: Corriere

Note di cultura

Effetto Ferrante: Qui l’autrice dell’articolo si riferisce a Elena Ferrante, la popolare scrittrice italiana, autrice della tetralogia napoletana, il ciclo di quattro volumi raccolti sotto il titolo L’amica geniale. Nel primo articolo citato ci sono vari altri riferimenti a Ferrante, vi invitiamo a cercarli. In entrambi gli articoli ci sono vari riferimenti a scrittrici e scrittori; vi inviatiamo di nuovo a cercarli in modo da disegnare una sorta di mappa letteraria intorno a Natalia Ginzburg, una delle figure più interessanti della letteratura italiana del ‘900.