SOCIETA’ Strasburgo, no al crocifisso in aula

La Corte europea dei diritti dell’uomo accoglie la denuncia di una madre
Il ministro Gelmini attacca. Bersani: “E’ una tradizione inoffensiva”

Una cittadina italiana di origini finlandesi ha chiesto che il crocefisso fosse tolto dall’aula dei suoi figli. La sua richiesta è stata respinta (denied) da molti tribunali (courts) italiani, quindi lei si è rivolta (appealed) alla Corte europea dei diritti dell’uomo. I giudici di Strasburgo le hanno dato ragione, stabilendo inoltre che il governo italiano debba pagare alla donna un risarcimento (compensation) di cinquemila euro per danni morali.
Il governo italiano e il mondo cattolico (la Cei e il Vaticano) sono furiosi. Anche Bersani, leader dell’opposizione, sembra pensare che il crocefisso faccia parte della tradizione e che nella decisione debba prevalere il buon senso. Il governo italiano presenterà ricorso (will appeal) alla Grande Camera della Corte europea. La Repubblica.

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