I robot-bambini italiani

L’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), fortemente voluto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e dal direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, è stato fondato nel 2003 con l’intenzione di creare una struttura completamente nuova, da plasmare sul modello delle migliori esperienze internazionali, nella convinzione che in Italia sia meglio ricominciare da zero piuttosto che tentare di modificare ciò che modificabile non è. Soprattutto l’Università.
Oggi l’Iit chiude la fase di avvio mantenendo i propri impegni. I laboratori sulle colline di Genova sono completamente operativi nei tre campi di attività principali: robotica, scienze della vita e nanotecnologie. La robotica è la più sviluppata: dodici robot umanoidi con sembianze infantili (v. foto) – basati su un sistema open source che consente agli acquirenti di personalizzarli con proprie applicazioni – sono già stati venduti a laboratori di tutto il mondo a 250 mila euro l’uno. Nella sede centrale genovese e nella rete delle altre otto create in tutta Italia, lavorano circa 800 ricercatori: un terzo italiani, un terzo stranieri e un terzo connazionali rientrati in patria. Ogni ricercatore è stato scelto secondo criteri di valutazione internazionali. A cominciare dal direttore scientifico Roberto Cingolani, un fisico laureato alla Normale di Pisa con esperienze in Germania al Max Planck Institut e in Giappone. Corriere della Sera.

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