Sumaya Abdel Qader, 12 anni per diventare italiana

Sumaya Abdel Qader è nata a Perugia nel 1978  da genitori giordanopalestinesi, ed è l’autrice di Porto il velo, adoro i Queen (Sonzogno 2008) un romanzo dove descrive il suo dilemma di giovane donna divisa tra la fede nell’Islam e la passione per il rock.
Pur essendo nata e vissuta in Italia per trentadue anni, avere avuto due figlie italiane e aver scritto un romanzo in italiano, a Sumaya ci sono voluti 12 anni per ottenere la cittadinanza in questo paese. A 18 anni c
ome tutti i figli degli stranieri nati in Italia anche Sumaya ha fatto domanda di cittadinanza al suo comune di residenza. Presentando tutta la documentazione necessaria e giurando davanti a due testimoni è stata dichiarata senza troppi problemi cittadina. Il giorno dopo pero’ per un errore commesso dallo stesso comune, la cittadinanza le è stata negata. Da quel momento Sumaya ha combattuto con la burocrazia italiana tra scartoffie (paperwork), migliaia di richieste di documenti e equivoci di ogni tipo, per dodici anni,  e solo adesso è riuscita finalmente a vincere la sua battaglia e a riottenere la cittadinanza. Questo secondo giuramento è stato celebrato in pompa magna ed è venuta anche una troupe di Al Jazeera a filmare l’evento. 
L’Internazionale Serie Nuovi Citttadini

Nuotare tra balene e foche

Da qualche mese nel corridoio di mare che da Olbia apre a Capo Monte Santu, punta estrema sud-orientale del golfo di Orosei, in Sardegna, è stata avvistata una famigliola di balene del genere “Balaenoptera physalis”, scortata da tonni e delfini. “Il transito dei cetacei – spiega Stefano Lavra, responsabile del Centro ambientale di Cala Gonone – è monitorato da anni, il fatto nuovo risiede nella presenza prolungata nel nostro mare. La costa orientale dell’isola è ricca di biodiversità, una specie di laboratorio naturalistico. Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni tuttavia ci fa pensare che forse si stanno creando presupposti diversi”. Qualche giorno fa, tra lo stupore dei primi turisti diretti alla spiaggia di Cala Luna e alle grotte del Bue Marino, le balene hanno transitato a non più di trecento metri dalla costa. La Stampa.
E al largo della Sicilia, attorno alle isole Egadi, in acque dove non la si vedeva più dagli anni ’50, è tornata a nuotare la foca monaca, animale a rischio di estinzione a causa dell’alterazione del mare per mano dell’uomo. Corriere della Sera.

Aggiornamento sul caso Emergency: i tre volontari italiani arrestati l’11 aprile scorso a Lashkar Gah, nel sud dell’Afghanistan, dalle forze di sicurezza afgane, sono stati ritenuti non colpevoli e liberati. Repubblica.

Roma, 50mila in piazza con Strada

Dopo la petizione che ha raccolto oltre 350mila adesioni, Emergency ha indetto una manifestazione di solidarietà per i tre operatori detenuti in Afghanistan. Nella foto tre partecipanti alla manifestazione si chiudono la bocca con un pezzo di scotch bianco e rosso, riferendosi all’intenzione di chiudere la bocca ad un testimone scomodo come Emergency. Voci, striscioni e bandiere, che chiedevano “Liberateli” e  e “Io voglio la pace”. Non c’erano bandiere di partito ma molto bianco, come simbolo di pace e di neutralità.
Dal palco hanno parlato Gino Strada e sua figlia Cecilia ora presidente di Emergency (dopo la morte di sua madre
Teresa Sarti). Gino Strada ha detto che la manifestazione non vuole essere una atto di accusa contro qualcuno ma contro la guerra stessa e contro chi sceglie di stare dalla sua parte a costo di far chiudere un ospedale con una  missione umanitaria. C’erano anche le famiglie di  Matteo Pagani e di Marco Garatti. Qualcuno ha letto una lettera scritta da uno dei tre cooperanti alla sua famiglia – “Qui in Afghanistan l’uomo vive con la guerra ogni giorno. I bambini non piangono più. Nemmeno quando hanno un braccio pendolante. E non riesco più a guardarli negli occhi perché impazzirei sapendo che non c’è una spiegazione” La Repubblica

Storia e storie della scuola italiana

Nel 2011 si celebrera’ il 150° anniversario dello stato italiano. Nicola D’Amico, un esperto di politica scolastica, descrive questo periodo  attraverso una dettagliata storia della scuola italiana.  Il libro parte dall’antichita’ greco-romana e dalla ratio-studiorum dei gesuiti e arriva fino agli attuali ministri dell’educazione  Berlinguer, Moratti, Fioroni e Gelmini.
Sulla copertina del libro spiccano  i personaggi che hanno creato e profondamente influenzato la scuola italiana, il conte Casati e don Bosco, Maria Montessori e Giovanni Gentile, Antonio Gramsci e don Lorenzo Milani, per finire con l’immagine significativa di due studenti di oggi (uno dei due figlio di immigrati di colore).   Dall’Unità d’Italia nel 1861, alla contestazione studentesca del ’68 fino ai nostri giorni, D’Amico ci racconta la storia d’Italia attraverso la storia della sua scuola, storia di cambiamenti culturali e politici, di riforme, di ministri e di funzionari ma anche una storia fatta di “storie” di semplici persone, di studenti e professori.  Il sole 24 ore

A Ferrara la prima Festa del libro ebraico

La prima Festa del libro Ebraico in Italia si svolgerà a Ferrara dal 17 al 21 aprile all’interno dell’ex Convento di San Paolo con una mostra di libri antichi e moderni, e una libreria piena di libri ebraici. Saranno ospiti scrittori, giornalisti e intellettuali che in incontri, dibattiti e tavole rotonde discuteranno di tematiche legate alla cultura ebraica. La Festa renderà un omaggio particolare al grande scrittore contemporaneo Giorgio Bassani che amò e fece conoscere meglio di tutti con i suoi romanzi, la vita della sua città e della sua comunità ebraica durante gli anni del fascismo, delle leggi razziali, della Shoah. Ci saranno inoltre concerti, proiezioni di film, itinerari turistici e camminate per far conoscere i luoghi ebraici della città. Questa manifestazione culturale è stata voluta e organizzata dal Presidente del MEIS (Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah), il professore Riccardo Calimani che in un’intervista sul Corriere della Sera spiega le ragioni che l’hanno spinto a organizzare questo evento.

Mille emigrati da Barcellona a Genova sulla nave dei diritti

La segnalazione di questo progetto ci arriva da una lettrice di Barcellona.
La nave dei diritti e’ un’idea nata da un gruppo eterogeneo di italiani che vivono a Barcellona, con il sostegno di un folto gruppo di genovesi e di un gran numero di personaggi famosi del mondo della cultura italiana e straniera che hanno accompagnato le loro adesioni con videomessaggi, tra questi oltre a Dario Fo, ci sono Ottavia Piccolo, Moni Ovadia, Roberto Vecchioni, e molti altri ancora.
L’idea di questo viaggio simbolico e’ di lanciare una campagna per salvare i diritti civii in Italia che oggi sembrano in pericolo.

La nave dei diritti partira’ da Barcellona il 25 giugno 2010 e arrivera’ a Genova. Sulla nave che portera’ 1000 persone si svolgeranno spettacoli, incontri e dibattiti e quando i viaggiatori sbarcheranno a
Genova si uniranno agli abitanti della citta’ per riaffermare insieme a loro l’origine laica e pluralista  della nostra Costituzione e la centralità della libertà e della democrazia vera.
Per sapere di piu’ di questo progetto si puo’ visitare il sito dell’organizzazione: http://www.losbarco.org./

Jovanotti sale in cattedra a Harvard

Il cantante toscano è stato invitato dalla prestigiosa università di Boston a tenere una conferenza su “Musica e diritti umani”. Da sempre Jovanotti ha legato la sua immagine pubblica a molte battaglie per i Diritti Umani . Durante l’intervento, in programma al Wiener Auditorium della Kennedy School martedì 27 aprile alle 18, la star italiana racconterà agli studenti di Harvard il “punto di vista di un artista che proviene dall’Italia, un paese periferico rispetto ai grandi flussi di informazione globale ma non per questo irrilevante, visto che l’Italia vanta una grande storia di progressi in ambiti sociali e di solidarietà internazionale”, spiega il suo ufficio stampa. Il tour sarà giovedì 22 aprile a Washington, per poi toccare New York il 24, Philadelphia il 25, Boston il 28, Montreal il primo maggio, Toronto il 3 e il 4 maggio e Chicago il 6. La Stampa.

Emergency, l’ospedale di Lashkar-gah è in mano alla polizia afgana

Dopo l’arresto di tre giorni fa’ di tre uomini dello staff medico dell’ospedale di Lashkar-gah, Dell’Aira, Garatti e Pagani, l’ospedale di Emergency è ora nelle mani della polizia afgana e del personale locale. Emergency ha perso il controllo dell’ospedale e non sa cosa stia accadendo all’interno.  Secondo il portavoce del governo di Helmand, Daud Ahmadi “La polizia ha in mano la sicurezza e tutte le attività si svolgono normalmente..”.  Secondo Alessandro Bertani vicepresidente di Emergency, l’obiettivo di non fare più operare l’organizzazione da Lashkar-Gan, sarebbe stato stato raggiunto. Sul caso Emergency è nata anche una polemica politica. Il Pd (Partito Democratico all’opposizione) chiede al ministro degli esteri Frattini (Partito di maggioranza) perchè il governo italiano non sia sia mosso in modo più tempestivo per chiedere il rilascio delle persone arrestate”.

Nel frattempo l’appello “Io sto con Emergency” lanciato dall’organizzazione (sul sito in due lingue) in cui si sottolinea la neutralità dell’associazione  la natura medica e non politica del suo lavoro, ha raccolto al momento 170 mila firme ed ha scatenato una gigantesca solidarieta’ tra il popolo della rete.

La Repubblica

Tutti pazzi per amore

Che cosa succede se si intrecciano le strutture linguistiche della commedia musicale all’italiana e quelle della sophisticated comedy? Questa è la sfida di “Tutti pazzi per amore”, la fiction prodotta da Carlo Bixio per Publispei per la regia di Riccardo Milani che ora è alla sua seconda stagione e che anche quest’anno si dimostra spassosa, intelligente, non banale. Al centro ci sono cinque donne – colleghe giornaliste in una rivista femminile – e le loro avventure e sventure amorose e familiari. I momenti clou dei loro drammi sono sottolineati da famose canzoni italiane. “La scorsa stagione ‘Tutti pazzi per amore’ è stata la serie italiana più originale degli ultimi anni: un po’ commedia e un po’ musical, e poi molte citazioni, molte canzoni pop, molti balletti. ‘Tutti pazzi per amore 2’ mantiene la sua formula di successo, anzi la rafforza…” dice Aldo Grasso, il critico televisivo – tutt’altro che indulgente – del Corriere della Sera. Sul sito della Rai si possono vedere alcune puntate.