Concerto per Maradona a Napoli

Diciotto anni dopo l’ultima partita giocata allo stadio San Paolo di Napoli, la città rende un nuovo omaggio al “pibe de oro“.
Il grande Maestro Roberto De Simone ha composto e dirigerà domani e domenica al San Carlo di Napoli, El Diego – Concerto n. 10, per Maradona e Orchestra”, uno degli eventi più attesi del Napoli Teatro Festival Italia. Il Massimo napoletano per il Massimo del calcio mondiale, ancora oggi beniamino dei tifosi partenopei. Le gesta (imprese) sportive e la vita spericolata di Diego Armando Maradona sono rappresenttate in due atti: uno che ricorda il genio del grande campione, l’altro la sregolatezza.  “El Diego”, come già la Gatta Cenerentola, che ha reso celebre De Simone quaranta anni fa, unisce tradizione popolare e scrittura musicale coltissima. In quest’opera che è  il suo omaggio a Maradona, De Simone spiega di voler dare una voce anche alla sua tifoseria (fans), e che il ritmo dell’opera intende ricreare quello incalzante delle curve dello stadio.

In Italia la popolazione cresce grazie agli immigrati

Questa è la fotografia dell’Italia che emerge dagli ultimi dati dell’Istat. La popolazione ha superato la soglia dei 60 milioni, ma la crescita del 5% è dovuta solo agli stranieri che hanno raggiunto il 7% della popolazione. Gli stranieri sembrano preferire le regioni del  nord e del centro, in particolare l’Emilia-Romagna (11,8 per mille), l’Umbria (10,2 per mille) e il Lazio (10,0 per mille), mentre nel sud, dove c’è meno offerta di lavoro, raggiungono appena il 2,7%.
Secondo i dati le nascite continuano a diminuire e continua ad aumentare il numero dei morti, quindi la popolazione italiana gradualmente invecchia. 
Fortunatamente ci pensano i nuovi immigrati a mettere al mondo (partorire) bambini. Il 14% dei nuovi nati è infatti cositituito da bimbi figli di coppie straniere.
Risulta anche che gli italiani non cambiano volentieri residenza all’interno del paese, infatti solo 1 milione e 350mila persone in media si spostano dalle regioni del Mezzogiorno (eccettuato l’Abruzzo) a quelle del Nord e del Centro.
Un  dato  interessante è che la struttura sociale italiana rimane fortemente incentrata sulla famiglia.  Ben 99,5% degli italiani vive in famiglia. Le famiglie registrate all’anagrafe sono 24 milioni e 905 mila circa, con un numero medio di componenti per famiglia pari a 2,4. La Repubblica

Tutti pazzi per Virginia Agnelli

Marina Ripa di Meana con la giornalista Gabriella Mecucci ha dedicato un libro a Virginia Agnelli, madre di Gianni Agnelli (1921-2003, uno dei principali azionisti della Fiat), dal titolo Virginia Agnelli. Madre e farfalla, pubblicato da Minerva Edizioni. “Amo moltissimo la figura di Virginia – racconta Marina Ripa di Meana – e certamente il mio interesse per lei, insieme con l’idea del libro, nascono da moventi estetici, dalle sue rare immagini e dai ricordi di coloro che l’hanno conosciuta. Tutti fatalmente incantati da quella donna bellissima, con una gran capigliatura rossa, così stravagante e inclassificabile. Non nascondo di essermi un po’ identificata in quella donna frivola ma capace di difendere come una tigre i suoi sette figli”. “Virginia Agnelli – dice Gabriella Mecucci – è stata una lottatrice. Ha saputo lottare per i figli e anche per vivere liberamente il suo amore con Curzio Malaparte. Virginia afferma sempre la propria personalità, anche quando inventa il Sestrière con suo marito Edoardo, o quando tifa per la Juventus, e si presenta in tribuna con un cane nero e uno bianco. C’è una sua cifra inconfondibile, fatta di ingenuità e di femminilità in apparenza fragile, che nasconde una personalità fortissima. Siamo state molto felici di averla potuta scoprire e raccontare”.Il Foglio.

Francesca Schiavone trionfa al Roland Garros

Francesca Schiavone è entrata nella storia. Sconfiggendo per due set a zero l’australiana Samantha Stosur (6-4 7-6 con tie break finito 7-2) la tennista milanese diventa la prima italiana a vincere una gara del Grande Slam. Incontenibile la sua gioia alla fine del tie break, quando l’errore della sua avversaria le consegnava la vittoria. “Mi sento una vera campionessa, mi sento fantastica”, ha commentato a caldo la tennista milanese. Con la vittoria di Parigi, Francesca Schiavone stabilisce un altro record per il tennis femminile italiano. Da lunedì infatti, quando sarà stilata la nuova classifica mondiale, la tennista azzurra (italiana) occuperà la sesta posizione, un record per le giocatrici italiane. Corriere della Sera.

In bici a Pompei

Sui lastricati di Pompei, dove duemila anni fa scarrozzavano i cocchi dei patrizi, adesso pedalano i turisti. È l’ultima pensata del commissario straordinario Marcello Fiori. La prima pista ciclabile, di circa 5 km., è stata inaugurata ieri e va da Piazza Anfiteatro a Villa dei Misteri, lungo le mura perimetrali della città romana. Il noleggio della bicicletta, completa di casco, è incluso nel biglietto. Se preferite potete portarvi la vostra, tanto Pompei è diventata friendly, un angolo di Svizzera nel cuore di Gomorra: non c’è neppure bisogno di mettere il lucchetto. Nel corso della visita è possibile degustare vini tipici dell’area vesuviana, ma prima di rimontare in sella sarà bene sottoporsi all’alcol test. Riccardo Chiaberge, Il Sole 24Ore.

Italia-Germania 40 anni dopo


A poche settimane dalla Coppa del Mondo 2010, questo articolo rivisita con tenerezza, ironia e molta nostalgia, la storica semifinale  del 1970 in cui l’Italia batté la Germania 4-3.
Questa partita fu definita “la gara del secolo” e rappresenta anche il simbolo di un epoca che era cominciata con i Beatles e si concludeva, grazie all’eroico portiere Albertosi e al gol finale di Rivera, con il simbolico ingresso dell’Italia in Europa. Con questa vittoria sui “crucchi” l’Italia si lasciava alle spalle l’immagine di un paese dove tutto era “piccoletto” come nella famosa canzone dell’epoca  il Piccolo Corazziere di Renato Rascel.
Su questa partita e sul suo significato sono stati scritti dei libri come quello, citato nell’articolo, di Nando della Chiesa  La partita del secolo,  e canzoni come quella di Mina  ‘Ossessione 70’ che ricorda Boninsegna, Burgnich e Riva e tutti gli altri eroici protagonisti di quel trionfo.
Sino alla fine degli anni Sessanta l’Europa per gli Italiani era un mondo di sogno,  e nonostante l’incredibile boom economico di quegli anni, non riuscivano a liberarsi dal ruolo di “straccioni geniali”. Quella vittoria sulla Germania, paese leader europeo per la sua solida borsa, la sua rigida disciplina e il suo squadrone panzer del football, fu una rinascita vera e un’impresa storica.  La Repubblica.it

“Altri libertini” trent’anni dopo

A trent’anni di distanza, cosa ci può ancora dire Altri libertini, il romanzo di Pier Vittorio Tondelli (1955-91)? In un certo senso, è il momento migliore per riprendere in mano questo libro e rileggerlo con sguardo critico. All’inizio, al momento della sua pubblicazione, fu soprattutto un caso extraletterario. Molti giovani si riconobbero in quelle storie senza compromessi, e l’uso aperto del parlato e del sesso esaltò la curiosità dei lettori. Inoltre, com’è noto, il libro fu condannato per oscenità, fattore che contribuì ad aumentarne l’aura “maledettista”. Ma nel 2010, senza preoccupazioni moralistiche o ideologie facili cui ricorrere, Altri libertini si rivela innanzitutto per ciò che è: un meraviglioso canto di innocenza e dolore, di tenerezza e violenza insieme. L’elemento più innovativo è innanzitutto il patchwork di linguaggi che l’autore mette in campo. Ogni sorta di riferimento, dal più alto al più popolare – passando per l’uso deliberato del gergo della musica e del cinema – viene tritato in un insieme continuo e musicale, che imprigiona il lettore fin dall’inizio. Il Sole 24Ore. Per approfondire la figura di Tondelli, sempre sul Sole 24Ore, v. l’articolo di Antonio Armano, “Io e Tondelli, due appartati e schivi”, sul rapporto Tondelli/Arbasino.

“Festina Lente” al Firenze Gelato Festival

Al Firenze Gelato Festival che si è concluso ieri è stato presentato un nuovo gusto di gelato il “Festina lente”. Per questa manifestazione sono stati allestiti stand in tutto il centro di Firenze, nelle piazze Santissima Annunziata, Repubblica, San Giovanni, Palazzo Vecchio e in molti caffè storici della città. Alla  manifestazione hanno partecipato oltre 400.000 visitatori.
Il “Festina Lente”
è fatto con agrumi, zenzero e pezzi di frutta candita, ingredienti tipici dell’ antica tradizione culinaria fiorentina. L’arte del gelato è  nata infatti a Firenze ai tempi di Caterina de’ Medici e fu da lei internazionalizzato, quando andando sposa al Duca Enrico D’Orleans, volle portare con sé a Parigi il suo gelatiere Ruggeri. Da li’ il gelato si diffuse rapidamente in tutta Europa.
Anche il nome  si ricollega alla storia di Firenze, in quanto era il motto dell’Impertore romano Augusto utilizzato da Cosimo dei Medici per l’emblema della sua flotta e signica “affrettati piano”
L’Espresso