Riapre oggi l’ospedale di Emergency in Afghanistan

PeaceReporter – video
 

Ha riaperto ed è già operativo dalle prime ore di questa mattina l’ospedale di Emergency a Lashkar-gah in Afghanistan, (chiuso da quasi 100 giorni) dopo che le autorità afgane hanno garantito autonomia totale alla Ong e rispetto della neutralità del Centro chirurgico. L’annuncio è stato dato ufficialmente oggi, nella sede milanese di Emergency, a oltre tre mesi dalla chiusura, avvenuta lo scorso aprile, quando la polizia afgana aveva prelevato membri dello staff, poi rilasciati perché del tutto innocenti. “Abbiamo ricevuto le scuse ufficiali del governo afgano per i fatti del 10 aprile – ha detto il fondatore di Emergency Gino Strada, in collegamento telefonico dall’Afghanistan -, le autorità si sono dette felici del ritorno di Emergency, ma sono soprattutto le persone a volere l’ospedale. Abbiamo ritrovato tutto il nostro staff, l’ospedale era insabbiato, ma non è stato toccato nulla” Ansa

Uso della lingua
si sono dette felici: significa: hanno detto di essere felici.

L’Italia, la lotta delle formiche

In questi anni di declino esiste, secondo l’opinionista che scrive, un’Italia meno visibile fatta di quelle persone che lui paragona a tante formiche che fanno ancora seriamente il loro dovere.
Eccone alcuni esempi. Sono il signore che paga il biglietto del tram. La volontaria che assiste gli anziani soli. Il cittadino che non evade le tasse. La signora che chiede per favore. Il pensionato che fa la coda negli uffici.  Sono quelli che non sgomitano. Non si mettono in mostra. Non cercano scorciatoie. Non si arrendono. Lavorano a volte anche per gli altri. Si fermano sulle strisce pedonali. Non gettano mozziconi nelle strade. Aspettano il loro turno per parlare. Sono le persone che scrivono lettere dal Paese dei Nessuno ai giornali per avere una speranza, e riassumono il declino di un vivere comune, intaccato da una terribile domanda: ma chi te lo fa fare? 

In un paese dove sempre più “Non importa chi sei, ma chi conosci”, servirebbe un antivirus alla cultura della convenienza, scrive l’autore dell’articolo, servirebbero  esempi, responsabilità, impegno, pulizia morale che mostrino che la misura del successo non può essere solo il denaro.  Noi, conlcude l’opinionista, come le formichine della Ortese, (la scrittrice citata nell’articolo) dobbiamo sperare. Ma è legittimo dubitare. Corriere.it

Uso della lingua

sgomitare:andare avanti a forza di gomitate, cioè con prepotenza e aggressività.
cercare scorciatoie: trovare delle strade più brevi per evitare il lavoro e la fatica.

Pirandello e Einstein a Princeton

Agosto 1935. Fu Albert Einstein, a quanto pare, a invitare Luigi Pirandello nel “suo” campus universitario quando il drammaturgo siciliano si trovava a New York da circa un mese, accolto da truppe di giornalisti, dalle promesse dei produttori hollywoodiani, dai solenni omaggi delle autorità accorse per salutare come si doveva il Premio Nobel, uno dei maggiori scrittori del momento, con banchetti, concerti, party. Approdato per la seconda volta in America, con la speranza (o meglio con la certezza) di sfondare nel business del cinema, Pirandello rimarrà presto deluso. Mentre nel ’23, su invito (e con il contributo) del magnate dell’automobile Henry Ford, la tournée produsse qualche successo di pubblico e di critica, stavolta fu il definitivo fallimento di un sogno a lungo maturato (“sono alla vigilia di una grande fortuna”, aveva detto prima di imbarcarsi). E se allora l’America gli aveva lasciato l’impressione favolosa di un luogo capace di “nuove forme di vita” – a differenza dell’antica e triste Europa – adesso, nelle lettere al suo amore Marta Abba, dice di averne “la nausea fino alla gola”… Ma forse quella mattina d’agosto in cui raggiunge il suo amico Albert dopo un’oretta di treno, Pirandello non ha ancora perso tutte le speranze. Amico è forse dir troppo. …[Pirandello e Einstein si erano incontrati due volte in precedenza, a Berlino nel 1925, in occasione della rappresentazione di Sei personaggi in cerca d’ autore, e a Parigi nel 1931.]
Esule negli Stati Uniti in fuga dalla Germania nazista, di cosa avrà voluto parlare con il fascista Pirandello l’ebreo Einstein? Perché ha voluto raggiungere telefonicamente lo scrittore italiano nella sua suite al quarantunesimo piano del Waldorf Astoria invitandolo a Princeton? … Lo racconta bene Elio Gioanola nel suo Pirandello Story (Jaca Book 2007). Corriere della Sera.

Uso della lingua
come si doveva, come si deve: significa in modo adeguato.
oretta: colloquiale per circa un’ora.

Cattelan compie 50 anni

E’ difficile da credere che il Pierino dell’arte contemporanea, l’erede della merda d’artista, il guerrigliero delle arti visive ma anche l’artista nato povero ma non dell’Arte Povera diventato l’Italiano più caro al mondo, insomma avete capito, “lui”, Maurizio Cattelan, stia per superare il mezzo secolo di vita. Come ci si sente a 50 anni? “Uguali, direi. Ma più che celebrare i 50 anni, celebro 20 anni di permanenza nello stesso mestiere, l’artista: tutti i lavori che ho fatto prima al massimo sono durati un paio di anni”. In effetti Cattelan è rimasto uguale a quando c’incontravamo nel 1993 nello stesso ristorante giapponese, Shima, nell’East Village di New York dove abbiamo fatto questa intervista. Sembra geneticamente disegnato per essere un personaggio eterno da fumetti. Stesso peso, qualche capello grigio in più e anziché abiti sgraffignati oggi indossa T-shirt autoprodotte griffate (firmate) Cattelan. Unica differenza: 17 anni fa anche se con fatica chi pagava il conto del ristorante ero io, mentre oggi è lui.
Oggi le cose sono leggermente cambiate, le opere di Cattelan non sono così facili da avere e costano svariati milioni alle aste e sul mercato privato. La Stampa.

Uso della lingua
Pierino: per antonomasia, dal ragazzino ingenuo e terribile protagonista di tante storielle.

In quest’articolo il giornalista, Francesco Bonami, scrive con un linguaggio molto disinvolto, mescolando termini colloquiali (come sgraffignare, per rubare) ad altri appartenenti alla sfera dell’arte.

Da settembre pagelle online. Al via la sperimentazione

La pagella cartacea introdotta in Italia nel 1926, durante il ventennio fascista, sarà sostituita dal 2012/2013 in tutte le scuole di ogni ordine e grado dalla pagella  elettronica. In via sperimentale, l’innovazione partirà da settembre. Per la scuola, si tratta di una piccola rivoluzione il cui scopo secondo i ministri Calderoli e Brunetta sarebbe di semplificare il quadro delle comunicazioni tra scuola e famiglia.  Così, con questa innovazione tecnologica, tramonteranno definitivamente i tempi in cui gli alunni più somari riuscivano a nascondere i brutti voti ai genitori. Basterà un computer provvisto di un collegamento ad internet e con un semplice clic mamme e papà potranno scoprire se i figli hanno effettivamente studiato. L’unico piccolo problema è che non tutte le famiglie italiane hanno ancora un computer. Secondo l’ultima indagine dell’Istat, le famiglie con figli a scuola che hanno un computer sono il 74 per cento e quelle che possono navigare in Internet il 61 per cento. Restano, comunque, tagliate fuori 4 famiglie su 10 che, con tutta probabilità, due volte l’anno si recheranno a scuola per richiedere la vecchia pagella di carta. Repubblica
Uso della lingua 
le scuole di ogni ordine e grado: è un’espressione comune nel linguaggio burocratico e si riferisce con “ordine” alla tipologia: materna, elementare, media e secondaria, e “grado” alla distinzione tra scuole secondarie di primo grado (medie) e di secondo grado (superiori).
somaro: somaro (o mulo) si usa come sinonimo di studente ignorante o svogliato.

Umbero Eco, Come rovesciare i luoghi comuni

Si intitola “Scusa l’anticipo ma ho trovato tutti verdi” l’ultimo libro di Umberto Eco. Per il lettore duro di comprendonio, si tratta del rovesciamento di un luogo comune,”scusa il ritardo, ma era un semaforo rosso dopo l’altro”. Il libro consiste nel gioco di raccogliere dei luoghi comuni, ce ne sono ben 500, e crearne l’oposto. Per esempio,“A volte la fantasia supera la realtà” al posto di ” a volte la realtà supera la fantasia” oppure  “Le droghe pesanti sono l’anticamera delle canne“, invece di ” le canne sono l’anticamera della droga” “Meglio cento giorni da leone che uno da pecora”,mentre si dice “meglio un giorno da leoni che uno da pecora” o anche “Sono rimbambito, sì, ma non sono vecchio”, invece di ” sono vecchio ma non sono rimbambito”. Leggendo questi luoghi comuni ci accorgiamo che tutti noi, li usiamo ogni giorno. Anzitutto perché riflettono spesso un’ovvia verità, e poi perché hanno funzione “fatica” Eco spiega che questa funzione serve a stabilire un contatto con gli altri, anche se non si trasmettono informazioni, richieste, ordini. Hanno funzioni fatiche le frasi fatte che si dicono incontrandosi o accomiatandosi, come “bella giornata, come sta, piacere, salve” e così via, ma hanno funzione fatica, appunto, anche i luoghi comuni come “si rende conto che siamo in giugno, e non ci sono più le stagioni”, che sono ovvi ma servono appunto a mostrare che vogliamo essere gentili e  che la pensiamo come lui o lei. L’Espresso
Uso della lingua
duro di comprendonio: che fa fatica a capire, un po’ tonto.
canne: sigarette di marjuana.
la pensiamo: su quel soggetto abbiamo una certa opinione. 

I suoni delle Dolomiti

Al mondo non c’è nulla di più armonico del suono della natura, ma figurarsi cosa succede quando la musica dell’ambiente e quella “umana” si incontrano in un concerto là dove la terra è a un passo dal cielo, in cima alle Dolomiti
Su queste splendide montagne riconosciute dall’Unesco come patrimonio naturale dell’umanità, da ben 15 anni ogni estate hanno luogo concerti  e  anche spettacoli di artisti di fama internazionale uniti dallo stesso amore per la natura e l’ambiente. Questi eventi fanno parte di un festival che si chiama I Suoni delle Dolomiti, dove pubblico e musicisti (con strumenti in spalla) raggiungono a piedi il luogo dell’esibizione in un vero e proprio “cammino verso la musica”, che parte dal Veneto e tocca alcune delle località turistiche del Trentino Alto Adige: Val di Fassa, San Martino di Castrozza, Val di Fiemme, Altopiano della Paganella, Valsugana, Val di Non, Folgaria e tante altre ancora. Tra gli appuntamenti:  l’Alba delle Dolomiti una serie di eventi di vario tipo che hanno luogo all’alba, l’allegra improvvisazione del quartetto inedito dei grandi jazzisti Steven Bernstein, Paolo Fresu, Gianluca Petrella e Marcus Rojas (28 luglio h. 14.00pm – Val di Fiemme), l’attore/regista/musicista e scrittore Moni Ovadia (31 luglio h. 6.00 – Col Margherita), il comico Paolo Rossi (8 agosto h. 6.00 – Val di Fassa), la voce dell’Africa della regina del pop afrikaans e portavoce dell’Unicef Angelique Kidjo (9 agosto h. 14.00 – Altipiano di Folgaria, Lavarone e Liserna). La Stampa.

Uso della lingua
figurarsi:  è difficile immaginarsi

a un passo dal cielo: è un’espressione metaforica, significa in alto, in alta montagna.
toccare: in questo contesto significa raggiungere. La lingua italiana ama le espressioni colorite e metaforiche.

Vicino a Venezia la prima centrale elettrica a idrogeno

La prima centrale elettrica di dimensioni industriali alimentata a idrogeno al mondo è entrata in funzione lunedì 12 luglio a Fusina, in provincia di Venezia. La scelta di Fusina come sede della sperimentazione è dovuta alla presenza della centrale termoelettrica a carbone e del vicino polo (centro) petrolchimico di Marghera che ha fornito le materie prime. Si tratta di una “perla ingegneristica unica al mondo. Utilizza idrogeno anche se per il momento questa tecnologia è 5-6 volte più costosa di un impianto normale. Per questo non dobbiamo smettere di investire in Ricerca e sviluppo”, ha sottolineato l’ad dell’Enel Fulvio Conti. Corriere della Sera.

Uso della lingua
entrare in funzione: significa, cominciare a funzionare.
perla, pearl, qui è ovviamente usato in senso metaforico. Che cosa significa?

La nostalgia della maturità

Il Corriere della Sera ha invitato i suoi lettori a inviare un breve ricordo delle loro esperienze  e sensazioni della notte prima degli esami di maturità. Ecco alcuni passaggi degli studenti degli anni ’70-’80.
Maturità 1972 “ancora ricordo il colloquio! Preparai una tesina sulla Comune di Parigi (quelli erano gli anni…….): I pomeriggi di studio nella Biblioteca di Storia moderna e contemporanea in Via Caetani, elaborazione, battitura a macchina (allora niente computer). Mi siedo, bianco dall’emozione, il commissario di storia mi invita a riportare il contenuto del mio lavoro, segue tempesta nel cervello dalla quale fuoriuscivano solo Proudhon e lavoro notturno dei fornai!! Pazzesco, manco avessi copiato da internet!
Maturità classica anno. 74-75.. “In quegli anni a scuola si studiava ma si faceva molto altro… partecipazione a collettivi (gruppi studenteschi), autocoscienza, volantinaggio (distribuire volantini), cortei….” Chi scrive è oggi un medico “ma quando c’è uno sciopero ci vado ancora” e conclude “..insieme all’Odissea e alla dialettica di Hegel, è una delle cose migliori che ho imparato al classico (liceo).” 
Maturità classica 1984.
“quanto tempo è passato, i ricordi non sono più netti. Le mie materie italiano e filosofia. Più che dettagli ricordo le sensazioni .. tutte ma non la paura. Volevo il massimo, ci sono andata vicino, ho sofferto di più per la maturità di mio figlio, e forse è lo specchio dei tempi. Io ero sicura di farcela, era il mio momento e forse la mia generazione aveva più possibilità, la maturità di mio figlio insicura e fragile come questi anni e come questa scuola che non dà sicurezze, né certezze. 

Uso della lingua
Manco: a Roma significa neanche. L’espressione “Manco avessi copiato da internet ” non è ellittica (incompleta). Chi scrive vuole dire: Neanche se avessi copiato la tesina da internet avrei potuto fare tanto male.

La maturità, l’esame della vita

Si sono conclusi gli esami di maturità in tutt’Italia. Un evento importante non solo per i 500 mila ragazzi che hanno sostenuto l’esame, per i loro genitori e gli insegnanti, ma per tutto il paese. Forse perché la maggioranza degli italiani c’è passata almeno una volta nella vita, l’esame di maturità è una scadenza annuale che tutti seguono con una certa curiosità. La “maturita” è più di un semplice esame scolastico, è un rito di passaggio per lo studente perché lascia per sempre la scuola, portandosi dietro un ricordo e un “giudizio” che  lo accompagneranno tutta la vita, E’ anche un banco di prova per i vari governi e ministri dell’educazione che in 150 anni di storia (vedi Italian News Clicks 17 aprile) hanno tentato di imprimere il loro marchio su questo esame. La maturità, che si articola in cinque prove è iniziata per tutti il 22 giugno, e si sta concludendo in questi giorni. Ogni testata (giornale) ha seguito l’evento giorno per giorno. A titolo di esempio riportiamo gli articoli apparsi sulla Repubblica.

Pascoli, Obama: impazza il tototema Verso la maturità tra ansia e profezie. 16 giugno
Stanno per cominciare gli esami scritti (prima prova), c’è suspense sui titoli dei temi. I titoli arrivano a tutte le scuole d’Italia allo stesso momneto in una busta chiusa.

Maturità al via per mezzo milione tra tototema e giallo delle tracce  19 giugno
La vigilia dell’esame, un sondaggio di skuola.net, conferma che 52 ragazzi su 100 questa notte non riusciranno a dormire. Passeranno la notte in bianco

Tema di italiano per 500mila studenti Primo Levi, foibe e giovani in politica 22 giugno
Primo giorno d’esame, rivelato il mistero sui titoli dei temi.
Primo Levi per l’analisi del testo, le foibe per il tema storico, il ruolo dei giovani nella politica e per l’artistico-letterario una traccia su “piacere e piaceri” da Botticelli a D’Annunzio

Maturità, finiscono gli scritti E’ il momento del “quizzone” 24 giugno
Il quizzone, o terza prova, è un esame scritto pluridisciplinare su 5 materie. E’ disegnato dalla commissione interna ad ogni classe ed è diverso da classe a classe, quindi ci sono stati oltre 28 mila quizzoni in tutto il paese.

Esame di maturità, ultimo atto con gli orali si chiudono i giochi 28 giugno
Alle 8 di mattina in tutte le scuole d’Italia partono i “colloqui”, cioè gli esami orali.
Si parte con la tesina, poi le domande dei prof, infine la discussione dei temi.

Per maggiori informazioni sul sistema scolastico consulta: Struttura della scuola in Italia. 

Uso della lingua
C’
è passata: passare per qualcosa, significa avere quell’esperienza
Passare la notte in bianco: significa non dormire la notte.