Cara Televisione dacci la nostra ansia quotidiana

 “Dacci la nostra ansia quotidiana” è la preghiera del telespettatore italiano. La cronaca nera è il piatto forte dei nostri tgCosì una tragedia familiare  come quello del recente omicidio della giovane  Sarah Scazzi  è stata seguita in diretta televisiva da tutta l’Italia in uno dei  dei programmi televisivi più popolari “Chi l’ha visto“. Questa è una tendenza che fa dell’Italia un caso unico in Europa. Le televisioni degli altri paesi europei dedicano alle notizie di cronaca nera un tempo limitato ed è spesso l’occasione per affrontare problemi sociali più ampi.  In Italia invece, la regola della comunicazione per i media è la “serializzazione” e la “drammatizzazione”. I crimini, cioè, non solo hanno uno spazio quotidiano, ma vengono trattati – e sceneggiati – come fiction.  Così, periodicamente, assistiamo a sciami di stupri, cani assassini, chirurghi criminali che all’improvviso, come sono arrivati, scompaiono. 
D’altro canto,
l’Italia è il Paese dei “grandi casi criminali” che non finiscono mai. Repubblica 


Uso della lingua

La cronaca nera: si chiama così la pagina dei giornali dedicata alle notizie di casi criminali. piatto forte: il piatto principale di un pasto, in questo caso significa la notizia principale.
Tg: abbreviazione della parola “telegiornale”.
D’altro canto: significa “d’altra parte”.

“La diversità non divide, ma unisce”

Un trenino colorato che attraversa i quattro angoli del mondo e un capotreno, Girolamo, brontolone e pessimista. Sono i protagonisti di un cartone animato speciale, realizzato dall’inizio alla fine da bambini e ragazzi disabili del centro di riabilitazione Villa Buon Respiro – San Raffaele, a Viterbo. Nel cortometraggio animato (il cartone dura circa sette minuti), il trenino “giramondo” mostra al diffidente Girolamo la ricchezza della diversità. Ricchi e poveri, bianchi e neri, cristiani e musulmani, disabili e normodotati: tutti “unici e diversi, ma complementari”, perché la diversità è utile, “non divide, ma unisce”, come recita il titolo del cartone.
Quindici i ragazzi coinvolti nel progetto, dai 4 ai 18 anni, con diverse disabilità: dall’autismo alla sindrome di Down, dall’ADHD al ritardo mentale medio-grave, dalla dislessia ai disturbi del comportamento. “Il cartone animato è stato realizzato interamente dai ragazzi – spiega Antonella Piciullo, responsabile del servizio di neuropsichiatria infantile di Villa Buon Respiro -, con l’aiuto dei terapisti e degli studenti delle scuole che hanno collaborato al progetto. Dopo aver scelto il tema della diversità, è stato scritto il soggetto, poi lo storyboard, quindi i ragazzi hanno realizzato i disegni e, con l’aiuto di tecnici del montaggio, sono state fatte le animazioni e, infine, il doppiaggio del cartone”.  Corriere della Sera.

Uso della lingua
normodotato: un individuo dotato di intelligenza media, normale, non disabile. Questo termine è stato introdotto dallo sforzo di rendere la lingua “corretta politicamente”.

Doppio lavoro

In Italia ci sono quasi 4,8 milioni di persone che hanno due occupazioni: in alcuni casi, si tratta semplicemente di più lavori part time per ottenere un salario dignitoso, ma spesso ci sono coloro che a una occupazione standard (a tempo pieno e indeterminato) affiancano un’altra attività, spesso in nero. Tra le seconde attività l’Istat calcola che ci sia una grossa fetta di lavoro in nero, spesso nel commercio, nella ristorazione, negli alberghi e nei servizi alla persona. Per quasi 900.000 persone il doppio lavoro è in agricoltura. All’interno del settore del commercio sono gli alberghi, i pubblici esercizi, i trasporti e le comunicazioni ad avere la percentuale più alta sia di doppio lavoro che di sommerso. Il Messaggero.

Uso della lingua
In questo articolo ci sono molti termini che riguardano la sfera del lavoro. Per esempio lavorare in nero, cioè senza pagare le tasse; il lavoro in nero è detto anche sommerso, lavoro nascosto, che sfugge ad accertamenti. Questo è un grave problema per l’economia e l’occupazioni in Italia. I pubblici esercizi sono i negozi aperti al pubblico.

A Harvard un IG Nobel all’Italia

 L’IG Nobel (pronunciato in inglese come ignobel) che si tiene ormai da vent’anni all’università americana di Harvard, è una divertente parodia dell’assegnazione del Nobel. Alla cerimonia di quest’anno al Sanders Theater  uno dei dieci Nobel per la scoperta più “improbabile”, il Nobel per il Management, è stato assegnato a un team di ricercatori dell’Università di Catania che ha dimostrato che in se in una azienda- anziche’ per merito, competenze, conoscenze o altro – le persone ricevono avanzamenti e promozioni assolutamente a caso, come in una lotteria aziendale la societa’ non solo non chiude ma migliora i suoi risultati.  La ricerca è stata pubblicata su Physica. Altri “ignobel” sono stati quello per la Fisica ai ricercatori dell’università di Otago, Nuova Zelanda, per aver scoperto come le persone tendano a scivolare meno sul ghiaccio se indossano i calzini sopra le scarpe invece che dentro (articolo publicato sul The New Zealand Medical Journal). Mentre l’ig nobel per la Pace è andato al team della Keele University, Gran Bretagna, che ha dimostrato come le imprecazioni permettano di sopportare meglio il dolore.   (ricerca pubblicata nella rivista Neuro Report).   
Anche se gestiti in tono scherzoso gli Ig Nobel sono un riconoscimento importante e accettato con entusiasmo dagli scienziati di tutto il mondo. La cerimonia di premiazione e’presentata da veri premi Nobel e gli ospiti sono tutti scienziati, studiosi, ricercatori
(il sito ufficiale ).
La cerimonia finisce ogni anno con l’augurio:
“Se non avete vinto il premio — e soprattutto se l’avete vinto — che abbiate ancora più fortuna l’anno prossimo!!” Repubblica



La “generazione nessuno”, i giovani italiani che emigrano

Non si sa esattamente quanti sono e chi sono, questi nessuno che  hanno lasciato la “patria“per vivere altrove. Ma il fenomeno degli italiani soprattutto giovani, laureati e altamente specializzati, che emigrano, è cresciuto enormemente negli ultimi anni. Tra il 2000 e il 2010 oltre 300mila persone tra i 20 e i 40 hanno lasciato l’Italia e sono andate a vivere in altri paesi soprattutto europei. Le città più prese d’assalto sono Barcellona, Berlino, Londra e Parigi.  L’Italia è uno dei Paesi europei che esporta più laureati: quattro volte più che la Germania, la Francia o il Regno Unito, e che ne importa di meno. Ma quale sia esattamente il numero dei giovani italiani che vive stabilmente all’estero non si sa di preciso. La ragione è che pochi di questi emigrati di nuova generazione s’iscrivono all’Aire (Anagrafe dei residenti all’Estero). Da queste considerazioni e dall’esigenza di dare un numero, un nome o una descrizione a questa “generazione nessuno”, nasce l’inziativa di Repubblica.it di lanciare un censimento per conoscere chi sono questi giovani e quali sono le loro storie. Repubblica.it

 

Uso della lingua

prendere d’assalto: è un’espressione presa in prestito dal linguaggio militare. Significa invadere, spostarsi in massa, conquistare.

Mannino: “Io, la terrona che fa ridere il Nord”

Teresa Mannino, palermitana (di Palermo), cascata di capelli ricci e neri, l’accento di chi vive come un onore e non un onere essere siciliani a Milano, è un’attrice che vale la pena di tenere d’occhio. Dal 2007 insieme a Federico Basso conduce Zelig Off (programma televiso comico) e ogni sabato alle 16.30 è su Rai Radio2 con Isole (In)comprese. Non solo. Il 23 novembre, giorno del suo quarantesimo compleanno, arriverà sul grande schermo con il cinepanettone di Massimo Boldi A Natale mi sposo. Intanto fa la mamma di Giuditta, 16 mesi, che ha giustamente la priorità su tutto.
Alla domanda, “Lei, terrona e fiera di esserlo, com’è capitata a Milano?” risponde, “Il mio ex marito è un milanese da un sacco di generazioni e io sono emigrata per amore. Poi però la storia è finita e dopo sette anni di analisi e una città che non mi ha mai respinta ma accolta, ho capito che da Milano non me ne sarei mai andata”. La Stampa.


Uso della lingua
tenere d’occhio: seguire con attezione
cinepanettone: v. l’articolo del 4 ottobre sul nuovo italiano.
terrona/terrone: appellativo spregiativo con cui gli italiani del Nord chiamano spesso quelli del Sud.

Emo, apericena, tankini: la nuova lingua italiana

Un’apericena

Apericena, archistar, cinecocomero, emo (appartenente a gruppi giovanili che vestono di nero), enoturismo, gollonzo (goal ridicolo), impanicarsi, inguattare, pinocchietto, tankini: sono alcune tra le oltre 1.500 nuove parole che aggiornano l’edizione 2011 del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli. Vanno invece da abulico a zuppo, passando per nefasto e intrepido, le 2.900 “Parole da Salvare” dell’italiano della memoria, parole ormai poco usate secondo l’Osservatorio di Zanichelli sulla lingua italiana segnalate nello Zingarelli 2011.
Massimiliano Fuksas o Renzo Piano, in quanto “architetti di grande successo e notorietà” si possono chiamare “archistar”. Dal cinema, dopo il “cinepanettone” natalizio (già nello Zingarelli 2010) viene accolto il cinecocomero estivo. Voci sempre tipiche della stagione calda sono i “fantasmini” (calzini cortissimi che non escono dal bordo della scarpa) e il “pinocchietto”, il pantalone “alla pescatora”, (pantalone che finisce a metà polpaccio). Nello Zingarelli 2011 entra anche il “tankini” (costume da bagno femminile costituito da slip più canotta), “arcisicuro”, “impanicarsi” (cadere in preda ad una crisi di panico), “inguattare” (termine usato nel significato di nascondere).
Tra i neologismi 2011 debuttano nell’italiano ufficiale “nativo digitale”: nel linguaggio giornalistico chi è nato nell’era di Internet e quindi più abituato alle tecnologie dell'”immigrato digitale” che le ha imparate solo da adulto. Dal mondo dell’Happy Hour arrivano: “alcopop” (bevanda con poco alcol per giovani) e i più alcolici “chupito” e “shot” (o “shottino”), magari sorseggiati a un’apericena (aperitivo che sostituisce una cena). La Stampa.

Il film di Virzi candidato all’Oscar

La prima cosa bella di Paolo Virzì è stato scelto tra le dieci migliori pellicole italiane per rappresentare il nostro Paese nella corsa alla cinquina per l’Academy Award al miglior film straniero. Dopo aver commosso il pubblico italiano (più di 6 milioni di incasso totale),  il film di Virzì parte alla conquista dell’America.  “Siamo molto orgogliosi e ci sentiamo caricati di una responsabilità importante: far fare bella figura all’Italia – ha detto Virzì a Repubblica.it – questo film mi è venuto meglio di quanto pensassi, gode di una sua felicità perché unisce tragico e comico come nella tradizione del cinema italiano”. Il film sarà esaminato da una commissione dell’Academy Award, insieme ad altri film provenienti dalle cinematografie di tutti i continenti e il 25 gennaio del 2011 si saprà quali saranno i cinque film stranieri che poi, domenica 27 febbraio, si contenderanno la statuetta al Kodak Theatre di Los Angeles. 
Ecco la trama del film: La Prima cosa bella. 
Repubblica.it

Uso della lingua


cinquina: parola utilizzata nel gioco della Tombola (Bingo). Significa che il giocatore ha cinque numeri vincenti sulla stessa fila.
pellicola: è un sinonimo di film.
fare bella figura: dare una buona immagine di sé.