AUGURI!

Auguri a tutti di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

Italian News Clicks va in vacanza. Gli aggiornamenti riprenderanno il 10 gennaio 2011.

Nella foto Gimillan, Cogne, Valle d’Aosta, dicembre 2010

Lorenza Borrani, una ragazza in gamba

Ex bambina prodigio, a 27 anni è il primo violino nella Mozart di Abbado. Così spiega il suo ruolo, che è il punto di riferimento per l’orchestra dopo il direttore, l’unico che il maestro saluta all’inizio e al termine di un concerto, quello che dà il La ai musicisti. “A dire il vero, è il primo oboe a dare il La al primo violino, servendosi della macchinetta per l’intonazione, così esce un La perfetto. Perché il La? È la corda vuota che hanno tutti gli strumenti ad arco. Nella Chamber do il La anzitutto ai contrabbassi, poi ai violoncelli, quindi alle viole e ai violini”. Il ruolo richiede una caratteristica indispensabile. “Non puoi occupare quello spazio, il primo leggio esterno nella sezione dei violini, da dove tutta l’orchestra ti può vedere, se non saresti altrettanto felice di suonare stando dietro. La fila deve sentire il tuo rispetto”. Il leader media tra il direttore e l’orchestra, la sua gestualità riflette quella di chi sta sul podio. “Se vanno troppo veloci muovo all’indietro la schiena per farli rallentare. Se la fila suona male è colpa mia, se lo fa bene un pochino è anche merito mio”.
Lorenza Borrani viaggia sempre con un romanzo nella valigia (ora ha con sé Conoscere una donna di Amos Oz), un fumetto (non si separa mai da Dovrei o non dovrei, Charlie Brown?) e un manuale di lingua straniera (è il tempo del tedesco, sogna di comprare casa a Berlino). In ogni trasferta cerca di misurare la quotidianità, anche solo scegliendo lo stesso ristorante. “A Bologna vado sempre da Tony, a Lisbona in un piccolissimo locale a conduzione familiare dove fanno il miglior arroz de marisco, a Parigi in una creperia del quartiere latino, a Francoforte in un giapponese. È bello crearsi delle abitudini”. Con “Ferdy”, il violino Ferdinando Galliano del 1762 offerto dalla Fondazione Pro Canale di Milano, ci parla. Corriere della Sera.

Uso della lingua
Mozart e Chamber sono due orchestre, tanto famose che il termine orchestra è sottinteso.
In gamba, nel titolo, è un’espressione colloquiale molto usata che significa avere buone capacità.

Il Museo del Novecento a Milano

Finalmente. Dopo tre lunghi anni di lavori e un investimento di 20 milioni di euro, il Museo del Novecento di Milano è diventato realtà. Situato nel cuore della città, in Piazza Duomo, è nato dalla trasformazione dell’Arengario, palazzo costruito negli anni Trenta su progetto degli architetti Portaluppi, Muzio, Magistretti e Griffini (decorato in facciata con i bassorilievi di Arturo Martini) e sopravvissuto ai bombardamenti del 1942.

Il nuovo Museo (ingresso gratuito fino al 28 febbraio 2011), voluto dal Comune di Milano e progettato da Italo Rota e Fabio Fornasari, ospita circa 400 opere di pittura e scultura del XX secolo provenienti dalle Civiche Raccolte (raccolte di opere appartenenti alla città) e arricchite dai numerosi lasciti di collezionisti privati.
Il percorso espositivo del Museo parte dal Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, grande tela dipinta tra il 1898 e il 1902.
Al primo piano si trovano le Avanguardie Internazionali con opere di Picasso, Modigliani e i futuristi. La prima vera sala del Museo, detta “delle Colonne”, è una monografica unica al mondo su Boccioni: dagli studi per Stati d’animo alla scultura Forme uniche della continuità dello spazio, fino alla tela intitolata Elasticità, manifesto pittorico del Movimento Futurista. Si procede con un’immersione nel Futurismo con opere di Balla, Carrà e Soffici tra i più importanti. Attraversate anche le monografiche di de Chirico, Morandi e Martini, al secondo piano una panoramica dell’arte degli Anni Venti e Trenta (Sironi, Guidi, Marussig, Casorati), chiudendo con una sezione di sculture di Fausto Melotti. Il salone della torre dell’Arengario, la parte più alta del Museo a cui si arriva tramite scala mobile, è tutto su Lucio Fontana. Corriere della Sera.

Uso della lingua
Questo articolo è un conciso trattatello dell’arte e architettura milanese del 900: vi si trovano infatti tutti i nomi dei più importanti artisti attivi in quegli anni. E anche dal punto di vista lessicale è ricco di termini che appartengono a quell’area semantica. Alcuni di questi termini sono evidenziati in rosso.

Superstizioni: venerdì 17

Anche il gatto nero, si dice, porta sfortuna

Oggi è venerdì 17, una data nefasta per i superstiziosi, perché?

Non per tutti i superstiziosi, soprattutto per gli italiani. Nel mondo, infatti, il numero “sfortunato” è il 13. La ragione per cui nel nostro paese il 17 è giudicato “negativo” sta in una sorta di rebus. Il 17 in cifre romane si scrive XVII. Anagrammato diventa VIXI che in lettere latine significa “vissi”. La scritta era incisa sulle tombe dei defunti dell’antica Roma, come dire: “ho vissuto e adesso non ci sono più, sono morto”. Ma a tener viva la credenza c’è anche l’antico Testamento che fissa l’inizio del diluvio universale il 17 febbraio.
E perché a essere impregnato di “negatività” è proprio il venerdì?
La tradizione ha più origini: c’è quella cristiana secondo cui Gesù è morto crocifisso di venerdì e quella musulmana che giudica il giorno infausto perché Adamo ed Eva mangiarono il frutto proibito quel giorno. La Stampa.

Bernardo Bertolucci al MoMa

Dal 15 dicembre fino al 12 gennaio Bertolucci verrà omaggiato al MoMA di New York con una retrospettiva completa dei suoi film e una mostra. Si parte con Il conformista (1970), fonte d’ispirazione per Steven Spielberg, Martin Scorsese e Patrick Tam, solo per citare qualche nome. Il film sarà presentato da Bertolucci in persona. Molti saranno gli amici che parteciperanno alla festa, da Martin Scorsese appunto a Jonathan Demme, da Jim Jarmush ai fratelli Cohen, da Anjelica Houston, Isabella Rossellini a Liv Tyler, protagonista di Io ballo da sola (1996), da Robert De Niro, l’Alfredo in Novecento (1976) a John Malcovich, tra gli interpreti de Il tè nel deserto (1990).

Non è finita qui, l’omaggio prosegue all’Art Directors Club Gallery di New York dove verrà allestita la mostra Bertolucci Images, curata dal critico Marcello Garofalo e composta da circa 140 fotografie di scena che immortalano momenti di vita da set. Il Sole 24Ore.

Uso della lingua
Si notino i termini che si applicano alla descrizione di una mostra: allestire, curare, presentare, omaggiare, omaggio, retrospettiva, fonte di ispirazione

Il parlamento vota la fiducia a Berlusconi e l’Italia scende in piazza

Oggi è stata una giornata di grande tumulto in Italia. Dopo mesi di paralisi politica e di dimostrazioni di piazza, le camere dovevano votare la fiducia al governo Berlusconi. È stata una giornata lunga e tesa che si è conclusa positivamente per il capo del governo Silvio Berlusconi che ha ottenuto la fiducia al Senato e, per soli tre voti, anche alla Camera. Il risultato del voto ha scatenato una rissa a Montecitorio (Camera) tra deputati, al punto che il Presidente della camera Fini è stato costretto ad un certo punto a sospendere la seduta per alcuni minuti. La votazione a Palazzo Madama (Senato) è stata invece quasi una passeggiata per il governo Berlusconi. I sì sono stati 162, i voti contrari 135. Il Corriere della Sera. Questa vittoria politica ha avuto molta risonanza negli altri paesi come riporta l’Unità.

Mentre le camere decidevano sulla fiducia, in tutta Italia ci sono state dimostrazioni molto violente. 
A Roma in particolare, un corteo pacifico di studenti guidato dai cosiddetti «Book block»
(vedi post del 6 dicembre) aveva progettato blitz e azioni dimostrative e un simbolico «assedio a Montecitorio».  Ma le proteste si sono acuite quando è arrivata la notizia che il governo aveva passato il voto di fiducia alla Camera. I black block che si erano uniti al corteo degli studenti  hanno dato il via alla guerriglia che si è conclusa in serata con oltre 100 feriti e il centro di Roma in fiamme. Il Corriere della Sera

Uso della lingua

una passeggiata: un percorso facile o in discesa. “going downhill” or ” piece of cake
dare il via: dare inizio a “to start”

Questa è la versione inglese dell’articolo del Corriere della Sera

Parte a giorni l’Umbria Jazz Winter

Comincia tra pochi giorni a Orvieto, l’Umbria Jazz Winter, sorella invernale dell’Umbria Jazz di luglio. L’evento avrà luogo dal 29 dicembre 2010 al 2 gennaio 2011,  cinque giorni a cavallo di Capodanno secondo una tradizione ormai consolidata.  Prima di parlarne, è il caso di fare una piccola storia di questo festival, nato nel 1993, quando l’Umbria Summer Jazz di Perugia aveva vent’anni, e nato come un audace colpo di testa sul cui successo molti nutrivano dubbi. Prima di tutto per il periodo, scelto per l’evento. In quei giorni, si disse, la gente va a sciare oppure a godere il mare d’inverno, oppure se ne sta a casa in riposo e/o in godurie gastronomiche. Poi per la scelta logistica. Orvieto è bellissima con le sue strade, le chiese, le torri, i vicoli misteriosi e silenziosi, il Duomo maestoso, ha sale pregevoli,  ma è piccola, non è in grado di ospitare un festival musicale e via di questo passo (and so on and so forth). Fra la sorpresa generale, si vide subito che l’esperimento aveva successo. Gli spettatori arrivarono numerosi sulla incantevole rocca di tufo (tuff cliffs), e si capì che erano spettatori musicalmente colti come si era sperato. Un po’ alla volta, la manifestazione di Orvieto assomigliò sempre più, nella struttura musicale, a quella di Perugia: concerti da mezzogiorno a notte fonda, e così dopo diciott’anni continua a “tenere“.  Il Sole 24 Ore

Uso della lingua

a cavallo di: tra (between)
colpo di testa: decisione precipitosa (rash decision)
goduria: piacere. Deriva da “godere
notte fonda: molto tardi nella notte 
tenere: in questo caso significa “durare”

Modigliani riconquista l’Italia

È Modìmania. Amedeo Modigliani continua a far discutere, svelando nuovi segreti e aspetti ancora poco esplorati. Il 18 dicembre si inaugura al Mart di Rovereto una mostra che presenta per la prima volta, insieme con molti materiali di archivio (disegni, appunti, missive), una parte significativa del corpus delle sculture «certe» dell’artista livornese, eseguite tra il 1911 e il 1913. Un itinerario a cui, idealmente, si ricollega un’esposizione al Museo Civico Castello Ursino di Catania (dall’ 11 dicembre): una ricca carrellata di ritratti, dipinti e scolpiti. E, soprattutto, un «foglio» inedito del 1919, ritrovato sul retro di una lettera. È uno schizzo in cui Sant’Agata, la martire adolescente patrona di Catania, appare rappresentata come una principessa, definita da linee accennate: viso allungato, decorata con gioielli, accompagnata da un crocifisso. È indubbiamente un’opera inusuale per un artista che l’aneddotica esistente ha trasformato in una sorta di eroe maledetto: quasi un predecessore del James Dean di Gioventù bruciata. Quest’opera mette in luce le qualità autenticamente poetiche di Modigliani.
Chi è stato davvero Modì? Secondo il critico Giuliano Briganti. è stato un grande isolato del XX secolo, distante dalla logica dei movimenti,  «La sua storia inizia e finisce con lui», Modigliani ha saputo essere, insieme, antico e contemporaneo. Barbarico e sofisticato. Il suo obiettivo: elaborare un “arcaismo moderno”.Corriere della Sera

Uso della lingua

Missiva: sinonimo di lettera
Corpus: in questo caso si riferisce alla produzione artistica di Modigliani.
Schizzo: disegno (sketch, outline).


La qualità della vita in Italia, Bolzano prima, Napoli ultima

Le città regine della classifica 2010 sulla  «Qualità della vita» in Italia, frutto di una ricerca condotta dal Sole 24 Ore,  sono Bolzano con 637 punti e Trento con 636, due province autonome del Trentino Alto Adige.
La pagella meno soddisfacente tocca invece per la prima volta a Napoli, un voto – pure questo – che non giunge a sorpresa, alla luce del penultimo posto occupato nel 2009 e delle recenti cronache (problemi connessi allo smaltimento dei rifiuti). Va detto, però, che nei due decenni di «Qualità della vita» la maglia nera è stata di solito indossata da realtà siciliane e calabresi e solo due volte dalla Campania.  La  ricerca esplora e confronta, attraverso le statistiche,  la vivibilità di 107 province italiane in sei ambiti: tenore di vita, affari e lavoro, servizi, ambiente e salute, popolazione, ordine pubblico e tempo libero.
Bolzano è in testa 
nell’area  lavoro dove quasi una donna su due ha un impiego, ma anche nella sicurezza dove appare la meno colpita per esempio dai furti d’auto, solo 9 ogni 100mila abitanti. Trento invece   ha un’inflazione pressoché inesistente e un interessante livello di consumi pro capite, e nella popolazione ha un invidiabile 74 per mille di laureati sul totale dei giovani.
Delle altre grandi città d’Italia
la ricerca indica che le aree del nord intorno od oltre il milione di abitanti sono tutte in progresso: la migliore è Bologna (ottava), seguita da Bergamo (36ª) e Brescia (44ª). Il Sole 24 Ore

Uso della lingua
regine: a capo di, in testa a..

la maglia nera:  era il simbolo dell’ultimo classificato nella competizione ciclistica del Giro d’Italia.
Fu assegnata tra il 1946 e il 1951. Ma l’espressione è entrata nell’uso comune con il significato di ultimo arrivato.
realtà: si intende la dimensione economica, sociale e culturale di un luogo, in questo caso è usato come
sinonimo di città.

Il presepe in fondo al pozzo

Dal 23 dicembre al 9 gennaio 2011 ritorna a Orvieto l’appuntamento natalizio, il Presepe nel Pozzo, giunto al suo ventiduesimo anno di vita. Sette differenti scene della Natività saranno ospitate lungo le grotte del noto Pozzo orvietino. L’enorme foro nel tufo conta 36 metri di profondità e fu originariamente scavato dagli Etruschi per attingere acqua sorgiva, e poi ampliato per ordine di Papa Clemente VII tra il 1527 e il 1530 al fine di rifornire la città durante un eventuale assedio. Attraverso le sue grotte, ricche di reperti archeologici etruschi, medievali e rinascimentali recentemente rinvenuti, si alterneranno rappresentazioni di Sacra Famiglia diverse tra loro, sino all’ultima grotta, quella alta 14 metri, che racchiuderà la Natività. La Stampa.

Uso della lingua

Si notino le parole relative al Natale e a una delle più diffuse tradizioni italiane, il Presepio, o Presepe.