Capitan De Amici

Più di dieci anni fa Marco De Amici decise di investire tutti i suoi averi in un relitto, una goletta russa che si portava dietro una storia sciagurata di miliardari spariti nel nulla e belle amanti in fuga. Era inabissata nel porto di Genova: tre giorni in acqua, sembrava irrecuperabile. Non per lui però, uno che da tempo si è lasciato alle spalle Milano, una famiglia benestante di origine, e che da anni vive in barca nei posti più impensabili del mondo. Così spese fino all’ultimo centesimo in quell’impresa che sapeva di assurdo, coinvolse dei ragazzi all’epoca studenti con la passione per il mare e, lentamente, il veliero Pandora tornò a vivere.

Adesso è la casa di Marco De Amici. “Ho vissuto nelle acque di Grado, poi mi sono spostato ai Caraibi – racconta – poi Rodi e San Vito lo Capo. Gente diversa, barche diverse. E oggi, a cinquantasei anni, sono fermamente convinto che per essere liberi si debba vivere dell’indispensabile”.
Dalle vele allo scafo, tutto è stato eseguito seguendo alla lettera i disegni dell’Architectura Navalis Mercatoria, conservati nell’archivio di san Pietroburgo. È di fabbricazione russa, fatta in Carelia quindici anni fa, e l’ultimo proprietario è sparito a largo di Genova, lasciando il veliero in balia delle onde e la sua amante condannata a una latitanza misteriosa. Barca bella e altera, ha sedotto anche Paolo Virzì, che qui ha girato alcune scene del suo N. (Io e Napoleone). Non solo. De Amici ha messo in piedi un originale progetto di nave scuola e ogni anno porta in barca (gratis, grazie all’associazione Stai, Sail Training Association) studenti da tutta Italia e insegna loro a diventare autentici marinai. Corriere della Sera.

Uso della lingua
sapere di: significa sembrare
alla lettera: letterale, seguendo i disegni punto per punto.
a largo: più comune “al largo”, in mare aperto

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