Una montagna di sale davanti al Duomo di Milano

 «Per l’Unità d’Italia porto il sale dal Sud al Nord» ha spiegato Mimmo Paladino, l’artista che ha progettato la Montagna del Sale, un immenso vulcano bianco che dal 21 marzo occuperà Piazza Duomo a Milano. Questa ‘imponente installazione – voluta dal Sindaco di Milano, Letizia Moratti – avrà un diametro di circa 30 metri e un’altezza di 20, ricoperta di uno spesso strato di sale, da cui fuoriusciranno trenta sculture (tre cavalli integri e alcuni frammenti di bronzo). La Montagna di Sale  è un’opera che, dietro la sua straordinaria semplicità formale, nasconde una dimensione politica: «in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ho voluto portare il sale dal Sud al Nord», dice Paladino.
I milanesi si imbatteranno in un lavoro che è in grado di sottrarsi a quegli esercizi di stile concettuali, tautologici e criptici che contaminano tante esperienze poetiche attuali. Paladino elabora una rappresentazione che ha una segreta forza evocativa: frequenti i richiami lontani. Assembla barlumi spesso dissonanti, che rinviano alla Grecia. Ma non si fa ingabbiare dentro la prigione dell’anacronismo. Ordini spezzati, lacerti di forme. I cavalli – omaggio al Don Chisciotte di Cervantes – appaiono non nella loro unità, né nella loro interezza, ma come parti di una totalità oramai impossibile: tessere di un mosaico deflagrato. Un segno plastico, capace di imporsi con elegante potenza e, insieme, con immediatezza. Un segno che sa saldare classicità e contemporaneità: gusto per il ritorno sui sentieri della memoria e sensibilità pop. Perché, pur attraversata da riferimenti colti, la Montagna del Sale è innanzitutto questo: un meraviglioso monumento popolare.
Il Corriere.it

Uso della lingua

Notare la ricercatezza del linguaggio del critico d’arte. Alcune volte, come in questo caso, il registro linguistico non è adeguato al contesto di un articolo giornalistico che dovrebbe essere chiaro e informativo.
Alcuni esempi di questa ricercatezza linguistica:
tautologici e criptici: ridondanti e oscuri
lacerti di forme: frammenti di forme

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