Nel ghetto siciliano, calciatori contro la mafia

Il calcio solidale per vincere l’esclusione sociale di uno dei quartieri più disagiati d’Italia,  gli Zen 1 e Zen 2. L’hanno chiamato Atletico Zen pensando alla squadra di Madrid. I colori della maglietta sono gli stessi: a strisce rosse e bianche. Ma questi ragazzi non hanno mai visto la Spagna. Difficilmente mettono piede fuori dal quartiere ghetto, dove 20mila persone vivono nel degrado e nell’esclusione sociale.  Zen 1 e Zen 2 sono posti in cui a 19 anni si può finire agli arresti domiciliari per avere già compiuto tre rapine.  A dare a questi ragazzi una speranza sono due nuovi cittadini italiani. Rachid Berradi, marocchino d’origine e ormai in pianta stabile a Palermo e un ristoratore palestinese del centro storico (Al Quds) che oltre a cucinare felafel e cous cous sponsorizza la squadra.  Con Berradi, i ragazzi dello Zen sono diventati testimonial di iniziative antimafia. Hanno ricordato Don Pino Puglisi in occasione del decimo anniversario della scuola di Brancaccio intitolata al sacerdote caduto per mano dei fratelli Graviano. Sotto un sole cocente, il 19 luglio hanno giocato alle quattro del pomeriggio con la squadra di Addio Pizzo per celebrare Paolo Borsellino nel primo memorial di calcio a 5 dedicato al giudice ucciso in via D’Amelio.  L’Atletico Zen ha appena un anno di vita ma ha già fatto gol, dando una prospettiva diversa a ragazzi che conoscevano solo le regole della strada come legge per la sopravvivenza.      La Repubblica

Uso della lingua

in pianta stabile: radicato, stabile come una pianta attaccata al suolo con le radici.
caduto per mano: ucciso
fare gol: espressione sportiva che significa ottenere un buon risultato, vincere.

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