I 150 scrittori che hanno plasmato l’identità italiana

La mostra organizzata all’interno del Salone del Libro di Torino, dal 12 aprile al 16 maggio, rappresenta la prova più evidente di come sono cambiati i lettori italiani. Basti pensare che nel 1861 l’Italia aveva il 70% di analfabeti e oggi il mercato editoriale italiano è il settimo nel mondo.  In mostra a Torino troviamo anche i ”150 Grandi Libri” più rappresentativi di questo secolo e mezzo di storia, i libri che, hanno plasmato l’Italia e che  ci hanno resi un po’ più italiani. Tra questi sono stati selezionati 15 Super Libri’ i testi che hanno creato le fondamenta della cultura italiana e che hanno trasformato l’immagine del nostro Paese agli occhi di se stesso e del mondo.  Infine ci sono “I personaggi” quelle personalità che è impossibile sintetizzare in un unico capolavoro ma senza le quali sarebbe impossibile raccontare l’identità della nostra Italia. Sono romanzieri ma anche poeti, critici, filosofi, giornalisti, saggisti e polemisti.  Sono: Francesco De Sanctis (critico); Giosuè Carducci (poeta); Gabriele D’Annunzio (poeta e romanziere); Emilio Salgari (romanziere); Benedetto Croce (critico); Luigi Pirandello (drammaturgo e romanziere); Filippo Tommaso Marinetti (poeta, ideologo, editore); Giovanni Gentile  (filosofo); Antonio Gramsci (politico, saggista); Leo Longanesi (giornalista, editore, umorista) (editore); Cesare Pavese (romanziere); Indro Montanelli (saggista e giornalista); Leonardo Sciascia (romanziere); Pier Paolo Pasolini  (romanziere, polemista, regista) e la lista si conclude con Oriana Fallaci (scrittrice, giornalista e saggista), l’unica donna scelta a far parte dell’universo dei grandi intellettuali “padri” della patria. (Adnkronos)

Notizie culturali

Per sapere di più sui 15 Super Libri prescelti cliccate sui titoli della lista.
‘Ippolito Nievo, Le confessioni di un ottuagenario (1867);
Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio (1880);
Edmondo De Amicis, Cuore (1886);
Giuseppe Ungaretti, Allegria di naufragi (1919);
Italo Svevo, La coscienza di Zeno (1923);
Eugenio Montale, Ossi di seppia (1925);
Alberto Moravia, Gli indifferenti (1929);
Primo Levi, Se questo è un uomo (1947);
Giovannino Guareschi, Don Camillo (1948);
Italo Calvino, Il barone rampante (1957);
Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo (1958);
Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore (1963);
Umberto Eco, Il nome della rosa (1980);
Roberto Saviano, Gomorra (2006);
Giovanni Pascoli, Myricæ (1891).

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