La nuova Torre di Pisa

Addio alla rete di impalcature e ponteggi: terminato, dopo vent’anni di lavori, il restauro dei marmi della Torre di Pisa, le cui storiche pareti erano deturpate da scritte, incisioni e segni di smog e degrado. Piazza dei Miracoli torna così all’antico splendore, mentre la Torre continua a raddrizzarsi, secondo un programma che dovrebbe portare a un consolidamento del monumento destinato a durare almeno per i prossimi trecento anni. A mezzogiorno di ieri [il 21 aprile, n.d.r.], sotto un sole quasi estivo, la Torre Pendente risplendeva in Piazza dei Miracoli. Mai pisani e turisti l’avevano vista così bianca. E libera, dopo vent’anni, da impalcature e “brache“, ponteggi e legacci, quell’improbabile camicia di forza che il monumento ha dovuto indossare contro le follie di una pendenza sempre più pericolosa e un lento eppure inesorabile degrado dei marmi. Corriere della Sera.

Uso della lingua

Le impalcature e i sostegni che fino a pochi giorni fa nascondevano la Torre di Pisa sono chiamati metaforicamente brache – mutande o calzoni, un termine usato per lo più in modi di dire -, legacci – corde sottili -, e camicia di forza – camicia con le maniche molto lunghe che serve per contenere i malati mentali ritenuti pericolosi.

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