La pitturessa

Artemisia Gentileschi “Giuditta decapita Oloferne”

La pitturessa è Artemisia Gentileschi, pittrice romana del Seicento che ebbe una vita molto turbolenta (per conoscerla cliccare qui). Ora le sue opere sono in mostra a Milano, al Palazzo Reale, fino alla fine del prossimo gennaio. A curare la mostra sono stati chiamati due grandi studiosi, Roberto Contini e Francesco Solinas. Grazie alle loro caparbie ricerche, al loro occhio, ai loro contatti con importanti istituzioni museali e con collezionisti privati di rilievo, i due curatori sono stati in grado di riunire a Milano 52 opere di Artemisia Gentileschi (alcune sconosciute, altre pochissimo note), assieme a un gruppo di lettere completamente inedite ritrovate dallo stesso Solinas nell’archivio di Casa Frescobaldi a Firenze. Lettere appassionatissime “redatte in una prosa scorretta ma profonda, sgrammaticata ma colta, che cita Petrarca e l’Ariosto, Ovidio, le Rime di Michelangelo, e ovviamente il Tasso. …
«Arcinfamissima, ruffiana, strega, maliarda», inveisce la famosa pittrice contro una dama fiorentina che l’aveva accusata di furto in casa del suo amante. «Poltrona»! «Puttana». Una storia a tratti torbida, di bellissima pittura e denaro, di potere e passione, quella d’amore vissuta da Artemisia a Firenze, a Roma e a Napoli, con Francesco Maria Maringhi, ricco rampollo di un’antica famiglia dell’aristocrazia fiorentina, e naturalmente appassionato di pittura”. Il Sole 24Ore.

Uso della lingua

Si noti il linguaggio colorito usato dalla “pitturessa”, non poi così diverso da quello attuale. E si noti anche la prosa raffinata di questo articolo del Sole 24Ore, scritto da Francesco Solinas, uno dei due curatori della mostra.
rampollo: discendente

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