Addio Andrea Zanzotto

Il 18 ottobre è morto il poeta Andrea Zanzotto. Aveva compiuto 90 anni da pochi giorni. “Chi scrive lo ricorda accogliente nella sua casa, con lo sguardo vispo e sornione, dietro una scrivania carica di fogli. Affamato di vita, aveva chiesto di essere portato sul Col Visentin, vicino alla sua Pieve, meta di tante scampagnate giovanili. Ma le condizioni fisiche gli impedivano anche il giretto attorno alla sua casa che faceva di consueto. … Era diverso da molte foto d’antan: molto smagrito con lo sguardo fiero sotto una cuffia di lana, che strideva con la sua autorevolezza. Era una uomo che aveva faticato molto. Era cresciuto facendo il capofamiglia, visto che il padre era un antifascista ed era al confino. Da ragazzo aveva subito l’umiliazione di fare lo sguattero in Svizzera per rimediare ai tanti debiti che la guerra aveva estorto alla famiglia. Era stato un grande lavoratore: spesso a mezzanotte con la moglie, anche lei laureata in lettere, dopo le fatiche quotidiane, si mettevano a tradurre i testi dal francese. Del Nobel, di cui spesso si ventilava l’arrivo, non gliene importava davvero nulla. Lo considerava un premio politico, che veniva assegnato a seconda di come tirava il vento. Il Sole 24 Ore.

Per la Domenica del Sole aveva accettato poche settimane fa di registrare i versi di alcune sue poesie preferite e tra queste aveva scelto proprio “De senectute”, che parlava della vecchiaia.  Per sentirle cliccare qui.

Uso della lingua

Si noti la ricercatezza della lingua di questo articolo. Segnaliamo alcuni vocaboli poco comuni: d’antan è un’espressione francese che significa d’altri tempi; confino era l’obbligo di dimorare lontano dalla propria casa, una punizione comminata agli antifascisti durante il fascismo; estorto, estorcere, significa carpire, prendere con la violenza; ventilava, ventilare, in senso figurato significa prospettare; a seconda di come tira il vento, significa per opportunismo.

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