In quella nuvola di Giotto è nascosto il diavolo

Quell’affresco di Giotto, nella Basilica superiore di San Francesco, ad Assisi, l’avranno visto e ammirato in otto secoli di vita, dalla fine del ‘200, milioni e milioni di persone, eppure nessuno si era mai accorto che quasi scolpito in una nuvola c’era il profilo di un demone, con il naso adunco, gli occhi scavati e le due corna scure.
A scovarlo è stata la storica Chiara Frugoni, grande studiosa del francescanesimo.
Non è stata una pennellata a caso. Ma è stata un’impertinenza, un gioco dell’artista, quel profilo di demone? Chi voleva rappresentare il pittore? Se stesso, un compagno di lavoro, un frate committente? Oppure, quasi nascosto nelle nuvole, tentava – come si credeva nel Medioevo – di impedire la salita delle anime al Paradiso, nell’eterna lotta fra il bene e il male?
Qualsiasi sia l’interpretazione, la stessa Frugoni è invece certa che la sua scoperta sia destinata a fissare un nuovo inizio di quella che la medievalista chiama la «manipolazione delle nuvole» da parte di un pittore. «Fino ad oggi, infatti – osserva la storica – il primo pittore che pensò di trattare le nuvole era ritenuto Andrea Mantegna che nel suo San Sebastiano, dipinto nel 1460, mostrò sullo sfondo del cielo un cavaliere che emerge da una nuvola. Ora, questo primato del Mantegna non è più tale».
Il Messaggero

Uso della lingua

scovarlo: a scoprirlo. Scovare significa tirare fuori dal covo. Altri sinonimi sono: snidare (tirare fuori dal nido) e stanare (tirare fuori dalla tana).
primato: essere primo.

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