The Young Pope

papaThe Young Pope è una serie televisiva ideata e diretta da Paolo Sorrentino. Parla di un papa, papa Belardo, ovvero Pio XIII, eletto per caso e che poi si rivelerà molto controverso. Su questo papa immaginario Paolo Sorrentino ha anche scritto un libro, Il peso di Dio. Il Vangelo di Lenny Belardo, in uscita in questi giorni presso Einaudi. La Stampa pubblica l’introduzione in cui Sorrentino spiega la genesi della serie televisiva e del libro.

“Ho lavorato a The Young Pope per moltissimo tempo. L’idea ha fatto continuamente capolino negli anni, per poi essere subito autocensurata, nella convinzione, sbagliata, che in un Paese come il nostro, certi temi, trattati con franchezza, potessero rivelarsi dei tabù. Ma con mia grande sorpresa, quando ho avuto il coraggio di condividere con i produttori questi pensieri, ho trovato disponibilità e abnegazione. …

L’origine sta in un duplice, contradditorio sentimento di fascinazione e diffidenza nei confronti del clero. Il mondo dei preti. Che ho avuto modo di conoscere quotidianamente, per cinque anni, frequentando il liceo classico dei Salesiani a Napoli, dai quattordici ai diciotto anni”.

Note culturali

I Salesiani, ovvero la Società Salesiana di Don Bosco, è un istituto religioso che si occupa soprattutto dell’istruzione e dell’educazione dei ragazzi e che ha fondato molte scuole in tutt’Italia. La congregazione fu fondata nel 1859 da don Giovanni Bosco, un prete piemontese che fu anche fatto santo da Pio XI, nel 1934.

Coop, dopo Expo apre a Milano il ‘Supermercato del Futuro’

rattiA poco più di anno dalla chiusura di Expo 2015, il prototipo di “Supermercato del Futuro” sviluppato da Coop e Carlo Ratti Associati in occasione dell’Esposizione universale diventa realtà a Milano. Il nuovo punto vendita ha aperto oggi i battenti all’interno del Bicocca Village, uno dei centri commerciali e di intrattenimento più frequentati della città, vicino all”Università Bicocca e a diversi centri direzionali di aziende e società. Per inaugurarlo Coop ha scelto un protagonista ed ‘ex’ ambassador di Expo, lo chef Davide Oldani. Il “Supermercato del futuro” si sviluppa su circa mille metri quadri di area vendita, affiancata da uno spazio ristorazione. L’offerta è articolata in oltre 6mila referenze, con una consistente componente di prodotti “take away”, la piazza dei freschi (ortofrutta, carne, pesce) a libero servizio e scaffali bassi che richiamano i banchi del mercato. L'”anima” tecnologica, già sperimentata a Expo, è costituita dalle “vele”, ossia una serie di 54 monitor in grado di presentare un'”etichetta aumentata” dei prodotti. Basta toccare l’alimento per ottenere sugli schermi informazioni aggiuntive sull’origine delle materie prime, istruzioni per lo smaltimento e promozioni in corso. Ai “tavoli interattivi” si aggiungono altri 46 totem touch, dotati di scanner per visualizzare le informazioni (ad esempio gli allergeni, l’impatto ambientale o anche una ricetta) di tutti i prodotti in vendita. Tra i servizi gratuiti offerti c’è poi il “Coop Drive”, che dà la possibilità di ordinare la spesa on line e ritirarla dopo due ore in negozio nell’area parcheggio, senza scendere dalla propria auto.

Per leggere l’articolo clicca qui: Ansa

Vocabolario

Aprire i battenti: aprire le porte, di solito con il significato di aprire per la prima volta, cioè di inaugurare.
spazio ristorazione: spazio ristoro o ristorante
smaltimento:  riciclaggio
allergeni: prodotti che possono causare allergie.

Per la discussione 
In che cosa consiste l’anima tecnologica del “Supermercato del futuro?”
Trova nell’articolo almeno tre novità di questo primo supermercato tecnologico.

Torino, gran coda per l’amatriciana di solidarietà con le vittime del terremoto

amatriciana TorinoNonostante la città  di Amatrice rifiuti in questo momento di sofferenza di identificarsi con il piatto che l’ha resa famosa, l’Italia non rinuncia a celebrare questa tradizione in segno di solidarietà.

Non aveva ancora cominciato a servire gli spaghetti alla amatriciana, la cucina da campo allestita dalla Protezione Civile di Torino per la spaghettata di solidarietà con i terremotati, che c’erano già più di 500 persone in coda, ad aspettare di poter dare il loro contributo per i terremotati del Centro Italia rispondendo all’appello della sindaca Chiara Appendino. Poco dopo le 15 erano stati servite oltre tremila porzioni di amatriciana. Gli organizzatori hanno ordinato altra pasta per far fronte alle richieste.

Com’è la pasta? “Buona, complimenti ai cuochi”, dice la signora Antonia, una delle prime ad essersi sedute nel refettorio da 250 posti allestito dai volontari. All’inizio della fila, che a mezzogiorno si allungava per tutta la piazza, e tornava indietro come un serpentone, c’è una teca di cristallo. All’interno un mucchio di 10 e 20 euro. Sono le offerte – libere – che la sezione comunale dei volontari di Protezione Civile invieranno alle popolazioni colpite dal sisma nel Centro Italia.

Barolo americano

baroloL’azienda Vietti di Castiglione Falletto, maison storica e produttrice di alcuni tra i più quotati cru di Barolo, ha ceduto l’intera proprietà di cantina e vigneti (34 ettari) alla famiglia italoamericana Krause.

È la prima grande cessione a un investitore estero che si verifica sulle colline del Barolo, ma è anche qualcosa di più. «Sarà una partnership duratura e straordinaria», dice Luca Currado, che manterrà il ruolo di amministratore delegato, mentre il cognato Mario Cordero resterà direttore marketing e vendite. «Niente di Vietti cambierà, se non in meglio. Uniamo gli sforzi per perseguire insieme un programma di sviluppo in nome della qualità e della valorizzazione di un patrimonio vitivinicolo di eccellenza, unico nella storia di Langa». Roberto Fiori, La Stampa.

Note culturali e linguistiche

Un articolo interessante, perché traccia le vie del barolo e della sua produzione (v. anche l’immagine), e perché presenta il vocabolario legato ai vini (qui evidenziato in rosso).

Il miglior ristorante al mondo

botturaL’Osteria Francescana di Massimo Bottura è stata incoronata a New York come miglior ristorante del mondo. E’ la prima volta per un ristorante italiano.

“Ma primo ristorante al mondo non significa solamente grande cucina. Questo risultato non sarebbe stato conseguito se l’Osteria non fosse giunta a dotarsi di una squadra dove lavorano ai fornelli cuochi giovani e talentuosi, in numero doppio rispetto a quello dei commensali, per realizzare un’impressionante mole di preparazioni, creme, verdure, tagli di carne, brodi, fondi, polveri e forme, che sono alla base dei piatti cucinati al ristorante…

Ma Massimo non sarebbe Bottura senza l’influenza della moglie Lara Gilmore, che ha arredato i locali dell’Osteria con estrema classe e modernità, e che ha permesso al marito di raffinare il proprio pensiero creativo, introducendolo all’arte e alle sfumature più sottili del bello”. Federico F. Ferrero, La Stampa.

Se passate da Modena, fate un salto! Ma ricordate di prenotare per tempo!

L’esperanto culinario

logo_ciboregolaarteAngela Frenda, food editor del Corriere della Sera e una delle organizzatrici dell’evento “Cibo a regola d’arte” che si svolge in questi giorni alla Triennale di Milano, parla del futuro della cucina italiana. “E adesso, che tutti parlano di cucina, noi di «Cibo a regola d’arte» cosa faremo? La domanda, devo confessarvelo, ce la siamo posta. Ma la risposta è arrivata subito, ed è tutta nel titolo: «La memoria del gusto, il gusto della memoria». Noi per questa terza edizione ci occuperemo di quel che siamo davvero, gastronomicamente parlando. E cioè un popolo legato alle sue tradizioni, ma che è cambiato tanto negli ultimi anni. Una consapevolezza recuperata guardando dentro di noi e le nostre storie. Amiamo la cucina regionale, però la consideriamo finalmente patrimonio comune condiviso e da condividere. Non qualcosa su cui dividerci e litigare.
E dunque lo spaghetto allo scoglio potrete mangiarlo in tutt’Italia. Così come la pizza o la cassata. …

L’altro aspetto di quel che siamo oggi a tavola è rappresentato anche dalla nostra consolidata capacità di recepire (e imparare) dall’esterno. Inserendo nel nostro menu cibi che nostri non sono: il sushi, l’orientale, il cake design all’inglese…. Corriere della Sera.

Note di cultura

La Triennale di Milano è un’istituzione culturale internazionale che organizza mostre, convegni ed eventi di arte, design, architettura, moda, cinema, comunicazione e società.

Non perdetevi il blog di Angela Frenda, Racconti di cucina: è ricco di ricette, consigli e trucchi per cucinare meglio!

Proposte didattiche

Cosa significa il titolo? Come si sta trasformando la cucina italiana?

 

La vignarola fa primavera

vignarolaLa vignarola è un piatto tipico della cucina romana. “Non c’è niente che fa primavera più di questo piatto romano, realizzato in quelle poche settimane in cui fave, piselli e carciofi sono al loro meglio. Il nome deriverebbe dal fatto che le piante in questione venivano seminate fra i filari delle vigne (per nutrire il terreno). Le fave e i piselli sgusciati, e i carciofi puliti e tagliati a spicchi, vanno saltati con guanciale o pancetta e cipolla finissima. La cottura avviene aggiungendo poca acqua ( a volte vino bianco) fino a che le verdure diventano morbide. Nelle versioni più tradizionali ci sono anche lattuga e mentuccia romana (chiamata anche nepitella). La ricetta è ispirata a quella del Cucchiaio d’Argento, un classico della cucina italiana pubblicato per la prima volta nel 1950″. Emiko Davis, Corriere della Sera. Per leggere la ricetta clicca qui: Corriere.it

Note di cultura

Il guanciale si ricava dalla guancia e da parte del collo di un maiale e la sua particolarità risiede nel fatto che viene condito esternamente con sale e pepe e spesso anche con aglio, salvia e rosmarino (almeno nel Lazio) e lasciato stagionare per almeno tre mesi: in questo periodo si forma la crosta dura che lo caratterizza esternamente mentre l’interno acquisisce un sapore intensissimo. La differenza tra pancetta e guanciale sta anche nelle calorie: 100 grammi di pancetta contengono 458 calorie, 45 grassi, mentre 100 grammi di guanciale contengono 655 calorie, il 70% di grassi.

Il Cucchiaio d’argento è uno dei libri di cucina più rinomati e popolari d’Italia. Originariamente è stato pubblicato nel 1950 dalla rivista di design e architettura Domus. Contiene oltre 2000 ricette provenienti da tutte le regioni italiane.

McDonald’s, che nostalgia!

mcdonaldsDicono che il fatturato McDonald’s sia in forte crisi, schiacciato dalla dittatura del biologico, dalla tirannia del vegano, dall’esclusivismo del vegetariano. Dicono che sotto una delle insegne più famose del mondo siano preoccupati, perché tutto quello che sembrava all’avanguardia della modernità con il simbolo McDonald’s si è trasformato in una cosa vecchia, superata dai tempi, un po’ come il fumo delle sigarette, che un tempo faceva figo e adesso è appannaggio dei “portoricani” e degli strati di retroguardia della società. Però che nostalgia. Un tempo, quando si entrava in uno dei tanti punti quella catena, ti sembrava di aver fatto ingresso nel tempio del non convenzionale, del non tradizionale. Ti sentivi cittadino del mondo, un pizzico di cosmopolitismo al ketchup, un grano di universalismo con il cetriolino che immancabilmente guarniva l’hamburger. Pierluigi Battista, Corriere della Sera.

Note di cultura

Per conoscere meglio l’impatto economico e alimentare (non solo simbolico) che McDonald’s ha in Italia, leggi questo articolo.

L’home restaurant

HOME_RESTAURANT_in_VENICEIn rete li chiamano home, pop up o underground restaurant e sono la rappresentazione più concreta di un nuovo modo di stare a tavola: il social eating. Ovvero sconosciuti che si incontrano a tavola a casa di un cuoco non professionista. Un’alternativa al classico ristorante: gli avventori, paganti, infatti sono invitati in case private. Basta un po’ di spazio, talento ai fornelli e molta empatia per ospitare persone differenti ogni sera. “Nessuna norma impedisce di ricevere a casa propria amici e ospiti e farsi pagare per il disturbo – racconta Michele Ruschioni, blogger di 37 anni che con sua moglie Daniela Chiappetti, imprenditrice nel settore turistico ha iniziato questo secondo lavoro da un paio di anni aprendo Home restaurant Roma. Fino alle 18 facciamo altro, poi torniamo a casa e attendiamo i nostri visitatori”….

La coppia, che ha due figli piccoli di cinque e due anni, sfrutta la casa su due piani a Porta Pia a Roma per accogliere fino a 8-10 clienti la settimana. “Oltre alla location bisogna saperci fare – racconta Chiappetti – ti trasformi, soprattutto per i turisti, in una guida turistico-culinaria. Fai ‘passeggiare’ i tuoi avventori attraverso la cultura della cucina romana”. Simone Fanti, Io Donna.

Note di cultura

Una ricetta super tipica della cucina romana? Spaghetti cacio e pepe. Volete la ricetta? Cliccate qui. Se volete saperne di più sulla cucina romana, cliccate qui e qui.

Il nuovo kebab è italiano

kabab italiano

A Milano da poco tempo è comparso un locale che serve kebab un po’ fuori dal comune. Da Mariù kababberia gastronomica (www.mariukebab.it) si sceglie infatti il tipo di pane, carne di produzione italiana condita solo con spezie (arrosto di vitello o pollo) ma anche doner vegetariano e una formula tra kebab “classico” (con cipolle, salsa allo yogurt e harissa, tra le altre) o kebab “gastronomico”, con ingredienti come guacamole, lardo, salsa al pistacchio, crema al carciofo o al tartufo, friarelli, solo per citarne qualcuno. Dietro il locale ci sono Riccardo Cortese, 32 anni, buona forchetta con un passato nel mondo di relazioni pubbliche e pubblicità, originario di Maddaloni, in provincia di Caserta, territorio ricco di tradizioni culinarie. Accanto a lui Federico Pinna, 34 anni, nato a Cagliari che dopo gli studi alla Bocconi, si è lasciato affascinare dal mondo del cibo e del retail nelle varie nazioni, viaggiando sempre con spirito critico.
Insieme hanno creato Foodation, start up specializzata nella realizzazione e gestione di format di “fast & casual dining”, fucina di idee e  cabina di regia con capacità di organizzazione e gestione che partendo da Milano aspira a diventare in breve tempo internazionale.   Leggi l’articolo: D.Donna Repubblica

Uso della lingua

buona forchetta: si dice di una persona che apprezza il buon cibo.
una fucina di idee: un laboratorio di idee.
friarelli: sono i fiori della cima di rapa (a Roma sono chiamati broccoletti).

Leggere con un obiettivo
Cercate nell’articolo queste informazioni.

1. Che cosa intendono per  “italianità” i creatori di Mariù? Come può essere italiano un ristorante che propone kebab.
2. Quali sono i modelli a cui si sono ispirati?
3. In che cosa consiste il marchio di fabbrica dei progetti targati Foodation?
4. Qual è il mix delle due tradizioni culinarie, quella turca e quella italiana?
5. Perché il ristorante si chiama “Mariù”?