L’arte del cibo e mappe alimentari

Un libro che stuzzica la curiosità e l’appetito.

Non un libro di ricette qualunque, ma un viaggio nella storia dell’arte, dai dipinti di Renoir alle fotografie di Steve McCurry. Let’s Bake ART è tante cose, un libro autoprodotto con ilmiolibro.it (sito del Gruppo L’Espresso ndr) su carta  (si ordina on line e in tutte le librerie Feltrinelli), un testo d’arte, un compendio di cucina, un canale youtube raggiungibile con il QR stampato nel libro.
Mariapia Bruno, giornalista, ci porta a spasso tra quadri sul cibo, i gusti e le preferenze gastronomiche degli artisti e 79 ricette dei loro piatti. Una carrellata su cinque secoli di arte della cucina, dai pittori seicenteschi ai piatti futuristi di Marinetti.
Gli antipasti di Picasso e i dolci di Monet, che pare fosse pure un ottimo cuoco, sono l’espediente per un viaggio tra curiosità legate al mondo dell’immagine e del cibo. Tutto comincia con la scoperta de “Alla tavola di Monet”, il testo che raccoglie le ricette di famiglia del pittore impressionista e che danno l’idea all’autrice.

Qualche ricetta da consigliare? Crema di acciughe di Cèzanne, il riso tricolore di Frida Kahlo, il puré verde di Salvador Dalì e i peperoni ripieni di Renato Guttuso. Per leggere l’articolo clicca qui:  Repubblica

Per ascoltare Mariapia Bruno parlare del suo libro clicca qui: Let’s Bake Art Youtube

Le mamme che inventano le app

coltoQuello tra la tecnologia e i bambini sarebbe un rapporto semplice, se a complicarlo non ci fossero spesso i genitori. Che a volte vietano tablet e smartphone, altre permettono di usarli entro certi limiti, altre ancora lasciano ai più piccoli la più assoluta libertà. Ma c’è anche chi si guarda intorno e s’inventa un’app per i figli. Può nascerne un’attività: alla prossima «Bologna Children’s Book Fair», la più grande fiera italiana dell’editoria per bambini che si terrà dal 4 al 7 aprile a Bologna, sono infatti numerosi i libri digitali realizzati da genitori. Sono app più o meno complesse, per tablet o smartphone: a metà tra gioco e libro, prevedono sempre una partecipazione attiva dei bimbi. …

Colto, ad esempio, nasce a Milano da un’idea di Catriona Wallis, madre di due bambini e insegnante di inglese, sposata con un italiano; Shape Gurus è stata selezionata da Apple fra le migliori app del 2015. (v. foto) Da una casetta sulle rive del Po, poi, arriva Identikat, con cui si creano fantastici gatti digitali: ha vinto premi in tutto il mondo ed è firmata da Làstrego e Testa con la torinese Ovolab, un bell’esempio di collaborazione tra uno studio che ha fatto la storia dell’illustrazione italiana e un’azienda nata con i software per Mac e presto convertita alle app mobili. Bruno Ruffilli, La Stampa.

Note culturali
Bologna Children’s Book Fair, la Fiera del Libro di Bologna, è dedicata interamente al mondo della produzione di libri per bambini e ragazzi. Qui convergono artisti (illustratori, graphic designer…), agenti letterari, editori, autori, traduttori, business developer, licensor e licensee, packager, stampatori, distributori, librai, bibliotecari, insegnanti, fornitori di servizi editoriali e tutte le figure professionali legate al mestiere del libro per l’infanzia.

 

Il principe dei sogni

Il-convito-di-Giuseppe-con-i-fratelli-633x415Questa è l’estate di Milano: bisogna assolutamente esserci, o almeno passarci. Oltre all’Expo, Milano offre infatti molti eventi culturali di altissima qualità. Uno di questi è la mostra “Il Principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino” che si terrà al Palazzo Reale fino al 23 agosto.

“L ’esposizione raduna dopo centocinquanta anni i venti arazzi cinquecenteschi commissionati da Cosimo I de’ Medici che raccontano la storia di Giuseppe narrata nella Genesi (37-50).

“Questi capolavori, finalmente riuniti, rappresentano una storia universale di passione e riscatto, miseria e gloria, meschinità e giustizia, dentro la quale non solo Cosimo De’ Medici poteva riconoscere la sorte della sua casata, ma ciascuno poteva allora e può ancora oggi ritrovare una parte della propria esperienza e del suo stesso sentire – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – . La testimonianza preziosa di una delle stagioni più gloriose della nostra storia dell’arte, che ci ricorda quanto la ricchezza del nostro presente sia anche il frutto della grandezza del nostro passato”. …

La straordinaria raffinatezza della loro manifattura, l’unicità della composizione dei soggetti raffigurati, la singolare vicenda storica che li ha interessati, profondamente intrecciata alla storia d’Italia, fa di questo progetto espositivo un evento di portata internazionale e di eccezionale rilevanza simbolica, culturale e storico artistica. Comune di Milano.

Serial Classic

SERIAL-CLASSIC_new1-540x640Milano è sempre più bella e più ricca di novità culturali. Una di queste è la Fondazione Prada che ora ospita una mostra interessante intitolata Serial Classic, curata da Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, che propone un’indagine sulla riproduzione delle sculture greco-romane, avvenuta nel periodo che va dal Rinascimento al Neoclassico. “La nuova sede della Fondazione Prada  è una fortezza che contiene molti tesori, e arricchisce la città, offrendo un’opportunità culturale polifunzionale. Questa, in apparenza sobria, ordinata, ma sontuosa cittadella dell’arte si estende su quasi 20mila metri quadrati e occupa in parte le strutture di un’ex distilleria. Lo spazio è immenso e oltre all’attività museale, con pezzi della collezione privata di Miuccia Prada che si possono ammirare in due ali dell’architettura industriale recuperata, una a nord e l’altra a sud, ha uno stabile al centro che contiene una sala cinematografica molto ampia, un bellissimo bar, affidato all’estro del regista di Grand Budapest Hotel, Wes Anderson, e uno spazio studiato per le esposizioni temporanee. … La nuova sede milanese della Fondazione è stata progettata dall’architetto Rem Koolhaas è in largo Isarco, alla periferia cittadina, tra aeree industriali e nuovi edifici, e la si identifica senza difficoltà perchè ha una torre d’oro che svetta nello skyline, per il resto piuttosto grigio e monotono”. Valentina Tosoni, Repubblica.

Attività culturali

Dal Rinascimento al Neoclassico: si tratta di un arco di tempo di vari secoli, quali? Cos’hanno in comune queste due correnti artistiche?

Zerocalcare

zerocalcareZerocalcare è il nome con cui si firma Michele Rech, uno dei fumettisti più noti del momento. Di recente è uscito un suo libro, Dimentica il mio nome (Bao Publishing), e il report “Kobane Calling“, pubblicato in oltre 40 pagine su Internazionale. Andrea Giordano lo intervista su Io Donna.

Raccontaci come ti sei formato, a cosa ti sei ispirato.
Ci tengo alle mie radici, ho assimilato pienamente la cultura di strada, la musica, crescendo sentendo le storie di ragazzi brutalmente assassinati come Valerio Verbano, o vivendo quella di Renato Biagetti. All’interno di Roma ci sono mille città, io vivo nel quartiere di Rebibbia, sono affezionato a quei luoghi, da quando avevo 13 anni non mi sono allontanato per più di due giorni, se succede addirittura mi vengono le bolle in faccia (sorride, ndr). Diciamo che amo i filtri, le contraddizioni, ho un carattere estremamente chiuso, abito da solo proprio per questo, figurati che il primo cellulare è arrivato a 18 anni e meno male se no non avrei conosciuto la prima ragazza tramite sms…. Artisticamente invece mi sono ispirato come forma indubbiamente a Gilles Roussel, in arte Boulet, che è un blogger francese straordinario e inedito, tanto che ho convinto il mio editore a stamparlo in Italia con una mia prefazione, e poi grazie a Gipi con La mia vita disegnata male. Io Donna.

Note culturali

Valerio Verbano (1961 – 1980) è stato un attivista italiano, assassinato a Roma il 22 febbraio 1980, con un colpo di arma da fuoco. I colpevoli non sono stati mai trovati. Renato Biagetti è stato ucciso vicino a Roma nel 2006, probabilmente per ragioni poliche.

Il quartiere di Rebibbia si trova alla periferia nord-est di Roma. Vi si trova il carcere omonimo.

Gipi, Gianni Pacinotti, è un altro fumettista italiano molto noto.

L’esercito della bellezza: 500 mila «soldati» in difesa dei beni culturali

beni culturali

L’Esercito della Bellezza, in Italia, cresce di giorno in giorno. Non esistono divise né gradi: solo il sincero desiderio di sostenere, regalando il proprio tempo attraverso il volontariato, le realtà associative istituzioni che contribuiscono alla protezione e alla valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese, nel solco tracciato dall’articolo 9 della Costituzione che impegna la Repubblica a tutelare il nostro retaggio storico-artistico e naturale. Il 32% dei volontari ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, il 28% ha tra i 35 e i 45 anni, il 24% ha tra i 45 e i 55 anni.
La chiave per comprendere perché il volontariato legato al bene culturale e paesaggistico attiri i giovani è molto semplice. Le nuove generazioni hanno capito con molta chiarezza che, nel nostro Paese, è definitivamente tramontato il modello legato alla grande industria. E che il futuro dell’Italia passa attraverso ciò che riguarda il concetto di Bellezza: i beni culturali, il paesaggio, la moda, la cucina. Il passo successivo è la voglia di tutelare un tale tesoro, di studiarlo, di salvaguardarlo, di impegnarsi in prima persona.
L’Esercito della Bellezza non si ferma mai. Energie sempre nuove lo sostengono e lo arricchiscono. I generali? Sono inutili. Basta l’amore per un Paese unico al mondo.

Leggi l’articolo: Corriere.it

Per ascoltare l’articolo clicca qui: audio

 

Il viaggio nel tempo del Colosseo Tornano i colori di due millenni fa

«Noi che lavoriamo nel Colosseo e per il Colosseo siamo abituati a convivere con il monumento probabilmente più famoso del mondo. E il mondo si stupirà scoprendo il suo vero colore. Ma sono sicura che quando le impalcature verranno smontate, entro qualche settimana e comunque prima dell’estate, il Colosseo sarà capace di sorprendere anche noi».
Il cantiere per il restauro dell’Anfiteatro Flavio, aperto nel settembre scorso intorno alle prime dieci arcate Nord, sta lentamente svelando l’antico e insieme nuovissimo colore del travertino. Un timbro complessivamente chiaro ma variegato, che spazia dal miele al giallo ocra, fino al castagno, e si alterna nello spazio di pochi centimetri, restituendo una coloritura intensa, dorata, sorprendente. Sparirà completamente la copertura nera dovuta al traffico e all’inquinamento». 
Il cantiere per la pulizia esterna del Colosseo andrà avanti per altri due anni. Seguirà la realizzazione del Centro servizi («che resterà rigorosamente di proprietà della Soprintendenza», avverte Barbera) e infine gli interventi per i sotterranei, le gallerie coperte del primo e del secondo ordine, l’impiantistica. In tutto cinque anni. Come si sa, il restauro è stato finanziato con 25 milioni di euro dal gruppo Tod’s di Diego Della Valle che così commenta: «Considero la sponsorizzazione del restauro del Colosseo un onore. Un impegno che ci rende orgogliosi di essere italiani. Mi piacerebbe continuare a vedere aziende private di successo che dedicano parte delle loro risorse a questo genere di attività. Dobbiamo dare un esempio positivo di questo Paese valorizzando la nostra cultura che è la risorsa fondamentale per la ripresa economica».

Corriere.it

Grammatica
Questo articolo presenta vari esempi di verbi nel tempo futuro. Potete identificarli?

Arte moderna italiana a New York

Citta meccanizzata dalle ombreCP
Nasce a New York un nuovo centro culturale per promuovere l’arte italiana moderna a contemporanea. Si chiama CIMA (Center for Italian Modern Art) e aprirà le porte al pubblico fra poche settimane nel quartiere di SoHoOccuperà l’intero quarto piano di una palazzina al numero 421 di Broome Street e la mostra inaugurale debutterà il 22 febbraio e rimarrà aperta fino al 30 giugno. Dietro al CIMA c’è una fondazione costituita di recente a New York la cui missione è di promuovere l’arte futurista italiana. “Il lancio del Center for Italian Modern Art marca un punto di riferimento fondamentale per l’apprezzamento su scala internazionale dell’arte italiana del Ventesimo Secolo”, si legge in un comunicato diffuso dalla Mattioli Rossi. “e un passo importante per superare una serie di ostacoli culturali, accademici e politici che per troppo tempo hanno interferito con una conoscenza pi+ ampia dell’arte italiana moderna e contemporanea”.Espresso
Spazio alla grammatica
L’uso del futuro: individuare nell’articolo i verbi usati nel tempo futuro. 
Si può estendere la ricerca di verbi al futuro a un altro articolo che annuncia lo stesso evento sula testata: America 24

Tina Modotti

Nasce vicino a Udine, registrata all’anagrafe come Assunta Adelaide Luigia, ma si ritrova poi, sia pure in buona parte post mortem, nel pantheon dei miti del XX secolo: la donna bella e comunista, la rivoluzionaria, la scandalosa, l’attrice, sia pur per breve tempo, per film muti nella Hollywood degli anni Venti, l’emigrante italiana, la paladina della libertà, la perseguitata, l’esule politica, l’eroina del Messico e della guerra civile spagnola, l’antifascista, la musa ispiratrice, l’interprete di una vita da romanzo (e infatti ne sono stati scritti vari) ma, soprattutto, la grande fotografa. Si tratta di Tina Modotti, ed è a lei che è dedicata una mostra  nella sede espositiva dell’Istituto Cervantes in piazza Navona 91, a Roma, organizzata con l’ambasciata del Messico in Italia. Titolo della rassegna, «Tina Modotti: un nuovo sguardo», con una selezione di 26 fotografie scattate dalla pasionaria tra il 1923 e il 1927. Corriere della Sera.

Uso della lingua

L’autore di questo articolo, Edoardo Sassi, usa una lingua piuttosto ricercata. Si noti per esempio l’espressione latina, post mortem, che significa dopo la morte, o paladina (sostenitrice), musa (dea protettrice delle arti).

Pelle di donna

Gillo Dorfles, “Strega in metamorfosi”, 2010

“Pelle di donna” è il titolo di una mostra che si è appena aperta alla Triennale di Milano. Di questa mostra parla Gillo Dorfles, uno dei più grandi e noti critici dell’arte italiani, che ha ben 101 anni, ma che continua a essere più che mai attivo. “La mostra dedicata al rapporto tra la pelle dell’uomo – e soprattutto della donna – e l’opera d’arte mi sembra di grande interesse perché mette in luce quanto possa valere lo stimolo creativo di questa fondamentale struttura del corpo umano nella realizzazione di un’opera artistica, soprattutto di quella pittorica.

Che ognuno «tenga prima di tutto alla propria pelle»; che gli accada di avere «la pelle tesa» per lo spavento, o addirittura che gli venga «la pelle d’oca»: basterebbero questi o tanti altri modi di dire per dimostrare quanto la nostra pelle ci sia cara, anzi indispensabile. Non ci possono essere dubbi circa il valore artistico, fisiologico, antropologico, economico di questa importante struttura umana …  Il Sole 24Ore.

La mostra sarà aperta fino al 19 febbraio prossimo.

Uso della lingua

Nell’articolo Dorfles inserisce di proposito alcuni dei più noti modi di dire che hanno per protagonista la pelle e che abbiamo evidenziato in rosso. Vi invitiamo a cercarne altri nel resto dell’articolo.