In quella nuvola di Giotto è nascosto il diavolo

Quell’affresco di Giotto, nella Basilica superiore di San Francesco, ad Assisi, l’avranno visto e ammirato in otto secoli di vita, dalla fine del ‘200, milioni e milioni di persone, eppure nessuno si era mai accorto che quasi scolpito in una nuvola c’era il profilo di un demone, con il naso adunco, gli occhi scavati e le due corna scure.
A scovarlo è stata la storica Chiara Frugoni, grande studiosa del francescanesimo.
Non è stata una pennellata a caso. Ma è stata un’impertinenza, un gioco dell’artista, quel profilo di demone? Chi voleva rappresentare il pittore? Se stesso, un compagno di lavoro, un frate committente? Oppure, quasi nascosto nelle nuvole, tentava – come si credeva nel Medioevo – di impedire la salita delle anime al Paradiso, nell’eterna lotta fra il bene e il male?
Qualsiasi sia l’interpretazione, la stessa Frugoni è invece certa che la sua scoperta sia destinata a fissare un nuovo inizio di quella che la medievalista chiama la «manipolazione delle nuvole» da parte di un pittore. «Fino ad oggi, infatti – osserva la storica – il primo pittore che pensò di trattare le nuvole era ritenuto Andrea Mantegna che nel suo San Sebastiano, dipinto nel 1460, mostrò sullo sfondo del cielo un cavaliere che emerge da una nuvola. Ora, questo primato del Mantegna non è più tale».
Il Messaggero

Uso della lingua

scovarlo: a scoprirlo. Scovare significa tirare fuori dal covo. Altri sinonimi sono: snidare (tirare fuori dal nido) e stanare (tirare fuori dalla tana).
primato: essere primo.

La pitturessa

Artemisia Gentileschi “Giuditta decapita Oloferne”

La pitturessa è Artemisia Gentileschi, pittrice romana del Seicento che ebbe una vita molto turbolenta (per conoscerla cliccare qui). Ora le sue opere sono in mostra a Milano, al Palazzo Reale, fino alla fine del prossimo gennaio. A curare la mostra sono stati chiamati due grandi studiosi, Roberto Contini e Francesco Solinas. Grazie alle loro caparbie ricerche, al loro occhio, ai loro contatti con importanti istituzioni museali e con collezionisti privati di rilievo, i due curatori sono stati in grado di riunire a Milano 52 opere di Artemisia Gentileschi (alcune sconosciute, altre pochissimo note), assieme a un gruppo di lettere completamente inedite ritrovate dallo stesso Solinas nell’archivio di Casa Frescobaldi a Firenze. Lettere appassionatissime “redatte in una prosa scorretta ma profonda, sgrammaticata ma colta, che cita Petrarca e l’Ariosto, Ovidio, le Rime di Michelangelo, e ovviamente il Tasso. …
«Arcinfamissima, ruffiana, strega, maliarda», inveisce la famosa pittrice contro una dama fiorentina che l’aveva accusata di furto in casa del suo amante. «Poltrona»! «Puttana». Una storia a tratti torbida, di bellissima pittura e denaro, di potere e passione, quella d’amore vissuta da Artemisia a Firenze, a Roma e a Napoli, con Francesco Maria Maringhi, ricco rampollo di un’antica famiglia dell’aristocrazia fiorentina, e naturalmente appassionato di pittura”. Il Sole 24Ore.

Uso della lingua

Si noti il linguaggio colorito usato dalla “pitturessa”, non poi così diverso da quello attuale. E si noti anche la prosa raffinata di questo articolo del Sole 24Ore, scritto da Francesco Solinas, uno dei due curatori della mostra.
rampollo: discendente

Il Colossseo nel medioevo era anche un centro commerciale

Dei recenti scavi condotti dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici e da alcuni ricercatori della facoltà di archeologia dell’Università Roma 3, mostrano che durante il medioevo il Colosseo, l’antica “arena dei gladiatori” era un attivo centro commerciale con botteghe e attività produttive di vario tipo.
Gli archeologi hanno riportato alla luce i resti di un focolare, muri e una porzione di piano calpestabile risalente al XII secolo, quasi sicuramente appartenenti a un’abitazione. Tra i ritrovamenti ci sono anche un “calcatorium”, ovvero una doppia vasca che serviva per la conservazione del vino nel XIII secolo, alcune medagliette votive, monete e resti di ceramiche. Una conferma del fatto che il Colosseo, simbolo della “città eterna”, un monumento per noi oggi intoccabile, ha vissuto nei secoli diverse vite, e in certi periodi, come nel medioevo, era perfino utilizzato a mo’ di “residence” con bancarelle e botteghe come forse si possono vedere oggi sul Ponte Vecchio a Firenze o al mercato di  Rialto a Venezia. La Stampa.it

Uso della lingua

a mo’: al modo, come.

Informazioni culturali
Università a Roma: le tre principali università di Roma sono pubbliche e sono:  La Sapienza, (Università degli Studi di Roma 1),  Tor Vergata (Università degli Studi di Roma 2 ), e Università degli Studi di Roma 3.

Il centro di Milano diventa un museo

Palazzo Anguissola, su via Manzoni a Milano

“Progetto cultura” è il nome dell’ambizioso impegno della maggiore banca italiana, Intesa San Paolo, nel campo dei beni culturali. Al centro di questo progetto si situa il nuovo museo che aprirà a settembre a Milano.
“Il nuovo museo milanese si chiamerà Gallerie di Piazza Scala e darà vita a un ‘nuovo quadrilatero‘ – così non ci sarà solo quello della moda. Coinvolgerà quattro palazzi storici … Palazzo Anguissola, del 1775; l’ampliamento di questa dimora realizzato nel 1829 dal maestro del neoclassicismo Luigi Canonica; l’adiacente Palazzo Brentani-Greppi e l’ex sede della Banca Commerciale, costruita su piazza Scala da Luca Beltrami tra il 1909 e il 1911 in stile rinascimentale. Nelle oltre venti sale ricavate all’interno di questi spazi saranno esposte inizialmente 200 opere (alla fine oltre a mille) provenienti dalle collezioni della banca. Ci saranno opere di Francesco Hayez, Gerolamo Induno, Angelo Inganni, ma anche di Mosè Bianchi, Gaetano Previati e Aristide Sartorio. Un allestimento particolare sarà riservato ai bassorilievi del Canova“. Corriere della Sera.

Note culturali

il quadrilatero della moda: è il distretto al centro di Milano dove si concentrano i negozi e gli atelier delle firme più importanti della moda. E’ composto da quattro vie che formano una sorta di quadrato: via Montenapoleone, via Manzoni, via della Spiga e corso Venezia.
Francesco Hayez, Gerolamo Induno e Angelo Inganni sono pittori milanesi o lombardi dell’Ottocento. Mosè Bianchi, Gaetano Previati e Aristide Sartorio sono pittori e scultori italiani della fine dell’Ottocento, primi del Novecento. Canova è uno dei massimi sculturi italiani tra Settecento e Ottocento.

Biennale di Venezia, il cuore pulsante dell’arte contemporanea

Biennale di Venezia
“ILLUMI-nazioni”
è il titolo della 54esima edizione della Biennale di Venezia  curata dalla svizzera Bice Curiger sotto la presidenza “illuminata” di Paolo Baratta, coerente nel definire la sua Biennale una “macchina del vento” che ha messo in moto in tutta la città un benefico effetto volano.
La prima sfida di “ILLUMI-nazioni” parte dai tre stupefacenti capolavori cinquecenteschi del Tintoretto esposti al Padiglione centrale dei Giardini: una sfida che illumina lo spettatore ma anche gli artisti invitati.
Il Sole24ore

“Venezia è la mostra più importante che esista. L’assalto alla Laguna lo dimostra. Il presidente Paolo Baratta ne è convinto. I padiglioni, dice, sono la prova della stima del mondo. E se la stima si misura dall’impegno messo in campo e dal prestigio degli artisti scelti, si direbbe che siamo stimatissimi. Ecco un pugno di nazioni che almeno sulla carta si direbbe non dovremmo perdere.”
Il critico dell’Espresso consiglia di non mancare: il Padiglione americano, il padiglione giapponese, il padiglione tedesco, e quello egiziano. L’Espresso

La nuova Torre di Pisa

Addio alla rete di impalcature e ponteggi: terminato, dopo vent’anni di lavori, il restauro dei marmi della Torre di Pisa, le cui storiche pareti erano deturpate da scritte, incisioni e segni di smog e degrado. Piazza dei Miracoli torna così all’antico splendore, mentre la Torre continua a raddrizzarsi, secondo un programma che dovrebbe portare a un consolidamento del monumento destinato a durare almeno per i prossimi trecento anni. A mezzogiorno di ieri [il 21 aprile, n.d.r.], sotto un sole quasi estivo, la Torre Pendente risplendeva in Piazza dei Miracoli. Mai pisani e turisti l’avevano vista così bianca. E libera, dopo vent’anni, da impalcature e “brache“, ponteggi e legacci, quell’improbabile camicia di forza che il monumento ha dovuto indossare contro le follie di una pendenza sempre più pericolosa e un lento eppure inesorabile degrado dei marmi. Corriere della Sera.

Uso della lingua

Le impalcature e i sostegni che fino a pochi giorni fa nascondevano la Torre di Pisa sono chiamati metaforicamente brache – mutande o calzoni, un termine usato per lo più in modi di dire -, legacci – corde sottili -, e camicia di forza – camicia con le maniche molto lunghe che serve per contenere i malati mentali ritenuti pericolosi.

Il triciclo di Google in giro per l’Italia

Tutti i giornali italiani hanno riportato che da oggi grazie a Street View di Google il patrimonio storico e archeologico del paese è ora visitabile con un clic del mouse. Abbiamo scelto due dei quotidiani che hanno riportato la notizia.

Il Colosseo è il più grande anfiteatro romano: il pubblico su internet può visitarne l’interno con le ultime mappe di Google Street View. Le immagini digitali aiutano ad ammirare i dettagli dell’edificio.

Cliccare sul’immagine per vedere altre foto.

Per scattare le immagini Google ha messo in campo il suo trike: è una sorta di triciclo che ha esplorato in modo non invasivo monumenti e piazze, senza rischiare di danneggiare il delicato equilibrio dell’ambiente circostante con emissioni di anidride carbonica. È adatto ai percorsi che non sono autorizzati per le automobili. Pesa 113 chilogrammi e ha una lunghezza di 2,7 metri: la macchina fotografica è installata su un’asta alta poco più di due metri. Per avanzare con le pedalate sono stati assunti anche atleti, a causa del peso del trike.Il Sole 24 ore
Grazie al supporto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il trike è potuto accedere per la prima volta all’interno di aree archeologiche come: i Fori Imperiali, il Colosseo, il comprensorio  dell’Appia Antica e le Terme di Diocleziano. Non solo, della raccolta di Street View sono entrate a fare parte anche siti storici quali i giardini della Venaria Reale di Torino oltre al centro storico di Firenze (Piazza della Signoria, Piazza del Duomo, Ponte Vecchio) e altre antiche piazze italiane.
Altre bellezze storico-artistiche immortalate da Google e ora visitabili sono: i Fori Imperiali (Roma); Anfiteatro Flavio – Colosseo (Roma); Comprensorio archeologico dell’Appia Antica (Roma); Terme di Diocleziano (Roma); Villa Adriana, Tivoli (Roma); Area archeologica di Gabii (Roma); Villa D’Este, Tivoli (Roma); Scavi di Ercolano (Napoli); Venaria Reale (Torino); Centro Storico di Firenze; Capodimonte (Napoli).  La Stampa.it

BilBOLBul

Chiudiamo questa settimana, dedicata a dibattiti profondi e seri, con una nota allegra (visto che è anche la fine del carnevale ambrosiano, cioè milanese), e presentiamo BilBOLBul, una mostra del fumetto che si è conclusa a Bologna da qualche giorno. “Centralità degli autori, contaminazione tra fumetto e altre arti, approccio divulgativo sono state le tre linee guida della kermesse che ha dedicato una grande retrospettiva a un maestro del fumetto contemporaneo, José Muñoz. Due mostre sono state dedicate a due italiane: Vanna Vinci e Grazia Nidasio. Uno dei focus dell’edizione è stato il dialogo tra fumetto e letteratura nell’ambito del quale si sono svolti gli incontri con Igort su Chandler e con Davide Toffolo su Pasolini. Corriere della Sera.

BilBolBul è anche il nome di una mitica torta al cioccolato, con scorzette d’arancio. Cliccando qui si va alla ricetta.

Uso della lingua
Kermesse sta per festival, manifestazione

L’Unità d’Italia a fumetti

Una delle manifestazioni per celebrare i 150 dell’Unità d’Italia è la mostra che si è inaugurata sabato 5 febbraio, al Museo del Fumetto di Lucca. Si intitola “150 anni dall’Unità d’Italia – Un lungo cammino“.  L’esposizione sarà una sorta di viaggio per illustrazioni, fumetti e animazioni attraverso le vicende italiane dal 1861 a oggi. La sede non poteva essere più appropriata, visto che Lucca, da quasi mezzo secolo, può essere considerata la capitale del fumetto italiano. Nella città toscana si svolge dal 1966 la fiera del fumetto più nota e visitata e qui, nel 2008, è sorto il Museo del Fumetto e dell’Immagine, oggi sotto la responsabilità culturale di Angelo Nencetti.

La mostra – che sarà itinerante e dopo Lucca si sposterà a Milano, Mantova, Sassari, Napoli, Genova, Orvieto, Città di Castello e altre città ancora – proporrà ai visitatori una rassegna articolata di quanto è stato realizzato in Italia nel fumetto, nell’illustrazione e nel cinema d’animazione sul tema del Risorgimento e sugli eventi principali della storia nazionale. Sole 24Ore.

Una montagna di sale davanti al Duomo di Milano

 «Per l’Unità d’Italia porto il sale dal Sud al Nord» ha spiegato Mimmo Paladino, l’artista che ha progettato la Montagna del Sale, un immenso vulcano bianco che dal 21 marzo occuperà Piazza Duomo a Milano. Questa ‘imponente installazione – voluta dal Sindaco di Milano, Letizia Moratti – avrà un diametro di circa 30 metri e un’altezza di 20, ricoperta di uno spesso strato di sale, da cui fuoriusciranno trenta sculture (tre cavalli integri e alcuni frammenti di bronzo). La Montagna di Sale  è un’opera che, dietro la sua straordinaria semplicità formale, nasconde una dimensione politica: «in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ho voluto portare il sale dal Sud al Nord», dice Paladino.
I milanesi si imbatteranno in un lavoro che è in grado di sottrarsi a quegli esercizi di stile concettuali, tautologici e criptici che contaminano tante esperienze poetiche attuali. Paladino elabora una rappresentazione che ha una segreta forza evocativa: frequenti i richiami lontani. Assembla barlumi spesso dissonanti, che rinviano alla Grecia. Ma non si fa ingabbiare dentro la prigione dell’anacronismo. Ordini spezzati, lacerti di forme. I cavalli – omaggio al Don Chisciotte di Cervantes – appaiono non nella loro unità, né nella loro interezza, ma come parti di una totalità oramai impossibile: tessere di un mosaico deflagrato. Un segno plastico, capace di imporsi con elegante potenza e, insieme, con immediatezza. Un segno che sa saldare classicità e contemporaneità: gusto per il ritorno sui sentieri della memoria e sensibilità pop. Perché, pur attraversata da riferimenti colti, la Montagna del Sale è innanzitutto questo: un meraviglioso monumento popolare.
Il Corriere.it

Uso della lingua

Notare la ricercatezza del linguaggio del critico d’arte. Alcune volte, come in questo caso, il registro linguistico non è adeguato al contesto di un articolo giornalistico che dovrebbe essere chiaro e informativo.
Alcuni esempi di questa ricercatezza linguistica:
tautologici e criptici: ridondanti e oscuri
lacerti di forme: frammenti di forme