Le figurine Panini compiono 50 anni

Le figurine Panini sono una storia popolare legata a un’Italia che 50 anni fa cresceva e sognava. Una mostra le celebra a Roma da domani e fino al 23 ottobre. Cominciava tutto nel 1961…
Le figurine sono state tra i primi mass-media del Novecento, una forma di comunicazione sociale trasversale che ha plasmato e si è plasmata con una cultura profondamente e genuinamente pop. Lavorando giorno e notte, quattro fratelli figli di un garzone conquistarono il mondo, dando forma soprattutto alla passione sfrenata degli italiani per il calcio. 
Collezionismo, pubblicità e industria, un intreccio perfetto…
Il rito resiste ancora sui banchi di scuola e unisce le generazioni del passato … a quelle moderne che continuano a scambiarsi doppioni nonostante la dittatura della Playstation. 150 miliardi di figurine in mezzo secolo, secondo i calcoli della multinazionale di Modena.

Palazzo Incontro, Via dei Prefetti, 22, Roma. Dal 14 settembre al 23 ottobre . Il Sole 24Ore.

Costume

L’album delle figurine – un album su cui si incolla una serie di immagini, di solito di calciatori – fa parte dell’infanzia di ogni italiano. Le figurine si comprano in bustine da cinque. Per completare l’album occorre avere tutte le figurine di un dato argomento e, alla fine, quando ne mancano poche, è molto difficile trovarle. Allora a scuola, negli intervalli, ci sono dei veri e propri mercati di doppioni, esemplari identici di cui tutti di solito hanno una grossa scorta.

Cinecittà aperta al pubblico

In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e del suo 74° compleanno Cinecittà mostra i suoi segreti al pubblico e apre i suoi studios . Il 28 aprile scorso, nella sede di Via Tuscolana 1055, nella zona sud di Roma, è stata inaugurata da Roberto Benigni la mostra “Cinecittà Si Mostra, un percorso spettacolare all’interno dei famosi studi cinematografici. 
“La Mostra – spiega la curatrice Elisabetta Bruscolini – segue un itinerario nella creatività degli autori e dei professionisti”. Ma c’è anche l’omaggio alla “storia e al presente di Cinecittà”, a tutti coloro che hanno dato vita, ieri e oggi, “al mito di Hollywood sul Tevere”. 
Dopo la mostra, che resterà aperta fino a novembre, dovrebbe prendere corpo, nell’arco di un anno e mezzo, il progetto di un Museo del cinema permanente per cui dovrebbero essere complessivamente stanziati circa 15 milioni di euro. La Stampa.



Uso della lingua
prendere corpo: significa attuarsi, prendere consistenza.

Dalla lira all’euro

Con questo titolo così asciutto, “La moneta dell’Italia Unita: dalla lira all’euro“, che non contiene nemmeno un’evocazione o una metafora che tanto vanno di moda nelle denominazioni contemporanee, si potrebbe pensare che la mostra che si apre domani al Palazzo delle Esposizioni di Roma sia una didascalica lezione di storia economica.

Ma non è affatto così. La mostra, organizzata dalla Banca d’Italia nell’ambito delle celebrazioni per i 150 dell’Unità nazionale e aperta fino al 3 luglio, è un colto, documentato e persino divertente viaggio nella storia monetaria della nostra Unità, dalle banconote pre-unitarie all’euro. Una mostra che sarà certamente capace di interessare gli specialisti del settore, che troveranno chicche e rarità, ma anche i curiosi e gli studenti, come ha auspicato il direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, presentando in anteprima la mostra alla stampa. Sole 24 ore.

Uso della lingua
chicca: è una caramella o un dolcetto e per estensione significa una cosa bella, elegante, preziosa.

Bernardo Bertolucci al MoMa

Dal 15 dicembre fino al 12 gennaio Bertolucci verrà omaggiato al MoMA di New York con una retrospettiva completa dei suoi film e una mostra. Si parte con Il conformista (1970), fonte d’ispirazione per Steven Spielberg, Martin Scorsese e Patrick Tam, solo per citare qualche nome. Il film sarà presentato da Bertolucci in persona. Molti saranno gli amici che parteciperanno alla festa, da Martin Scorsese appunto a Jonathan Demme, da Jim Jarmush ai fratelli Cohen, da Anjelica Houston, Isabella Rossellini a Liv Tyler, protagonista di Io ballo da sola (1996), da Robert De Niro, l’Alfredo in Novecento (1976) a John Malcovich, tra gli interpreti de Il tè nel deserto (1990).

Non è finita qui, l’omaggio prosegue all’Art Directors Club Gallery di New York dove verrà allestita la mostra Bertolucci Images, curata dal critico Marcello Garofalo e composta da circa 140 fotografie di scena che immortalano momenti di vita da set. Il Sole 24Ore.

Uso della lingua
Si notino i termini che si applicano alla descrizione di una mostra: allestire, curare, presentare, omaggiare, omaggio, retrospettiva, fonte di ispirazione