Don Giovanni alla Scala

Come tutti gli anni la stagione operistica alla Scala di Milano apre il 7 dicembre, il giorno di Sant’Ambrogio, santo patrono della città. Quest’anno di scena sarà il Don Giovanni di Mozart. “Tutto pronto alla Scala di Milano per l’apertura della stagione 2011-2012. Mercoledì 7 dicembre il sipario della sala del Piermarini si alzerá su una nuova produzione del «Don Giovanni» di Mozart, firmata per la regia da Robert Carsen e che vedrá sul podio, per la prima volta nella sua veste di direttore musicale del teatro, Daniel Barenboim. Anche quest’anno c’è l’anteprima dedicata ai giovani under 30, cui la Scala offre, il 4 dicembre alle 18,00, a 10 euro (i biglietti sono stati venduti tutti su internet) il «Don Giovanni».
Cast stellare per l’opera mozartiana e prezzi altrettanto stellari per la prima del 7 dicembre, dove le poltrone e i posti nei palchi cosiddetti pregiati, quelli cioè di primo e secondo ordine con la più ampia visuale sul palcoscenico, costano duemila euro più il 20 per cento del diritto di prevendita, per un totale di duemilaquattrocento euro. Ma si tratta, come ha più volte chiarito lo stesso sovrintendente della Fondazione lirica milanese, Stèphane Lissner, di un fund raising con cui il Teatro, grazie al pubblico particolarmente abbiente della prima, raccoglie in media tre milioni di euro indispensabili per la propria attivitá.
Cifre più abbordabili, si fa per dire, per i posti meno panoramici nei palchi, che scendono fino a un minimo di cinquecento euro, sempre diritti di prevendita esclusi, e per la piccionaia, che va dai 350 ai 50 euro. Ma, si sa, la serata del 7 dicembre ha un sapore prevalentemente mondano”. Il Sole 24Ore.

Note di cultura

santo patrono: in Italia ogni città ha un santo “patrono”, protettore, stabilito dalla chiesa. Di solito nel giorno dedicato a quel santo la città festeggia.
sala del Piermarini: si tratta della Scala, che fu progettata dal Piermarini, architetto del Settecento.

Il più grande spettacolo dopo il weekend

E’ il titolo dello show di Fiorello che va in onda sul primo canale della Rai lunedì in prima serata. In queste prime puntate il successo è stato enorme. “Boom di ascolti per Fiorello che per la prima serata del suo show, ‘Il più grande spettacolo dopo il weekend‘, rigorosamente in diretta, su Rai Uno, è arrivato vicino ai 10 milioni spettatori (9.796.000 per la precisione), con uno share del 39,18 per cento. E ha toccato punte di 12 milioni e 800, con share al 49 per cento. Lo showman ha battutto se stesso: il suo record precedente in Rai, con ‘Stasera pago io… Revolution’ (sette anni fa) era arrivato a 8 milioni 612mila spettatori, con picchi di 11 milioni. Fiorello ha cantato, ballato, imitato…
Il titolo dello show, ‘Il più grande spettacolo dopo il weekend’, è ispirato a una canzone di Jovanotti, ‘Il più grande spettacolo dopo il Big bang’. E anche l’artista, attraverso Facebook, ha fatto i complimenti a Fiorello.
«Sono contento – dice Jovanotti – perchè si ristabilisce un’evidenza ultimamente non più così evidente, ovvero che il talento, la cura, l’attenzione e il rispetto per il pubblico e per il proprio lavoro sono gli ingredienti che dovrebbero sempre prevalere nel nostro mondo, quello dello spettacolo e non solo». Il Sole 24Ore.

Uso della lingua

punta, picco: momenti di massima intensità

Nabucco per i 150 anni dell’Unità d’Italia

Continuiamo a riportare le iniziative volte a celebrare il centocinquantenario dell’Unità d’Italia che si svolgono in questi giorni. Sabato scorso a Roma il maestro Riccardo Muti ha diretto il Nabucco di Verdi.
“Un Nabucco pervaso di spirito risorgimentale. L’altra sera all’Opera di Roma l’obiettivo contro cui manifestare non era l’Austria imperiale, ma i tagli ai fondi per la cultura decisi dal governo. … il maestro Muti, già sul podio con la bacchetta in mano, si rivolge al pubblico e svolge questo paragone: ‘Il 9 marzo del 1842 Nabucco debuttava come opera patriottica tesa all’unità ed all’identità dell’Italia. Oggi, 12 marzo 2011, non vorrei che Nabucco fosse il canto funebre della cultura e della musica’.
“Poi è cominciato lo spettacolo. Ma l’episodio più inedito doveva ancora svolgersi. Giunto al famoso coro del terzo atto, quel ‘Va’ pensiero‘ che ha fatto tremare il cuore dei patrioti di un secolo e mezzo fa, la domanda era nell’aria: ci sarà un bis? Ma Muti, una volta finito il celeberrimo coro, fa di più. Si gira verso il pubblico e dice: ‘Sono molto addolorato per ciò che sta avvenendo, non lo faccio solo per ragioni patriottiche, ma noi rischiamo davvero che la nostra patria sarà ‘bella e perduta’, come dice Verdi. E se volete unirvi a noi, il bis lo facciamo insieme”.  La Repubblica.

Al Nabucco Rai 3 e Rai Storia dedicheranno la serata di giovedì 17 marzo. Quella stessa sera il Nabucco si potrà ascoltare su Rai Radio 3 anche sul web.

Note culturali
Va pensiero: è uno dei cori più noti della storia dell’opera, collocato nella parte terza del Nabucco di Giuseppe Verdi (1842), viene cantato dagli Ebrei prigionieri in Babilonia. Il poeta Temistocle Solera scrisse i versi ispirandosi al salmo 137. Questo coro di ebrei fu interpretato dal pubblico dell’epoca come una metafora della condizione degli italiani soggetti a dominio austriaco.

Il Festival di San Remo

E’ uno degli spettacoli canori più popolari in Italia, e piace anche agli intellettuali che ne hanno scritto varie volte. L’ultimo libro dedicato a San Remo è quello di Serena Facci e Paolo SodduIl festival di Sanremo. Parole e suoni raccontano la nazione (Carocci). Dicono gli autori, “Il festival non è lo specchio della nazione”, e non è nemmeno “un evento capace di dare la propria impronta al costume”. Si tratta piuttosto di una grande narrazione, di un racconto autenticamente nazionalpopolare, in grado di riassumere con efficacia i tratti salienti di alcune tra le più significative situazioni storiche che si sono avvicendate nell’Italia repubblicana. … Sanremo non è un “luogo” dell’identità italiana; è piuttosto “rappresentativo” di una delle tante forme che quell’identità può assumere. La Stampa.
Il Festival di San Remo comincia stasera e finirà sabato prossimo; è trasmesso dal primo canale della Rai.

Uso della lingua
nazionalpopolare: è un termine usato originalmente da Antonio Gramsci per indicare un fenomeno culturale che esprimeva valori profondi di un’intera nazione. Oggi è spesso usato a proposito dei mass media.

In Italia “i truzzi” di Jersey Show

Nicole Polizzi, alias Snooki, una delle protagoniste di «Jersey Shore»

Truzzo o tamarro, sono parole del linguaggio giovanile che ancora non si trovano nei dizionari ufficiali, ma che sono ormai utilizzate con sfumature diverse in tutto lo stivale.
I truzzi di cui parla l’articolo si chiamano Snooki, Mike «The Situation», Pauly D; Jenni «Jwoww», Ronnie, Angelina e sono alcuni dei protagonisti della popolare serie-reality, Jersey Shore, una serie che fa ascolti record negli Usa. Questi tamarri italoamericani stanno per  traslocare oltreoceano. Saranno in Italia a primavera per girare gran parte della quarta stagione. Una scelta che ha fatto infuriare gli italo-americani. Con le grandi (e potenti) organizzazioni salite sulle barricate: «E’ uno show irresponsabile che danneggia non solo gli italiani, ma tutti gli americani». Intanto il programma trash fa record d’ascolti.  Il Corriere della Sera

Uso della lingua
Truzzo o tamarro:  nel gergo giovanile è usato per indicare una categoria di giovani considerati volgari  per il  vestiario molto appariscente, il lingaggio che usa, i suoi interessi, il ceto/luogo di appartenenza o al tipo di veicolo guidato.
fa ascolti: ha un indice alto di gradimento tra i telespettatori (pubblico).

Bernardo Bertolucci al MoMa

Dal 15 dicembre fino al 12 gennaio Bertolucci verrà omaggiato al MoMA di New York con una retrospettiva completa dei suoi film e una mostra. Si parte con Il conformista (1970), fonte d’ispirazione per Steven Spielberg, Martin Scorsese e Patrick Tam, solo per citare qualche nome. Il film sarà presentato da Bertolucci in persona. Molti saranno gli amici che parteciperanno alla festa, da Martin Scorsese appunto a Jonathan Demme, da Jim Jarmush ai fratelli Cohen, da Anjelica Houston, Isabella Rossellini a Liv Tyler, protagonista di Io ballo da sola (1996), da Robert De Niro, l’Alfredo in Novecento (1976) a John Malcovich, tra gli interpreti de Il tè nel deserto (1990).

Non è finita qui, l’omaggio prosegue all’Art Directors Club Gallery di New York dove verrà allestita la mostra Bertolucci Images, curata dal critico Marcello Garofalo e composta da circa 140 fotografie di scena che immortalano momenti di vita da set. Il Sole 24Ore.

Uso della lingua
Si notino i termini che si applicano alla descrizione di una mostra: allestire, curare, presentare, omaggiare, omaggio, retrospettiva, fonte di ispirazione

Romanzo criminale

Romanzo Criminale è una serie Tv diretta dal regista Stefano Sollima con la sceneggiatura di Daniele Cesarano (assieme a Paolo Marchesini, Barbara Petronio e Leonardo Valenti). Il telefilm è basato sul bestseller di Giancarlo De Cataldo dallo stesso titolo (edito da Einaudi) e racconta l’ascesa e la parabola di una gang romana. Ora è giunta alla seconda stagione ed è una serie Tv tutta italiana. Un telefilm che Aldo Grasso, pungente critico televisivo del Corriere della Sera, definisce, “uno dei pochi prodotti di fiction italiana degno di un respiro internazionale”.  Grasso prosegue definendo le caratteristiche della nuova serie, “Il fascino di questa seconda serie sembra non consistere più nell’esplosione della violenza, nel racconto dei reati commessi dalla banda della Magliana; appare invece il desiderio di cogliere il ‘retroscena’ del crimine, rivelare tutto ciò che è profondo, sempre sospeso tra la meschinità (il Freddo, il Dandi, Bufalo, Scrocchiazeppi si comportano da bulli di periferia) e la tragicità, tra lo squallore di una bar e le ‘mani sulla città’. La svolta narrativa consiste non tanto nella ricerca di chi ha ucciso il Libanese quanto piuttosto nell’intravvedere il demonio che abita gli esseri umani, nel risalire all’origine delle azioni. Una sfida ambiziosa, contaminando i generi”. Corriere della Sera.

Uso della lingua
Freddo, Dandi, Bufalo, Scrocchiazeppi sono tipici soprannomi da appartenti alla malavita.
bullo è un termine regionale che significa teppista, delinquente.
mani sulla città significa estendere il potere sulla città

Roberto Benigni: gag sul premier

Corriere della sera
Grande successo di Roberto Benigni ospite della prima puntata della trasmissione Vieni via con me, di Fabio Fazio e Roberto Saviano lunedì sera su Raitre. Oltre 7,6 milioni di telespettatori hanno seguito la trasmissione. Benigni ha ironizzato sullo scandalo della giovane ragazza marocchina che ha coinvolto il premier Berlusconi e che lui stesso ha definito “spazzatura”. «Premetto che i gossip sessuali sono spazzatura. Sono qui per parlare di politica», è stato l’incipit del lungo monologo del premio Oscar (1999 per La vita è bella).  «Se queste notizie venissero confermate, ma io non credo, figurati se è vero, dice che c’è un premier che è stato con una minorenne marocchina, ma per ragioni d’età non è stata resa nota l’identità del premier».
Benigni ha affondato a più riprese il dito nella piaga della sempre più vicina crisi di governo, (dopo l’uscita dal Partito della Libertà di Gianfranco Fini e del suo gruppo), scherzando sul fatto che senza Berlusconi  personaggi come Santoro o Fazio (il conduttore della trasmissione) e giornali come la Repubblica e l’Unità contrari alla politica del governo, non avrebbero più niente da dire.  «Silvio, non ti dimettere, non dare retta a Fini, perché altrimenti ci rovini, non si lavora più. Santoro, Fazio, l’Unità, Repubblica non lavorano più».
Sul palco di Vieni via con me è salito anche il governatore pugliese Nichi Vendola che ha raccontato dal suo punto di vista,  che cosa significa essere un omosessuale oggi in Italia e ha elencato tutti i modi generalmente usati per definire gli omosessuali, da «invertito» a «buzzarone», da «pederasta» a «cripto-checca». E ancora le classificazioni dell’omosessualità nella vita pubblica: «crimine», «disordine», «pulsione di morte», «sporcizia», «peccato». Allora, ha concluso Fazio citando una recente battuta del premier Berlusconi, «si dice che è molto meglio guardare le belle ragazze che essere gay?».

Uso della lingua

affondare il dito nella piaga: una maniera figurata per dire “rendere una ferita più dolorosa” (to pour salt on the wound)
battuta: frase spiritosa.

“La diversità non divide, ma unisce”

Un trenino colorato che attraversa i quattro angoli del mondo e un capotreno, Girolamo, brontolone e pessimista. Sono i protagonisti di un cartone animato speciale, realizzato dall’inizio alla fine da bambini e ragazzi disabili del centro di riabilitazione Villa Buon Respiro – San Raffaele, a Viterbo. Nel cortometraggio animato (il cartone dura circa sette minuti), il trenino “giramondo” mostra al diffidente Girolamo la ricchezza della diversità. Ricchi e poveri, bianchi e neri, cristiani e musulmani, disabili e normodotati: tutti “unici e diversi, ma complementari”, perché la diversità è utile, “non divide, ma unisce”, come recita il titolo del cartone.
Quindici i ragazzi coinvolti nel progetto, dai 4 ai 18 anni, con diverse disabilità: dall’autismo alla sindrome di Down, dall’ADHD al ritardo mentale medio-grave, dalla dislessia ai disturbi del comportamento. “Il cartone animato è stato realizzato interamente dai ragazzi – spiega Antonella Piciullo, responsabile del servizio di neuropsichiatria infantile di Villa Buon Respiro -, con l’aiuto dei terapisti e degli studenti delle scuole che hanno collaborato al progetto. Dopo aver scelto il tema della diversità, è stato scritto il soggetto, poi lo storyboard, quindi i ragazzi hanno realizzato i disegni e, con l’aiuto di tecnici del montaggio, sono state fatte le animazioni e, infine, il doppiaggio del cartone”.  Corriere della Sera.

Uso della lingua
normodotato: un individuo dotato di intelligenza media, normale, non disabile. Questo termine è stato introdotto dallo sforzo di rendere la lingua “corretta politicamente”.

A Harvard un IG Nobel all’Italia

 L’IG Nobel (pronunciato in inglese come ignobel) che si tiene ormai da vent’anni all’università americana di Harvard, è una divertente parodia dell’assegnazione del Nobel. Alla cerimonia di quest’anno al Sanders Theater  uno dei dieci Nobel per la scoperta più “improbabile”, il Nobel per il Management, è stato assegnato a un team di ricercatori dell’Università di Catania che ha dimostrato che in se in una azienda- anziche’ per merito, competenze, conoscenze o altro – le persone ricevono avanzamenti e promozioni assolutamente a caso, come in una lotteria aziendale la societa’ non solo non chiude ma migliora i suoi risultati.  La ricerca è stata pubblicata su Physica. Altri “ignobel” sono stati quello per la Fisica ai ricercatori dell’università di Otago, Nuova Zelanda, per aver scoperto come le persone tendano a scivolare meno sul ghiaccio se indossano i calzini sopra le scarpe invece che dentro (articolo publicato sul The New Zealand Medical Journal). Mentre l’ig nobel per la Pace è andato al team della Keele University, Gran Bretagna, che ha dimostrato come le imprecazioni permettano di sopportare meglio il dolore.   (ricerca pubblicata nella rivista Neuro Report).   
Anche se gestiti in tono scherzoso gli Ig Nobel sono un riconoscimento importante e accettato con entusiasmo dagli scienziati di tutto il mondo. La cerimonia di premiazione e’presentata da veri premi Nobel e gli ospiti sono tutti scienziati, studiosi, ricercatori
(il sito ufficiale ).
La cerimonia finisce ogni anno con l’augurio:
“Se non avete vinto il premio — e soprattutto se l’avete vinto — che abbiate ancora più fortuna l’anno prossimo!!” Repubblica