Nuovi flussi Sud-Nord

Volendo catalogarla proviamo a definirla «nuova emigrazione intellettuale», nuova perché ha caratteristiche profondamente diverse dalle ondate del passato che avevano ridisegnato l’Italia a partire dagli anni ‘60, intellettuale perché riguarda per la stragrande maggioranza laureandi e laureati. I flussi da Sud a Nord non sono certo una novità nella storia patria ma i numeri che circolano giustificano un allarme…

Chi studia il fenomeno delle vite mobili dei giovani meridionali segmenta in tre comparti i nuovi flussi Sud-Nord: i diplomati delle scuole medie superiori che scelgono di andare a studiare altrove, i laureati delle università meridionali che appena presa la pergamena [laurea, n.d.r.] volgono la prua nella stessa direzione e i pendolari a lungo raggio, residenti nelle regioni del Sud (magari solo per pagare una polizza auto più bassa) ma che di fatto vivono/lavorano a Nord.

Secondo l’economista Gianfranco Viesti, docente all’università di Bari un quarto degli studenti meridionali oggi si immatricola negli atenei del Centro-Nord…  «Se ne vanno gli studenti forti, quelli con il voto di diploma più alto, quelli che vengono dai licei e che hanno la famiglia con il miglior reddito». Dario Di Vico, Corriere della Sera.

Usi della lingua

volgono la prua: metafora derivata dal linguaggio marinaro, la prua è, infatti, la punta della nave. Qui significa, si dirigono. Probabilmente l’autore ha usato questa metafora per evitare la ripetizione, dirigersi/direzione. In italiano le ripetizioni sono considerate poco eleganti.

polizza auto: l’assicurazione sulla macchina. Al Sud di solito costa di meno.

Calcio, imprese e non solo: stavolta la Cina è davvero vicina

Ricordate il grido di battaglia Fozza Inda del nuovo proprietario cinese dell’Inter? Il 29 giugno del 2016, a poche ore dal passaggio della maggioranza delle quote del club nerazzurro al gruppo Suning, l’imprenditore Zhang Jindong si rivolge così ai tifosi italiani. Quel suo «Forza Inter» diventa subito virale, rilanciato su tutti i social tra scherno e sfottò. Ironia a parte, però, quel video segna un passaggio. Perché è da quel momento che l’opinione pubblica italiana prende coscienza di un fenomeno fino ad allora circoscritto agli analisti: siamo diventati la meta principale degli investimenti cinesi in Europa.
Non solo calcio, ovviamente. Nella rete cinese sono finiti i nostri marchi più famosi e soprattutto la tecnologia delle nostre aziende. Tutte le storie che abbiamo raccolto in Fozza Cina partono da questo presupposto: gli investimenti cinesi nel mercato italiano ed europeo del calcio non sono che la punta dell’iceberg di una presenza molto più estesa. Tanto che  Italia, Francia e Germania hanno chiesto alla Commissione europea di limitare le acquisizioni straniere in Europa. Che, però, vanno avanti da tempo. È il caso del colosso pubblico ChemChina che nel 2015 ha preso il controllo del volto per antonomasia del nostro capitalismo: la Pirelli. Perché Pechino, con la sua lungimiranza, quando investe ha sempre un validissimo motivo per farlo.
Un investimento cinese in Italia di cui si parla poco, anche se negli ultimi dodici anni non ha fatto che crescere è quello delle famiglie della Repubblica Popolare che decidono di mandare i propri figli a studiare nelle nostre Università, Accademie di Belle Arti e Conservatori. Dal 2008 a oggi il numero di studenti cinesi che hanno fatto richiesta di iscrizione è aumentato del 264 per cento. Un vero e proprio boom che ha per protagonisti i rampolli della nuova classe media cinese, i cosiddetti Millennials, che di Mao sanno solo quello che hanno letto nei libri di storia. Saranno loro a guidare nei prossimi anni l’economia e la politica cinese. Per questo capire chi sono, è importante anche per noi.
Per leggere l’articolo clicca qui: Il Venerdi di Repubblica

Usi della lingua

Fozza Inda: è lo slogan  “Forza Inter” pronunciato da un cinese che non pronuncia la lettera ‘r’ e non sente la differenza tra le lettere ‘t’ e ‘d’.

Neroazzurri:  sono i colori della squadra dell’Inter. I tifosi dell’inter sono chiamati ‘neroazzurri’.

Sfottò: deriva da ‘sfottere’ che significa ridere di qualcuno, prendere in giro.

Per antonomasia: significa per definizione, o per eccellenza.

Rampolli:  i discendenti

Quest’anno poco vino

Al termine di un’estate dove la pioggia non s’è quasi mai vista e la calura è stata una costante diurna e notturna il conto è salato: al punto che la vendemmia 2017 sarà ricordata come la più avara degli ultimi 50 anni. … La produzione vitivinicola italiana del 2017 sarà di 40,02 milioni di ettolitri, con una riduzione del 26% rispetto ai 54 milioni del 2016. Un calo delle rese dovuto in parte anche alle gelate di primavera e generalizzato un po’ in tutte le regioni, con punte del 32% in Centro Italia. Roberto Fiori, La Stampa.

Consigliamo di leggere anche, “Vendemmia e siccità, il pessimismo degli enologi”, di Luciano Ferraro, Il Corriere, dove si trovano anche tabelle e dati regione per regione.

Piccola storia d’Italia con il panettone

panettoneIn un libro, Volevo fare il pasticcere, scritto con il giornalista Adriano Moraglio per Rizzoli, Alberto Balocco, l’amministratore delegato della Balocco spa, racconta la storia di una nota marca italiana di panettoni, la Balocco appunto, che è anche una piccola storia d’Italia.

E’ la storia di un’impresa italiana attraverso le vicende famigliari, dalla seconda metà dell’800 ad oggi. Dal laboratorio di pasticceria in piazza del Castello all’industria dolciaria che esporta panettoni in una sessantina di Paesi al mondo, ha un fatturato che sfiora i 170 milioni di euro e dà lavoro a 500 persone. Tutto a Fossano, cittadina di 25 mila abitanti nella pianura della provincia di Cuneo. Si parte da Antonio «Toni Balocc», l’iniziatore, con la drogheria che produceva bon bon pieni di liquore. Il figlio, Francesco Antonio («quell’anarchico di un Tonio»), partì poco più che bambino alla volta delle migliori confetterie torinesi per imparare il mestiere e, tornato a casa, aprì prima una, poi una seconda pasticceria nel centro di Fossano.Fu il figlio Aldo, subito dopo la guerra, a trasformare il laboratorio del padre in un’attività industriale, rendendola famosa per il panettone Mandorlato … Barbara Morra, La Stampa.

Con questa storia auguriamo ai nostri lettori un FELICE ANNO NUOVO!

Arte, libri e industria creativa: il paese ideale è in Calabria

saveria-martinelliViaggio a Soveria Mannelli, comune modello studiato anche all’estero

Per tentare di comprendere l’anomalia di Soveria Mannelli si è scomodata anche l’ambasciata cinese che ha spedito fra i boschi della Sila una sua delegazione. Obiettivo della missione carpire il segreto di un paesino di appena tremila anime situato nel cuore profondo della Calabria che è divenuto un modello da studiare e replicare. Alcune tra le più importanti aziende calabresi hanno qui la loro sede, l’informatizzazione della pubblica amministrazione è una realtà da oltre un decennio, una stabilità politica senza paragoni (dal dopoguerra a oggi un solo sindaco si è dimesso prima di finire il mandato) e soprattutto la ‘ndrangheta non esiste…
Ci sono aziende di conserve alimentari, imprese edili e poi ci sono vere e proprie eccellenze. Come la Camillo Sirianni Sas che realizza arredi scolastici che esporta in oltre 35 Paesi nel mondo, dagli Stati Uniti agli Emirati Arabi. Poco distante c’è il lanificio Leo che produce sciarpe, tappeti e coperte talmente belle da meritarsi il Premio Guggenheim e partecipare alla Triennale di Milano. Nella stessa area c’è la casa editrice Rubbettino che sforna 400 nuovi volumi all’anno. Per leggere tutto l’articolo clicca qui:La Stampa

Argomenti per la discussione
Molti dei nostri lettori, studenti e insegnanti , sono italiani di seconda o terza generazione. Molti vengono dal sud d’Italia e forse da paesi sconosciuti alla maggioranza proprio come Soveria Mannelli. L’articolo si presta ad esplorare la geografia del sud dell’Italia e ad investigare sui propri luoghi di origine.

Perché Soveria Mannelli è un’anomalia nel sud d’Italia?
L’articolo può offrire anche  lo spunto per una discussione sull’economia tradizionale del sud d’Italia per capire le cause dell’emigrazione dal sud al nord e negli altri paesi del mondo.

 la ‘ndrangheta: è il nome della mafia calabrese. (https://it.wikipedia.org/wiki/%27Ndrangheta). Potrebbe essere interessante spiegare che la mafia in Italia ha varie tipologie, e che nel sud d’Italia dove è nata ed è più radicata,  ha nomi, strutture e regole diverse.

 

Fertility day, un padre scrive alla Lorenzin: “Presi a sberle dalla vostra miopia”

feritlity dayGentile Ministra Lorenzin,
Chi le scrive é papà di una bellissima bimba di quasi tre anni.
In questi tre anni, io che ho avuto la fortuna di avere una busta paga dove ho caricato mia figlia al 100%, ho ricevuto dallo Stato una detrazione complessiva di 1.200 euro lordi all’anno. Nel frattempo però mia figlia é dovuta andare al nido, un nido comunale (cioè pubblico) il cui costo mensile é stato di 550 euro. Che moltiplicato per undici mesi, fanno 6.050 euro all’anno.
Chi lavora in nero, chi ha dei contratti saltuari o ha un salario basso, non detrae nulla. Se poi un lavoro nemmeno ce l’hai, cavoli tuoi, vorrà dire che avrai tempo libero per badare a tuo figlio. E se devi cercare un lavoro, fare un colloquio, andare a fare una visita medica o quant’altro, semplicemente ti attacchi.
Per non parlare del nostro mercato del lavoro che discrimina le donne per il solo fatto di essere mamme o, peggio ancora, incinte…..

Ecco perché le scrivo, signora Ministra. Perché lei può anche lanciare una medievale giornata nazionale della fertilità (d’altra parte da questo Governo non mi aspetto niente di più che un nuovo Medioevo culturale), ma prima voglio, pretendo da cittadino che paga le tasse, che un Ministro del mio paese lanci la giornata nazionale dei trasporti pubblici efficienti, la giornata nazionale dei nidi gratuiti, la giornata nazionale del reddito minimo garantito, la giornata nazionale della sanità e della scuola pubblica e gratuita.

In attesa di tutto ciò, signora Ministra, il 22 settembre io e mia moglie faremo l’amore. E anche quel giorno useremo il preservativo..L’Espresso

Note culturali

cavoli tuoi: un’espressione colloquiale molto comune che significa “è un problema tuo”
ti attacchi: un’altra espressione colorita del linguaggio colloquiale. L’espressione intera sarebbe “ti attacchi al tram”.Il significato è “ti sostieni come puoi” che è equivalente alla meno gergale espressione “ti arrangi”.

Temi per la discussione
Com’è la situazione delle giovani coppie nel tuo paese? Le madri sono protette? Quanto costa avere un figlio?

Barolo americano

baroloL’azienda Vietti di Castiglione Falletto, maison storica e produttrice di alcuni tra i più quotati cru di Barolo, ha ceduto l’intera proprietà di cantina e vigneti (34 ettari) alla famiglia italoamericana Krause.

È la prima grande cessione a un investitore estero che si verifica sulle colline del Barolo, ma è anche qualcosa di più. «Sarà una partnership duratura e straordinaria», dice Luca Currado, che manterrà il ruolo di amministratore delegato, mentre il cognato Mario Cordero resterà direttore marketing e vendite. «Niente di Vietti cambierà, se non in meglio. Uniamo gli sforzi per perseguire insieme un programma di sviluppo in nome della qualità e della valorizzazione di un patrimonio vitivinicolo di eccellenza, unico nella storia di Langa». Roberto Fiori, La Stampa.

Note culturali e linguistiche

Un articolo interessante, perché traccia le vie del barolo e della sua produzione (v. anche l’immagine), e perché presenta il vocabolario legato ai vini (qui evidenziato in rosso).

A Firenze la ricchezza in mano alle stesse famiglie da sei secoli

Firenze2

 

I Bernardi sono più ricchi dei Grasso, a Firenze è così da seicento anni. Negli ultimi sei secoli sono cambiate solo le proporzioni: oggi chi porta il primo cognome guadagna il 5% in più di chi ha il secondo e conserva un 10% in più di ricchezza. In circa 25 generazioni le cose non sono cambiate, le famiglie più ricche nella Firenze del Rinascimento sono le più ricche nel 2011; gli stessi autori di questo studio, i due economisti della Banca d’Italia Guglielmo Barone e Sauro Mocetti, si sono stupiti dei risultati.

L’analisi si basa su determinati cognomi e rivela che chi si chiama in un certo modo è stato preservato nei secoli. Sembra una cosa tribale e probabilmente un po’ lo è, se si pensa che questo modo di individuare chi ti sta di fronte sopravvive in certe forme dialettali, in siciliano si dice «A chi appartieni?» (di che famiglia sei?)

Da questa domanda si scopre che la ricchezza in una città simbolo di Italia nel mondo – la notizia è stata subito ripresa dal Wall Street Journal – si è tramandata per cognome contro ogni regola economica moderna secondo cui in due massimo tre generazioni, gli avi non dovrebbero più essere fiscalmente rilevanti. La normalità dovrebbe essere che non importa cosa faceva il tuo bisnonno per sapere quanto sarai ricco tu oggi. E invece.    IlSole24Ore

Napoli, due città

napoli_datiAndrea Malaguti, della Stampa, fa un lungo – e agghiacciante – reportage sulla Camorra a Napoli.

Diciottenni con la pistola e il kalashnikov pronti a sparare a tutto e a tutti per conquistare un vicolo, una piazza, uno scantinato o un garage dove spacciare droga o imporre il pizzo. Centinaia di ragazzini fuori controllo e senza regole, imbevuti del mito di Gomorra, capaci di terrorizzare i quartieri nel cuore della città, cominciando a fare fuoco a 13-14 anni e concludendo la propria parabola criminale prima di compierne 25. La loro fine, in genere, è una galera. O, se va male, una bara. …

I banditi, certo, ma «anche», appunto, il deserto educativo e le fragilità familiari dei quartieri Spagnoli o dei rioni Sanità e Forcella, incastrati nel centro storico e appoggiati alla schiena delle case eleganti della Napoli bene, dove i revolver sono più numerosi delle lavagne. Secondo un rapporto di Save the Children, pubblicato il 2 dicembre, nel Napoletano il 19,76% dei ragazzi non arriva al diploma, il 35,8% degli alunni non raggiunge livelli sufficienti di competenza matematica e il 28% non sa leggereLa Stampa.

Note culturali e linguistiche
Camorra: è il termine che designa la mafia a Napoli
Pizzo: nel gergo della camorra e della mafia è la tangente che viene estorta ai negozianti o agli imprenditori
Gomorra: qui si allude al famoso reportage sulla camorra scritto da Roberto Saviano
Napoli bene: in questa accezione, bene significa di livello sociale elevato

 

Occupazione giovanile

lavoroPurtroppo i dati sono sconfortanti. “L’Italia è l’ultimo paese dell’area Ocse per occupazione giovanile: appena il 52,8% dei giovani tra i 25 e i 29 anni ha un’occupazione, contro una media pari nell’area al 73,7%. È quanto emerge dal rapporto dell’organizzazione di Parigi `Oecd skills outlook 2015´, dedicato alle problematiche dell’occupazione giovanile. … Ma non solo. In Italia aumentano anche i giovani inattivi, i cosiddetti «Neet», che non sono nè occupati, nè a scuola o in formazione. «Il nodo di fondo – sottolinea il rapporto – è la scarsa occupabilità dei giovani, perchè magari non hanno le competenze richieste dal mercato del lavoro o non possono usarle in modo produttivo». Sotto questo profilo, l’Italia, dove la disoccupazione giovanile è oltre il 40%, l’abbandono scolastico tra i più alti e la preparazione spesso insufficiente, è a fondo classifica”. Redazione Economia, Corriere della Sera.

Proposte didattiche

L’articolo è pieno di numeri, dati, statistiche, percentuali; di termini che appartengono all’ambito dell’economia, del lavoro, della scuola e della formazione. Divertitevi a selezionarli e a confrontarli con dati e informazioni analoghe pertinenti al vostro paese.