Come nasce il panettone

Il Sole 24 Ore ha dedicato questo interessante articolo al protagonista delle feste natalizie e di fine d’anno in Italia, il “panettone”.
Veniamo a sapere che oltre 40 milioni di panettoni finiscono sulle tavole degli italiani. Un mercato, ci informa l’articolo, che vale quasi 200 milioni di euro e che dal punto di vista industriale richiede un’organizzazione “militare”. Negli ultimi mesi dell’anno gli stabilimenti produttivi dedicati a questi dolci lavorano incessantemente, 24 ore al giorno senza sosta.
Ma come si crea un panettone? E soprattutto come si gestisce una produzione da milioni di pezzi? Per scoprirlo siamo andati nel distretto alimentare di Verona, in Bauli, leader di mercato nel settore delle ricorrenze. Se siete interessati a visitare una fabbrica di panettoni, Il Sole 24 Ore offre ai suoi lettori un tour guidato. Cliccate sul video per partecipare alla visita.

Sole24Ore

Note di cultura
I distretti industriali rappresentano un modello di sviluppo industriale caratteristico dell’economia italiana. I distretti costituiscono un tessuto di piccole imprese di origine artigiana, distribuite a macchia di leopardo su tutto il territorio italiano e fortemente radicate nella produzione tradizionale di prodotti locali. Oggi, la legislazione italiana riconosce e tutela circa 200 distretti industriali, distribuiti in aree geografiche ristrette Alcuni di questi distretti hanno raggiunto gradualmente rilevanti quote di mercato in produzioni di nicchia.
Il Sole 24 Ore dedicherà nel 2014 65 puntate, per descrivere altrettanti diversi distretti industriali distribuiti dal nord al sud d Italia.
Se siete curiosi di vedere quali sono e cosa fanno cliccate su Il Sole 24 Ore .

In Italia i prof più vecchi del mondo.

Nel nostro paese il 62% degli insegnanti ha più di 50 anni. Colpa anche del rialzo dei limiti
d’anzianità per ottenere la pensione e della mancanza di un ricambio generazionale.
Solo 27 docenti su mille hanno meno di 30 anni. “Nel 2014 per la pensione di vecchiaia – spiega il leader dell’Anief – serviranno 63 anni e 9 mesi di età; per quella anticipata servirà un’anzianità contributiva di 41 anni e 6 mesi, ma rispetto a pochi anni fa lascia il servizio meno della metà degli insegnanti e Ata: siamo quasi al blocco del turn over”. Gli ultimi dati forniti dall’Ocse nel rapporto Education at a glance 2013 non lasciano spazio a molti dubbi. Le aule italiane ospitano gli insegnanti più canuti dei 32 paesi censiti dall’Ocse. Un vero e proprio record che, se non interverranno modifiche alla legge Fornero, sarà difficile strappare al Belpaese anche nei prossimi anni. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in Italia nel 2011 62 insegnanti su cento avevano già festeggiato i 50 anni, mentre i giovani docenti in cattedra erano una rarità: appena lo 0,27 per cento. In altre parole, 27 su mille. Repubblica

Note di cultura
legge Fornero: La riforma delle pensioni Fornero detta anche Riforma Fornero, (dal nome del ministro che l’ha proposta) è una riforma previdenziale delle assicurazioni sociali obbligatorie, approvata il 6 dicembre 2011, e votata dalla coalizione di partiti che sostenevano il governo Monti, composta da PD, PDL, Unione di Centro e Futuro e Libertà per l’Italia e altre liste minori.

Spazio alla grammatica
I numeri. Questo articolo si presta bene a praticare e rinforzare l’uso dei numeri in italiano. Potrebbe fornire il testo per un esercizio di ascolto e comprensione, o semplicemente di lettura e pronuncia.

 

Caro cucciolo quanto mi costi.

 Non è esattamente un argomento di carattere pasquale quello che ci propone questo articolo, ma ci sembra una notizia curiosa e leggera, soprattutto se si pensa che viviamo in un tempo di crisi.
“In Italia sei famiglie su dieci hanno un animale. Cani e gatti, ma anche rettili. Compagni di vita domestica intorno ai quali gira un mercato  in crescita nonostante la crisi. Che sforna di continuo nuovi cibi, servizi e gadget hi-tech.
Per Pasqua le idee regalo non mancano. Un localizzatore Gps o un guinzaglio smart, una cesta con moschettone antifrenata o un grattatoio in legno istoriato. Addio al cibo in scatola, terribilmente démodé: ora c’è il packaging in plastica riciclabile. Già, perché l’onda green è arrivata anche per loro: cani e gatti. Potremmo definirla l’era 2.0 della “pet care” – la cura degli animali da compagnia – visto che il mercato si orienta sempre più verso prodotti ad alta tecnologia. Il primo pensiero cade su Fido & Kitty. Ma ci sono ovviamente anche i terzi incomodi: furetti, tartarughe, uccellini, conigli domestici. Per non parlare dei rettili.
La parola chiave per comprendere cosa sta accadendo è “humanisation“. Sì, insomma: cani e gatti diventano parte integrante della famiglia, più di quanto sia mai accaduto in passato.
Va da sé che l’invecchiamento della popolazione è elemento decisivo, ma non solo: anche la frantumazione della famiglia tradizionale e l’aumento esponenziale dei single contribuiscono a far lievitare il fenomeno. In Italia, sei famiglie su dieci possiedono un animale domestico: sono 22 milioni di persone.
L’Espresso

Uso della lingua
L’uso di parole straniere e soprattutto anglofone è ormai un fenomeno dilagante. Questo articolo ne è una prova.

L’impronta delle imprenditrici

Uno studio del Confartigianato Lombardia («È lei il titolare?») fotografa la cultura del lavoro che esprimono le imprenditrici italiane, “l’impronta che le donne danno alle imprese che guidano, le differenze con la governance maschile e il rapporto che si viene a creare con i dipendenti, i fornitori e la famiglia. E alla fine quella che emerge … è … una nuova dimostrazione della vitalità delle Pmi italiane”.
E per quel che riguarda la differenza con la governance maschile, l’articolo continua dicendo, “Nelle aziende rosa le risorse umane e le relazioni orizzontali sono centrali. Il noi prende il posto dell’io. Il cliente ha sempre ragione ma anche i dipendenti. Le donne incoraggiano la partecipazione, la condivisione del potere e delle informazioni. Per raggiungere quest’obiettivo alcune imprenditrici organizzano riunioni mensili o bimestrali all’interno dell’azienda”. Corriere della Sera.

Uso della lingua
Confartigianato Lombardia: è un’orgazzazzione che rappresenta le piccole e medie aziende della regione Lombardia (capitale Milano)
Pmi: sigla che sta per piccole e medie imprese
rosa: è il colore che denota la donna.

Agosto, Milano non si svuota piu’

Riprendiamo il nostro blog da dove lo abbiamo lasciato, e cioè sul tema dell’Italia che va in vacanza.
L’articolo che abbiamo scelto però, ci informa di una novità nei costumi degli italiani, perche’ apparentemente non “tutti “gli italiani vanno piu’ in vacanza nel mese di agosto. Vediamo perche’.
“Milano non è più una città deserta ad agosto, dove sembra che tutti siano scappati via, dove tutto chiude: ormai oltre la metà dei suoi abitanti, circa 800 mila, a Ferragosto stanno a casa. E’ un dato che segna il cambiamento di un’epoca. C’è un aspetto negativo, ed è la crisi, ma ce n’è anche uno estremamente positivo: una mentalità è cambiata. I milanesi, in parte costretti dalle trasformazioni del mondo del lavoro (non ci sono più le fabbriche che chiudono le due settimane centrali del mese e mettono tutti in ferie obbligatorie) e in parte dalla crisi economica, hanno imparato a fare vacanze nel corso di tutta l’estate. ….il decreto Salva Italia, approvato dal governo Monti, lascia libere le attività commerciali di decidere dei proprio orari di apertura e toglie su questo ogni potere ai comuni.
Constatiamo però che, pur con molta fatica, anche i piccoli negozi, e non solo la grande distribuzione, stanno cercando lentamente di adeguarsi alle nuove esigenze sociali: questo è un segno importante, anche se non è ancora sufficiente.
Possiamo dire che Milano, da questo punto di vista, adesso è più vicina all’Europa, ma deve imparare a starci. E lo deve fare in fretta, molto in frettaCorriere.it

Note culturali
Governo Monti: Mario Monti è succeduto a Berlusconi dopo le sue dimissioni nel novembre 2011. Monti ha creto un governo “tecnico” cohe aveva il ruolo di salvare l’Italia da un’imminente crisi.
decreto Salva Italia: è stato emananto in dicembre 2011. Contiene le “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici”.
in fretta, molto in fretta..: perche’ la crisi in Italia non è stata superata e i prossimi mesi saranno per il paese un “banco di prova”.

I migliori gelati d’Italia

Fiordiluna a Trastevere, Roma, via della Lungaretta 96. Ci sono solo coppette in questa famosa gelateria di Trastevere, niente coni. Il perché lo spiega il signor Aldo, titolare del posto con il fratello Fabio: «I coni non avrebbero la stessa qualità del nostro prodotto». Niente gusti strani qui da Fiordiluna: «Facciamo i classici e li facciamo bene e poi siamo specializzati in sorbetti. La frutta viene da produttori che conosciamo personalmente e sa di… frutta». I gelati qui sono perfetti anche per chi soffre di intolleranze: «Chi viene da noi sa esattamente cosa trova in ciò che gusta» conclude.

Io Donna, la rivista femminile del Corriere della Sera propone un itinerario tra le migliori gelaterie d’Italia.  Io Donna.

E con l’augurio di girare per l’Italia e gustare i suoi meravigliosi gelati vi salutiamo.
Ricominceremo gli aggiornamenti all’inizio di settembre.

Buone vacanze!

I 10 italiani piu’ ricchi

PAPERON DE PAPERONI (Scrooge McDuck)

I DIECI PAPERONI DA 50 MILIARDI –  “I 10 italiani più ricchi posseggono quanto i 3 milioni di italiani più poveri. Lo sostiene uno studio pubblicato negli Occasional papers di Banca d’Italia”.
Lo studio non rivela i nomi dei “super-ricchi” ma l’ANSA (l’analogo italiano dell’Associated Press)  se li e’ andati a pescare  sulla prestigiosa rivista americana Forbes. Tra i nomi spiccano personaggi di fama internazionale come Michele Ferrero il propritario dell’omonimo gruppo dolciario che con un patrimonio di 14,2 miliardi di euro si conferma l’italiano più ricco, al 23mo posto nella classifica mondiale. Al secondo posto c’è Leonardo del Vecchio, fondatore del colosso degli occhiali Luxottica  C’è poi Giorgio Armani con un patrimonio di 5,4 miliardi. Miuccia Prada (considerata da Forbes anche la 79ma donna più potente del mondo) si piazza al quarto posto con un patrimonio di 5,1 miliardi. Secondo Forbes, Silvio Berlusconi, fondatore e proprietario di maggioranza dell’impero Fininvest-Mediaset ha un patrimonio di 4,4 miliardi.  I Benetton, titolari dell’omonimo marchio di abbigliamento, sono considerati tutti assieme: Carlo, Gilberto, Giuliana e Luciano vantano un patrimonio di 1,5 miliardi ognuno.
L’articolo conferma un ‘immagine ormai sempre piu’ chiara e preoccupante della situazione economica  del nostro paese, ovvero che: “La ricchezza degli italiani è composta sempre più dal patrimonio accumulato in passato e sempre meno dal reddito. Negli ultimi anni inoltre, si è invertita la distribuzione della ricchezza tra le classi di età: oggi al contrario che in passato gli anziani sono più ricchi dei giovani che non riescono ad accumulare”. Il corriere.it

 Uso della lingua

pescare: trovare
piazzarsi: classificarsi
vantare: dichiarare di avere

In Italia gli stipendi più bassi d’Europa

I lavoratori italiani sono tra i meno pagati d’Europa. Meno degli spagnoli, ciprioti e irlandesi, che pure non se la passano meglio di noi. E la metà di tedeschi e olandesi. Una situazione che pesa sempre di più sulle famiglie..
Ulteriore conferma è arrivata ieri da Eurostat, l’agenzia di statistica dell’Unione Europea. Secondo i dati del 2009 dell’Eurostat lo stipendio medio dei lavoratori italiani è al dodicesimo posto nella calssifica dell’area euro, nonostante il nostro paese sia ancora (ma per quanto?) la terza “potenza” industriale del Vecchio Continente.
Per dare un esempio, in Italia, il valore dello stipendio annuo è pari a 23.406 euro, ovvero la metà di quanto si guadagna in Lussemburgo (48.914), Olanda (44.412) o Germania (41.100). Ma meglio di noi fanno anche, paesi in cui la crisi ha colpito molto duramente come Irlanda, Spagna, Cipro e persino la bistrattata Grecia.
E se il  gap tra retribuzione femminile e maschile risulta in Italia  poco superiore al 5% , rispetto al 17% della media degli altri paesi, non va vista come una buona notizia, ma solo come la conseguenza preoccupante del  basso tasso di occupazione femminile rispetto agli altri paesi europei.
Come conseguenza di questo fenomeno il nostro paese attira sempre meno manodopera qualificata e sempre piu’ stranieri con un basso livello di istruzione, e diventa invece piu’ frequente il caso di giovani che decidono di andare a lavorare in altri paesi della comunita’ europea.

Uso della lingua

passarsela: significa vivere (meglio/bene/male).
bistrattata: trattata male

Scarpe Superga: un simbolo del made in Italy

Apre a Torino una mostra che celebra i 100 anni delle scarpe Superga. Gomma e tela. Ricordi di generazioni sui campi da tennis o nei cortili e storia del «made in Italy». Un percorso raccontato da oggi nello spazio delle Officine Grandi Riparazioni con la mostra «Happy birthday, baby», pronta a celebrare il primo centenario del marchio torinese, voluto nel 1911 da Walter Martiny: lo scopo era lavorare e produrre articoli in gomma. … su cui hanno camminato milioni di piedi. Che hanno praticato sport, ballato nelle discoteche, attraversato città, e che non se ne sarebbero separati mai, d’estate o d’inverno: perché la moda l’ha consacrata tendenza. E questa è naturalmente una delle chiavi di lettura della mostra, aperta sino al 20 ottobre, fianco a fianco al progetto museale «Fare gli italiani» realizzato per il 150 anni dell’Unità d’Italia. «Non un caso, in uno spazio ex-industriale» dice Massimo Temporelli, il curatore. «Entrando nella storia della produzione di questa scarpa si scoprono le potenzialità creative, tecnologiche, di impatto sociale e di stile che hanno cambiato il nostro Paese». La Stampa.

Uso della lingua

Si notino alcune frasi piuttosto elaborate, come “la moda l’ha consacrata tendenza“, che significa che le scarpe Superga sono diventate di moda; oppure “di impatto sociale e di stile“, perché le scarpe Superga sono un segno di appartenenza sociale, oltre che una tendenza della moda.

A proposito di vino

L’Italia supera la Francia e diventa la prima produttrice al mondo di vini. “Lo afferma la Coldiretti sulla base dei dati della Commissione Ue che rilevano una produzione di 49,6 milioni di ettolitri per l’Italia, superiore – anche se di misura – ai 46,2 milioni di ettolitri sulla Francia. …
Il 60 per cento della produzione nazionale è rappresentata da vini di qualità.
Un risultato incoraggiante arriva anche dalle esportazioni, aumentate del 15 per cento nel primo bimestre del 2011. Si tratta – è stato precisato – del risultato di una crescita record del 31% negli Stati Uniti, … ma anche dell’aumento del 6% dell’export nell’Unione Europea e di un significativo e benaugurante incremento del 146 per cento in Cina”. Corriere della Sera.

Uso della lingua

Coldiretti: è la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana
di misura: significa di poco, superare appena
Commissione Ue: commissione europea (Ue sta per Unione europea), è una delle principali istituzioni dell’Unione europea. È composta da un delegato per stato membro, e ha diverse funzioni.