Fertility day, un padre scrive alla Lorenzin: “Presi a sberle dalla vostra miopia”

feritlity dayGentile Ministra Lorenzin,
Chi le scrive é papà di una bellissima bimba di quasi tre anni.
In questi tre anni, io che ho avuto la fortuna di avere una busta paga dove ho caricato mia figlia al 100%, ho ricevuto dallo Stato una detrazione complessiva di 1.200 euro lordi all’anno. Nel frattempo però mia figlia é dovuta andare al nido, un nido comunale (cioè pubblico) il cui costo mensile é stato di 550 euro. Che moltiplicato per undici mesi, fanno 6.050 euro all’anno.
Chi lavora in nero, chi ha dei contratti saltuari o ha un salario basso, non detrae nulla. Se poi un lavoro nemmeno ce l’hai, cavoli tuoi, vorrà dire che avrai tempo libero per badare a tuo figlio. E se devi cercare un lavoro, fare un colloquio, andare a fare una visita medica o quant’altro, semplicemente ti attacchi.
Per non parlare del nostro mercato del lavoro che discrimina le donne per il solo fatto di essere mamme o, peggio ancora, incinte…..

Ecco perché le scrivo, signora Ministra. Perché lei può anche lanciare una medievale giornata nazionale della fertilità (d’altra parte da questo Governo non mi aspetto niente di più che un nuovo Medioevo culturale), ma prima voglio, pretendo da cittadino che paga le tasse, che un Ministro del mio paese lanci la giornata nazionale dei trasporti pubblici efficienti, la giornata nazionale dei nidi gratuiti, la giornata nazionale del reddito minimo garantito, la giornata nazionale della sanità e della scuola pubblica e gratuita.

In attesa di tutto ciò, signora Ministra, il 22 settembre io e mia moglie faremo l’amore. E anche quel giorno useremo il preservativo..L’Espresso

Note culturali

cavoli tuoi: un’espressione colloquiale molto comune che significa “è un problema tuo”
ti attacchi: un’altra espressione colorita del linguaggio colloquiale. L’espressione intera sarebbe “ti attacchi al tram”.Il significato è “ti sostieni come puoi” che è equivalente alla meno gergale espressione “ti arrangi”.

Temi per la discussione
Com’è la situazione delle giovani coppie nel tuo paese? Le madri sono protette? Quanto costa avere un figlio?

Le città più felici d’Italia

Accanto al Pil [GDP], alla ricchezza, e alle libertà politiche di cui i cittadini possono godere, anche il grado di felicità di ciascun individuo merita infatti di essere preso in considerazione nel misurare il benessere e l’efficacia delle nostre democrazie. …  Ma in Italia dove si è più felici? E quali sono i fattori che influenzano maggiormente il sorriso degli italiani? Per cercare di rispondere a queste domande, una possibilità è quella di analizzare quello che gli italiani scrivono sui social media.  …

Dall’analisi di oltre 40 milioni di messaggi su Twitter raccolti quotidianamente nelle 110 provincie italiane, emerge che nel 2013 la capitale della felicità in Italia è stata Genova. La provincia del capoluogo ligure si colloca infatti al primo posto con un 75,5% di tweet felici. Al secondo posto, e a poca distanza, troviamo Cagliari (75,1%), mentre nella top-ten compaiono anche Parma (quarta col 72,9%), Bari (settima: 71,7%) e Bologna (71,4%), seconda nel 2012 ma che quest’anno scende al non posto. Corriere della Sera.
Grammatica
Questo articolo si presta a un ripasso del comparativo e anche dei numeri ordinali. Come primo esercizio, invitiamo a sottolineare tutti i numeri ordinali che si incontrano.

La nuova Italia tra i banchi di un mercato

Pesche italiane, basilico tailandese, riso basmati e carne halal, il mercato di Piazza Vittorio, proprio nel cuore di Roma è lo specchio di un Italia che cambia.
La varietà della merce sui banchi riflette la nuova multietnicita’ del paese “Il numero degli stranieri che risiedono legalmente nel paese è triplicato in dieci anni, arrivando a circa 4,3 milioni. E il paese deve affrontare il problema del razzismo. I calciatori di origini africane sono insultati durante le partite. Alla prima ministra nera del paese, Cécile Kyenge, hanno lanciato delle banane. E il mese scorso un ex ministro della Lega nord, Roberto Calderoli, ha detto che Kyenge gli ricordava un orango”.

Anche dopo anni di vita in Italia, l’ascesa sociale per gli immigrati, è ancora sconosciuta.  “La scrittrice Jhumpa Lahira, che vive a Roma, ha scritto sulla Repubblica che diversamente da quanto successo agli italoamericani con cui è cresciuta a Rhode Islands, e che hanno salito la scala sociale ed economica, i bangladesi che ha incontrato a Roma hanno fatto l’esperienza opposta. ‘Dicono che trovano difficile crearsi una nuova vita qui.

Internazionale

Note culturali
Piazza Vittorio: La piazza che ha ispirato questo articolo ha anche ispirato qualche anno fa il film L’orchestra di Piazza Vittorio, (http://www.orchestrapiazzavittorio.it/?page_id=19),  un film documentario che racconta il successo di un progetto musicale multietnico dettato dallo spirito di solidarietà, dalla  voglia di cambiamento, e dalla partecipazione civile e culturale, dei suoi ideatori. 

Una ricerca ricostruisce le migrazioni interne in Italia grazie ai cognomi

Una emblematica installazione costituita da una serie
di valigie alle Ogr di Torino per la mostra ”Fare gli italiani”


L’articolo descrive una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori italiani che hanno ricreato, seguendo i cognomi degli italiani, gli spostamenti di un immaginario signor Pinco Pallino. “Più che desta, l’Italia si è mossa. A parte le ricorrenti calate, invasioni e occupazioni dall’estero subite da un popolo abituato a essere, come diceva Voltaire, «il premio del vincitore», da secoli gli italiani si spostano su e giù per uno stivale di varia gradevolezza ma sempre affollato. Adesso una ricerca scientifica ricostruisce cinque secoli di migrazioni interne grazie a un’incredibile ricerca sui cognomi.”
  La ricerca è  stata condotta attraverso l’analisi dei cognomi presenti nei registri delle nascite  che le parrocchie italiane dal Concilio di Trento (nel XVI ) in poi, secolo, sono state obbligate a tenere. Confrontando i cognomi diffusi cinque secoli fa con quella del 1997 hanno potuto verificare, come spiega Manni, uno dei ricercatori, che  «se il cognome Pallino viene, per esempio, da Trento,  quanti Pallino vivono ancora a Trento e quanti se ne sono andati, e dove». Si sono potute dividere le provincie italiane in quattro grandi gruppi.
“Il primo è quello delle province «non attrattive», quelle, cioè, da cui è emigrata più gente e ce n’è immigrata meno. Dall’altro lato della scala ci sono le province più attrattive da cui nessuno si muove ma cui tutti muovono. In testa, come prevedibile, le tre grandi città: Roma, Milano e Torino.
 Le altre due categorie di province sono le isolate e i «corridoi». Le isolate sono quelle in cui nessuno si trasferisce ma da cui nessuno se ne va. I «corridoi», invece, sono le province «di passaggio», quelle da cui molti sono partiti ma in cui molti sono andati. Sono soprattutto in zona tirrenica, fra Liguria, Toscana e Lazio.”La Stampa

Note culturali

Pinco Pallino: un nome inventato che indica una persona qualunque. (Mr Whatnot.)
desta: e’ un gioco di parole che fa riferimento all’inno nazionale (National anthem) italiano le cui parole dicono: “Fratelli d’Italia  / L’Italia s’è desta, / Dell’elmo di Scipio / S’è cinta la testa.”
La parola desta significa svegliata.
Stivale: è una comune figura retorica. Si usa  un attibuto, la forma di stivale dell’Italia per riferirsi all’Italia stessa.