Expo e la super coda per il Giappone Le scritte diventano virali

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Il padiglione del Giappone è stato il più desiderato di Expo, ma anche quello con le code più lunghe. Nelle ore d’attesa c’è chi si è sfogato scrivendo frasi ironiche sul legno della struttura: la fotogallery della «collezione» è finita sui social network ed è diventata virale.

«Quando sono arrivata avevo 13 anni, adesso ne ho 24», si legge in uno dei messaggi, ma anche «Mia madre era incinta, sono nato nella fila», o ancora, in uno stile più dantesco: «Lasciate ogni speranza oh voi che entrate».

L’ironia dei visitatori di Expo che hanno atteso per ore prima di entrare nel padiglione del Giappone è tutta scritta sul legno della struttura: un gesto sopra le righe, sicuramente da non imitare e non proprio in linea con il tradizionale «self control» dei giapponesi,  ma perfettamente nelle corde degli italiani che – si sa – di code non ne vogliono sentir parlare, soprattutto quando durano ore. Piaccia o no, la fotogallery con i messaggi è finita sui social network ed è diventata virale, tra like e condivisioni.    L’Eco di Bergamo

Questo è il sito del padiglione giapponese tanto desiderato dai visitatori: http://expo2015.jp/it/about/
E, per amor di patria, questo è il sito del padiglione Italia: http://grandtour.padiglioneitaliaexpo2015.com/it

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Siete andati anche voi a Milano per l’Expo?  Se non lo avete fatto che cosa avreste scritto sulle pareti della struttura?

Sulla mafia

bimbo con pistolaRitorniamo con ritardo rispetto al calendario accademico a cui di solito ci atteniamo, ma con rinnovato desiderio di presentare articoli interessanti sul nostro paese. L’estate è stata purtroppo funestata da un escalation di azioni mafiose, che hanno colpito in particolare Roma. Ed è proprio con la mafia – anzi con la camorra, la mafia di Napoli – che ricominciamo il nostro lavoro, proponendo una dichiarazione della parlamentare Rosy Bindi che ha suscitato molte polemiche.

Durante una visita a Napoli in qualità di presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi ha detto, “La camorra è un dato costitutivo di questa società, di questa città, di questa regione. Siamo particolarmente preoccupati in questa fase”.

Parole dure che hanno provocato un polverone mediatico che sembra non fermarsi più. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e il presidente della regione campana, Vincenzo de Luca, si sono detti indignati, ma altri – tra cui lo scrittore Roberto Saviano, autore del potente libro sulla camorra Gomorra – hanno giudicato le parole di Bindi veritiere e coraggiose. Repubblica e Corriere del Mezzogiorno, (La foto è di Letizia Battaglia, fotografa palermitana che ha ritratto i mille volti della mafia).

Proposte didattiche

Leggete attentamente l’articolo del Corriere del Mezzogiorno dove sono riportate varie opinioni diverse sulle parole di Rosy Bindi, e poi cercate di rispondere a queste domande:

  • Come ha risposto Rosy Bindi a chi l’ha criticata?
  • Cosa ha detto Saviano a proposito della dichiarazione di Bindi?

 

 

 

Umbria Jazz

umbria jazzUmbria Jazz è un festival che si svolge tutte le estati nelle piazze e nei teatri di questa regione. Quest’anno avrà inizio il 10 luglio e si concluderà il 19 dello stesso mese. Ne è presidente Renzo Arbore, un noto showman, intervistato da Ernesto Assante.

Tra tutti i festival Umbria Jazz ha una storia particolare…
Umbria è il secondo festival jazz del mondo.

l jazz italiano ha sempre un grande ruolo nel festival.
Un peso del tutto motivato, perché il jazz italiano oggi è una realtà straordinaria. Da Fresu a Bollani, da Petrella a Rea, da Rava a Boltro, hanno tutti saputo trovare una via italiana al jazz, e sono al tempo stesso eredi di una musica che è stata in parte anche inventata dagli italiani.

Umbria jazz chiama ancora un pubblico fatto in gran parte di giovani, che stanno “riscoprendo” il jazz.
Si, le generazioni più giovani stanno scoprendo che mentre il rock è in una fase quasi di stasi, senza grandi rivoluzioni e personalità, il jazz invece si è rinnovato continuamente. Repubblica.

Occupazione giovanile

lavoroPurtroppo i dati sono sconfortanti. “L’Italia è l’ultimo paese dell’area Ocse per occupazione giovanile: appena il 52,8% dei giovani tra i 25 e i 29 anni ha un’occupazione, contro una media pari nell’area al 73,7%. È quanto emerge dal rapporto dell’organizzazione di Parigi `Oecd skills outlook 2015´, dedicato alle problematiche dell’occupazione giovanile. … Ma non solo. In Italia aumentano anche i giovani inattivi, i cosiddetti «Neet», che non sono nè occupati, nè a scuola o in formazione. «Il nodo di fondo – sottolinea il rapporto – è la scarsa occupabilità dei giovani, perchè magari non hanno le competenze richieste dal mercato del lavoro o non possono usarle in modo produttivo». Sotto questo profilo, l’Italia, dove la disoccupazione giovanile è oltre il 40%, l’abbandono scolastico tra i più alti e la preparazione spesso insufficiente, è a fondo classifica”. Redazione Economia, Corriere della Sera.

Proposte didattiche

L’articolo è pieno di numeri, dati, statistiche, percentuali; di termini che appartengono all’ambito dell’economia, del lavoro, della scuola e della formazione. Divertitevi a selezionarli e a confrontarli con dati e informazioni analoghe pertinenti al vostro paese.

EXPO 2015 -La forza tranquilla di una città

logo_expo_Il primo maggio, a Milano, si è inaugurato l’Expo. Da una parte è stata una giornata gioiosa, dall’altra i black bloc hanno imperversato nel centro della città, sfasciando banche e negozi e imbrattando muri. Volevano contestare l’Expo, ma hanno raggiunto il risultato opposto. Come dice bene Beppe Severgnini, “Sapete tutti cos’è successo il 1° maggio a Milano. Volete una prova della stupidità dei devastatori? Hanno decretato il successo istantaneo di Expo 2015, oggetto del loro volubile odio.

Due giorni trascorsi sul posto non lasciano dubbi: la gente arriva ed è felice. L’architettura è spettacolare, le prospettive emozionanti, il cibo (dove c’è) è buono, l’umore eccellente. Chi ha frequentato le migliori Olimpiadi (Torino 2006, Pechino 2008, Londra 2012) e i grandi Mondiali di calcio (Germania 2006) ritrova lo stesso umore gioioso. Expo 2015 — sono bastati due giorni per capirlo — sarà una festa mobile. Un posto dove ragionare e divertirsi; e alcuni — vedrete — riusciranno a fare le due cose insieme. Il confronto tra gli spettri nerovestiti e i bambini in bianco che, la mattina del 1° maggio, cantavano «Siam pronti alla vita / l’Italia chiamò!» è impietoso: e a perdere non sono i bambini. Corriere della Sera.

Note di cultura

Expo 2015, ufficialmente Esposizione Universale Milano 2015, è l’esposizione mondiale programmata a Milano tra il 1º maggio e il 31 ottobre 2015. Il tema selezionato per l’Expo 2015 è “Nutrire il pianeta, energia per la vita” e intende includere tutto ciò che riguarda l’alimentazione. Cliccando sul sito ufficiale, EXPO, troverete tutte le informazioni su cosa trovare e come visitarlo.

Black bloc è un termine inglese che definisce un gruppo di individui di diverse nazionalità dediti ad azioni di protesta spesso violenta e caratterizzata da atti vandalici, devastazioni, disordini e scontri con le forze dell’ordine.

Siam pronti alla vita” hanno cantato i bambini del coro dei Piccoli Cantori di Milano all’Expo, cambiando le parole dell’inno nazionale italiano. Il testo originale infatti dice “Siam pronti alla morte”. Per saperne di più clicca qui.

 

Il grattacielo che respira

Grattacielo-Renzo-Piano-Torino-03-1000x600E’ stato realizzato da Renzo Piano a Torino.  Della sua opera l’architetto dice, «Il grattacielo respira … e ha intenzione di consumare pochissima energia, perché l’elemento di ispirazione più importante oggi per gli architetti è la fragilità della terra. Può sembrare strano che un grattacielo tenga conto di questo eppure è molto più ecosostenibile un grattacielo che la classiche casette».

La torre è stata realizzata con il fine di ridurre i consumi energetici al minimo. Le facciate est e ovest sono rivestite con un sistema a doppia pelle. Ovvero con lamelle mobili che garantiscono ventilazione in estate e isolamento termico in inverno. La facciata meridionale è interamente coperta da un campo fotovoltaico di circa 1.600 metri quadrati. Sullo stesso lato sorge un «giardino d’inverno» con piante rampicanti che consentono di filtrare e modulare la luce proveniente dall’esterno. L’impianto di climatizzazione sfrutta l’energia di scambio termico con l’acqua di falda senza emissioni nocive in atmosfera.

Oltre alla volontà di «vivere» in armonia con l’ambiente, il grattacielo ha un altro risvolto innovativo, secondo l’idea dei progettisti. Sarà un edificio aperto al pubblico, per farlo diventare – ed è questo uno degli obiettivi – parte della comunità torinese. I primi sei piani, dove si trovano un auditorium, spazi che saranno sfruttati per eventi culturali, un ristorante e una scuola, saranno aperti ai cittadini, così come la serra vetrata e la caffetteria panoramica sulla sommità. Elisa Sola, Corriere della Sera.

Note culturali e di lingua

Renzo Piano è uno dei più noti architetti italiani. Nel 2013 è stato nominato Senatore a vita dall’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Tra le sue opere c’è l’Auditorium di Roma e la New York Times Tower a New York. Per saperne di più clicca qui.

Acqua di falda è l’acqua che si trova nel sottosuolo.

Il segreto per vivere a lungo

sig.ra-emma-Il segreto per vivere a lungo? Essere single. Almeno secondo Emma Morano, 115 anni, la donna più anziana d’Italia, d’Europa e al quinto posto nella classifica delle decane del mondo. La storia della sua vita è sbarcata lunedì sul New York Times. E, da quelle pagine, ha raccontato la ricetta della sua longevità. Era il 1938 quando, dopo la morte del figlio di appena pochi mesi, scelse di separarsi dal marito. Poi i pretendenti non mancarono. Ma lei decise di non risposarsi. «Non ho più voluto essere comandata da nessuno», ha spiegato. Detto, fatto. A 115 anni, Morano vive ancora da sola, nel suo appartamento di due stanze a Verbania, sul Lago Maggiore. Nessuna badante, nessun aiuto, ad eccezione della nipote che ogni mattina va a trovarla per darle una mano a preparare da mangiare. Per il resto, fa tutto da sé. Corriere.it

Per la discussione

  1. Leggete l’intervista alla signora Emma e cercate di capire perché ha preferito vivere la sua vita da single.
  2. Quale dieta ha seguito la Signora Emma tutta la sua vita?
  3. In quale città italiane è vissuta Emma Morano. In quali regioni si trovano? Raccogliete delle informazioni su queste città e cercate di immaginare che tipo di vita potrebbe avere condotto Emma.
  4. Con l’aiuto di internet scoprite quali eventi della storia d’Italia Emma Morano ha vissuto dal 1900 al 1915.

 

Oggi martedì grasso: l’Italia si mette in maschera

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Mentre Venezia banchetta, a Viareggio prevale la satira, a Ivrea si lanciano arance e a Fano i dolciumi.
Interessante e colta la panoramica delle diverse tradizioni del Carnevale in Italia proposta dalla Stampa. Un’opportunità per insegnanti e studenti di percorrere dal nord al sud la carta geografica del nostro paese in cerca di luoghi noti e meno noti.

Il carnevale di Venezia – il più celebre d’Italia fin dal ‘700, epoca di decadenza della Serenissima cui i costumi (tricorno su parrucca da cicisbeo. mantello, bastone scaccia-mariuolo) si ispirano – così da lasciare sempre libera la bocca alla degustazione enogastronomica. Dunque, particolarmente adatte all’edizione di quest’anno, aperta sabato scorso da uno show «interattivo» lungo il canale di Cannaregio intitolato Il magico banchetto – Una favola del cibo a Venezia e che ha nell’alimentazione made in Italy il filo conduttore per il serpentone di folla autorigenerante che incessantemente ingorga le calli principali della città, anticipando quello che serpeggerà nelle viscere dell’Expo 2015. (Per sapere di più su questo evento clicca qui: Expo2015)

Ma assai numerosi sono i punti di riferimento del carnevale italiano oltre la laguna, dal Piemonte alla Sicilia, attraverso tutte le regioni, ogni luogo con le sue storie da rievocare, le sue maschere tradizionali, i suoi carri allegorici, i suoi “menù” e i suoi rituali da ribadire anno dopo anno in eccitata escalation fino al culmine del martedì grasso che quest’anno cade il 17 febbraio. Per sapere di più sul Carnevale delle altre città clicca qui. La Stampa

Uso della lingua

cicisbeo: Nel 700 era l’accompagnatore galante di una dama.
mariolo: furfante, farabutto, delinquente, ladro.
calle: si chiamano così le strade di Venezia. Scoprite come si chiamo le piazze a Venezia.

Renzo Piano, un augurio per il 2015

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Come augurio di fine d’ anno abbiamo scelto per nostri lettori questo articolo di Renzo Piano uscito sul Sole 24 Ore all’inizio del 2014. Ci sembra un buon modo per concludere questo anno difficile per la storia del nostro paese e un buon proposito per l’anno che sta per cominciare.

               BUON 2015

“Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee.
Siamo un Paese che è capace di costruire i motori delle Ferrari, robot complicatissimi, che è in grado di lavorare sulla sospensione del plasma a centocinquanta milioni di gradi centigradi. Possiamo farcela perché l’invenzione è nel nostro Dna. Come dice Roberto Benigni, all’epoca di Dante abbiamo inventato la cassa, il credito e il debito: prestavamo soldi a re e papi, Edoardo I d’Inghilterra deve ancora renderceli adesso. …I centri storici ce li hanno consegnati i nostri antenati, la nostra generazione ha fatto un po’ di disastri, ma i giovani sono quelli che devono salvare le periferie.
Qualche idea io l’ho e i giovani ne avranno sicuramente più di me. Bisogna però che non si rassegnino alla mediocrità. Il nostro è un Paese di talenti straordinari, i giovani sono bravi e, se non lo sono, lo diventano per una semplice ragione: siamo tutti nani sulle spalle di un gigante. Il gigante è la nostra cultura umanistica, la nostra capacità di inventare, di cogliere i chiaroscuri, di affrontare i problemi in maniera laterale.
Per leggere l’intero articolo clicca qui: Il Sole 24 Ore

Per sapere di più su Renzo Piano clicca qui: Renzo Piano

 

Il festival della felicità “interna lorda”

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Vi proponiamo questo articolo non solo perché  troviamo divertente  il titolo ma soprattuto perché ci racconta della vitalità intellettuale e volontà di cambiamento del sud d’Italia  e della figura di Danilo Dolci, che ne è stato un ideologo e un ispiratore.
Per saperne di più su Danilo Dolci  clicca qui: Danilo Dolci

“Esiste un’economia della felicità? Chi cerca una risposta a questo intrigante interrogativo dal 4 al 6 dicembre non prenda impegni: a Catania, tra il centro culture contemporanee Zo e il Palazzo della Cultura, si svolgerà il «Fil Fest», festival della felicità interna lorda quest’anno ispirato alla figura di Danilo Dolci, il «Gandhi di Sicilia», e incentrato sul tema delle città felici.
Argomento, quest’ultimo, indagato da diverse angolazioni, tante quante sono le sezioni della kermesse: sguardi, risorse, intrecci, scintille. Obiettivo: tornare a riflettere sul nostro modello di sviluppo urbano, per capire come valorizzare un patrimonio relazionale capace di determinare il benessere delle persone, nei luoghi di lavoro come nella vita sociale e familiare. Capire se indicatori economici e parametri di misurazione della qualità della vita applicati nelle più note classifiche siano applicabili alle città del Sud per misurarne la «felicità». Per leggere tutto l’articolo clicca su: Il Sole24Ore

Proposte didattiche: usi del futuro