Negli abissi del Tirreno scoperti nuovi vulcani

Studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dell’Istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Istituto neozelandese di Scienze geologiche e nucleari hanno identificato una linea vulcanica lunga 90 chilometri e larga 20, che parte a sud di Salerno e finisce a 30 chilometri a est dalle coste della Calabria. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature.

“La Catena del Palinuro, appena identificata dal Cnr e dall’Ingv, è stata certamente attiva fra 800 e 300 mila anni fa, ma non sappiamo se non sia stata attiva in tempi più recenti.  … la sua formazione è legata a una serie di spaccature profonde che hanno messo in comunicazione i magmi profondi con il fondale marino. …

… tutto il Mar Tirreno è un brulicare di attività sottomarine superficiali legate ai vulcani, dalle isole Eolie a Ustica, di cui fanno parte anche quelle emissioni gassose spesso riscontrate in varie zone, dalla Sicilia alla Toscana. Erutteranno questi vulcani o possiamo stare tranquilli? La risposta è che dipende da molti fattori e che non tutti gli apparati del fondale tirrenico presentano caratteristiche di attività imminente.

Vale la pena di ricordare che si tratta di attività tenute sotto costante controllo scientifico, ma forse il dato più rilevante per gli italiani è scoprire che il fondo del mare non è piatto come si potrebbe immaginare, anzi: coni e crateri, edifici vulcanici, grandi trincee sottomarine, frane e resti di antiche attività sono la regola al fondo del Mar Tirreno, così come al fondo di tutti gli altri oceani del mondo. Le dorsali sottomarine della Terra costituiscono il più grande complesso vulcanico del nostro pianeta, lungo oltre 64 mila chilometri e costantemente attivo. Da quelle spaccature profonde nuove lave vengono emesse ogni giorno e lentamente allontanate verso i margini dei continenti sotto i quali sprofonderanno. Il Tirreno non è molto diverso da quegli oceani. Ma possiamo evitare di preoccuparcene quando facciamo il bagno. Per ora”. Mario Tozzi, La Stampa.

Usi della lingua

L’articolo della Stampa contiene molti termini che appartengono all’ambito scientifico. Alcuni sono specifici all’area geo-fisica, altri sono di uso più comune. Vi invitiamo a fare un elenco dei termini specifici e di quelli comuni che qui sono usati in ambito scientifico.

La fatica di essere Oliver

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Un triste Ferragosto per Oliver. Ce lo racconta Massimo Gramellini dalla sua rubrica  “Il caffè” dando una voce al povero cavallo.

Mi chiamo Oliver e mi guadagno da vivere al porto di Messina. Ogni giorno, di inverno come d’estate, uomini e donne dagli accenti più strani scendono dalle navi che attraccano al molo. Appena prendono posto sul carretto, io comincio a correre e a sbuffare. Non è solo per il peso, che pure sfonderebbe un mulo. A darmi questa sensazione continua di stordimento è l’asfalto: sdrucciolevole d’inverno e rovente d’estate. Il viaggio è un inferno, ma non conoscendone altri, a volte lo confondo con il paradiso.
Il datore di lavoro sa essere gentile, a modo suo. E le persone si mettono in posa accanto al mio profilo accaldato per scattare fotografie. Mi guardano sudare e sorridono. Mi accarezzano, soprattutto i bambini. Ho l’impressione che nessuno si accorga della fatica che faccio. Nulla è più faticoso del mettersi nei panni di qualcun altro.
In questi giorni d’agosto le temperature dell’aria e del terreno avrebbero suggerito una vacanza. Invece bisogna lavorare.
Sono già svenuto varie volte, eppure so che questa sarà diversa. Sono appena caduto sul pavimento bollente di via Garibaldi, una mano amorevole mi irrora la pelle con un getto d’acqua fredda, ma è tardi.
Mi chiamavo Oliver e mi guadagnavo da vivere al porto di Messina, trascinando i carretti dei turisti sotto il solleone. Morire così è un’ingiustizia che grida al cielo. Anche a quello di noi cavalli dove adesso mi ritrovo a galoppare, finalmente leggero. Il Corriere

Uso della lingua

Mi chiamavo e mi guadagnavo: spesso il tempo imperfetto si usa in contrasto con il presente per indicare un qualcosa che non avviene più.

Pronomi riflessivi e non: nell’articolo si fa molto uso di verbi riflessivi, ma non tutti i pronomi presenti sono riflessivi alcuni sono pronomi oggetto. Sapete riconoscerli?

I tre giorni che cambiarono l’Opera

Palermmacbetho, Firenze e Venezia. Tre spettacoli in tre giorni rinnovano il linguaggio dell’Opera: sono il Macbeth con la regia di Emma Dante a Palermo, il Faust di McVicar a Firenze e il Tannhäuser di Wagner, firmato da Calixto Bieito, alla Fenice di Venezia. Alberto Mattioli racconta come e perché il weekend appena trascorso rappresenta una svolta per il melodramma.

“Tre grandi regie d’opera in tre giorni. In Italia non succede spesso, e basterebbe a fare il titolo. Però la vera notizia è che si tratta di tre registi già rubricati, a torto o a ragione, alla voce «eversivi» o, peggio, «provocatori» che passano senza problemi fra gli applausi, e pure tanti. Nuovi classici, insomma. …

Ancora più interessante il caso di Emma Dante, che a Palermo, per l’inaugurazione del Massimo, firma il Macbeth più bello visto da molti anni, insieme con quello di Cerniakov a Parigi. Dante usa il suo teatro eccessivo, barocco e visionario per illuminare (finalmente!) una categoria estetica fondamentale per quello di Verdi: il grottesco”. La Stampa.

Note linguistiche e culturali

Un articolo non facile, dove si mescolano espressioni metaforiche e idiomi appartenti al lessico musicale. Ma un articolo interessante, anche per tracciare la geografia musicale italiana, tutt’altro che scontata (non c’è solo la Scala!).

Proposte didattiche

Domande:

  1. Perché i tre registi menzionati sono definiti “eversivi” e “classici” al contempo?
  2. Come si chiama il teatro dell’opera di Palermo?
  3. In che modo Emma Dante rappresenta il “grottesco”?
  4. Leggere tutto l’articolo e cercare l’elemento poco ortodosso nella regia del Macbeth di Emma Dante.

 

Occupazione giovanile

lavoroPurtroppo i dati sono sconfortanti. “L’Italia è l’ultimo paese dell’area Ocse per occupazione giovanile: appena il 52,8% dei giovani tra i 25 e i 29 anni ha un’occupazione, contro una media pari nell’area al 73,7%. È quanto emerge dal rapporto dell’organizzazione di Parigi `Oecd skills outlook 2015´, dedicato alle problematiche dell’occupazione giovanile. … Ma non solo. In Italia aumentano anche i giovani inattivi, i cosiddetti «Neet», che non sono nè occupati, nè a scuola o in formazione. «Il nodo di fondo – sottolinea il rapporto – è la scarsa occupabilità dei giovani, perchè magari non hanno le competenze richieste dal mercato del lavoro o non possono usarle in modo produttivo». Sotto questo profilo, l’Italia, dove la disoccupazione giovanile è oltre il 40%, l’abbandono scolastico tra i più alti e la preparazione spesso insufficiente, è a fondo classifica”. Redazione Economia, Corriere della Sera.

Proposte didattiche

L’articolo è pieno di numeri, dati, statistiche, percentuali; di termini che appartengono all’ambito dell’economia, del lavoro, della scuola e della formazione. Divertitevi a selezionarli e a confrontarli con dati e informazioni analoghe pertinenti al vostro paese.

Il festival della felicità “interna lorda”

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Vi proponiamo questo articolo non solo perché  troviamo divertente  il titolo ma soprattuto perché ci racconta della vitalità intellettuale e volontà di cambiamento del sud d’Italia  e della figura di Danilo Dolci, che ne è stato un ideologo e un ispiratore.
Per saperne di più su Danilo Dolci  clicca qui: Danilo Dolci

“Esiste un’economia della felicità? Chi cerca una risposta a questo intrigante interrogativo dal 4 al 6 dicembre non prenda impegni: a Catania, tra il centro culture contemporanee Zo e il Palazzo della Cultura, si svolgerà il «Fil Fest», festival della felicità interna lorda quest’anno ispirato alla figura di Danilo Dolci, il «Gandhi di Sicilia», e incentrato sul tema delle città felici.
Argomento, quest’ultimo, indagato da diverse angolazioni, tante quante sono le sezioni della kermesse: sguardi, risorse, intrecci, scintille. Obiettivo: tornare a riflettere sul nostro modello di sviluppo urbano, per capire come valorizzare un patrimonio relazionale capace di determinare il benessere delle persone, nei luoghi di lavoro come nella vita sociale e familiare. Capire se indicatori economici e parametri di misurazione della qualità della vita applicati nelle più note classifiche siano applicabili alle città del Sud per misurarne la «felicità». Per leggere tutto l’articolo clicca su: Il Sole24Ore

Proposte didattiche: usi del futuro

L’amica geniale

L-amica-genialeL’amica geniale è il titolo complessivo della tetralogia scritta da Elena Ferrante (E/O) e del primo volume di essa. Percorre sessant’anni della storia di due amiche, dagli anni ’50 a oggi. Molti dei romanzi di Elena Ferrante sono stati tradotti in inglese da Ann Goldstein e stanno ottenendo un notevole successo negli Stati Uniti. Elena Ferrante è uno pseudonimo dietro il quale non si sa chi si celi, probabilmente una donna (ma non è certo), sicuramente napoletana. Elena Ferrante non ha mai voluto comparire in pubblico e rilascia pochissime interviste, e solo scritte. Paolo di Stefano l’ha intervistata per “la Lettura”, l’inserto culturale domenicale del Corriere della Sera. Riportiamo un brano dell’intervista in cui l’autrice parla delle intenzioni del romanzo e dell’uso – indiretto – che fa del dialetto napoletano.

Elena Ferrante, in che modo ha maturato il passaggio da un tipo di romanzo psicologico-familiare (vedi i primi romanzi «L’amore molesto» e «I giorni dell’abbandono») a un romanzo, come questo, che promette di essere multiplo (il primo di una trilogia o quadrilogia)?

«Non sento questo romanzo tanto diverso dai precedenti. Parecchi anni fa mi venne in mente di raccontare l’intenzione di una persona anziana di sparire — che non significa morire —, senza lasciare traccia della propria esistenza [il romanzo inizia con la sparizione di una delle due protagoniste, n.d.r]. Mi seduceva l’idea di un racconto che mostrasse quanto è difficile cancellarsi, alla lettera, dalla faccia della terra. Poi la storia si è complicata. Ho introdotto un’amica d’infanzia che facesse da testimone inflessibile di ogni piccolo o grande evento della vita dell’altra. Infine mi sono resa conto che ciò che mi interessava era scavare dentro due vite femminili ricche di affinità e tuttavia divergenti. Alla fine è ciò che ho fatto. Certo, si tratta di un progetto complesso, la storia abbraccia una sessantina d’anni. Ma Lila e Elena sono fatte con la stessa pasta che ha nutrito gli altri romanzi».

Lei cede di rado al colore dialettale: lo fa in poche battute, ma di solito preferisce la formula «lo disse in dialetto». Non ha mai avuto la tentazione di una coloritura più espressionistica?

«Da bambina, da adolescente, il dialetto della mia città mi ha spaventata. Preferisco che echeggi per un attimo nella lingua italiana, ma come se la minacciasse».  Corriere della Sera.

Si veda anche il bell’articolo di James Wood sul New Yorker.

Uso della lingua

Che cosa significa “essere fatti della stessa pasta“? Provate a spiegarlo in italiano.

Note culturali

L’Italia è sempre stato un paese multilingue. Ancor oggi molti conoscono il dialetto e lo usano in famiglia o in contesti informali. Ancor oggi il dialetto si mescola all’italiano (così come vi si mescola l’inglese). Lingua e dialetto si trovano di frequente in un rapporto di tensione tra loro. In Ferrante il dialetto – napoletano – non compare se non raramente, ma nel romanzo se ne parla spesso, e di solito viene associato a un mondo violento, legato a usi antiquati, tribali.

Grammatica

L’articolo contiene i seguenti verbi. Come puoi vedere si tratta di verbi rfilessivi, passivi e impersonali. Prova a trovarli nel testo. Se non ci riesci clicca qui:Elena Ferrante – verbi

cancellarsi, mi sono resa conto; si tratta; si racconta; Si sovrappongano; aiutarsi; saccheggiarsi, rubarsi, levarsi; si riesca (o si riuscisse); si cresce; si parla; ci serviamo; si è mai pentita; si soffermano sia inscritto; si tira; si modifichi;

Se non ci riesci puoi aiutarti cliccando qui:Elena Ferrante – verbi

L’italiano nel mondo

italianRallenta nei Paesi della vecchia Europa, la lingua italiana, cresce in aree che vanno dall’Est europeo, Russia in testa, al Magreb, fino ai Paesi arabi e al Vietnam. Cambia la geografia e forse si allontana un po’ dalle radici e dai luoghi della nostra immigrazione, che pure, vedi Germania e Stati Uniti, restano numericamente di gran lunga in cima alla classifica. L’italiano conquista terre nuove e il saldo, assicurano dal ministero degli Affari esteri, è positivo. “Siamo la quarta o quinta lingua più studiata al mondo, e in crescita” sostiene il sottosegretario Mario Giro. …

L’italiano come risorsa, come veicolo culturale, turistico ed economico di promozione del Paese. È l’idea del ministero degli Esteri, che intende rilanciare e riorganizzarne lo studio. Sfida complicata in tempi di spending review, di tagli agli istituti di cultura e alle cattedre. Si punta al web: in agenda c’è la creazione di un portale dell’italiano che metta insieme l’offerta dei corsi, lezioni online, formazione a distanza per i prof e un osservatorio permanente. …

“La promozione linguistica  –  si legge in una relazione …  –  non avrà il successo sperato se non è connessa allo scenario culturale simbolico“.  Laura Montanari, Repubblica.

Attività culturali

Cosa significa l’espressione “scenario culturale simbolico“?

Qual è lo scenario culturale che si può collegare all’italiano? Provate a fare un elenco degli elementi culturali più importanti collegati all’Italia, leggendo anche il resto dell’articolo. Poi provate a collegare ciascun elemento a un paese (es. la buona cucina interessa americani, tedeschi, ecc.)

Grammatica

L’Italia e gli italiani … vado in Francia, ma non vado a Parigi. Andate a riguardare l’uso dell’articolo e delle preposizioni davanti ai nomi geografici.

 

Non più consumatori ma ‘consumattori’

i gas

Si chiamano Gas, Gruppi d’acquisto solidale, sono nati nel 1994 per iniziativa di un gruppo di famiglie di Fidenza, e in vent’anni si sono trasformati da un’esperienza di alcuni giovani idealisti, in mainstream. Il marchio che i Gas sono riusciti a imporre è quello del km zero, che significa che i consumatori comprano i prodotti alimentari direttamente da agricoltori e allevatori biologici. “A  rendere unica questa esperienza tutta italiana, che ha le sue radici nell’associazionismo, è quella S finale che mette la solidarietà prima di tutto, anche del risparmio. Solidarietà con i fornitori e con i piccoli produttori biologici strozzati dai grossisti, ma anche all’interno del gruppo, dove ci si dividono compiti e organizzazione. 

Secondo Petrini l’ideatore in Italia dello Slow Food, “vent’anni di Gas dimostrano che un altro sistema di distribuzione del cibo è possibile…Sembra l’uovo di colombo: unirsi per risparmiare in emissioni, risparmiare denaro, procurarsi ingredienti freschi, di stagione, di provenienza certa e verificabile. ”
“…i  nostri acquisti hanno un potere pesantissimo e alla lunga sono davvero in grado di  cambiare dei sistemi che a prima vista paiono incrollabili.
Repubblica.it

Attività culturali

Leggete l’articolo di Petrini “Una battaglia di civiltà” e spiegate:
1. Fidenza è un comune d’Italia nella provincia di Parma. In quale regione si trova questo comune?
2. Chi sono in Italia le persone che si servano dei Gas?
3.. Perché Petrini propone di sostituire la parola “consumatore” con “consum-attore”.
4. In che senso le persone che aderiscono ai Gas conducono “una battaglia di civiltà”.
5. Chi, secondo Petrini, non sarà contento di questo nuovo modello di consumo?
6. Ci sono organizzazioni come i Gas in altri paesi del mondo? E nel tuo paese?

Uso della lingua
uovo di colombo:  un modo di dire per indicare una soluzione incredibilmente semplice a un problema apparentemente impossibile.
alla lunga: nel lungo periodo

Grammatica
Nel testo “Una battagli di civiltà” ci sono svariati verbi riflessivi.
Eccone alcuni:
unirsi – procurarsi – recarsi – avvicinarsi – trasformarsi
Leggi l’articolo con attenzione e prova a trovarli.

Capitale umano. Brianza-USA

capitale umanoLo scrittore americano Stephen Amidon commenta sul Corriere della Sera il film che il regista italiano Virzì ha tratto dal suo romanzo, Human Capital (in italiano Il capitale umano).

“Devo confessare che quando ho saputo che Virzì stava filmando in Italia un adattamento del mio libro, la gratificazione che uno scrittore prova in questi casi si è accompagnata alla preoccupazione che quel che sarebbe apparso sullo schermo non avrebbe avuto molto in comune con il mio romanzo. Quando però, alla fine dello scorso anno, ho visto il film, sono rimasto colpito non solo dall’abilità con cui era stato girato e recitato, ma anche dal fatto che la storia era rimasta molto vicina a quella che avevo scritto dieci anni prima. …

“Virzì è stato abilissimo, secondo me, ad adattare questi temi alla sensibilità del pubblico italiano. A prima vista la Brianza — in cui è ambientato il film — potrebbe sembrare lontanissima dal mio Connecticut, ma se si guarda oltre la facciata, si notano le somiglianze. Le piccole boutique pretenziose che vendono robaccia a caro prezzo; il vecchio e maestoso teatro il cui valore è solo nel poter essere trasformato in un complesso di appartamenti di lusso; la scuola privata esclusiva dove i bambini sono spinti a competere tra di loro — in pratica si tratta degli stessi luoghi”. Corriere della Sera.

Attività culturali

Proposte didattiche

Amidon dice che l’America e l’Italia non sono molto diverse, soprattutto quando si tratta delle classi medio-alte e dei loro valori. Leggete tutto l’articolo e individuate quali sono i valori della classe media americana e italiana. Ci sono molte analogie, ma anche delle sottili differenze. Quali?

L’autore parla di “soccer moms”. Nella traduzione l’espressione rimane in inglese, ma il redattore aggiunge una spiegazione tra parentesi. Vi sembra una spiegazione esatta? Riuscite a proporne una più pertinente?

Grammatica

Individuate i superlativi assoluti nella sezione dell’articolo qui riportata.

In italiano si usano spesso i suffissi che hanno l’effetto di modificare il significato di una parola, un effetto che in altre lingue hanno gli aggettivi qualificativi. In questa sezione dell’articolo c’è un caso di suffisso dispregiativo. Individuatelo e spiegate in che modo modifica il termine originale.

Passeggiando in bicicletta Percorsi per scoprire l’altra Roma

Dall’Appia Antica al Colosseo da Villa Ada alla Caffarella, Carlo Corobati racconta una città da esplorare attraversando le aree verdi in un tour tra natura e cultura
Urban trek: dieci passeggiate, a piedi o in bicicletta, esplorando la capitale attraverso le sue aree verdi. Perché Roma non è solo il groviglio di strade ingolfate di traffico e smog, ma anche quieti scenari di campagna, sentieri sterrati o scorci panoramici inaspettati. Basta saperli cercare e proporre. E questo è l’intento di Carlo Coronati, escursionista e maestro elementare, che, per le edizioni Il Lupo, ha scritto Roma una vera bellezza.

Dunque, i trek : dalla Roma garibaldina, che porta dritti dritti alla statua equestre dell‘eroe dei due mondi in piazzale del Gianicolo e al colpo di cannone di mezzogiorno, alla passerella verde di Roma nord, con Villa Torlonia e la sua Casina delle civette, Villa Ada e Monte Antenne. Qui si respira odore di Medioriente, con la moschea progettata da Paolo Portoghesi, che per le grandi festività islamiche attira fino a 40mila fedeli. E non potevano mancare il Tevere e i suoi argini, restituiti ai romani con la bonifica delle banchine, trasformate in percorsi ciclopedonali. Questa è la Roma dell’acqua e dei suoi ponti, diciotto, dal Sublicio a ponte Milvio.

“Così  –  scrive Coronati nella prefazione  –  si rivelano e si manifestano “corridoi di umanità” che non ti aspetti nella frenesia urbana. In ogni luogo incontri gente serena, non stressata, cani ed amanti degli animali, coppiette, anziani silenziosi, gente che legge, studenti con un libro in mano, bambini che giocano. Sembra un mondo al rallentatore”. I tempi per un altro approccio con la città sono maturi: lo dimostra la grande partecipazione alla Giornata nazionale del camminare, promossa dalla Federtrek lo scorso 13 ottobre.
Repubblica

Spazio alla grammatica
Preposizioni e preposizioni ariticolate Questo articolo offre una miniera di esempi dell’uso delle prepozioni. Gli studenti possono essere invitati a trovarle o a completare frasi da dove sono state eliminate le preposizioni.
Uso dell’aggettivo: L’articolo fa anche un grande utiizzo di aggettivi. Ne diamo solo alcuni esempi. L’insegnante può invitare gli studenti a identificarli e  a mettere in evidenza la posizione dell’aggettivo nella frase.