All’Italia l’Ig Nobel 2019 per la Medicina grazie alla pizza: “È anticancro solo se fatta in Italia”

La cerimonia nel Massachusetts per gli irriverenti riconoscimenti alla scienza

L’Italia vince l’Ig Nobel 2019 per la Medicina per «aver fornito l’evidenza che la pizza può proteggere da malattie e morte, purché fatta e mangiata in Italia», si legge nella motivazione del premio che la rivista Annals of Improbable Research e l’Università di Harvard dedicano alle ricerche che fanno «ridere ma anche riflettere». Ig Nobel 2019, sono i premi che da 1991 sono dedicati alla scienza improbabile e alle ricerche più immaginifiche. Tra musiche, concerti e dimostrazioni esilaranti, la cerimonia è finanziata anche dalle associazioni di Fantascienza e degli studenti di Fisica dell’Università di Harvard.
Nel minuto che ogni ricercatore ha a disposizione per esporre i suoi risultati e le motivazioni delle ricerche sulla pizza, Gallus ha detto che la pizza può protegge dall’infarto del miocardio e da alcune forme di tumore. Gli ingredienti devono essere però, ha aggiunto, quelli tipici della dieta mediterranea: no, quindi, ad altre «interpretazioni» della pizza.
Per leggere tutto l’articolo clicca qui: LaStampa

Se volete partecipare dal vivo alla cerimonia cliccate qui:
Cerimonia dell’Ignobel

Ecco la lista completa dei vincitori del Ignobel 2019

Informazioni utili

Nella dieta mediterranea i prodotti devono essere il più possibile naturali. Se possibile, preferite il pane casereccio, ad esempio. La pasta è un altro alimento fondamentale della dieta mediterranea. Solitamente va cotta al dente e condita con un filo d’olio e pomodoro fresco. Una vera bontà che apporta il giusto nutrimento, ad esempio, a pranzo, se seguita da un frutto di stagione. Per condire, date la priorità all’olio extra vergine d’oliva, più naturale e meno grasso! Consumate grandi quantità di pesce azzurro del Mediterraneo, ricco di Omega 3 e di apporti nutritivi. E, poi, non dimenticatevi mai il toccasana che su una tavola italiana non manca mai: il vino! Un bicchiere di rosso al giorno toglie il medico di torno. È la medicina a parlare e, allora, cin cin!

 

 

 

Uno smartphone ti allegerisce la vita

Anni Homo Analogicus Anni ’70

Homo Immaginis Anni ’80

Homo Digitalis Anni 90

Homo Reperibilis Anni ’00

Homo semper connessus Anni ’10

 

 

 

 

 

 

 


Dall’autoradio estraibile ai gettoni per telefonare fino allo smartwatch con cui pagare online al supermercato.Dagli anni ’70 ad oggi, ecco ciò che ci portiamo dietro quando usciamo di casa.

Gli anni 70 A guardare le foto di quegli anni, viene quasi da sorridere. Uomini in giro con il borsello e il maglione dolcevita, donne con le zeppe e i pantaloni a zampa di elefante. Niente cellulare, smartwatch o iPod: un mangiadischi sul sedile posteriore dell’auto e bastavano gli ABBA a ripetizione continua a rallegrare la giornata.

Gli anni’80 erano gli anni della musica pop, di Pac-Man e dei blue jeans. Delle Timberland e di Cristina D’Avena, dei Duran Duran e delle enormi radio a pile da portare in spalla. Anni in cui ci si orientava in auto con le carte stradali, impossibili da piegare una volta aperte. E si telefonava con i gettoni, sempre che non si girasse a vuoto per cercare una cabina.
Gli anni 90. È stato il decennio della svolta, quello in cui sono arrivati i cellulari. Da allora, nella società, tutto è cambiato: il modo di relazionarsi con le persone, il senso della reperibilità, la capacità di aspettare o il dovere di rispettare un orario per l’impossibilità di avvisare. Per leggere l’articolo e vedere le immagini di quegli anni clicca qui: Corriere.it

Vocabolario utile

borsello: borsa da uomo. Borsetta: borsa da donna. Il suffisso cambia il significato della parola.
dolcevita: modello di maglione a collo alto.
zeppe: scarpe con un  rialzo di legno o di sughero.
sempre che: significa “purché” o “a patto che”
girare a vuoto: significa girare inutilmente, senza una direzione.

 

Nella mente dei pianisti

Lo studio di Roberta Bianco, neurobiologa diplomata al conservatorio, svela le differenze nella mente di jazzisti e musicisti classici. Mostrando come la loro mente sia perfetta per capire i segreti della neuroplasticità umana. Anni e anni di esercizio, infatti, la rendono un ottimo terreno d’esame
L’ammirazione per il prof di scienze, le lezioni di flauto. L’amore per Bach: «Le sue melodie come un mondo perfetto d’incastri e variazioni». Roberta Bianco, 31 anni, ha risolto così: diploma al conservatorio, master in neurobiologia a Pavia e dottorato in neuroscienze cognitive al Max Planck Institute di Lipsia, in Germania.
Ora, dopo un anno in Canada, si è trasferita all’University College di Londra. Qui sta studiando la maniera in cui il cervello riconosce determinati schemi sonori.
«Suonare è un piacere immenso, mi appassiona e gratifica la sfida. Ma non faceva per me, la persona meno musicale che conosco. Sono pure stonata». Ha preferito la ricerca. Senza dimenticarsi delle note. Così da più di cinque anni entra nella testa dei pianisti «con l’obiettivo di capire quali sono i processi cerebrali che guidano chi si mette alla tastiera, come una mano invisibile». Cosa c’è dietro quegli accordi che ci emozionano. «La musica è l’esempio di ciò che la mente umana è in grado di fare nella sua massima espressione» spiega la studiosa. Il cervello dei musicisti «è una scatola nera su cui fare luce». Scoprirne i segreti, il meccanismo.

Per leggere l’intero articolo Clicca qui: Repubblica.it

Uso della lingua

Non faceva per me: è un’espressione idiomatica che significa “non era una cosa adatta per me”

Carmen, Maria Rosa e Angiolina

Carmen Giordano (Politecnico di Milano) studia un cervello-intestino artificiale. Maria Rosa Antognazza (Istituto Italiano di Tecnologia) lavora alla retina del futuro. Angiolina Comotti (Bicocca) vuole assorbire la Co2 con i «pori» dei materiali.

«Al mattino accompagno i figli a scuola e poi inizio a fare lo ‘scienziato’, come dicono i miei piccoli». Sorride Carmen Giordano parlando della giornata e la sua è una storia molto simile in tanti aspetti a quella di Maria Rosa Antognazza e Angiolina Comotti; tre vite da ricercatrici di successo alle frontiere della scienza.

Delle storie delle tre scienziate (che si possono leggere nell’articolo), scegliamo quella di Angiolina Comotti. “Angiolina Comotti insegna chimica industriale all’Università di Milano-Bicocca con periodiche puntate alla New York University. La ricerca è la sua passione sin da bambina. Il suo obiettivo era scoprire dei materiali porosi con i quali realizzare nano-spugne ideali per intrappolare l’anidride carbonica. ‘La cattura e purificazione è rilevante per il nostro pianeta. Assistiamo quotidianamente alle conseguenze del riscaldamento climatico causato dal suo continuo aumento nell’atmosfera. I materiali porosi possono dare un contributo prezioso nell’affrontare il grave problema. Le nano-spugne infatti assorbono la Co2 e,sfruttando la luce solare, la trasformano in prodotti utili a tutti”.  Giovanni Caprara, Corriere della Sera.

Negli abissi del Tirreno scoperti nuovi vulcani

Studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dell’Istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Istituto neozelandese di Scienze geologiche e nucleari hanno identificato una linea vulcanica lunga 90 chilometri e larga 20, che parte a sud di Salerno e finisce a 30 chilometri a est dalle coste della Calabria. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature.

“La Catena del Palinuro, appena identificata dal Cnr e dall’Ingv, è stata certamente attiva fra 800 e 300 mila anni fa, ma non sappiamo se non sia stata attiva in tempi più recenti.  … la sua formazione è legata a una serie di spaccature profonde che hanno messo in comunicazione i magmi profondi con il fondale marino. …

… tutto il Mar Tirreno è un brulicare di attività sottomarine superficiali legate ai vulcani, dalle isole Eolie a Ustica, di cui fanno parte anche quelle emissioni gassose spesso riscontrate in varie zone, dalla Sicilia alla Toscana. Erutteranno questi vulcani o possiamo stare tranquilli? La risposta è che dipende da molti fattori e che non tutti gli apparati del fondale tirrenico presentano caratteristiche di attività imminente.

Vale la pena di ricordare che si tratta di attività tenute sotto costante controllo scientifico, ma forse il dato più rilevante per gli italiani è scoprire che il fondo del mare non è piatto come si potrebbe immaginare, anzi: coni e crateri, edifici vulcanici, grandi trincee sottomarine, frane e resti di antiche attività sono la regola al fondo del Mar Tirreno, così come al fondo di tutti gli altri oceani del mondo. Le dorsali sottomarine della Terra costituiscono il più grande complesso vulcanico del nostro pianeta, lungo oltre 64 mila chilometri e costantemente attivo. Da quelle spaccature profonde nuove lave vengono emesse ogni giorno e lentamente allontanate verso i margini dei continenti sotto i quali sprofonderanno. Il Tirreno non è molto diverso da quegli oceani. Ma possiamo evitare di preoccuparcene quando facciamo il bagno. Per ora”. Mario Tozzi, La Stampa.

Usi della lingua

L’articolo della Stampa contiene molti termini che appartengono all’ambito scientifico. Alcuni sono specifici all’area geo-fisica, altri sono di uso più comune. Vi invitiamo a fare un elenco dei termini specifici e di quelli comuni che qui sono usati in ambito scientifico.

A Roma arrivano i pappagalli

Il granchio di acqua dolce si nasconde nei canali sotterranei dei Mercati di Traiano a Roma mentre tra i rami di olmi e magnolie, che abbelliscono strade e parchi urbani, fanno il “pieno” di bacche e semi centinaia di pappagalli di due specie ormai ambientate nella capitale, il parrocchetto dal collare e il parrocchetto monaco. Il falco pellegrino nidifica tra grattacieli e campanili di città storiche come Roma e Bologna mentre a Milano una decina di coppie di un altro piccolo falco, il gheppio, abitano tra la Stazione Centrale e la torre di San Siro o sui tetti dell’Ospedale di San Paolo. È solo un dettaglio della fotografia sulla “giungla urbana” di casa nostra, composta da centinaia di specie animali diventate cittadine, e lanciata oggi dal Wwf in occasione della festa di San Francesco, patrono dei cultori dell’ecologia e quindi di tutte le creature viventi. La Stampa.

L’articolo contiene un’interessante mappa degli animali selvatici che popolano le nostre città, coste, boschi e montagne e che trovano modi inusuali di convivere con noi umani.

Quest’anno poco vino

Al termine di un’estate dove la pioggia non s’è quasi mai vista e la calura è stata una costante diurna e notturna il conto è salato: al punto che la vendemmia 2017 sarà ricordata come la più avara degli ultimi 50 anni. … La produzione vitivinicola italiana del 2017 sarà di 40,02 milioni di ettolitri, con una riduzione del 26% rispetto ai 54 milioni del 2016. Un calo delle rese dovuto in parte anche alle gelate di primavera e generalizzato un po’ in tutte le regioni, con punte del 32% in Centro Italia. Roberto Fiori, La Stampa.

Consigliamo di leggere anche, “Vendemmia e siccità, il pessimismo degli enologi”, di Luciano Ferraro, Il Corriere, dove si trovano anche tabelle e dati regione per regione.

La fatica di essere Oliver

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Un triste Ferragosto per Oliver. Ce lo racconta Massimo Gramellini dalla sua rubrica  “Il caffè” dando una voce al povero cavallo.

Mi chiamo Oliver e mi guadagno da vivere al porto di Messina. Ogni giorno, di inverno come d’estate, uomini e donne dagli accenti più strani scendono dalle navi che attraccano al molo. Appena prendono posto sul carretto, io comincio a correre e a sbuffare. Non è solo per il peso, che pure sfonderebbe un mulo. A darmi questa sensazione continua di stordimento è l’asfalto: sdrucciolevole d’inverno e rovente d’estate. Il viaggio è un inferno, ma non conoscendone altri, a volte lo confondo con il paradiso.
Il datore di lavoro sa essere gentile, a modo suo. E le persone si mettono in posa accanto al mio profilo accaldato per scattare fotografie. Mi guardano sudare e sorridono. Mi accarezzano, soprattutto i bambini. Ho l’impressione che nessuno si accorga della fatica che faccio. Nulla è più faticoso del mettersi nei panni di qualcun altro.
In questi giorni d’agosto le temperature dell’aria e del terreno avrebbero suggerito una vacanza. Invece bisogna lavorare.
Sono già svenuto varie volte, eppure so che questa sarà diversa. Sono appena caduto sul pavimento bollente di via Garibaldi, una mano amorevole mi irrora la pelle con un getto d’acqua fredda, ma è tardi.
Mi chiamavo Oliver e mi guadagnavo da vivere al porto di Messina, trascinando i carretti dei turisti sotto il solleone. Morire così è un’ingiustizia che grida al cielo. Anche a quello di noi cavalli dove adesso mi ritrovo a galoppare, finalmente leggero. Il Corriere

Uso della lingua

Mi chiamavo e mi guadagnavo: spesso il tempo imperfetto si usa in contrasto con il presente per indicare un qualcosa che non avviene più.

Pronomi riflessivi e non: nell’articolo si fa molto uso di verbi riflessivi, ma non tutti i pronomi presenti sono riflessivi alcuni sono pronomi oggetto. Sapete riconoscerli?

Italia da scoprire. I faggeti

I secolari boschi di faggi sparsi sul territorio italiano sono stati inseriti nel Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. “Dalla Toscana alla Calabria, sono dieci i faggeti premiati, boschi di piante secolari per una superficie complessiva di 2.000 ettari che costituiscono una delle zone più estese di un grande sito diffuso comprensivo di riserve secolari di stanza in ben 12 Paesi: le italiane, quasi tutte fanno parte di parchi naturali come i faggi dell’Appennino tosco-romagnolo oppure in provincia di Viterbo. Michela Tamburrino, La Stampa.

I faggeti possono diventare una meta turistica originale e certamente molto interessante. Alcuni di essi si trovano vicini alle zone recentemente colpite dal terremoto. Nell’articolo si trova una cartina che aiuta a localizzarli.

 

Coop, dopo Expo apre a Milano il ‘Supermercato del Futuro’

rattiA poco più di anno dalla chiusura di Expo 2015, il prototipo di “Supermercato del Futuro” sviluppato da Coop e Carlo Ratti Associati in occasione dell’Esposizione universale diventa realtà a Milano. Il nuovo punto vendita ha aperto oggi i battenti all’interno del Bicocca Village, uno dei centri commerciali e di intrattenimento più frequentati della città, vicino all”Università Bicocca e a diversi centri direzionali di aziende e società. Per inaugurarlo Coop ha scelto un protagonista ed ‘ex’ ambassador di Expo, lo chef Davide Oldani. Il “Supermercato del futuro” si sviluppa su circa mille metri quadri di area vendita, affiancata da uno spazio ristorazione. L’offerta è articolata in oltre 6mila referenze, con una consistente componente di prodotti “take away”, la piazza dei freschi (ortofrutta, carne, pesce) a libero servizio e scaffali bassi che richiamano i banchi del mercato. L'”anima” tecnologica, già sperimentata a Expo, è costituita dalle “vele”, ossia una serie di 54 monitor in grado di presentare un'”etichetta aumentata” dei prodotti. Basta toccare l’alimento per ottenere sugli schermi informazioni aggiuntive sull’origine delle materie prime, istruzioni per lo smaltimento e promozioni in corso. Ai “tavoli interattivi” si aggiungono altri 46 totem touch, dotati di scanner per visualizzare le informazioni (ad esempio gli allergeni, l’impatto ambientale o anche una ricetta) di tutti i prodotti in vendita. Tra i servizi gratuiti offerti c’è poi il “Coop Drive”, che dà la possibilità di ordinare la spesa on line e ritirarla dopo due ore in negozio nell’area parcheggio, senza scendere dalla propria auto.

Per leggere l’articolo clicca qui: Ansa

Vocabolario

Aprire i battenti: aprire le porte, di solito con il significato di aprire per la prima volta, cioè di inaugurare.
spazio ristorazione: spazio ristoro o ristorante
smaltimento:  riciclaggio
allergeni: prodotti che possono causare allergie.

Per la discussione 
In che cosa consiste l’anima tecnologica del “Supermercato del futuro?”
Trova nell’articolo almeno tre novità di questo primo supermercato tecnologico.