Caivano, la scuola anti camorra: così dal degrado sbocciano giovani chef

Caivano, la scuola anti camorra: così dal degrado sbocciano giovani chef

Un gruppo di ragazzi entra all’Istituto Tecnico e Alberghiero Morano di Caivano, provincia di Napoli: 900 gli iscritti. La sede è in un casermone basso e largo già destinato ad ospitare i terremotati del 1980 (foto Rocco Rorandelli )

A Napoli c’è una strada larga senza case né negozi, in fondo le palazzine dai colori sbiaditi di un posto che non mantiene le promesse del suo bel nome, e subito prima un casermone basso e largo preceduto da un cortile con le aiuole e un campo da calcetto. Quel blocco di muri e finestre si chiama Opportunità. Ha anche un altro nome, il nome vero, ma potrebbe averne pure altri mille: resta comunque e soprattutto una opportunità. Perché dentro c’è una scuola che non è una scuola qualsiasi. Aule e laboratori dove i ragazzi non soltanto studiano e imparano: si salvano. Non tutti, certo. Qualcuno non si salva e molti non ne hanno bisogno. Ma tanti altri sì. E lì si salvano dall’ignoranza, dalla violenza, da un destino segnato lungo un solco che porta a una banda di camorra, a una piazza di spaccio, a maternità precoci, al carcere. Alla morte.

Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Corriere.it

Guida alla lettura
Leggi l’articolo cercando delle risposte a queste domande:
1. Come si chiama la Dirigente della scuola di Caivano?
2. Qual è la storia di questa persona?
3. Come si chiama il quartiere dove si trova la scuola?
4. Che cosa c’è di incongruo in questo nome?
5. Quando fu costruito questo quartiere?
6. Qual è l’attività più diffusa in questo quartiere?
7. Contro cosa combatte da anni il parroco del quartiere Maurizio Patriciello?
8. Com’era la scuola nel 2007 quando la nuova dirigente ci è entrata?
9. Dove trovano lavoro oggi gli studenti di Caitano?
10.Che cosa sogna la dirigente per la sua scuola?

1.La sede è in un casermone basso e largo
2. Fu scelto quel nome che adesso sembra uno sfottò
3. ..per trovare un lavoro che sia un lavoro vero e non manovalanza delinquenziale

Tema per la discussione
Perché secondo te le foto di questo articolo mostrano solo ragazzi e non ragazze? Eppure la scuola è mista.

La lunga marcia verso la scomparsa delle donne dalla Maturità

 

Dopo l’articolo sulla scomparsa della traccia di storia nella nuova prova di maturità italiana dello scorso 6 giugno, vi proponiamo oggi un altro articolo interessante relativo a un’altra preoccupante lacuna del sistema educativo italiano, lo scarso interesse per la cultura al femminile.

Venti anni di battaglie politiche e di Piani Nazionali, sondaggi e progetti  per una scuola in grado di educare alla parità e alla differenza di genere. “Che fine hanno fatto? Ora tutto è lasciato all’iniziativa personale”, denuncia Mila Spicola, Pd

Come si arriva a una maturità con sette tracce della prova di italiano e nemmeno un lontano, sparuto accenno alle donne, come se non esistessero nella storia, nelle arti, nella scienza, nella filosofia? Si arriva dopo anni di citazioni quasi casuali, se non marginali, nelle tracce delle precedenti maturità e nei libri di testo. Ma si arriva soprattutto dopo anni di battaglie per una scuola capace di educare alla parità che si stanno dissolvendo in un nulla indistinto.

La battaglia prende il via negli anni Novanta quando l’Ue decide il IV Programma d’azione comunitaria a medio termine per le pari opportunità fra le donne e gli uomini con azioni da realizzare in ogni Paese, in particolare nelle attività scolastiche. Il Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio tra il 1999 e il 2001 crea Polite (Pari opportunità nei libri di testo) un progetto che per la prima volta introduce nelle scuole italiane l’idea che gli studenti non siano un genere indistinto declinato al maschile. Il progetto però non va avanti, viene citato soltanto in un disegno di legge sull’educazione alla parità di genere presentato a novembre del 2014 dal Pd, prima firmataria Valeria Fedeli allora vicepresidente del Senato del Pd, futura ministra dell’Istruzione. Muore lì.

Sono trascorsi quasi dieci anni dalla ricerca di Irene Biemmi e più di venti dall’inizio del complesso tentativo di parlare di parità e differenze di genere nelle scuole. Anni quasi inutili. La ricerca più recente sui libri di testo è del 2017. E’ stata realizzata da Se non ora quando Torino, sui libri di testo delle elementari del capoluogo piemontese. I risultati sono persino peggiori di quelli della ricerca precedente, anche se non direttamente confrontabili. Nei testi sono maschi il 71,5% dei personaggi rappresentati in attività professionali. Sono maschi tutti quelli che fanno alpinismo, canoa, hockey, pugilato, tuffi. Le donne sono bidelle, danzatrici, infermiere o hostess.

E dalle tracce della maturità 2019 scompaiono anche le casuali e marginali presenze femminili degli anni scorsi.

Per leggere tutto l’articolo cliccare qui: La Stampa

Informazioni utili

PD è l’abbreviazione di Partito Democratico Un partito politico italiano di centro-sinistra fondato il 14 ottobre 2007.

traccia: una delle opzioni della prova scritta di italiano.

UE: abbreviazione di Unione Europea

Se non ora quando: È il titolo di un romanzo di Primo Levi uno dei maggiori scrittori italiani. Levi è nato a Torino.

Se non ora quando Torino è un’organizzazione di donne differenti per età, professione, provenienza, appartenenza politica e religiosa che aderiscono ad associazioni, a movimenti, a partiti e a sindacati e donne che non hanno queste esperienze.

Se Non Ora Quando è un movimento trasversale, aperto e plurale i cui punti fondanti sono:

a) la libertà, la forza e l’autonomia delle donne in tutti i campi
b) il coinvolgimento delle diverse associazioni di donne e delle organizzazioni professionali delle donne
c) l’adesione a titolo personale delle donne dei partiti e dei sindacati
d) la pluralità politica, culturale e di credo
e) l’esplicita attenzione alle giovani e ai giovani
f) l’utilizzo di un linguaggio trasversale e plurale nella comunicazione
Di conseguenza il logo SNOQ non può essere usato per iniziative o manifestazioni di partiti o altre singole associazioni e sono assenti dai comitati SNOQ simboli politici e sindacali.

 

 

Cari insegnanti facciamo amare la storia a scuola

L’articolo che abbiamo scelto per i nostri lettori è parte di un dibattito generato dalla decisione del ministero dell’istruzione di eliminare da quest’anno la traccia (prova scritta ) di storia dall’esame di maturità. Per sapere di più di questa decisione vi invitiamo a leggere alcuni articoli sull’argomento tra i quali: Il Corriere, La Repubblica, oltre agli articoli che potete trovare in ARTICOLI CORRELATI all’articolo odierno.

Ecco due stralci dello stimolante articolo di Franco Lorenzoni, un insegnante e intellettuale impegnato da sempre sul fronte dell’educazione.

Migliaia di studenti in piazza chiedono agli adulti di preoccuparsi un po’ più seriamente del futuro. Oltre mille professori e intellettuali firmano un appello perché non si dimentichi il passato. C’è qualche possibilità che queste due spinte a sottrarsi alla dittatura del presente si incontrino? Un’insegnante di Orvieto racconta che un suo allievo un giorno le ha domandato: “Perché dovrei studiare il passato se io vivrò nel futuro?” Sembra una domanda banale, ma se proviamo a prenderla sul serio forse possiamo provare a capire perché, da dieci anni, oltre il 97% dei ragazzi non sceglie la traccia storica all’esame di maturità.

…Lo scorso anno, leggendo e rileggendo in classe le cinque folgoranti righe con cui Erodoto dà avvio alle sue Storie, i bambini sono stati molto colpiti dalla sua scelta di voler dare dignità e memoria sia ai greci che ai barbari e dal suo domandarsi “la ragione per cui essi vennero in guerra tra loro”. Un giorno Emilia a 11 anni ha scoperto su wikipedia che Erodoto era figlio di una greca e di un persiano. Siamo stati così felici di scoprire che la storia è nata dalla curiosità e dall’immaginazione di un uomo che incarnava l’incrocio tra culture proprio come Emilia, che è figlia di un uruguaiano e di una belga. A Erodoto, alla fine dell’anno, Maia ha scritto una lettera: “Secondo me hai fatto una delle invenzioni più utili di tutte: la Storia! Senza la storia come avrebbe fatto Martin Luther King a sapere di Gandhi e della nonviolenza e quindi fare come lui? E noi? Noi come avremmo fatto a sapere di tutti voi? Ipazia, nessuno saprebbe chi era…”. Ecco, quando la storia diventa luogo di connessioni inaspettate apre la mente e non può non appassionare ragazze e ragazzi.

Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Repubblica

INFORMAZIONI RILEVANTI

  • La traccia storica all’esame di maturità: l’esame di maturità si compone di quattro prove, delle quali tre sono scritte ed una è orale.  La traccia storica è una delle opzioni della prima prova scritta. “

La prima prova scritta è la composizione di un testo di lingua italiana, ed è l’unica prova comune per tutti gli indirizzi di studi. Allo studente viene fornito un fascicolo con le tracce disponibili e i materiali utili per lo svolgimento.

La prova può consistere in uno dei quattro temi principali (a scelta dello studente):

  • Tipo A: Riguarda l’analisi e il commento di un testo letterario in prosa o in poesia;
  • Tipo B: Un argomento scelto fra quattro ambiti tematici (storico-politico, socio-economico, artistico-letterario e tecnico-scientifico) svolto nella forma di un saggio breve o articolo di giornale, relazione, intervista o lettera aperta;
  • Tipo C: Una traccia di tipo storico;
  • Tipo D: Tema di attualità, inerente ad un dibattito culturale in corso.

Durante lo svolgimento della prova, della durata di sei ore dalla consegna della traccia, è possibile consultare dizionari di lingua italiana.


 

Una ragazza geniale

In questi giorni le donne stanno facendo notizia. SSofia Guidi, a 18 anni, parla per le donne.  La prima italiana al Ted di New Yorkono state promosse da donne, infatti, le due manifestazioni recenti più significative (SI TAV a Torino, vedi qui,  e Roma dice basta). Vogliamo però presentare una ragazza “geniale”, una diciottenne torinese, prima italiana a parlare al TED di New York.

«Ero sicura di morire di vergogna su quel palco, invece è andata bene. Ho trasmesso il mio messaggio. E anche i discorsi degli altri oratori erano belli. Sì, sono soddisfatta. Anzi, euforica». Sofia Guidi, 18 anni, studentessa dell’ultimo anno del liceo classico Alfieri di Torino, ieri è salita sul palco del Ted-Ed di New York, la conferenza annuale dedicata ai giovani speaker di tutto il mondo: è la prima ragazza italiana, selezionata tra circa 75 mila studenti di 130 Paesi, a farlo. E per la sua prova ha scelto di parlare della legge russa che depenalizza la violenza domestica nei confronti di donne e bambini. Francesca Angeleri, Corriere della Sera.

L’articolo continua spiegando i motivi che hanno spinto Sofia a scegliere l’argomento da esporre al Ted-Ed e le sue emozioni durante l’esperienza.

Carmen, Maria Rosa e Angiolina

Carmen Giordano (Politecnico di Milano) studia un cervello-intestino artificiale. Maria Rosa Antognazza (Istituto Italiano di Tecnologia) lavora alla retina del futuro. Angiolina Comotti (Bicocca) vuole assorbire la Co2 con i «pori» dei materiali.

«Al mattino accompagno i figli a scuola e poi inizio a fare lo ‘scienziato’, come dicono i miei piccoli». Sorride Carmen Giordano parlando della giornata e la sua è una storia molto simile in tanti aspetti a quella di Maria Rosa Antognazza e Angiolina Comotti; tre vite da ricercatrici di successo alle frontiere della scienza.

Delle storie delle tre scienziate (che si possono leggere nell’articolo), scegliamo quella di Angiolina Comotti. “Angiolina Comotti insegna chimica industriale all’Università di Milano-Bicocca con periodiche puntate alla New York University. La ricerca è la sua passione sin da bambina. Il suo obiettivo era scoprire dei materiali porosi con i quali realizzare nano-spugne ideali per intrappolare l’anidride carbonica. ‘La cattura e purificazione è rilevante per il nostro pianeta. Assistiamo quotidianamente alle conseguenze del riscaldamento climatico causato dal suo continuo aumento nell’atmosfera. I materiali porosi possono dare un contributo prezioso nell’affrontare il grave problema. Le nano-spugne infatti assorbono la Co2 e,sfruttando la luce solare, la trasformano in prodotti utili a tutti”.  Giovanni Caprara, Corriere della Sera.

Nuovi flussi Sud-Nord

Volendo catalogarla proviamo a definirla «nuova emigrazione intellettuale», nuova perché ha caratteristiche profondamente diverse dalle ondate del passato che avevano ridisegnato l’Italia a partire dagli anni ‘60, intellettuale perché riguarda per la stragrande maggioranza laureandi e laureati. I flussi da Sud a Nord non sono certo una novità nella storia patria ma i numeri che circolano giustificano un allarme…

Chi studia il fenomeno delle vite mobili dei giovani meridionali segmenta in tre comparti i nuovi flussi Sud-Nord: i diplomati delle scuole medie superiori che scelgono di andare a studiare altrove, i laureati delle università meridionali che appena presa la pergamena [laurea, n.d.r.] volgono la prua nella stessa direzione e i pendolari a lungo raggio, residenti nelle regioni del Sud (magari solo per pagare una polizza auto più bassa) ma che di fatto vivono/lavorano a Nord.

Secondo l’economista Gianfranco Viesti, docente all’università di Bari un quarto degli studenti meridionali oggi si immatricola negli atenei del Centro-Nord…  «Se ne vanno gli studenti forti, quelli con il voto di diploma più alto, quelli che vengono dai licei e che hanno la famiglia con il miglior reddito». Dario Di Vico, Corriere della Sera.

Usi della lingua

volgono la prua: metafora derivata dal linguaggio marinaro, la prua è, infatti, la punta della nave. Qui significa, si dirigono. Probabilmente l’autore ha usato questa metafora per evitare la ripetizione, dirigersi/direzione. In italiano le ripetizioni sono considerate poco eleganti.

polizza auto: l’assicurazione sulla macchina. Al Sud di solito costa di meno.

La lettera dei 600 docenti universitari al governo: “Molti studenti scrivono male, intervenite”

studenti-scrivono-male“Molti studenti scrivono male in italiano, servono interventi urgenti”.  E’ il contenuto della lettera che oltre 600 docenti universitari, accademici della Crusca, storici, filosofi, sociologi e economisti hanno inviato al governo e al parlamento per chiedere “interventi urgenti” per rimediare alle carenze dei loro studenti: “È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente”, si legge nel documento partito dal gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità e firmato, tra gli altri, da Ilvo Diamanti, Massimo Cacciari, Carlo Fusaro e Paola Mastrocola.
..”Circa i tre quarti degli studenti delle triennali sono di fatto semianalfabeti – si legge tra i commenti dei docenti alla lettera –  È una tragedia nazionale non percepita dall’ opinione pubblica, dalla stampa e naturalmente dalla classe politica. Apprezzo che finalmente si ponga il problema. Ahimè, ho potuto constatare anch’io i guasti che segnalate, dal momento che il mio esame è scritto e ne vengono fuori delle belle... È francamente avvilente trovarsi di fronte ragazzi che vogliono intraprendere la professione di giornalista e presentano povertà di vocabolario, scrivono come se stessero redigendo un sms, con conseguenti contrazioni di vocaboli, o inciampano sui congiuntivi”.
La Repubblica

Informazioni culturali

Accademia della Crusca: è un’istituzione italiana che raccoglie studiosi ed esperti di linguistica e filologia della lingua italiana. Rappresenta una delle più prestigiose istituzioni linguistiche d’Italia e del mondo

Triennale: La laurea Triennale è un titolo universitario di primo grado della durata di tre anni . Questa laurea è entrata in vigore nel 1997, con la Riforma Berlinguer. La laurea dovrebbe corrispondere a un bachelor’s degree.

Note linguistiche

ne vengono fuori delle belle: un’espressione idiomatica che significa che una situazione può rivelare delle belle sorprese.

 

Questa sera esco e vado al Classico

Sembra che Adriano Olivetti e Steve Jobs la pensassero allo stesso modo, anche se non si sono mai incontrati. L’imprenditore italiano amava assumere non solo ingegneri, ma anche laureati in discipline umanistiche. Anche il fondatore di Apple era convinto che alle sonotte-licei387-kard-270x141ilsole24ore-webrgenti della creatività e dello sviluppo economico ci fosse il connubio tra rigore scientifico e sensibilità umanistica. Insomma, tutti e due avrebbero potuto essere dei formidabili testimonial del latino e del greco antico e, probabilmente, sarebbero stati generosi sponsor della “Notte Nazionale del Liceo Classico”.
L’obiettivo della “Notte Nazionale” è di promuovere e difendere la cultura umanistica, recentemente in crisi, e di aiutare a percepire il Liceo Classico non come una bacheca polverosa dove allineare anticaglie, ma come una realtà viva e vivace, capace di costruire ponti tra passato e futuro.
«Lo studio dei classici – dice Laura Pizzetti, docente presso il liceo Setti Carraro di Milano, uno dei sette licei classici milanesi che aderiscono alla Notte Nazionale – tende a mostrare che non sempre la velocità è un valore. A volte, anche la “lentezza” dell’aprire un libro, del non limitarsi alla consultazione di wikipedia, del confrontare più fonti, del mettere in dubbio quello che ci offre la tecnologia, è estremamente importante.
La Domenica del Sole in difesa del Liceo Classico
La discussione sull’attualità del Liceo Classico ha trovato ampio spazio negli ultimi mesi sulle pagine della Domenica. Il Liceo Classico è una scuola-modello per l’Occidente, la versione dal greco o dal latino è utile anche a un fisico o a un matematico, sostengono alcuni degli autori ospitati sulle pagine del giornale. Meglio non chiudersi nel passato, il mondo è cambiato, la pedagogia deve rinnovarsi, lo studio del greco e del latino va ristrutturato sulla base di più realistiche considerazioni, replicano altri. E c’è poi il guado attraversato in punta di piedi da chi sostiene che la scuola dovrebbe offrire un nucleo di discipline fondamentali comuni a tutti, per poi lasciare la possibilità di mettere la freccia lungo il cammino formativo e di dirigersi verso materie elettive e opzionali. Il Sole 24 Ore

Argomenti culturali
l liceo classico  venne  fondato nel 1859 ed era limitato inizialmente al solo Regno di Sardegna, poi con l’unificazione, fu esteso a tutta l’Italia. Gli alunni, dopo aver frequentato la scuola elementare (che all’epoca era quadriennale), frequentavano per cinque anni il ginnasio e per tre anni il liceo; all’epoca questa scuola veniva denominata Ginnasio Liceo.

Oggi con la riforma Gelmini del 2008, entrata in vigore per la prima volta nell’anno 2014-2015, l’assetto della scuola secondaria superiore in Italia è il seguente:

* La maggiore differenza tra il sistema italiano e quello anglosassone, e di altri paesi europei, è che in Italia non c’è un percorso comune  di studi a livello di scuola secondaria superiore  A 14 anni di età, cioè dopo la scuola media, gli studenti devono scegliere l’indirizzo di studio che seguiranno fino a 19 anni.

 

Mensa o panino?

“I giudici del tribunalPerché il panino da casa è diventato un diritto? Ora le scuole si devono adeguaree di Torino hanno ribadito che tutti gli studenti hanno diritto di consumare a scuola il pasto da casa. Tutti”, non solo quelli che si sono iscritti alla mensa.

Perché è un diritto?

Perché l’orario scolastico per chi sceglie il «tempo pieno» va dalle 8,30 alle 16,30. Ed è lo stesso ministero a dire che l’ora del pranzo non è una pausa, ma è un momento educativo a tutti gli effetti. Da questo discende che tutti devono poter partecipare, perché si tratta di garantire il diritto costituzionale all’istruzione. Il servizio mensa è nato per agevolare le famiglie: ma non è obbligatorio, ed è a pagamento, a «domanda individuale». Questo vuol dire che, per iscrivere il figlio al tempo pieno, non è necessario iscriverlo anche alla mensa. Infatti, ci sono genitori che vanno a prendere il figlio per pranzo e lo riportano a scuola nel primo pomeriggio. Ora, i giudici dicono che non sono costretti a farlo.  … In altri termini, un genitore deve poter scegliere il tempo pieno e lasciare il figlio a scuola anche all’ora di pranzo, senza essere costretto a pagare. Paola Italiano, La Stampa.

Note culturali

Nelle scuole italiane di solito chi sceglie il tempo pieno, pranza alla mensa scolastica, oppure torna a casa. Non era, infatti, possibile portarsi il pranzo da casa. Ora il tribunale ha sentenziato che è possibile, perché l’ora del pranzo è un momento educativo e quindi tutti gli studenti devono partecipare. Perché, secondo voi, il pranzo è un momento educativo?

Continuate a leggere l’articolo, e individuate quali sono le difficoltà organizzative che una scuola incontra, quando alcuni studenti si portano il pranzo da casa, mentre altri mangiano in mensa.

Periferie

periferieLe receni elezioni amministrative in alcune delle maggiori città italiane hanno dato risultati imprevisti. A Roma e a Torino sono state elette sindaco due donne appartenenti al movimento 5 Stelle, sconfiggendo i candidati del PD, il partito al governo. La discussione nei media ha rilevato che il PD, partito di sinistra, discendente del Partito Comunista, sia stato eletto soprattutto nelle aree benestanti delle città, mentre il movimento 5 Stelle ha avuto un grosso successo elettorale nelle depresse periferie. Lo scrittore napoletano Antonio Scurati riflette sulle periferie, che, secondo lui, non sono solo uno spazio urbano, ma anche una condizione sociale.

“Dove cominciano, dunque, queste misteriose periferie? Se si vuole raggiungerle, non è necessario andar lontano. Basta guardarsi attorno. Le nuova periferie non sono, infatti, soltanto aree urbane delimitabili sulle mappe cittadine; sono piuttosto dimensioni storiche, esperienze sociali, luoghi dell’immalinconita anima popolare. …

Per raggiungerne una, tra le tante periferie del nostro scontento, sarebbe sufficiente che domattina seguiste i vostri figli nel loro quotidiano percorso verso la scuola pubblica. Se poteste, non visti, varcare i cancelli di quel mondo a parte che boccheggia da decenni in stato d’assedio nel centro vitale del nostro futuro, potreste osservare muri sbrecciati, aule soffocanti, edifici che sembrano progettati da architetti di campi di concentramento. Soprattutto, lungo quei pavimenti scoloriti, vedreste trascinarsi donne e uomini avviliti e stanchi. Sono gli insegnanti che dovrebbero formare i vostri figli; componevano fino a ieri la più solida base elettorale dei partiti di sinistra e seguono oggi le nuove stelle”.  La Stampa.

Attività culturali

Vi invitiamo a leggere attentamente l’articolo, che non è affatto facile, e a sottolineare tutte le espressioni che si riferiscono alla scuola. Che impressioni traete dalla descrizione della scuola italiana di Antonio Scurati?