Nuovi flussi Sud-Nord

Volendo catalogarla proviamo a definirla «nuova emigrazione intellettuale», nuova perché ha caratteristiche profondamente diverse dalle ondate del passato che avevano ridisegnato l’Italia a partire dagli anni ‘60, intellettuale perché riguarda per la stragrande maggioranza laureandi e laureati. I flussi da Sud a Nord non sono certo una novità nella storia patria ma i numeri che circolano giustificano un allarme…

Chi studia il fenomeno delle vite mobili dei giovani meridionali segmenta in tre comparti i nuovi flussi Sud-Nord: i diplomati delle scuole medie superiori che scelgono di andare a studiare altrove, i laureati delle università meridionali che appena presa la pergamena [laurea, n.d.r.] volgono la prua nella stessa direzione e i pendolari a lungo raggio, residenti nelle regioni del Sud (magari solo per pagare una polizza auto più bassa) ma che di fatto vivono/lavorano a Nord.

Secondo l’economista Gianfranco Viesti, docente all’università di Bari un quarto degli studenti meridionali oggi si immatricola negli atenei del Centro-Nord…  «Se ne vanno gli studenti forti, quelli con il voto di diploma più alto, quelli che vengono dai licei e che hanno la famiglia con il miglior reddito». Dario Di Vico, Corriere della Sera.

Usi della lingua

volgono la prua: metafora derivata dal linguaggio marinaro, la prua è, infatti, la punta della nave. Qui significa, si dirigono. Probabilmente l’autore ha usato questa metafora per evitare la ripetizione, dirigersi/direzione. In italiano le ripetizioni sono considerate poco eleganti.

polizza auto: l’assicurazione sulla macchina. Al Sud di solito costa di meno.

La lettera dei 600 docenti universitari al governo: “Molti studenti scrivono male, intervenite”

studenti-scrivono-male“Molti studenti scrivono male in italiano, servono interventi urgenti”.  E’ il contenuto della lettera che oltre 600 docenti universitari, accademici della Crusca, storici, filosofi, sociologi e economisti hanno inviato al governo e al parlamento per chiedere “interventi urgenti” per rimediare alle carenze dei loro studenti: “È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente”, si legge nel documento partito dal gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità e firmato, tra gli altri, da Ilvo Diamanti, Massimo Cacciari, Carlo Fusaro e Paola Mastrocola.
..”Circa i tre quarti degli studenti delle triennali sono di fatto semianalfabeti – si legge tra i commenti dei docenti alla lettera –  È una tragedia nazionale non percepita dall’ opinione pubblica, dalla stampa e naturalmente dalla classe politica. Apprezzo che finalmente si ponga il problema. Ahimè, ho potuto constatare anch’io i guasti che segnalate, dal momento che il mio esame è scritto e ne vengono fuori delle belle... È francamente avvilente trovarsi di fronte ragazzi che vogliono intraprendere la professione di giornalista e presentano povertà di vocabolario, scrivono come se stessero redigendo un sms, con conseguenti contrazioni di vocaboli, o inciampano sui congiuntivi”.
La Repubblica

Informazioni culturali

Accademia della Crusca: è un’istituzione italiana che raccoglie studiosi ed esperti di linguistica e filologia della lingua italiana. Rappresenta una delle più prestigiose istituzioni linguistiche d’Italia e del mondo

Triennale: La laurea Triennale è un titolo universitario di primo grado della durata di tre anni . Questa laurea è entrata in vigore nel 1997, con la Riforma Berlinguer. La laurea dovrebbe corrispondere a un bachelor’s degree.

Note linguistiche

ne vengono fuori delle belle: un’espressione idiomatica che significa che una situazione può rivelare delle belle sorprese.

 

Questa sera esco e vado al Classico

Sembra che Adriano Olivetti e Steve Jobs la pensassero allo stesso modo, anche se non si sono mai incontrati. L’imprenditore italiano amava assumere non solo ingegneri, ma anche laureati in discipline umanistiche. Anche il fondatore di Apple era convinto che alle sonotte-licei387-kard-270x141ilsole24ore-webrgenti della creatività e dello sviluppo economico ci fosse il connubio tra rigore scientifico e sensibilità umanistica. Insomma, tutti e due avrebbero potuto essere dei formidabili testimonial del latino e del greco antico e, probabilmente, sarebbero stati generosi sponsor della “Notte Nazionale del Liceo Classico”.
L’obiettivo della “Notte Nazionale” è di promuovere e difendere la cultura umanistica, recentemente in crisi, e di aiutare a percepire il Liceo Classico non come una bacheca polverosa dove allineare anticaglie, ma come una realtà viva e vivace, capace di costruire ponti tra passato e futuro.
«Lo studio dei classici – dice Laura Pizzetti, docente presso il liceo Setti Carraro di Milano, uno dei sette licei classici milanesi che aderiscono alla Notte Nazionale – tende a mostrare che non sempre la velocità è un valore. A volte, anche la “lentezza” dell’aprire un libro, del non limitarsi alla consultazione di wikipedia, del confrontare più fonti, del mettere in dubbio quello che ci offre la tecnologia, è estremamente importante.
La Domenica del Sole in difesa del Liceo Classico
La discussione sull’attualità del Liceo Classico ha trovato ampio spazio negli ultimi mesi sulle pagine della Domenica. Il Liceo Classico è una scuola-modello per l’Occidente, la versione dal greco o dal latino è utile anche a un fisico o a un matematico, sostengono alcuni degli autori ospitati sulle pagine del giornale. Meglio non chiudersi nel passato, il mondo è cambiato, la pedagogia deve rinnovarsi, lo studio del greco e del latino va ristrutturato sulla base di più realistiche considerazioni, replicano altri. E c’è poi il guado attraversato in punta di piedi da chi sostiene che la scuola dovrebbe offrire un nucleo di discipline fondamentali comuni a tutti, per poi lasciare la possibilità di mettere la freccia lungo il cammino formativo e di dirigersi verso materie elettive e opzionali. Il Sole 24 Ore

Argomenti culturali
l liceo classico  venne  fondato nel 1859 ed era limitato inizialmente al solo Regno di Sardegna, poi con l’unificazione, fu esteso a tutta l’Italia. Gli alunni, dopo aver frequentato la scuola elementare (che all’epoca era quadriennale), frequentavano per cinque anni il ginnasio e per tre anni il liceo; all’epoca questa scuola veniva denominata Ginnasio Liceo.

Oggi con la riforma Gelmini del 2008, entrata in vigore per la prima volta nell’anno 2014-2015, l’assetto della scuola secondaria superiore in Italia è il seguente:

* La maggiore differenza tra il sistema italiano e quello anglosassone, e di altri paesi europei, è che in Italia non c’è un percorso comune  di studi a livello di scuola secondaria superiore  A 14 anni di età, cioè dopo la scuola media, gli studenti devono scegliere l’indirizzo di studio che seguiranno fino a 19 anni.

 

Mensa o panino?

“I giudici del tribunalPerché il panino da casa è diventato un diritto? Ora le scuole si devono adeguaree di Torino hanno ribadito che tutti gli studenti hanno diritto di consumare a scuola il pasto da casa. Tutti”, non solo quelli che si sono iscritti alla mensa.

Perché è un diritto?

Perché l’orario scolastico per chi sceglie il «tempo pieno» va dalle 8,30 alle 16,30. Ed è lo stesso ministero a dire che l’ora del pranzo non è una pausa, ma è un momento educativo a tutti gli effetti. Da questo discende che tutti devono poter partecipare, perché si tratta di garantire il diritto costituzionale all’istruzione. Il servizio mensa è nato per agevolare le famiglie: ma non è obbligatorio, ed è a pagamento, a «domanda individuale». Questo vuol dire che, per iscrivere il figlio al tempo pieno, non è necessario iscriverlo anche alla mensa. Infatti, ci sono genitori che vanno a prendere il figlio per pranzo e lo riportano a scuola nel primo pomeriggio. Ora, i giudici dicono che non sono costretti a farlo.  … In altri termini, un genitore deve poter scegliere il tempo pieno e lasciare il figlio a scuola anche all’ora di pranzo, senza essere costretto a pagare. Paola Italiano, La Stampa.

Note culturali

Nelle scuole italiane di solito chi sceglie il tempo pieno, pranza alla mensa scolastica, oppure torna a casa. Non era, infatti, possibile portarsi il pranzo da casa. Ora il tribunale ha sentenziato che è possibile, perché l’ora del pranzo è un momento educativo e quindi tutti gli studenti devono partecipare. Perché, secondo voi, il pranzo è un momento educativo?

Continuate a leggere l’articolo, e individuate quali sono le difficoltà organizzative che una scuola incontra, quando alcuni studenti si portano il pranzo da casa, mentre altri mangiano in mensa.

Periferie

periferieLe receni elezioni amministrative in alcune delle maggiori città italiane hanno dato risultati imprevisti. A Roma e a Torino sono state elette sindaco due donne appartenenti al movimento 5 Stelle, sconfiggendo i candidati del PD, il partito al governo. La discussione nei media ha rilevato che il PD, partito di sinistra, discendente del Partito Comunista, sia stato eletto soprattutto nelle aree benestanti delle città, mentre il movimento 5 Stelle ha avuto un grosso successo elettorale nelle depresse periferie. Lo scrittore napoletano Antonio Scurati riflette sulle periferie, che, secondo lui, non sono solo uno spazio urbano, ma anche una condizione sociale.

“Dove cominciano, dunque, queste misteriose periferie? Se si vuole raggiungerle, non è necessario andar lontano. Basta guardarsi attorno. Le nuova periferie non sono, infatti, soltanto aree urbane delimitabili sulle mappe cittadine; sono piuttosto dimensioni storiche, esperienze sociali, luoghi dell’immalinconita anima popolare. …

Per raggiungerne una, tra le tante periferie del nostro scontento, sarebbe sufficiente che domattina seguiste i vostri figli nel loro quotidiano percorso verso la scuola pubblica. Se poteste, non visti, varcare i cancelli di quel mondo a parte che boccheggia da decenni in stato d’assedio nel centro vitale del nostro futuro, potreste osservare muri sbrecciati, aule soffocanti, edifici che sembrano progettati da architetti di campi di concentramento. Soprattutto, lungo quei pavimenti scoloriti, vedreste trascinarsi donne e uomini avviliti e stanchi. Sono gli insegnanti che dovrebbero formare i vostri figli; componevano fino a ieri la più solida base elettorale dei partiti di sinistra e seguono oggi le nuove stelle”.  La Stampa.

Attività culturali

Vi invitiamo a leggere attentamente l’articolo, che non è affatto facile, e a sottolineare tutte le espressioni che si riferiscono alla scuola. Che impressioni traete dalla descrizione della scuola italiana di Antonio Scurati?

“L’Italia non ci vuole, non si vanti dei miei risultati”

AamY5OCdOltre al danno, la beffa. E a questa, proprio non ci sta. Roberta D’Alessandro, una ricercatrice italiana che si è trasferita in Olanda per vivere e lavorare, stavolta non riesce a ingoiare il rospo e, usando Facebook, ha deciso di rivolgersi direttamente alla ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, per togliersi un doloroso, più che fastidioso, sassolino dalla scarpa. “Ministra, la prego di non vantarsi dei miei risultati. La mia ERC e quella del collega Francesco Berto sono olandesi, non italiane. L’Italia non ci ha voluto, preferendoci, nei vari concorsi, persone che nella lista degli assegnatari dei fondi ERC non compaiono, né compariranno mai”. Inizia così il post di D’Alessandro, ripreso e pubblicato sul sito della Stampa, nel quale la ricercatrice chiede con decisione alla ministra di evitare di ostentare un risultato non suo. La Repubblica

Usi della lingua
Osservate quante metafore e usi idiomatici della lingua si concentrano in queste poche righe.
Il linguaggio dei nostri giornali può essere uno strumento impareggiabile per cogliere lo “spirito” italico

Oltre al danno la beffa: È un ‘espressione molto comune che significa “Che qualcuno che è vittima di un danno è anche preso in giro da chi glielo ha causato. La versione popolare e dialettale di quest’espressione è “Cornuto e mazziato”.
non ci sta: non accetta
ingoiare un rospo: è un modo di dire che  significa: accettare, anche di malavoglia, situazioni difficili e spiacevoli. L’espressione ha diverse etimologie. Una delle possibili è che derivi dalla difficile digestione che provoca nel serpente il mangiare un rospo.
togliersi un sassolino dalla scarpa: significa liberarsi di un peso o di un fastidio.
ERC:  European Research Council https://erc.europa.eu/consolidator-grants/italian

Un’università di anziani

docentiIn Italia abbiamo un record che non ci fa onore: abbiamo i docenti più anziani del mondo.

L’istantanea che il Miur consegna, ricavata dalla Banca dati dei docenti di ruolo 2014, è disarmante: su 13.263 professori ordinari, i titolari di cattedra in atenei statali con meno di 40 anni sono solo sei. E il trend è impietoso: l’innalzamento dell’età media, in Italia, prosegue da 25 anni. Dal 1988 al 2013 l’età è aumentata di sei anni, raggiungendo quasi i 52 anni: per gli ordinari la media è di 59 anni, 53 per gli associati, 46 per i ricercatori, secondo l’ultimo Rapporto Anvur sullo stato del sistema universitario e della ricerca. E se la presenza delle donne è cresciuta, passando in 25 anni da 26 a 36 ogni 100 docenti (ma tra gli ordinari la percentuale è del 21 per cento), dal 2008 al 2013 la riduzione dei ricercatori ha penalizzato anche loro.

I magnifici sei, gli unici ordinari under 40, che “l’Espresso” è riuscito a individuare, sono tutti maschi. Tutti nati nel 1976. Insegnano a Palermo, a Sassari, a Napoli, a Messina e a Bologna, quasi esclusivamente discipline economico-giuridiche. Nella metà dei casi hanno seguito una tradizione di famiglia. All’unanimità ammettono: «Siamo solo i più fortunati». Sabina Minardi, L’Espresso.

Note di cultura

Nel sistema universitario italiano, si distinguono i seguenti ruoli accademici: professore ordinario (o professore di I fascia) che equivale al Full Professor americano; professore associato (o professore di II fascia), Assistant Professor; e il ricercatore, il livello meno avanzato. A tutte queste posizioni si accede attraverso un concorso, cioè un esame statale.

Miur: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Anvur: L’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca

Attività didattica

Leggere attentamente l’articolo e poi rispondere alle seguenti domande:

  1. Come si chiama l’Università di Roma?
  2. Quale disciplina ha una grande tradizione in Italia?
  3. Qual è la novità annunciata dal Primo Ministro Renzi?
  4. Cosa si dice dei dottorati?

 

Occupazione giovanile

lavoroPurtroppo i dati sono sconfortanti. “L’Italia è l’ultimo paese dell’area Ocse per occupazione giovanile: appena il 52,8% dei giovani tra i 25 e i 29 anni ha un’occupazione, contro una media pari nell’area al 73,7%. È quanto emerge dal rapporto dell’organizzazione di Parigi `Oecd skills outlook 2015´, dedicato alle problematiche dell’occupazione giovanile. … Ma non solo. In Italia aumentano anche i giovani inattivi, i cosiddetti «Neet», che non sono nè occupati, nè a scuola o in formazione. «Il nodo di fondo – sottolinea il rapporto – è la scarsa occupabilità dei giovani, perchè magari non hanno le competenze richieste dal mercato del lavoro o non possono usarle in modo produttivo». Sotto questo profilo, l’Italia, dove la disoccupazione giovanile è oltre il 40%, l’abbandono scolastico tra i più alti e la preparazione spesso insufficiente, è a fondo classifica”. Redazione Economia, Corriere della Sera.

Proposte didattiche

L’articolo è pieno di numeri, dati, statistiche, percentuali; di termini che appartengono all’ambito dell’economia, del lavoro, della scuola e della formazione. Divertitevi a selezionarli e a confrontarli con dati e informazioni analoghe pertinenti al vostro paese.

Processo al Liceo classico

processo al liceoQualche giorno fa al Teatro Carignano di Torino si è fatto il processo al liceo classico. L’accusa era di essere antiquato, di non servire più.

“A sostenere l’accusa l’economista Andrea Ichino, dell’European University Institute, secondo cui il liceo classico non prepara meglio dello scientifico i giovani che puntano ad affrontare studi universitari scientifici o che vogliono entrare in atenei prestigiosi a numero chiuso, non solo ma chi intraprende studi umanistici rischia di avere una visione parziale della realtà. Il difensore del liceo classico è stato invece Umberto Eco, che con una boutade ha proposto di eliminare il liceo scientifico. E da subito la discussione si è polarizzata tra sostenitori del liceo scientifico e fan del classico”. Repubblica. Vedi anche Letizia Tortello, La Stampa.

Alla fine il liceo classico è stato assolto perché “il fatto non sussiste”, ma tutti si sono detti d’accordo che debba essere riformato.

Proposte didattiche

Per leggere i giornali effettivamente serve un po’ di dimestichezza con il linguaggio giuridico. Vi invitiamo a leggere entrambi gli articoli segnalati e a trovare tutti i vocaboli che appartengono a questo campo lessicale.

Note culturali

Il liceo classico e quello scientifico sono i pilastri dell’istruzione secondaria italiana. In entrambi i licei si studia il latino, mentre nel liceo classico si studia anche il greco antico. Secondo voi, quali possono essere i vantaggi – nel mondo moderno – di studiare lingue che ormai non si usano più?

A scuola i nostri figli non imparano a scrivere in italiano

 

Bimbo-che-scrive Dall’indagine che questo articolo descrive emerge che “Secondo le mamme  italiane a scuola (in Italia) non si impara l’italiano. Troppa letteratura, poca lingua parlata, «questa materia va rivista perché bisogna che alla fine del percorso i ragazzi possano saper scrivere correttamente». Lo pensa quasi una mamma su due (il 45%) secondo l’indagine condotta da Libreriamo, la piazza digitale fondata dal sociologo Saro Trovato, che ha coinvolto circa 800 mamme italiane tra i 30 e i 60 anni, in una ricerca condotta con il metodo WOA (Web opinion analysis).

Per sapere di più sui risultati dell’indagine cliccate su: Corriere.it

Attività culturali

Temi per la discussione

Cerca nell’articolo la risposta a queste domande.

  1. Quante mamme hanno partecipato a questa ricerca?
  2. Quali materie dovrebbero essere, secondo le mamme, insegnate di più a scuola?
  3. Le mamme pensano che l’insegnamento nella scuola attuale è troppo pratico o troppo teorico?
  4. Insegnare la letteratura nelle ore di italiano aiuta gli studenti a amare la lettura?
  5. Che aggettivo usano le mamme quando descrivono gli edifici scolatici?
  6. Cosa pensano dell’insegnamento delle lingue straniere?
  7. Quale critica rivolete al metodo dell’indagini il Lettore_2801508?