Cari insegnanti facciamo amare la storia a scuola

L’articolo che abbiamo scelto per i nostri lettori è parte di un dibattito generato dalla decisione del ministero dell’istruzione di eliminare da quest’anno la traccia (prova scritta ) di storia dall’esame di maturità. Per sapere di più di questa decisione vi invitiamo a leggere alcuni articoli sull’argomento tra i quali: Il Corriere, La Repubblica, oltre agli articoli che potete trovare in ARTICOLI CORRELATI all’articolo odierno.

Ecco due stralci dello stimolante articolo di Franco Lorenzoni, un insegnante e intellettuale impegnato da sempre sul fronte dell’educazione.

Migliaia di studenti in piazza chiedono agli adulti di preoccuparsi un po’ più seriamente del futuro. Oltre mille professori e intellettuali firmano un appello perché non si dimentichi il passato. C’è qualche possibilità che queste due spinte a sottrarsi alla dittatura del presente si incontrino? Un’insegnante di Orvieto racconta che un suo allievo un giorno le ha domandato: “Perché dovrei studiare il passato se io vivrò nel futuro?” Sembra una domanda banale, ma se proviamo a prenderla sul serio forse possiamo provare a capire perché, da dieci anni, oltre il 97% dei ragazzi non sceglie la traccia storica all’esame di maturità.

…Lo scorso anno, leggendo e rileggendo in classe le cinque folgoranti righe con cui Erodoto dà avvio alle sue Storie, i bambini sono stati molto colpiti dalla sua scelta di voler dare dignità e memoria sia ai greci che ai barbari e dal suo domandarsi “la ragione per cui essi vennero in guerra tra loro”. Un giorno Emilia a 11 anni ha scoperto su wikipedia che Erodoto era figlio di una greca e di un persiano. Siamo stati così felici di scoprire che la storia è nata dalla curiosità e dall’immaginazione di un uomo che incarnava l’incrocio tra culture proprio come Emilia, che è figlia di un uruguaiano e di una belga. A Erodoto, alla fine dell’anno, Maia ha scritto una lettera: “Secondo me hai fatto una delle invenzioni più utili di tutte: la Storia! Senza la storia come avrebbe fatto Martin Luther King a sapere di Gandhi e della nonviolenza e quindi fare come lui? E noi? Noi come avremmo fatto a sapere di tutti voi? Ipazia, nessuno saprebbe chi era…”. Ecco, quando la storia diventa luogo di connessioni inaspettate apre la mente e non può non appassionare ragazze e ragazzi.

Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Repubblica

INFORMAZIONI RILEVANTI

  • La traccia storica all’esame di maturità: l’esame di maturità si compone di quattro prove, delle quali tre sono scritte ed una è orale.  La traccia storica è una delle opzioni della prima prova scritta. “

La prima prova scritta è la composizione di un testo di lingua italiana, ed è l’unica prova comune per tutti gli indirizzi di studi. Allo studente viene fornito un fascicolo con le tracce disponibili e i materiali utili per lo svolgimento.

La prova può consistere in uno dei quattro temi principali (a scelta dello studente):

  • Tipo A: Riguarda l’analisi e il commento di un testo letterario in prosa o in poesia;
  • Tipo B: Un argomento scelto fra quattro ambiti tematici (storico-politico, socio-economico, artistico-letterario e tecnico-scientifico) svolto nella forma di un saggio breve o articolo di giornale, relazione, intervista o lettera aperta;
  • Tipo C: Una traccia di tipo storico;
  • Tipo D: Tema di attualità, inerente ad un dibattito culturale in corso.

Durante lo svolgimento della prova, della durata di sei ore dalla consegna della traccia, è possibile consultare dizionari di lingua italiana.


 

MeToo e i media

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Risultati immagini per metoo nel mondo dei media

L’85% delle donne che lavorano nel mondo dell’informazione ha subito molestie sul lavoro nel corso della propria vita professionale. …
L’80% delle donne e ragazze raccontano di essere state oggetto di “battute e sguardi” sessisti, il 51,9% di aver ricevuto “inviti, richieste, pressioni”, il 35,4% di aver subito veri e propri “ricatti sessuali”. Svela una realtà già nota ma troppo spesso sommersa, la prima indagine condotta in Italia dalla Commissione Pari Opportunità della Fnsi, la Federazione Nazionale della Stampa, sulle molestie sessuali subite sul lavoro dalle giornaliste. …
Circa il 35% delle giornaliste di quotidiani, televisioni, radio, testate online e agenzie denunciano di aver ricevuto “ricatti sessuali” mentre erano precarie o cercavano di essere assunte, richieste cioè di “prestazioni sessuali” per ottenere un posto o per progredire nella carriera. Maria Novella De Luca, Repubblica.

In Italia l’ascensore sociale non funziona

L’ascensore sociale in Italia non funziona molto, anzi forse si è rotto. Secondo uno studio dei ricercatori della Banca d’Italia, istruzione, reddito da lavoro e ricchezza continuano a ereditarsi da genitori ai figli, con una tendenza tornata in aumento negli ultimi anni e che portano il nostro paese fra quelli con meno mobilità fra generazioni. Le «condizioni di partenza» restano così decisive e largamente preponderanti per lo status specie se si considerano poi anche tutti gli altri fattori ambientali come quartieri di provenienza, scuole frequentate, amicizie familiari. La Stampa.

Esercizi

Dopo aver letto l’intero articolo, cerca di spiegare che cosa significa “ascensore sociale” e “mobilità sociale”. Che cosa si intende per “condizioni di partenza”? Quali sono i fattori che, in Italia, generano privilegi? E nel tuo paese?

Una ragazza geniale

In questi giorni le donne stanno facendo notizia. SSofia Guidi, a 18 anni, parla per le donne.  La prima italiana al Ted di New Yorkono state promosse da donne, infatti, le due manifestazioni recenti più significative (SI TAV a Torino, vedi qui,  e Roma dice basta). Vogliamo però presentare una ragazza “geniale”, una diciottenne torinese, prima italiana a parlare al TED di New York.

«Ero sicura di morire di vergogna su quel palco, invece è andata bene. Ho trasmesso il mio messaggio. E anche i discorsi degli altri oratori erano belli. Sì, sono soddisfatta. Anzi, euforica». Sofia Guidi, 18 anni, studentessa dell’ultimo anno del liceo classico Alfieri di Torino, ieri è salita sul palco del Ted-Ed di New York, la conferenza annuale dedicata ai giovani speaker di tutto il mondo: è la prima ragazza italiana, selezionata tra circa 75 mila studenti di 130 Paesi, a farlo. E per la sua prova ha scelto di parlare della legge russa che depenalizza la violenza domestica nei confronti di donne e bambini. Francesca Angeleri, Corriere della Sera.

L’articolo continua spiegando i motivi che hanno spinto Sofia a scegliere l’argomento da esporre al Ted-Ed e le sue emozioni durante l’esperienza.

Ryder Cup, Molinari: “È il team più forte in cui abbia giocato”

Ringraziamo Justin Evans per tenerci regolarmente informate sui primati sportivi italiani. Ecco l’ultimo interessante articolo che ci ha proposto.

Alla fine la festa esplode sul prato davanti agli spogliatoi. Lì, dove venivano a provare le buche quando la tensione saliva troppo, adesso i magnifici 12 dell’Europa della Ryder Cup si scatenano con le bottiglie di Magnum, a rincorrersi e inzupparsi di champagne. «Francescooooo» e giù un’altra doccia di bollicine a Molinari, campione fra i campioni, autore di una serie infinita di exploit. Finalmente la tensione sembra aver abbandonato Chicco, di solito compassato e sobrio, adesso sorridente e pronto a scherzare con i compagni. Con la bandiera tricolore al collo, prima come una sciarpa, poi come un mantello: ma non se ne separa mai. Si fa serio solo quando gli chiedono cosa abbia provato ad infliggere quella terribile serie di k.o. a un campione come Tiger Woods: «non sono venuto qui per vincere una o cinque partite. Dovevamo vincere la coppa. E se io avessi vinto tutti i miei incontri ma non avessimo riportato a casa la Ryder avrei fallito. Voglio ringraziare tutti questi compagni ai quali finora avevo dato poco. In questo fine settimana li ho ripagati».

FLEETWOOD: “INCREDIBILE 5-0” — Rende onore a Molinari anche Tommy Fleetwood, lo straordinario compagno delle quattro vittorie nei doppi di venerdì e sabato: “Francesco è incredibile, 5-0 in Ryder Cup. Non so quanto spesso sia successo o se sia mai successo, ma questo ragazzo è un grande golfista. Merita tutto il credito che sta avendo e credo che sia stato giusto che il punto finale sia arrivato da  lui”.   La Gazzetta dello Sport

Note linguistiche
Francesco Molinari, o Mole come lo chiamano i compagni di squadra, ha dimostrato con la vittoria in Ryder Cup di essere un vero campione di golf.

Che tipo di persona è Molinari? Potete trovare nell’articolo tutti gli aggettivi con cui è descritto?

E’ morta Inge Feltrinelli, ultima grande regina dell’editoria internazionale

Per leggere tutto  l’articolo clicca qui: Repubblica

Inge Feltrinelli è stata protagonista di una fase importante della vita culturale italiana e internazionale.
In questa intervista al Corriere della Sera la Feltrinelli racconta degli straodinarii incontri della sua vita con Hemingway, Picasso,  Fidel Castro, Shagall, Simone de Beauvoir, John Kennedy. La sua vita è stata una pagina di storia.
Ecco una splendida foto che la ritrae quando era ancora una giovane fotografa con Hemingway.

 

Sovranismo

“… dispute sui confini, protezionismo commerciale, battaglie separatiste e ostilità nei confronti di migranti fanno del sovranismo il nuovo protagonista sulla scena italiana ed europea.

Se a tutto ciò aggiungiamo il linguaggio aggressivo che troppi leader europei adoperano contro i parigrado di altri Paesi e la crescente intolleranza contro migranti, rom e minoranze espressa da una miriade di eletti locali, regionali e nazionali non è difficile trarre la conclusione che il sovranismo è una idea politica che esalta le identità particolari in maniera estrema.

Ma non è tutto perché l’altro aspetto del sovranismo è l’idea che un leader deve essere forte, determinato, energico e dunque assai più credibile delle istituzioni della democrazia rappresentativa. Orban, Salvini, Beppe Grillo e Kurz incarnano in maniera diversa tale versione di leadership.

Infine, ma non per importanza, i sovranisti hanno continuamente bisogno di avversari per continuare a guidare la rivolta che li esprime: l’establishment nazionale ed europeo è il bersaglio preferito, i migranti incarnano il pericolo immanente e il multiculturalismo è l’avversario culturale perché espressione della versione opposta della loro identità. In sintesi ci troviamo di fronte ad una riedizione tribale del nazionalismo dove al posto dello Stato da creare c’è un’identità primordiale da esaltare per riuscire a ridurre quanto più possibile la globalizzazione. È l’età della disgregazione che sta avvolgendo non solo il nostro Paese ma l’Europa intera”. Maurizio Molinari sulla Stampa.

Il direttore della Stampa, Maurizio Molinari, risponde a un gruppo di lettori allarmati dalla situazione politica italiana. Un articolo interessante, anche sul piano linguistico, perché vi si trovano termini assai ricorrenti nei media, a cominciare proprio da sovranismo. Per saperne di più su questi argomenti, vi consigliamo un altro articolo, Populismo, sovranismo e neoliberismo, di  Alessandro Somma, MicroMega, da cui è tratta anche l’immagine.

Con l’invito a riflettere su questi temi assai complessi, facciamo a tutti i nostri AUGURI DI BUONE VACANZE!

Il Mondiale può fare a meno dell’Italia…

Dopo una decina di giorni di mondiali, alcuni milioni di inconsolabili tifosi italiani sono già stati consolati. La Coppa procede benissimo anche senza di noi, è un po’ quello che succederà il giorno in cui (il più tardi possibile, facciamo le corna, tocchiamo ferro, grattiamoci l’inguine, non sia mai) dovremo lasciare questa valle di lacrime: un po’ di smarrimento iniziale in chi ci conosce, un po’ di dolore in chi ci vuol bene e poi tutto andrà come deve andare, cioè avanti.
L’Italia non manca al mondiale più di quanto il mondiale manchi all’Italia: lui è molto bello anche senza di lei, a volte succede. L’ansia più che altro mediatica di trovare una squadra del cuore alternativa, un surrogato di maglia (l’Islanda, seeeh, figuriamoci) si è placata subito. E’ bastato il rutilante 3-3 fra Spagna e Portogallo per farci capire che la nazionalità di chi ama lo sport è una soltanto, e cerca emozione e bellezza dove c’è. Se poi ci si può agitare anche un po’ per faccende di campanile, bene, lo facciamo volentieri, ma non è indispensabile. Un mondiale di calcio non è il Palio di Siena (semmai, nel caso dell’Italia è più quello degli asini di Alba) e la bandiera può pure diventare un drappo che offusca la visione, come talvolta succede allo stadio. Occhio asciutto e vigile, dunque, per non farci mancare niente. Repubblica.it

Curiosità linguistiche e culturali

facciamo le corna, tocchiamo ferro, grattiamoci l’inguine: gli italiani sono molto superstiziosi. Esistono quindi molte espressioni e gesti che servono a allontanare la cattiva sorte. Queste tre sono alcune di queste. Fare le corna usando l’indice e il mignolo di una mano, toccare ferro (in altri paesi si dice toccare legno), in quanto all’inguine, quello che si tocca o si gratta sono in realtà gli attributi maschili.

seeeh, figuriamoci:”seeeh, significa “sì” usato soprattutto a Roma per accentuare l’incredulità di un fatto. In questo caso che l’Islanda possa vincere.
asini di Alba: è un Palio (una gara) che si svolge nella città di Alba, corso da asini invece che da cavalli come il più storico e celebre Palio di Siena.

faccende di campanile: cioè antagonismi tra “campanili” cioè chiese, ma anche quartieri o fazioni diverse. La parola “campanilismo in italiano significa attaccamento esagerato alla propria città o paese.

asini di Alba: nella città di Alba, in Piemonte, si svolge ogni anno un palio di asini, che ovviamente non è paragonabile al Palio di Siena.  La Coppa del Mondo, secondo il giornalista non richiede il campanilismo del Palio di Siena, e un po’ ironicamente paragona i giocatori italiani agli asini di Alba.

 

 

 

«Mettiamo i nostri corpi sulle navi che salvano i migranti»

Lo scrittore Sandro Veronesi in una lettera aperta del 9 luglio sul Corriere della Sera diretta ad un altro famoso scrittore e giornalista, Roberto Saviano, lancia una sfida  ai personaggi più illustri della vita publica italiana, di mettere i propri corpi sulle navi dei migranti. Ecco uno stralcio della sua lettera.:

“Ci vorrebbe, per dire, il commissario Montalbano, che ha il doppio di spettatori di quanti elettori abbia avuto la Lega a marzo. (Tra l’altro, nel backstage della prossima stagione, che già circola in rete, sembrerebbe che lui, cioè non Luca Zingaretti, ma proprio Montalbano, il personaggio, sia già lì, in mezzo al mare, a braccia aperte). Sempre per dire, mi sono sentito di colpo molto più forte quando ho visto la fotografia di Totti con in mano la scritta #withrefugees dell’Unhcr: pensa se il corpo ce lo mettesse lui, pensa se su una di quelle navi ci fosse Totti. Il suo corpo su una di quelle navi farebbe capire a un sacco di persone come stanno le cose, più di mille parole. Sto sognando? Sto dicendo una sciocchezza? Checco Zalone. O Claudio Baglioni. O Federica Pellegrini. O Jovanotti. O Sofia Goggia. O Celentano. O Monica Bellucci che fa da interprete dal francese. O Chiara Ferragni che allatta. O Giorgio Armani che compie 84 anni. Sulla nave. Laggiù. In quel tratto di mare dove la gente viene lasciata morire per opportunismo, o far pressione su Malta, o su Macron. Ovviamente sto facendo nomi così, di getto, non sto convocando nessuno, non mi permetterei mai di farlo: dico solo, a te che sei perennemente convocato, che forse ora ci vorrebbe qualche persona veramente influente che ci metta il corpo” Per leggere tutta la lettera clicc QUI:Corriere.it

Roberto Saviano risponde a Sandro Veronesi dalle pagine di Repubblica.

Caro Sandro Veronesi, ti ringrazio per la tua lettera e per aver dedicato tempo e passione a ciò che sta succedendo. L’attenzione che mostri verso chi sta vivendo l’inferno in terra non è cosa scontata in tempi in cui si è tutti trincerati dietro steccati di paura. E il tuo mettere il corpo al centro di tutto non è vaneggiamento, perché di corpi si tratta. Sempre. Antonio Tabucchi fece dire al suo umanissimo e cattolico Pereira “io non credo nella resurrezione della carne”. Con questo voleva dire che il nostro momento è ora. È qui che dobbiamo essere, senza sperare che nell’aldilà avremo una seconda possibilità.
La tua, Sandro, era una lettera alta, che voleva parlare allo spirito, io mi calo invece sempre nella materialità e qui trovano i nostri percorsi un punto di congiungimento, nella fisicità della battaglia che deve contemplare i corpi a difesa dello Stato di Diritto. Chi oggi chiude i porti alle Ong ha già chiuso le porte agli italiani, li sta condannando alla peggiore delle povertà possibili, perché oltre alla povertà del corpo rischia di condannarli anche alla povertà dello spirito.

Caro Sandro, io ci sto, questa battaglia la combatto da anni e non ho alcuna paura di perdere perché sono certo di una cosa: saremo più grandi noi nella nostra sconfitta, che loro in questo barbaro trionfo.

Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Repubblica

“Caro ministro Fontana, oggi noi gay non siamo più invisibili”

Cinque anni fa, aveva 17 anni, scrisse a Repubblica per condannare “una società troglodita”. Chiedeva all’Italia di esistere. “Per nulla al mondo i nostri colori e i nostri figli verranno di nuovo ricoperti da una nera prepotenza”

Cinque anni fa Davide Tancredi, giovane veronese all’epoca diciasettenne, ci scrisse una lettera con queste parole: “Io sono gay, ho 17 anni e questa lettera è la mia ultima alternativa al suicidio in una società troglodita, in un mondo che non mi accetta sebbene io sia nato così”. Davide raccontava la difficoltà di un adolescente a sopravvivere in un mondo omofobo: “Chiediamo solo di esistere”.
Ora, dopo le frasi del ministro della famiglia Lorenzo Fontana sulle famiglie Arcobaleno, Davide ha scelto nuovamente il nostro giornale per rispondergli: “Cinque anni fa avevo chiesto all’Italia di esistere. Ora dico all’Italia che esistiamo e che per nulla al mondo i nostri colori e i nostri figli verranno di nuovo ricoperti da una nera prepotenza. Non siamo più invisibili”.

Caro direttore,
da veronese, conosco fin troppo bene il clima che si respira nella mia città ed è forse per questo motivo che le dichiarazioni del nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità mi ripugnano così tanto. Per il ministro Fontana le famiglie arcobaleno non esistono. E ci ha tenuto a dirlo il giorno successivo alla sua nomina, perché sebbene una guerra al mondo Lgbt non sia stata inserita nel contratto di governo, bisognava puntare i piedi e alzare i muri. Io, fra quei muri di odio e risentimento, ci ho vissuto per vent’anni. So quanto Verona si illuda di essere salda nella moralità e nel Cristianesimo, soffocando invece il colore delle diversità. Per leggere il resto della lettera clicca qui: Repubblica

Informazioni utili

Verona è una provincia del Veneto  una delle regioni dove il partito della Lega Nord è maggiormente presente.
Lega Nord:  La Lega si qualifica innanzitutto come un partito dichiaratamente indipendentista, regionalistaed etnonazionalista che tutela gli interessi dell’Italia settentrionale, ribattezzata significativamente Padania. La Lega condivide con il  populismo di destra un’impostazione economica liberista e anti-statalista e il forte contrasto all’immigrazione e alla società multiculturale.
Famiglie arcobaleno: è un’associazione nata  nel 2005 per promuovere per la prima volta in Italia, il dibattito pubblico sull’omogenitorialità e la tutela di queste nuove formazioni sociali.
Lorenzo Fontana: è il nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità del Governo Conte, un governo nato dalla coalizione di Lega e Movimento a Cinque Stelle.
Il libro di Fontana   “All’origine della crisi”,  presentato il 14 febbraio a Verona (città di cui è stato fino a due mesi fa vicesindaco), è un manifesto contro le unioni omosessuali, la legge 194, (la legge che garantisce l’aborto)  la globalizzazione, i flussi migratori in grado di salvare l’Italia che non fa più figli e invecchia, le posizioni atlantiste (cooperazione tra Europa occidentale e Stati Uniti).