Hikikomori entra nel vocabolario italiano

Tra i neologismi del nuovo Zingarelli 2013 colpisce l’acquisizione ufficiale nel lessico quotidiano del termine Hikikomori. Solamente pochissimi anni fa quasi nessuno ne conosceva il significato, proprio perché si riferiva a una realtà adolescenziale relegata unicamente alla società giapponese.  
L’Hikikomori (indica appunto lo stare in disparte, l’isolarsi) è un ragazzo che volontariamente vive recluso nella propria camera da letto, rifiutando ogni contatto con amici e familiari e passando le proprie giornate davanti a un computer connesso in rete. Spesso vive come un clochard tra i propri rifiuti, di giorno dorme oscurando le finestre, la notte è impegnato, con altri suoi simili, sui social network o in interminabili sessioni multiplayer. I primi casi accertati di sospetti Hikikomori furono segnalati in Italia tre anni fa, si pensava che il fenomeno dei reclusi volontari in camera da letto fosse un esito della cultura e società giapponese, ma invece anche nel nostro paese fenomeni analoghi cominciarono a destare preoccupazione. La Stampa.

Uso della lingua
neologismo, termine introdotto di recente nella lingua
Zingarelli, è il nome di un noto dizionario italiano
clochard, è un sostantivo francese entrato nel lessico comune italiano; significa barbone, vagabondo.
Si noti la colorita mescolanza di lingue di questo breve articolo.

Che faccia hanno i nuovi italiani?

Duemila smorfie, risate, sorrisi sbiechi e occhi spalancati. Facce curiose di italiani come sono oggi: giovani, vecchi, bianchi, di origini lontane, ragazzine e uomini barbuti, gli occhiali alla moda o i capelli tagliati male. Con la cittadinanza o senza, benché siano tutti dello stesso Paese. Dopo le favelas brasiliane e i grattacieli di New York, dopo il Municipio di Parigi e gli slums indiani il trentenne (e già famosissimo) street artist JR ha scelto l’Italia per l’ultima tappa del progetto Inside Out, aderendo alla campagna “L’Italia sono anch’io” per l’estensione della cittadinanza ai figli degli immigrati (in collaborazione con l’agenzia ABCM). Corriere della Sera.

Uso della lingua
sbiechi, sbieco: storto
spalancati, spalancato: più che aperto

Agosto, Milano non si svuota piu’

Riprendiamo il nostro blog da dove lo abbiamo lasciato, e cioè sul tema dell’Italia che va in vacanza.
L’articolo che abbiamo scelto però, ci informa di una novità nei costumi degli italiani, perche’ apparentemente non “tutti “gli italiani vanno piu’ in vacanza nel mese di agosto. Vediamo perche’.
“Milano non è più una città deserta ad agosto, dove sembra che tutti siano scappati via, dove tutto chiude: ormai oltre la metà dei suoi abitanti, circa 800 mila, a Ferragosto stanno a casa. E’ un dato che segna il cambiamento di un’epoca. C’è un aspetto negativo, ed è la crisi, ma ce n’è anche uno estremamente positivo: una mentalità è cambiata. I milanesi, in parte costretti dalle trasformazioni del mondo del lavoro (non ci sono più le fabbriche che chiudono le due settimane centrali del mese e mettono tutti in ferie obbligatorie) e in parte dalla crisi economica, hanno imparato a fare vacanze nel corso di tutta l’estate. ….il decreto Salva Italia, approvato dal governo Monti, lascia libere le attività commerciali di decidere dei proprio orari di apertura e toglie su questo ogni potere ai comuni.
Constatiamo però che, pur con molta fatica, anche i piccoli negozi, e non solo la grande distribuzione, stanno cercando lentamente di adeguarsi alle nuove esigenze sociali: questo è un segno importante, anche se non è ancora sufficiente.
Possiamo dire che Milano, da questo punto di vista, adesso è più vicina all’Europa, ma deve imparare a starci. E lo deve fare in fretta, molto in frettaCorriere.it

Note culturali
Governo Monti: Mario Monti è succeduto a Berlusconi dopo le sue dimissioni nel novembre 2011. Monti ha creto un governo “tecnico” cohe aveva il ruolo di salvare l’Italia da un’imminente crisi.
decreto Salva Italia: è stato emananto in dicembre 2011. Contiene le “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici”.
in fretta, molto in fretta..: perche’ la crisi in Italia non è stata superata e i prossimi mesi saranno per il paese un “banco di prova”.

Taglia 42

Sul Foglio c’è una rubrica divertente (e utile per chi è interessato alla lingua italiana) che raccoglie i luoghi comuni delle conversazioni degli italiani. Si chiama “Manuale di conversazione”. Uno degli articoli è dedicato alla taglia (size) 42, che corrisponde pressapoco al 6 americano. Una taglia che, per le signore oltre i trenta, comincia a diventare un sogno difficilmente raggiungibile.
Ecco quache tipica frase legata alla taglia 42.

– La linea del cambio di umore passa in una zona imprecisata tra la 42 e la 44.

– Il punto G si trova esattamente nella voce della commessa che dice: “Lei è una 42 perfetta”.

– Chiedere sempre la 42 anche se si porta la 46 e, di fronte all’impossibilità di indossarla, concludere che “Veste poco”.

– Avere l’armadio pieno di abiti di tre taglie più piccole della propria, nel caso si dovesse ridimagrire, non è una forma di necrofilia, bensì di strenuo ottimismo.
Il Foglio.

Uso della lingua

vestire poco: si dice di un abito che sta stretto, oppure di una taglia che è più piccola di quanto dovrebbe essere.

Vita di condominio, dura prova di convivenza civile

Vi proponiamo un divertente  articolo che offre uno spaccato di vita quotidiana nel nostro paese.
Se è vero che la famiglia è la cellula della società, la vita in condominio è l’iniziazione alla convivenza civile e le assemblee condominiali sono le palestre della nostra democrazia. Troppo comodo vivere in una villetta, in una casa colonica o in uno chalet di montagna e pontificare sull’importanza della convivenza civile e l’amore tra esseri umani: del resto lo diceva già Dostoevskij e lo ha ribadito Charlie Brown: «Amo l’umanità, è il prossimo che non sopporto». Bisogna vivere sullo stesso pianerottolo per poter dire certe cose, bisogna essersi occupati del colore delle tende dei balconi, di serramenti di alluminio, di orari per stendere i panni e di divieti di passare in bicicletta dalla portineria, e soprattutto bisogna aver frequentato almeno un’assemblea condominiale.
Quando sono venuto a Milano ho vissuto in palazzi che sono pieni di targhette metalliche apposte dall’amministratore e sono solo divieti: vietato bere in ascensore, vietato cantare mentre si passa in portineria, divieto ai cani di abbaiare… nemmeno in campo di concentramento; altri palazzi sono pieni di verde e senza cartelli ma appena butti una carta per terra intervengono le teste di cuoio. 
La Stampa

Uso della lingua

lo spaccato: insieme di elementi che ben caratterizzano un periodo, un ambiente o un fenomeno: Esempio: il film offre uno spaccato della società del dopoguerra.
pontificare: parlare con l’autorevolezza di un pontefice (Papa) 
il prossimo: le persone che sono vicine a noi.
pianerottolo:lo spazio su cui ad ogni piano di un palazzo  si affacciano le porte di ingresso degli appartmenti. (landing).
 

“Papà orsetti”

Antonio Polito sul Corriere della Sera fa un ritratto impietoso dei genitori italiani, iperprotettivi e imperansiosi, che rendono i figli incapaci di assumersi responsabilità, di essere ambiziosi, di volere il successo, e di lottare per un futuro migliore. “Invece che fare i genitori, ci siamo trasformati a poco a poco nei sindacalisti della nostra prole, sempre pronti a batterci perché venga loro spianata la strada verso il nulla, perché non c’è meta ambiziosa la cui strada non sia impervia. È un grande fenomeno culturale, e sempre più un carattere nazionale, forse in qualche relazione contorta e perversa con il calo delle nascite, come se ne volessimo pochi per poterli coccolare meglio e più a lungo. Ed è un grande fattore di freno alla crescita, non solo economica ma anche psicologica della nazione. Mentre negli Usa infuria il dibattito sulle mamme-tigri, asiatiche che spingono i figli fin oltre il limite della competizione con se stessi e con gli altri, da noi comandano i papà-orsetti, pronti a lenire con il calore del loro abbraccio il freddo del mondo reale, così spietato e competitivo”. Corriere.

Note culturali

Mamme tigri, mamme cocker (v. Italian News Click del 4 luglio, 2011) e, adesso, papà orsetti. Che cosa ne pensate? Come sono stati i vostri genitori? E che tipo di genitori vorreste essere?

Elogio delle donne in bicicletta

Donne, non fate storie. Salite sulla bici. Pedalate, quando potete, invece di guidare o di aspettare autobus che non arrivano. Vi renderà cittadine più consapevoli e interessanti; attraenti come le emiliane dei luoghi comuni, ardimentose per il bene comune come le staffette partigiane, toniche come le maniache della ginnastica, ma molto, molto più allegre (la bici, come l’amore corrisposto, è un antidepressivo naturale). Non fatevi lasciare a terra da preoccupazioni e fisime («si suda, mi rovino i capelli, che scarpe mi metto»).
Pedalare non è un’attività elitaria: migliora la vita sia finaziariamente sia fisicamente: chi pedala tutti i giorni è in forma e risparmia sulla palestra. Socialmente: invece di fare amicizia con altre donne petulanti nello spogliatoio umidiccio della palestra, molte cicliste si uniscono a gruppi di gente simpatica che pedala la domenica. Emotivamente: andare in bici produce endorfine e buonumore, da’ soddisfazione e rende più assertive. Maria Laura Rodotà sul Corriere della Sera.

Note culturali

le emiliane: sono le donne dell’Emilia Romagna, la regione al centro d’Italia che ha per capoluogo Bologna. Le donne emiliane sono considerate particolarmente attraenti.
staffette partigiane: spesso donne, le staffette partigiane hanno svolto un ruolo importante nella Resistenza, di solito portando messaggi da un gruppo partigiano all’altro in bicicletta

L’hotel capovolto di Armani

Le vere porte dell’Armani Hotel Milano appena inaugurato sono gli ascensori. Sono loro che da un ingresso sobrio sulla via Manzoni – niente reception con bancone, solo una scrivania – fanno volare i clienti ai piani alti, direttamente fra i tetti, i terrazzi i campanili e le guglie del centro. «Sliding doors» attraverso cui si passa dal mondo delle vie del Quadrilatero a quello ancor più rarefatto dello stile Armani. Un mondo capovolto, il suo, in cui per andare alle camere si scende e per rilassarsi si sale fino in cima, dove ha voluto la spa che la maggior parte degli hotel sistema sottoterra.
«È il mio sogno realizzato», dice Giorgio Armani.
Il «sogno» ha iniziato a nascere nel 2004, quando Armani e Mohammed Alabbar decisero di fare insieme gli alberghi più belli del mondo: il primo li avrebbe disegnati, il secondo costruiti. A ospitare l’albergo di Milano è un intero isolato, il «Manzoni 31» chiuso fra quattro strade che fu progettato dall’architetto Griffini nel 1937 e ospita anche una targa con citazione dai «Promessi Sposi» a ricordare che quello è luogo manzoniano.
Il caso ha voluto che il suo primo sospiratissimo hotel italiano inaugurasse proprio al deflagrare della crisi economica e politica. «Credo ancora nell’Italia», dice Armani, «le nostre imprese, a parte qualche crac, qualche infiltrazione e qualche megalomania, sono sempre agguerrite. La volontà di farsi strada nel mondo che vidi negli Anni 60 c’è ancora». La Stampa.

Note di costume e di cultura

Quadrilatero: è il nome che a Milano si dà al quadrato immaginario composto da quattro vie del centro – via Montenapoleone, via della Spiga, Via Manzoni, Corso Venezia – dove si concentrano i negozi della moda.
I promessi sposi è il romanzo storico scritto da Alessandro Manzoni, grande scrittore milanese dell’Ottocento. E’ in parte ambientato a milano.

Scarpe Superga: un simbolo del made in Italy

Apre a Torino una mostra che celebra i 100 anni delle scarpe Superga. Gomma e tela. Ricordi di generazioni sui campi da tennis o nei cortili e storia del «made in Italy». Un percorso raccontato da oggi nello spazio delle Officine Grandi Riparazioni con la mostra «Happy birthday, baby», pronta a celebrare il primo centenario del marchio torinese, voluto nel 1911 da Walter Martiny: lo scopo era lavorare e produrre articoli in gomma. … su cui hanno camminato milioni di piedi. Che hanno praticato sport, ballato nelle discoteche, attraversato città, e che non se ne sarebbero separati mai, d’estate o d’inverno: perché la moda l’ha consacrata tendenza. E questa è naturalmente una delle chiavi di lettura della mostra, aperta sino al 20 ottobre, fianco a fianco al progetto museale «Fare gli italiani» realizzato per il 150 anni dell’Unità d’Italia. «Non un caso, in uno spazio ex-industriale» dice Massimo Temporelli, il curatore. «Entrando nella storia della produzione di questa scarpa si scoprono le potenzialità creative, tecnologiche, di impatto sociale e di stile che hanno cambiato il nostro Paese». La Stampa.

Uso della lingua

Si notino alcune frasi piuttosto elaborate, come “la moda l’ha consacrata tendenza“, che significa che le scarpe Superga sono diventate di moda; oppure “di impatto sociale e di stile“, perché le scarpe Superga sono un segno di appartenenza sociale, oltre che una tendenza della moda.

Le figurine Panini compiono 50 anni

Le figurine Panini sono una storia popolare legata a un’Italia che 50 anni fa cresceva e sognava. Una mostra le celebra a Roma da domani e fino al 23 ottobre. Cominciava tutto nel 1961…
Le figurine sono state tra i primi mass-media del Novecento, una forma di comunicazione sociale trasversale che ha plasmato e si è plasmata con una cultura profondamente e genuinamente pop. Lavorando giorno e notte, quattro fratelli figli di un garzone conquistarono il mondo, dando forma soprattutto alla passione sfrenata degli italiani per il calcio. 
Collezionismo, pubblicità e industria, un intreccio perfetto…
Il rito resiste ancora sui banchi di scuola e unisce le generazioni del passato … a quelle moderne che continuano a scambiarsi doppioni nonostante la dittatura della Playstation. 150 miliardi di figurine in mezzo secolo, secondo i calcoli della multinazionale di Modena.

Palazzo Incontro, Via dei Prefetti, 22, Roma. Dal 14 settembre al 23 ottobre . Il Sole 24Ore.

Costume

L’album delle figurine – un album su cui si incolla una serie di immagini, di solito di calciatori – fa parte dell’infanzia di ogni italiano. Le figurine si comprano in bustine da cinque. Per completare l’album occorre avere tutte le figurine di un dato argomento e, alla fine, quando ne mancano poche, è molto difficile trovarle. Allora a scuola, negli intervalli, ci sono dei veri e propri mercati di doppioni, esemplari identici di cui tutti di solito hanno una grossa scorta.