Il Mondiale può fare a meno dell’Italia…

Dopo una decina di giorni di mondiali, alcuni milioni di inconsolabili tifosi italiani sono già stati consolati. La Coppa procede benissimo anche senza di noi, è un po’ quello che succederà il giorno in cui (il più tardi possibile, facciamo le corna, tocchiamo ferro, grattiamoci l’inguine, non sia mai) dovremo lasciare questa valle di lacrime: un po’ di smarrimento iniziale in chi ci conosce, un po’ di dolore in chi ci vuol bene e poi tutto andrà come deve andare, cioè avanti.
L’Italia non manca al mondiale più di quanto il mondiale manchi all’Italia: lui è molto bello anche senza di lei, a volte succede. L’ansia più che altro mediatica di trovare una squadra del cuore alternativa, un surrogato di maglia (l’Islanda, seeeh, figuriamoci) si è placata subito. E’ bastato il rutilante 3-3 fra Spagna e Portogallo per farci capire che la nazionalità di chi ama lo sport è una soltanto, e cerca emozione e bellezza dove c’è. Se poi ci si può agitare anche un po’ per faccende di campanile, bene, lo facciamo volentieri, ma non è indispensabile. Un mondiale di calcio non è il Palio di Siena (semmai, nel caso dell’Italia è più quello degli asini di Alba) e la bandiera può pure diventare un drappo che offusca la visione, come talvolta succede allo stadio. Occhio asciutto e vigile, dunque, per non farci mancare niente. Repubblica.it

Curiosità linguistiche e culturali

facciamo le corna, tocchiamo ferro, grattiamoci l’inguine: gli italiani sono molto superstiziosi. Esistono quindi molte espressioni e gesti che servono a allontanare la cattiva sorte. Queste tre sono alcune di queste. Fare le corna usando l’indice e il mignolo di una mano, toccare ferro (in altri paesi si dice toccare legno), in quanto all’inguine, quello che si tocca o si gratta sono in realtà gli attributi maschili.

seeeh, figuriamoci:”seeeh, significa “sì” usato soprattutto a Roma per accentuare l’incredulità di un fatto. In questo caso che l’Islanda possa vincere.
asini di Alba: è un Palio (una gara) che si svolge nella città di Alba, corso da asini invece che da cavalli come il più storico e celebre Palio di Siena.

faccende di campanile: cioè antagonismi tra “campanili” cioè chiese, ma anche quartieri o fazioni diverse. La parola “campanilismo in italiano significa attaccamento esagerato alla propria città o paese.

asini di Alba: nella città di Alba, in Piemonte, si svolge ogni anno un palio di asini, che ovviamente non è paragonabile al Palio di Siena.  La Coppa del Mondo, secondo il giornalista non richiede il campanilismo del Palio di Siena, e un po’ ironicamente paragona i giocatori italiani agli asini di Alba.

 

 

 

«Mettiamo i nostri corpi sulle navi che salvano i migranti»

Lo scrittore Sandro Veronesi in una lettera aperta del 9 luglio sul Corriere della Sera diretta ad un altro famoso scrittore e giornalista, Roberto Saviano, lancia una sfida  ai personaggi più illustri della vita publica italiana, di mettere i propri corpi sulle navi dei migranti. Ecco uno stralcio della sua lettera.:

“Ci vorrebbe, per dire, il commissario Montalbano, che ha il doppio di spettatori di quanti elettori abbia avuto la Lega a marzo. (Tra l’altro, nel backstage della prossima stagione, che già circola in rete, sembrerebbe che lui, cioè non Luca Zingaretti, ma proprio Montalbano, il personaggio, sia già lì, in mezzo al mare, a braccia aperte). Sempre per dire, mi sono sentito di colpo molto più forte quando ho visto la fotografia di Totti con in mano la scritta #withrefugees dell’Unhcr: pensa se il corpo ce lo mettesse lui, pensa se su una di quelle navi ci fosse Totti. Il suo corpo su una di quelle navi farebbe capire a un sacco di persone come stanno le cose, più di mille parole. Sto sognando? Sto dicendo una sciocchezza? Checco Zalone. O Claudio Baglioni. O Federica Pellegrini. O Jovanotti. O Sofia Goggia. O Celentano. O Monica Bellucci che fa da interprete dal francese. O Chiara Ferragni che allatta. O Giorgio Armani che compie 84 anni. Sulla nave. Laggiù. In quel tratto di mare dove la gente viene lasciata morire per opportunismo, o far pressione su Malta, o su Macron. Ovviamente sto facendo nomi così, di getto, non sto convocando nessuno, non mi permetterei mai di farlo: dico solo, a te che sei perennemente convocato, che forse ora ci vorrebbe qualche persona veramente influente che ci metta il corpo” Per leggere tutta la lettera clicc QUI:Corriere.it

Roberto Saviano risponde a Sandro Veronesi dalle pagine di Repubblica.

Caro Sandro Veronesi, ti ringrazio per la tua lettera e per aver dedicato tempo e passione a ciò che sta succedendo. L’attenzione che mostri verso chi sta vivendo l’inferno in terra non è cosa scontata in tempi in cui si è tutti trincerati dietro steccati di paura. E il tuo mettere il corpo al centro di tutto non è vaneggiamento, perché di corpi si tratta. Sempre. Antonio Tabucchi fece dire al suo umanissimo e cattolico Pereira “io non credo nella resurrezione della carne”. Con questo voleva dire che il nostro momento è ora. È qui che dobbiamo essere, senza sperare che nell’aldilà avremo una seconda possibilità.
La tua, Sandro, era una lettera alta, che voleva parlare allo spirito, io mi calo invece sempre nella materialità e qui trovano i nostri percorsi un punto di congiungimento, nella fisicità della battaglia che deve contemplare i corpi a difesa dello Stato di Diritto. Chi oggi chiude i porti alle Ong ha già chiuso le porte agli italiani, li sta condannando alla peggiore delle povertà possibili, perché oltre alla povertà del corpo rischia di condannarli anche alla povertà dello spirito.

Caro Sandro, io ci sto, questa battaglia la combatto da anni e non ho alcuna paura di perdere perché sono certo di una cosa: saremo più grandi noi nella nostra sconfitta, che loro in questo barbaro trionfo.

Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Repubblica

Il discorso di Mattarella per il Giorno della Memoria

Per commemorare il giorno della memoria vi proponiamo qualche riga del bel discorso del nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni di questa importante giornata. “Il presidente della Repubblica non si è limitato alla celebrazione rituale o alla deplorazione generica. Ha invece affrontato la questione ancora scabrosa e dolente delle leggi razziali varate ottanta anni fa dal fascismo con toni decisi e argomentazioni nette, non scontate né usuali nei discorsi ufficiali di un capo di Stato”, dice Giovanni Sabbatucci sulla Stampa.

Ma ecco una parte del discorso. Vi invitiamo, comunque, a leggerlo per intero, è una bella lezione di storia e di educazione civica e democratica.

“Ancora oggi ciò che ci interroga e sgomenta maggiormente, di un mare di violenza e di abominio, sono la metodicità ossessiva, l’odio razziale divenuto sistema, la macchina lugubre e solerte degli apparati di sterminio di massa, sostenuta da una complessa organizzazione che estendeva i suoi gangli nella società tedesca.

Il cammino dell’umanità è purtroppo costellato di stragi, uccisioni, genocidi.

Tutte le vittime dell’odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah – per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volontà di sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale – resta unica nella storia d’Europa. …

Anche in Italia questo folle e scellerato processo di riduzione delle persone in oggetti fu attuato con consapevolezza e determinazione. Sul territorio nazionale, è vero, il regime fascista non fece costruire camere a gas e forni crematori. Ma, dopo l’8 settembre, il governo di Salò collaborò attivamente alla cattura degli ebrei che si trovavano in Italia e alla loro deportazione verso l’annientamento fisico.

Le misure persecutorie messe in atto con le leggi razziali del 1938, la schedatura e la concentrazione nei campi di lavoro favorirono enormemente l’ignobile lavoro dei carnefici delle SS.

Le leggi razziali – che, oggi, molti studiosi preferiscono chiamare “leggi razziste”- rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della nostra storia.

Ideate e scritte di pugno da Mussolini, trovarono a tutti i livelli delle istituzioni, della politica, della cultura e della società italiana connivenze, complicità, turpi convenienze, indifferenza. Quella stessa indifferenza, come ha sovente sottolineato la senatrice Segre, che rappresenta l’atteggiamento più insidioso e gravido di pericoli”. Quirinale.

Liliana Segre Senatrice a vita

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato Senatrice a vita, Liliana Segre per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale.  … Una scelta non casuale quella del Presidente della Repubblica che ha deciso di procedere con la nomina a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata della memoria e a 80 anni dalle leggi razziali di cui la Segre fu vittima all’età di 8 anni. Deportata ad Auschwitz, è una dei 25 sopravvissuti tra i 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono internati nel campo di concentramento.

“PORTERO’ IN SENATO LA VOCE DI CHI SUBI’ LE LEGGI RAZZIALI”

«Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha chiamato stamattina comunicandomi la decisione di nominarmi senatrice a vita. Lo ringrazio per questo altissimo riconoscimento. La notizia mi ha colto completamente di sorpresa. Non ho mai fatto politica attiva e sono una persona comune, una nonna con una vita ancora piena di interessi e di impegni», dice Liliana Segre nel commentare la nomina ricevuta dal Colle. «Certamente, il Presidente ha voluto onorare, attraverso la mia persona, la memoria di tanti altri in questo anno 2018 in cui ricorre l’ottantesimo anniversario delle leggi razziali. Sento dunque su di me l’enorme compito, la grave responsabilità di tentare almeno, pur con tutti i miei limiti, di portare nel Senato della Repubblica delle voci ormai lontane che rischiano di perdersi nell’oblio. Le voci di quelle migliaia di italiani, appartenenti alla piccola minoranza ebraica, che nel 1938 subirono l’umiliazione di essere degradati dalla Patria che amavano; che furono espulsi dalle scuole, dalle professioni, dalla società dei cittadini «di serie A».  La Stampa.

Note di cultura

Senatrice a vita: quella di senatore, o in questo caso senatrice, a vita è una carica che viene data dal presidente della Repubblica a persone che si sono distinte per meriti speciali.

80 anni dalle leggi razziali: le leggi razziali sono state applicate in Italia da Mussolini nel 1938, quindi 80 anni fa. Esse erano dirette soprattutto contro le persone di religione ebraica. Tra le tante discriminazioni, agli ebrei era anche vietato frequentare le scuole pubbliche.

Colle: nome con cui viene chiamato, nel linguaggio giornalistico, il Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana.

Sapete che cosa sono le pietre d’inciampo?

Roma, il giallo di Spelacchio.

Cos’hanno in comune il britannico Guardian con il “sovietico” Russia Today? Entrambi i quotidiani hanno ribattezzato l’abete rosso di piazza Venezia “a toilet brush”, uno scopettino del water. Definizione discutibile per quello che, suo malgrado, è diventato il simbolo del Natale romano. Sull’albero, addobbato da luminarie che non riescono a nascondere gli spazi vuoti sui rami di questo gigante di oltre 20 metri, si è già scritto tanto. La notizia della sua “morte”, certificata anche dai tecnici del Campidoglio, è rimbalzata in tutto il mondo a tal punto che le opposizioni in Aula Giulio Cesare parlano di “danno d’immagine alla città”.Secondo il Codacons, quell’abete rosso in piazza Venezia, è una “figuraccia mondiale”.
I cittadini l’hanno rinominato “Spelacchio”, la tv moscovita Russia Today l’ha ribattezzato “toilet brush” e ora il popolo dei social si prepara a “celebrare” il suo funerale: l’albero per cui il Comune ha speso circa 50 mila euro, già arrivato moribondo a causa di un trasporto poco rispettoso del fogliame, è stato ufficialmente dichiarato secco. A suo nome, erano nate anche delle pagine social, che ora sono più scatenate che mai, proprio come gli utenti della rete, tra ironia e battute.

…di Spelacchio hanno parlato ieri anche i Movimenti per la casa. Per dire che, in città, “ci sono ben altre situazioni che dovrebbero suscitare rammarico e indignazione. Prima fra tutte le 66 famiglie costrette a vivere da 4 mesi accampate sotto al portico della Basilica dei Santi Apostoli ” dopo lo sgombero di un immobile a Cinecittà. ” Quelle tende nel cuore di Roma dovrebbero suscitare indignazione, Altroché le seppur tristi sorti di Spelacchio”.Repubblica

Riferimenti utili

Campidoglio: è uno dei sette colli su cui venne fondata Roma. È la sede dell’amministrazione comunale della città.
Aula Giulio Cesare: l’aula consiliare che conserva una statua di Giulio Cesare oggi è la sala dove si riunisce il consiglio comunale della città di Roma.
Codaconos:Il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori,
Una figuraccia: fare una brutta figura, cioè  dare un immagine negativa o sbagliata in qualcuno.

 

La fatica di essere Oliver

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Un triste Ferragosto per Oliver. Ce lo racconta Massimo Gramellini dalla sua rubrica  “Il caffè” dando una voce al povero cavallo.

Mi chiamo Oliver e mi guadagno da vivere al porto di Messina. Ogni giorno, di inverno come d’estate, uomini e donne dagli accenti più strani scendono dalle navi che attraccano al molo. Appena prendono posto sul carretto, io comincio a correre e a sbuffare. Non è solo per il peso, che pure sfonderebbe un mulo. A darmi questa sensazione continua di stordimento è l’asfalto: sdrucciolevole d’inverno e rovente d’estate. Il viaggio è un inferno, ma non conoscendone altri, a volte lo confondo con il paradiso.
Il datore di lavoro sa essere gentile, a modo suo. E le persone si mettono in posa accanto al mio profilo accaldato per scattare fotografie. Mi guardano sudare e sorridono. Mi accarezzano, soprattutto i bambini. Ho l’impressione che nessuno si accorga della fatica che faccio. Nulla è più faticoso del mettersi nei panni di qualcun altro.
In questi giorni d’agosto le temperature dell’aria e del terreno avrebbero suggerito una vacanza. Invece bisogna lavorare.
Sono già svenuto varie volte, eppure so che questa sarà diversa. Sono appena caduto sul pavimento bollente di via Garibaldi, una mano amorevole mi irrora la pelle con un getto d’acqua fredda, ma è tardi.
Mi chiamavo Oliver e mi guadagnavo da vivere al porto di Messina, trascinando i carretti dei turisti sotto il solleone. Morire così è un’ingiustizia che grida al cielo. Anche a quello di noi cavalli dove adesso mi ritrovo a galoppare, finalmente leggero. Il Corriere

Uso della lingua

Mi chiamavo e mi guadagnavo: spesso il tempo imperfetto si usa in contrasto con il presente per indicare un qualcosa che non avviene più.

Pronomi riflessivi e non: nell’articolo si fa molto uso di verbi riflessivi, ma non tutti i pronomi presenti sono riflessivi alcuni sono pronomi oggetto. Sapete riconoscerli?

Fake news e il futuro che è tutto da scrivere: a Robinson le interviste le fanno i ragazzi

RobisnonOggi c’è una “offerta informativa infinita” e non esiste più la contrapposizione di dieci anni fa tra carta e web, “perché oggi il punto è avere una propria cifra e identità giornalistica, poi ognuno sceglie il mezzo che preferisce”. Sono gli studenti delle scuole superiori di Milano a chiedere al direttore di Repubblica Mario Calabresi cosa vuol dire per un giornale navigare nel mare della comunicazione che, per loro, vuol dire (quasi) soltanto Facebook.
…..I ragazzi, che la nostra lingua la masticano e rinnovano ogni giorno: con ‘Twittando e postando un mondo di parole nuove’ sono loro a giudicare quali sono i nuovi termini da considerare parte integrante del vocabolario. ‘Cuorare‘ sì, ‘Scialla‘ no, è sorpassato. Perché anche in questo campo vale una regola base: le parole che per i vecchi sono nuove, sono già vecchie per i giovani. E quindi attenzione a usarle pensando di intercettare il loro mondo: si rischia di essere ancora più sorpassati. La neolingua dei social, del resto, è la loro, con buona pace della Crusca e dei ‘grammar nazi’ come Vera Gheno, con la sua carrellata di strafalcioni pescati in Rete e di parole derivate – come spoilerare – che possono segnare la distanza abissale tra chi usa i social e chi no.

Per leggere l’articolo clicca qui: LaRepubblica Robinson

Note linguistiche

Twittando e postando: sono neologismi legati alle interazioni su Internet come anche linkare, taggare, bloggare, bannare, flaggare, chattare ecc..
cuorare:  viene dal linguaggio di Facebook  e si usa per dire “aggiungere o mandare cuoricini”.

Altri esempi sono:
piacciaremettere un Mi piace a foto, post, commenti, pagine di Facebook ecc
amicare / amicarsi – diventare amico su Facebook: non l’ho amicato; ci amichiamo?
favvaremettere tra i preferiti (favorites): te l’ho favvato anch’io .
pinnare – condividere immagini o video in Pinterest “appuntandoli” (pin) in bacheche.
scialla: in dialetto giovanile romano significa “sta tranquillo” “lascia perdere”. Secondo la Treccani scialla e tutte le sue  varianti del gergo giovanile qui e là per l’Italia (vedi sciallato ‘rilassato’,scialloso ‘divertente’, sciallo ‘divertimento’ nel Nord Italia; R. Ambrogio-G. Casalegno,  sia potuto derivare dall’ inshallah,  islamico che dunque, scialla (rinvenuto anche nella forma shalla, in scritte murali o nei chiacchiericci digitati in rete) e inshallah, per dire: sta’ tranquillo, se Dio lo vorrà tutto andrà bene.
Vera Gheno: è una sociolinguista specializzata nel linguaggio dei media. Per saperne di più clicca qui:https://linguaenauti.com/tag/vera-gheno/

 

 

 

Starbucks a Milano

Starbucks-MilanoA Milano sta per arrivare Starbucks e lo farà in gran stile, occupando e ristrutturando il bel palazzo delle Poste in Piazza Cordusio, a due passi dal Duomo. Per annunciare l’apertura, Starbucks ha regalato a Milano un giardinetto di palme e banani collocato in fondo a piazza del Duomo (cosa che ha suscitato qualche polemica da parte del centrodestra, ma che sembra ormai essere stato accettato dai milanesi).

«Investiremo diversi milioni di dollari e daremo lavoro a 350 persone. E questo solo a Milano che sarà la cabina di regia dell’arrivo in Italia di Starbucks». Howard Schultz è pronto alla sfida. Assieme al sindaco Giuseppe Sala ha presentato a Palazzo Marino il suo progetto, «il più importante del gruppo in questo momento». E simbolicamente ha svelato l’insegna Starbucks Reserve Roastery nell’ex sede delle Poste in Piazza Cordusio, dove la catena americana del caffè aprirà il primo negozio alla fine del 2018. … «Costruiremo una vera fabbrica del caffé e un centro di panificazione con l’alleato italiano Princi. Sarà il negozio più grande d’Europa». Daniela Polizzi, Il Corriere della Sera.

Note culturali
Palazzo Marino, è la sede del comune di Milano e si trova in Piazza della Scala, proprio davanti al Teatro della Scala.

 

I tre giorni che cambiarono l’Opera

Palermmacbetho, Firenze e Venezia. Tre spettacoli in tre giorni rinnovano il linguaggio dell’Opera: sono il Macbeth con la regia di Emma Dante a Palermo, il Faust di McVicar a Firenze e il Tannhäuser di Wagner, firmato da Calixto Bieito, alla Fenice di Venezia. Alberto Mattioli racconta come e perché il weekend appena trascorso rappresenta una svolta per il melodramma.

“Tre grandi regie d’opera in tre giorni. In Italia non succede spesso, e basterebbe a fare il titolo. Però la vera notizia è che si tratta di tre registi già rubricati, a torto o a ragione, alla voce «eversivi» o, peggio, «provocatori» che passano senza problemi fra gli applausi, e pure tanti. Nuovi classici, insomma. …

Ancora più interessante il caso di Emma Dante, che a Palermo, per l’inaugurazione del Massimo, firma il Macbeth più bello visto da molti anni, insieme con quello di Cerniakov a Parigi. Dante usa il suo teatro eccessivo, barocco e visionario per illuminare (finalmente!) una categoria estetica fondamentale per quello di Verdi: il grottesco”. La Stampa.

Note linguistiche e culturali

Un articolo non facile, dove si mescolano espressioni metaforiche e idiomi appartenti al lessico musicale. Ma un articolo interessante, anche per tracciare la geografia musicale italiana, tutt’altro che scontata (non c’è solo la Scala!).

Proposte didattiche

Domande:

  1. Perché i tre registi menzionati sono definiti “eversivi” e “classici” al contempo?
  2. Come si chiama il teatro dell’opera di Palermo?
  3. In che modo Emma Dante rappresenta il “grottesco”?
  4. Leggere tutto l’articolo e cercare l’elemento poco ortodosso nella regia del Macbeth di Emma Dante.

 

Natale a Matera, torna il presepe più grande del mondo

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Anche quest’anno fra i Sassi di Matera – Capitale europea della cultura per il 2019 – torna l’appuntamento con il presepe più grande del mondo, a cui su un percorso di circa tre chilometri prenderanno parte circa 450 figuranti.
Il percorso “parte dal sagrato della chiesa di Santa Maria dell’Idris e si snoda per tre chilometri lungo il sasso Caveoso, la città sotterranea, tra grotte scavate nel masso tufaceo e chiese rupestri, abbellite da illuminazioni architettoniche con giochi di colore e luci, ambientazioni sonore, rappresentazioni di musica classica e pastorale lucana, che creeranno l’atmosfera della sacralità del periodo – fanno sapere gli organizzatori – Il viaggio terminerà con il presepe francescano, uno spettacolo son et lumiere con le statue del presepe e il tema della stella cometa, esaltata da un mirabile intervento di illuminazione delle Grotte, visibile dal piazzale Madonna delle Vergini”.
Saranno circa 450 i figuranti in totale, tra cui numerosi migranti coordinati dai volontari delle associazioni locali. Alcuni costumi di scena, messi a disposizione dalla cooperativa ‘Made in Carcere’ fondata da Luciana Delle Donne, saranno realizzati dalle detenute del carcere di Lecce. Durante il percorso verrà offerta ai visitatori una degustazione di prodotti a km zero.
Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Repubblica

Informazioni culturali

Made in Carcere: È una Cooperativa sociale il cui scopo principale è di diffondere la filosofia della “Seconda Opportunità” per le Donne Detenute e della “Doppia vita” per i tessuti. Un messaggio di speranza, di concretezza e solidarietà, ma anche di liberà e rispetto per l’ambiente.  La produzione consiste in borse e accessori, tutti originali, realizzati riutilizzando materiali di scarto e di recupero e lavorati da donne detenute, a cui viene offerto un percorso formativo e un lavoro per dar loro una possibilità di reinserirsi nella società.
Per saperne di più visita: http://www.madeincarcere.it/it/