Dantedì

Il Dantedì sarà il 25 marzoNasce il Dantedì: sarà il 25 marzo. È stata scelta la data per la giornata dedicata al poeta Dante Alighieri in vista dei 700 anni dalla scomparsa che cadono nel 2021. …

«Ogni anno, il 25 marzo, data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia, si celebrerà il Dantedì. Una giornata per ricordare in tutta Italia e nel mondo il genio di Dante con moltissime iniziative che vedranno un forte coinvolgimento delle scuole, degli studenti e delle istituzioni culturali» ha dichiarato il ministro della cultura Franceschini.

«A un anno dalle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante — ha aggiunto Franceschini — sono già tanti i progetti al vaglio del Comitato per le celebrazioni presieduto dal professor Carlo Ossola. Dante ricorda molte cose che ci tengono insieme: Dante è l’unità del Paese, Dante è la lingua italiana, Dante è l’idea stessa di Italia». Severino Colombo, Corriere.

Proposta di ricerche e approfondimenti

Perché, secondo voi, Dante è l’unità del Paese? E’ la lingua italiana? Ed è l’idea stessa d’Italia?

Come ha inizio il viaggio di Dante nell’aldilà?

Dimmi che albero di Natale fai …

 

… e ti dirò chi sei. La Stampa propone una divertente serie di alberi di Natale alternativi. Scegliete quello che fa per voi!

“Che cosa fare con l’albero di Natale? (domanda frivola, ma nella vita ci sono anche le feste, per fortuna. Vero o finto? Realistico o simbolico? Fisico o digitale? Riciclato o riciclabile? Classico, carico di decorazioni o ipermoderno /minimalista?

Veramente falso Sembra vero, non provoca allergie (gli abeti gemmano negli appartamenti molto riscaldati) né senso di colpa (anche quelli con la zolla muoiono dopo tanti giorni in casa)… Trendy Neve, neve, neve.  … Sostenibile Le interpretazioni sono tante. Le più talebane dicono: né vero, né falso. E allora? … Neo-traditional Se non volete abbandonare la tradizione, ma aggiungerci un pizzico di novità, è chiaro: vi piace vincere facile. … Autarchico Disegnato su una lavagna. … Ma l’albero più strabiliante è quello ottenuto dipingendo di verde e impilando con pazienza 150 cartoni per confezioni da 4-6 uova (su Pinterest). La Stampa

Auguriamo a tutti Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

È morta Maria Perego, creò Topo Gigio

Rimanendo sul tema del topo, vogliamo ricordare con questo articolo Maria Perego,  la creatrice del topo forse più famoso del mondo “Topo Gigio” scomparsa in questi giorni.È morta Maria Perego, creò Topo Gigio

Nata a Venezia nel 1923, nipote di un marionettista dopo l’Accademia d’Arte drammatica ha inventato diversi personaggi tra cui Picchio Cannocchiale, ma il vero successo è arrivato all’inizio degli anni Sessanta con la creazione, insieme al marito Federico Caldura, di Gigio ispirato a Topolino, un rapporto importante che ha raccontato nel libro Io e Topo Gigio. Entrata in Rai nel 1954, quasi subito nella Tv dei ragazzi, dopo una serie di esperimenti di personaggi in cartapesta ha capito che era meglio utilizzare dei pupazzi con meccanismi interni animati da “burattinai” vestiti completamente di nero che scomparivano in tv. “Molti dicono che il Topo è stato creato nel ’59 ma siccome il meccanismo non era perfetto, io dico che è nato nel ’61” raccontava.

Maria Perego ha fatto la sua ultima apparizione poche settimane fa a Le ragazzetrasmissione di Raitre, dove della sua creatura diceva: “Topo Gigio è un personaggio sprovveduto, però con il suo ottimismo cerca di giustificarsi, di inventare, di introdursi e sfociare nella fantasia e assurdo. È sempre in bilico tra la fantasia e la realtà”.
Da Letterman, con Obama, c’era anche Topo Gigio. “Ma cosa mi dici mai

Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Repubblica

Se volete leggere una divertente intervista a Topo Gigio stesso, cliccate qui Libero

Informazioni utili

Topolino: E’ il nome con cui nel 1931 fu introdotto in Italia Mickey Mouse.  Topolina era Minnie. Le prime vignette di Walt Disney apparvero sul supplemento domenicale per i bambini del giornale Il Popolo di Roma.
RAI: Sta per Radio Televisione Italiana
“Cosa mi dici mai”: è la frase che Topo Gigio ripeteva sempre e che molte generazioni di italiani conoscevano.

All’Italia l’Ig Nobel 2019 per la Medicina grazie alla pizza: “È anticancro solo se fatta in Italia”

La cerimonia nel Massachusetts per gli irriverenti riconoscimenti alla scienza

L’Italia vince l’Ig Nobel 2019 per la Medicina per «aver fornito l’evidenza che la pizza può proteggere da malattie e morte, purché fatta e mangiata in Italia», si legge nella motivazione del premio che la rivista Annals of Improbable Research e l’Università di Harvard dedicano alle ricerche che fanno «ridere ma anche riflettere». Ig Nobel 2019, sono i premi che da 1991 sono dedicati alla scienza improbabile e alle ricerche più immaginifiche. Tra musiche, concerti e dimostrazioni esilaranti, la cerimonia è finanziata anche dalle associazioni di Fantascienza e degli studenti di Fisica dell’Università di Harvard.
Nel minuto che ogni ricercatore ha a disposizione per esporre i suoi risultati e le motivazioni delle ricerche sulla pizza, Gallus ha detto che la pizza può protegge dall’infarto del miocardio e da alcune forme di tumore. Gli ingredienti devono essere però, ha aggiunto, quelli tipici della dieta mediterranea: no, quindi, ad altre «interpretazioni» della pizza.
Per leggere tutto l’articolo clicca qui: LaStampa

Se volete partecipare dal vivo alla cerimonia cliccate qui:
Cerimonia dell’Ignobel

Ecco la lista completa dei vincitori del Ignobel 2019

Informazioni utili

Nella dieta mediterranea i prodotti devono essere il più possibile naturali. Se possibile, preferite il pane casereccio, ad esempio. La pasta è un altro alimento fondamentale della dieta mediterranea. Solitamente va cotta al dente e condita con un filo d’olio e pomodoro fresco. Una vera bontà che apporta il giusto nutrimento, ad esempio, a pranzo, se seguita da un frutto di stagione. Per condire, date la priorità all’olio extra vergine d’oliva, più naturale e meno grasso! Consumate grandi quantità di pesce azzurro del Mediterraneo, ricco di Omega 3 e di apporti nutritivi. E, poi, non dimenticatevi mai il toccasana che su una tavola italiana non manca mai: il vino! Un bicchiere di rosso al giorno toglie il medico di torno. È la medicina a parlare e, allora, cin cin!

 

 

 

Elena Ferrante, torna in libreria scrittrice misteriosa

È di questi giorni la notizia dell’imminente uscita del prossimo romanzo di Elena Ferrante. Le agenzie di stampa e i giornali di tutto il mondo hanno annunciato l’evento.
La vicinanza dei due ultimi post in ItalianNewsClicks non è casuale visto che il nuovo romanzo della Ferrante coincide con la riscoperta nel mondo anglosassone di Natalia Ginzburg.
Secondo The Guardian ” leggere la Ferrante è come trovare un nuovo amico, mentre leggere la Ginzburg è come trovare un mentore”…” reading Ferrante can seem like making a new friend, reading Ginzburg is more like finding a mentor. Here is someone who shares the experiences of daily life but also brings a fully formed moral and intellectual compass that allows you to see these experiences more objectively. From the smallest components of domestic life, she builds a world with the ethical complexity of the great 19th-century novels.”

 © ANSA

Il nuovo romanzo dal 7 novembre. Il titolo è ancora top secret

Fenomeno editoriale da oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo, tradotta in 40 paesi, amatissima negli Stati Uniti, Elena Ferrante, l’autrice bestseller della saga dell’Amica geniale, torna un libreria il 7 novembre con un nuovo romanzo. Il titolo e’ ancora top secret e dal piccolo frammento anticipato dalla casa editrice E/O si capisce che sara’ ambientato ancora una volta a Napoli.

..La misteriosa scrittrice senza volto – sulla cui identita’ si sono fatte tante ipotesi tra le quali la piu’ accreditata sembra essere quella che la identifica con Anita Raja, la moglie di Domenico Starnone e traduttrice di E/O – scatena ancora una volta la curiosita’ di fan e lettori e la sorpresa accende i social: sara’ l’inizio di una nuova saga? Un libro autoconclusivo? O magari a parlare e’ la figlia di Lila, in un ideale seguito della quadrilogia?  Per saperne di più clicca qui L’Ansa
Altre testate che hanno riportato la notizia:
LaRepubblica
Il Corriere
The Guardian
HarpersBazaar
Vogue

 

Loro ai Mondiali ci sono. Dopo 20 anni. Chi sono le azzurre della Nazionale

Combattive, forti, ambiziose. Domenica 9 giugno l’esordio contro l’Australia per Sara Gama e le altre ragazze

 

Ancora scottati dall’assenza della nazionale italiana dai mondiali di Russia del 2018, ci penseranno le ragazze di Milena Bertolini a farci sperare di rivedere la maglia azzurra sul tetto del mondo. In Francia inizia l’ottava edizione dei mondiali di calcio femminile, ad aprire la competizione la nazionale di casa affronterà la Corea del Sud. L’Italia femminile tornerà a giocarsi un mondiale dopo vent’anni dall’ultima volta.

Milena Bertolini, Ct azzurro, è l’unica allenatrice, insieme a Carolina Morace, a possedere il titolo per allenare anche una squadra maschile di Serie A. La 6 volte “panchina d’oro” della A femminile, si sedette su quella della nazionale nel 2017 in sostituzione del campione del mondo ’82 Antonio Cabrini. Huffingtonpost

In bocca al lupo alla nazionale di calcio femminile! Speriamo di poter continuare a scrivere di lei.

 

 

Ryder Cup, Molinari: “È il team più forte in cui abbia giocato”

Ringraziamo Justin Evans per tenerci regolarmente informate sui primati sportivi italiani. Ecco l’ultimo interessante articolo che ci ha proposto.

Alla fine la festa esplode sul prato davanti agli spogliatoi. Lì, dove venivano a provare le buche quando la tensione saliva troppo, adesso i magnifici 12 dell’Europa della Ryder Cup si scatenano con le bottiglie di Magnum, a rincorrersi e inzupparsi di champagne. «Francescooooo» e giù un’altra doccia di bollicine a Molinari, campione fra i campioni, autore di una serie infinita di exploit. Finalmente la tensione sembra aver abbandonato Chicco, di solito compassato e sobrio, adesso sorridente e pronto a scherzare con i compagni. Con la bandiera tricolore al collo, prima come una sciarpa, poi come un mantello: ma non se ne separa mai. Si fa serio solo quando gli chiedono cosa abbia provato ad infliggere quella terribile serie di k.o. a un campione come Tiger Woods: «non sono venuto qui per vincere una o cinque partite. Dovevamo vincere la coppa. E se io avessi vinto tutti i miei incontri ma non avessimo riportato a casa la Ryder avrei fallito. Voglio ringraziare tutti questi compagni ai quali finora avevo dato poco. In questo fine settimana li ho ripagati».

FLEETWOOD: “INCREDIBILE 5-0” — Rende onore a Molinari anche Tommy Fleetwood, lo straordinario compagno delle quattro vittorie nei doppi di venerdì e sabato: “Francesco è incredibile, 5-0 in Ryder Cup. Non so quanto spesso sia successo o se sia mai successo, ma questo ragazzo è un grande golfista. Merita tutto il credito che sta avendo e credo che sia stato giusto che il punto finale sia arrivato da  lui”.   La Gazzetta dello Sport

Note linguistiche
Francesco Molinari, o Mole come lo chiamano i compagni di squadra, ha dimostrato con la vittoria in Ryder Cup di essere un vero campione di golf.

Che tipo di persona è Molinari? Potete trovare nell’articolo tutti gli aggettivi con cui è descritto?

E’ morta Inge Feltrinelli, ultima grande regina dell’editoria internazionale

Per leggere tutto  l’articolo clicca qui: Repubblica

Inge Feltrinelli è stata protagonista di una fase importante della vita culturale italiana e internazionale.
In questa intervista al Corriere della Sera la Feltrinelli racconta degli straodinarii incontri della sua vita con Hemingway, Picasso,  Fidel Castro, Shagall, Simone de Beauvoir, John Kennedy. La sua vita è stata una pagina di storia.
Ecco una splendida foto che la ritrae quando era ancora una giovane fotografa con Hemingway.

 

Il Mondiale può fare a meno dell’Italia…

Dopo una decina di giorni di mondiali, alcuni milioni di inconsolabili tifosi italiani sono già stati consolati. La Coppa procede benissimo anche senza di noi, è un po’ quello che succederà il giorno in cui (il più tardi possibile, facciamo le corna, tocchiamo ferro, grattiamoci l’inguine, non sia mai) dovremo lasciare questa valle di lacrime: un po’ di smarrimento iniziale in chi ci conosce, un po’ di dolore in chi ci vuol bene e poi tutto andrà come deve andare, cioè avanti.
L’Italia non manca al mondiale più di quanto il mondiale manchi all’Italia: lui è molto bello anche senza di lei, a volte succede. L’ansia più che altro mediatica di trovare una squadra del cuore alternativa, un surrogato di maglia (l’Islanda, seeeh, figuriamoci) si è placata subito. E’ bastato il rutilante 3-3 fra Spagna e Portogallo per farci capire che la nazionalità di chi ama lo sport è una soltanto, e cerca emozione e bellezza dove c’è. Se poi ci si può agitare anche un po’ per faccende di campanile, bene, lo facciamo volentieri, ma non è indispensabile. Un mondiale di calcio non è il Palio di Siena (semmai, nel caso dell’Italia è più quello degli asini di Alba) e la bandiera può pure diventare un drappo che offusca la visione, come talvolta succede allo stadio. Occhio asciutto e vigile, dunque, per non farci mancare niente. Repubblica.it

Curiosità linguistiche e culturali

facciamo le corna, tocchiamo ferro, grattiamoci l’inguine: gli italiani sono molto superstiziosi. Esistono quindi molte espressioni e gesti che servono a allontanare la cattiva sorte. Queste tre sono alcune di queste. Fare le corna usando l’indice e il mignolo di una mano, toccare ferro (in altri paesi si dice toccare legno), in quanto all’inguine, quello che si tocca o si gratta sono in realtà gli attributi maschili.

seeeh, figuriamoci:”seeeh, significa “sì” usato soprattutto a Roma per accentuare l’incredulità di un fatto. In questo caso che l’Islanda possa vincere.
asini di Alba: è un Palio (una gara) che si svolge nella città di Alba, corso da asini invece che da cavalli come il più storico e celebre Palio di Siena.

faccende di campanile: cioè antagonismi tra “campanili” cioè chiese, ma anche quartieri o fazioni diverse. La parola “campanilismo in italiano significa attaccamento esagerato alla propria città o paese.

asini di Alba: nella città di Alba, in Piemonte, si svolge ogni anno un palio di asini, che ovviamente non è paragonabile al Palio di Siena.  La Coppa del Mondo, secondo il giornalista non richiede il campanilismo del Palio di Siena, e un po’ ironicamente paragona i giocatori italiani agli asini di Alba.

 

 

 

«Mettiamo i nostri corpi sulle navi che salvano i migranti»

Lo scrittore Sandro Veronesi in una lettera aperta del 9 luglio sul Corriere della Sera diretta ad un altro famoso scrittore e giornalista, Roberto Saviano, lancia una sfida  ai personaggi più illustri della vita publica italiana, di mettere i propri corpi sulle navi dei migranti. Ecco uno stralcio della sua lettera.:

“Ci vorrebbe, per dire, il commissario Montalbano, che ha il doppio di spettatori di quanti elettori abbia avuto la Lega a marzo. (Tra l’altro, nel backstage della prossima stagione, che già circola in rete, sembrerebbe che lui, cioè non Luca Zingaretti, ma proprio Montalbano, il personaggio, sia già lì, in mezzo al mare, a braccia aperte). Sempre per dire, mi sono sentito di colpo molto più forte quando ho visto la fotografia di Totti con in mano la scritta #withrefugees dell’Unhcr: pensa se il corpo ce lo mettesse lui, pensa se su una di quelle navi ci fosse Totti. Il suo corpo su una di quelle navi farebbe capire a un sacco di persone come stanno le cose, più di mille parole. Sto sognando? Sto dicendo una sciocchezza? Checco Zalone. O Claudio Baglioni. O Federica Pellegrini. O Jovanotti. O Sofia Goggia. O Celentano. O Monica Bellucci che fa da interprete dal francese. O Chiara Ferragni che allatta. O Giorgio Armani che compie 84 anni. Sulla nave. Laggiù. In quel tratto di mare dove la gente viene lasciata morire per opportunismo, o far pressione su Malta, o su Macron. Ovviamente sto facendo nomi così, di getto, non sto convocando nessuno, non mi permetterei mai di farlo: dico solo, a te che sei perennemente convocato, che forse ora ci vorrebbe qualche persona veramente influente che ci metta il corpo” Per leggere tutta la lettera clicc QUI:Corriere.it

Roberto Saviano risponde a Sandro Veronesi dalle pagine di Repubblica.

Caro Sandro Veronesi, ti ringrazio per la tua lettera e per aver dedicato tempo e passione a ciò che sta succedendo. L’attenzione che mostri verso chi sta vivendo l’inferno in terra non è cosa scontata in tempi in cui si è tutti trincerati dietro steccati di paura. E il tuo mettere il corpo al centro di tutto non è vaneggiamento, perché di corpi si tratta. Sempre. Antonio Tabucchi fece dire al suo umanissimo e cattolico Pereira “io non credo nella resurrezione della carne”. Con questo voleva dire che il nostro momento è ora. È qui che dobbiamo essere, senza sperare che nell’aldilà avremo una seconda possibilità.
La tua, Sandro, era una lettera alta, che voleva parlare allo spirito, io mi calo invece sempre nella materialità e qui trovano i nostri percorsi un punto di congiungimento, nella fisicità della battaglia che deve contemplare i corpi a difesa dello Stato di Diritto. Chi oggi chiude i porti alle Ong ha già chiuso le porte agli italiani, li sta condannando alla peggiore delle povertà possibili, perché oltre alla povertà del corpo rischia di condannarli anche alla povertà dello spirito.

Caro Sandro, io ci sto, questa battaglia la combatto da anni e non ho alcuna paura di perdere perché sono certo di una cosa: saremo più grandi noi nella nostra sconfitta, che loro in questo barbaro trionfo.

Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Repubblica