Liliana Segre Senatrice a vita

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato Senatrice a vita, Liliana Segre per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale.  … Una scelta non casuale quella del Presidente della Repubblica che ha deciso di procedere con la nomina a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata della memoria e a 80 anni dalle leggi razziali di cui la Segre fu vittima all’età di 8 anni. Deportata ad Auschwitz, è una dei 25 sopravvissuti tra i 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono internati nel campo di concentramento.

“PORTERO’ IN SENATO LA VOCE DI CHI SUBI’ LE LEGGI RAZZIALI”

«Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha chiamato stamattina comunicandomi la decisione di nominarmi senatrice a vita. Lo ringrazio per questo altissimo riconoscimento. La notizia mi ha colto completamente di sorpresa. Non ho mai fatto politica attiva e sono una persona comune, una nonna con una vita ancora piena di interessi e di impegni», dice Liliana Segre nel commentare la nomina ricevuta dal Colle. «Certamente, il Presidente ha voluto onorare, attraverso la mia persona, la memoria di tanti altri in questo anno 2018 in cui ricorre l’ottantesimo anniversario delle leggi razziali. Sento dunque su di me l’enorme compito, la grave responsabilità di tentare almeno, pur con tutti i miei limiti, di portare nel Senato della Repubblica delle voci ormai lontane che rischiano di perdersi nell’oblio. Le voci di quelle migliaia di italiani, appartenenti alla piccola minoranza ebraica, che nel 1938 subirono l’umiliazione di essere degradati dalla Patria che amavano; che furono espulsi dalle scuole, dalle professioni, dalla società dei cittadini «di serie A».  La Stampa.

Note di cultura

Senatrice a vita: quella di senatore, o in questo caso senatrice, a vita è una carica che viene data dal presidente della Repubblica a persone che si sono distinte per meriti speciali.

80 anni dalle leggi razziali: le leggi razziali sono state applicate in Italia da Mussolini nel 1938, quindi 80 anni fa. Esse erano dirette soprattutto contro le persone di religione ebraica. Tra le tante discriminazioni, agli ebrei era anche vietato frequentare le scuole pubbliche.

Colle: nome con cui viene chiamato, nel linguaggio giornalistico, il Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana.

Sapete che cosa sono le pietre d’inciampo?

Morto Marco Pannella, il leader radicale si è spento a 86 anni Renzi: «Addio a leone della libertà»

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Abruzzese di Teramo, classe 1930, Giacinto Pannella detto Marco aveva cominciato l’attività politica nelle fila del movimento liberale italiano e attorno alle pagine del settimanale Il Mondo di Mario Pannunzio. Nel 1955, però, è tra i fondatori del Partito Radicale. Otto anni dopo ne divenne segretario, scegliendo una linea politica apertamente anticlericale e antimilitarista e portando il partito a ingaggiare mille battaglie per il riconoscimento dei diritti civili e politici, a cominciare dagli anni ’70, dal referendum sul divorzio (1974) all’aborto . Leggendarie le sue lotte alla «partitocrazia» (negli spazi riservati ai radicali di tribuna politica in tv si è persino presentato legato e imbavagliato) e al finanziamento pubblico dei partiti. Spesso e volentieri, si è trattato di lotte ritmate dagli scioperi della fame e della sete cui si sottoponeva (leggi l’articolo di Pierluigi Battista: Il suo corpo, tutt’uno con la lotta politica), lo strumento di lotta politica «non violenta» (e gandhiana) che di gran lunga prediligeva e che più di una volta lo ha portato in ospedale, per ricoveri talvolta drammatici…

Era un maestro (anche) nell’arte della provocazione: in Parlamento e alle urne, Pannella era abituato a allearsi di volta in volta con il centrodestra e con il centrosinistra. Tra i suoi deputati figuravano Ilona Staller, in arte Cicciolina, e Toni Negri, professore universitario condannato per associazione sovversiva. Il miglior risultato di una lista a lui riconducibile risale al 1999, anno di elezioni europee, quando la Lista Bonino ottenne tra lo stupore generale l’8,4 percento. Quel successo non si trasformò mai in valanga. Dal 2000 in poi, anzi, i risultati elettorali divennero progressivamente meno esaltanti, fino alle percentuali da prefisso telefonico degli ultimi anni. IlCorriere

Usi della lingua

spesso e volentieri: è un’espressione colloquiale che significa “frequentemente e con piacere”.  Per esempio “spesso e volentieri usciamo il sabato sera”. Però l’espressione è spesso abusata, come in questo articolo, in cui l’elemento di “piacere” è assente e la parola “volentieri” dà semplicemente più colore alla frase.

Addio a Umberto Eco

ecoRicordiamo Umberto Eco, mancato ieri all’età di 84 anni, con una delle sue frasi celebri.

Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito. Perché la lettura è un’immortalità all’indietro.

Altre si trovano sul Corriere della Sera.

101 anni, insegna e recita Dante a memoria

101 anni a S. Valentino«Centouno anni e signorina». Si presenta così, con un sorriso ironico, la nonnina di Castelvetrano che il 14 febbraio festeggia un secolo e un anno di vita, Pietra Coniglio, professoressa ovviamente in pensione (ha avuto la prima cattedra nel 1939), ma ancora in attività, due studentesse a casa a giorni alterni per latino, greco e tanta Divina commedia, recitata a memoria: «Una vita piena, grazie a Dio, ma destino vuole che festeggi per San Valentino senza avere mai avuto una vera storia, un matrimonio, un fidanzamento. Diciamo che i miei veri amori sono stati la scuola e gli studenti. Ma c’è ancora tempo. O no?».

L’appello alla legalità

Fra latino e greco raccomanda anche alle due studentesse che si alternano, Chiara Calcara e Lina Stella, di «tenere la barra dritta della legalità», come ripete pensando al superlatitante di Cosa nostra: «Adesso che per questi 101 anni rischio di diventare famosa come lui, da figlia di un maresciallo, gli dico di costituirsi. Per colpa sua veniamo etichettati tutti come mafiosi. Pure chi non ha niente da dividere con certi personaggi».Corriere.it

Di chi si parla
Superlatitante di Cosa nostra: si tratta di Matteo Messina Denaro  soprannominato “U siccu” («il magro») a causa della sua costituzione fisica ed è considerato tra i latitanti più ricercati al mondo. Capo e rappresentante indiscusso della mafia trapanese, risulta essere attualmente il boss più influente di tutta Cosa Nostra siciliana.

Il grattacielo che respira

Grattacielo-Renzo-Piano-Torino-03-1000x600E’ stato realizzato da Renzo Piano a Torino.  Della sua opera l’architetto dice, «Il grattacielo respira … e ha intenzione di consumare pochissima energia, perché l’elemento di ispirazione più importante oggi per gli architetti è la fragilità della terra. Può sembrare strano che un grattacielo tenga conto di questo eppure è molto più ecosostenibile un grattacielo che la classiche casette».

La torre è stata realizzata con il fine di ridurre i consumi energetici al minimo. Le facciate est e ovest sono rivestite con un sistema a doppia pelle. Ovvero con lamelle mobili che garantiscono ventilazione in estate e isolamento termico in inverno. La facciata meridionale è interamente coperta da un campo fotovoltaico di circa 1.600 metri quadrati. Sullo stesso lato sorge un «giardino d’inverno» con piante rampicanti che consentono di filtrare e modulare la luce proveniente dall’esterno. L’impianto di climatizzazione sfrutta l’energia di scambio termico con l’acqua di falda senza emissioni nocive in atmosfera.

Oltre alla volontà di «vivere» in armonia con l’ambiente, il grattacielo ha un altro risvolto innovativo, secondo l’idea dei progettisti. Sarà un edificio aperto al pubblico, per farlo diventare – ed è questo uno degli obiettivi – parte della comunità torinese. I primi sei piani, dove si trovano un auditorium, spazi che saranno sfruttati per eventi culturali, un ristorante e una scuola, saranno aperti ai cittadini, così come la serra vetrata e la caffetteria panoramica sulla sommità. Elisa Sola, Corriere della Sera.

Note culturali e di lingua

Renzo Piano è uno dei più noti architetti italiani. Nel 2013 è stato nominato Senatore a vita dall’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Tra le sue opere c’è l’Auditorium di Roma e la New York Times Tower a New York. Per saperne di più clicca qui.

Acqua di falda è l’acqua che si trova nel sottosuolo.

Il festival della felicità “interna lorda”

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Vi proponiamo questo articolo non solo perché  troviamo divertente  il titolo ma soprattuto perché ci racconta della vitalità intellettuale e volontà di cambiamento del sud d’Italia  e della figura di Danilo Dolci, che ne è stato un ideologo e un ispiratore.
Per saperne di più su Danilo Dolci  clicca qui: Danilo Dolci

“Esiste un’economia della felicità? Chi cerca una risposta a questo intrigante interrogativo dal 4 al 6 dicembre non prenda impegni: a Catania, tra il centro culture contemporanee Zo e il Palazzo della Cultura, si svolgerà il «Fil Fest», festival della felicità interna lorda quest’anno ispirato alla figura di Danilo Dolci, il «Gandhi di Sicilia», e incentrato sul tema delle città felici.
Argomento, quest’ultimo, indagato da diverse angolazioni, tante quante sono le sezioni della kermesse: sguardi, risorse, intrecci, scintille. Obiettivo: tornare a riflettere sul nostro modello di sviluppo urbano, per capire come valorizzare un patrimonio relazionale capace di determinare il benessere delle persone, nei luoghi di lavoro come nella vita sociale e familiare. Capire se indicatori economici e parametri di misurazione della qualità della vita applicati nelle più note classifiche siano applicabili alle città del Sud per misurarne la «felicità». Per leggere tutto l’articolo clicca su: Il Sole24Ore

Proposte didattiche: usi del futuro

Due grandi vecchi

In questi giorni burrascosi ma intrisi finalmente di energia giovane si stagliano come lame di luce i gesti di due anziani. Il primo lo compirà stasera Joseph Ratzinger. L’hobbit del Signore degli Anelli. Con le sue dimissioni rammenta – temo invano – ai mestatori di Curia ubriachi di potere che il vero eroe non è chi conquista un tesoro, ma chi trova il coraggio di gettarlo via. Il secondo gesto lo ha compiuto ieri Napolitano, rifiutandosi di incontrare il capo tedesco della sinistra, la sua stessa parte politica, che aveva definito «clown» Grillo e Berlusconi, dando per estensione dei pagliacci ai milioni di italiani che li hanno appena votati. Ignoro cosa pensi in cuor suo Napolitano di Grillo e Berlusconi, anche se posso immaginarlo. Ma col suo scatto ha voluto difendere qualcosa di più grande, la dignità di un Paese. La Stampa
Uso della lingua
si stagliano: spiccano, emergono
dare del pagliaccio: insinuare che gli italiani sono poco seri.
Notizie culturali
I giorni burrascosi sono quelli che hanno preceduto e seguito le elezioni politiche di febbraio in Italia. Berlusconi e Grillo che hanno ottenuto un notevole successo alle elezioni sono stati accusati di essere politici poco credibili, o addirittura dei clown. Berlusconi perche’ fa spesso il comico e Grillo perche’ è un comico di professione.

Giorgio Napolitano

In questo periodo travagliato della vita del nostro paese, con un esito delle elezioni che prelude a probabili grandi cambiamenti e che è stato ampiamente illustrato anche dalla stampa americana, vogliamo porre l’attenzione su uno dei grandi protagonisti della vita politica italiana dal dopoguerra a oggi, il presidente Giorgio Napolitano, di cui è appena uscita una biografia, Paolo Franchi, Giorgio Napolitano. La traversata da Botteghe Oscure al Quirinale (Rizzoli). Ne parla Stefano Folli sul Sole 24Ore.
“Oggi la biografia scritta da Paolo Franchi … aiuta a comprendere la cornice entro cui Napolitano è maturato, giovane intellettuale napoletano divenuto in tempi piuttosto rapidi dirigente del Pci togliattiano. Allievo di Giorgio Amendola, capo dell’ala del Pci più attenta ai problemi della democrazia occidentale e quindi più disposto a dialogare con laici e liberali (si ricordano ancora i suoi straordinari dibattiti con il leader del Pri, Ugo la Malfa). Questa particolare sensibilità si è tradotta in Napolitano in opzioni culturali non comuni per quell’epoca e quel contesto. Conoscitore del mondo anglosassone come forse nessuno nel Pci, padrone della lingua inglese in tempi in cui si parlava di preferenza il francese (o il russo, tra i comunisti). Franchi restituisce tutta la complessità del sentiero esistenziale di Napolitano. E coglie aspetti che gettano nuova luce sull’uomo delle istituzioni. Napolitano presidente della Camera, ministro dell’Interno, deputato europeo e infine capo dello Stato. L’uomo che si trova ad affrontare prove ardue, su cui si decide il destino del paese e la stabilità del sistema. Le affronta non solo con la determinazione che viene dall’antica scuola in cui è stato educato, ma anche con assoluto autocontrollo”. Sole 24Ore.
Invitiamo a leggere tutto l’articolo – e il libro di cui parla – perché sono importanti documenti per capire la recente storia italiana.

Note di cultura
Botteghe Oscure: è una via del centro di Roma. E’ in questa via, al numero 5, che si trovava la sede del Partito comunista italiano. Qui è usata come sinonimo del Pci.
Pci togliattiano: Pci è la sigla del Partito comunista italiano. Togliattiano è un’aggettivo che deriva da Palmiro Togliatti, uno dei fondatori e delle principali figure del Partito comunista italiano. Per saperne di più clicca qui.
Giorgio Amendola: fu un noto esponente del Partito comunista italiano.
Pri: sta per Partito repubblicano italiano
Ugo La Malfa: fu una delle principali figure del Partito repubblicano italiano

Chi era veramente Marinella

La canzone di Marinella del 1964 è senza dubbio una delle canzoni piu’ note e amate della musica leggera italiana. “Una canzone che, come dichiarò lo stesso De André in un’intervista, servì per “reinventare una vita e addolcire la morte”. Ma “la vera storia di Marinella, quella che l’ha portata al tragico assassinio, è diversa. Non c’è dolcezza né poesia nella sua morte.
La vera storia di Marinella, cosi come ce la racconta Roberto Argenta, uno psicologo di Asti, mostra un’Italia che cambia. I primi festini a luci rosse, l’arrivo della droga, bene di “lusso” destinato ai più ricchi e i fiumi di alcol. E le tragedie e gli efferati omicidi.
Marinella era Maria Boccuzzi, un donna di origine calabrese che aveva lasciato il lavoro da operaia per entrare nel mondo dello spettacolo. Ballerina col nome d’arte Mary Pirimpò, finì in un giro di prostituzione e fu uccisa. Il suo corpo venne lasciato nel fiume Olona, a Milano. Le indagini non portarono mai all’arresto del suo assassino.
Maria Boccuzzi, Marinella per De André, morì nel gennaio del 1953. Lui, Fabrizio, aveva solo 13 anni quando lesse la notizia. Nella casnzone che scrisse nel ’64 Marinella volò “in cielo su una stella”, ma in realta’ Maria finì i suoi giorni in un fiume. Questa la sua storia, quella vera.
 Blitz quotidiano

Uso della lingua
festini a luci rosse: la luce rossa segnalava sin dall’inizio del 900 la casa di una prostituta.
un bene: in questo contesto significa un oggetto (good/ asset).
un giro: un circolo, un ambiente

Gabriele Basilico

E’ morto, a Milano, il fotografo di spazi urbani, Gabriele Basilico, e oggi tutti i quotidiani lo commemorano. Riportiamo qualche brano del ricordo del poeta Luca Doninelli, che era amico del fotografo.
Basilico non ritrae l’uomo, ma ne parla attraverso le forme oggettive delle sue azioni: abitare, lavorare, spostarsi. In queste azioni egli lascia una traccia di sé assai più credibile di tutto ciò che può dire o pensare di se stesso. Ama soprattutto le periferie, dove i grandi stili del Novecento si perdono a poco a poco nella koinè della fretta e del contenimento dei costi. Pochi artisti e scrittori hanno saputo distinguere con altrettanta lucidità tra «racconto» e «narrazione». Per poter narrare non basta raccontare, anzi: a volte il racconto è d’intralcio alla narrazione, perché nella vera narrazione (pensiamo a Tolstoj) non è più la piccola voce dello scrittore a prevalere, ma la grande voce delle cose, degli eventi, della Storia, che parla da sola. A Basilico interessava questa voce”. Il Giornale. Nella foto: il Palazzo delle Poste di Napoli di Gabriele Basilico.

Uso della lingua
koinè: termine di origine greca che significa “linguaggio comune”