Sovranismo

“… dispute sui confini, protezionismo commerciale, battaglie separatiste e ostilità nei confronti di migranti fanno del sovranismo il nuovo protagonista sulla scena italiana ed europea.

Se a tutto ciò aggiungiamo il linguaggio aggressivo che troppi leader europei adoperano contro i parigrado di altri Paesi e la crescente intolleranza contro migranti, rom e minoranze espressa da una miriade di eletti locali, regionali e nazionali non è difficile trarre la conclusione che il sovranismo è una idea politica che esalta le identità particolari in maniera estrema.

Ma non è tutto perché l’altro aspetto del sovranismo è l’idea che un leader deve essere forte, determinato, energico e dunque assai più credibile delle istituzioni della democrazia rappresentativa. Orban, Salvini, Beppe Grillo e Kurz incarnano in maniera diversa tale versione di leadership.

Infine, ma non per importanza, i sovranisti hanno continuamente bisogno di avversari per continuare a guidare la rivolta che li esprime: l’establishment nazionale ed europeo è il bersaglio preferito, i migranti incarnano il pericolo immanente e il multiculturalismo è l’avversario culturale perché espressione della versione opposta della loro identità. In sintesi ci troviamo di fronte ad una riedizione tribale del nazionalismo dove al posto dello Stato da creare c’è un’identità primordiale da esaltare per riuscire a ridurre quanto più possibile la globalizzazione. È l’età della disgregazione che sta avvolgendo non solo il nostro Paese ma l’Europa intera”. Maurizio Molinari sulla Stampa.

Il direttore della Stampa, Maurizio Molinari, risponde a un gruppo di lettori allarmati dalla situazione politica italiana. Un articolo interessante, anche sul piano linguistico, perché vi si trovano termini assai ricorrenti nei media, a cominciare proprio da sovranismo. Per saperne di più su questi argomenti, vi consigliamo un altro articolo, Populismo, sovranismo e neoliberismo, di  Alessandro Somma, MicroMega, da cui è tratta anche l’immagine.

Con l’invito a riflettere su questi temi assai complessi, facciamo a tutti i nostri AUGURI DI BUONE VACANZE!

«Mettiamo i nostri corpi sulle navi che salvano i migranti»

Lo scrittore Sandro Veronesi in una lettera aperta del 9 luglio sul Corriere della Sera diretta ad un altro famoso scrittore e giornalista, Roberto Saviano, lancia una sfida  ai personaggi più illustri della vita publica italiana, di mettere i propri corpi sulle navi dei migranti. Ecco uno stralcio della sua lettera.:

“Ci vorrebbe, per dire, il commissario Montalbano, che ha il doppio di spettatori di quanti elettori abbia avuto la Lega a marzo. (Tra l’altro, nel backstage della prossima stagione, che già circola in rete, sembrerebbe che lui, cioè non Luca Zingaretti, ma proprio Montalbano, il personaggio, sia già lì, in mezzo al mare, a braccia aperte). Sempre per dire, mi sono sentito di colpo molto più forte quando ho visto la fotografia di Totti con in mano la scritta #withrefugees dell’Unhcr: pensa se il corpo ce lo mettesse lui, pensa se su una di quelle navi ci fosse Totti. Il suo corpo su una di quelle navi farebbe capire a un sacco di persone come stanno le cose, più di mille parole. Sto sognando? Sto dicendo una sciocchezza? Checco Zalone. O Claudio Baglioni. O Federica Pellegrini. O Jovanotti. O Sofia Goggia. O Celentano. O Monica Bellucci che fa da interprete dal francese. O Chiara Ferragni che allatta. O Giorgio Armani che compie 84 anni. Sulla nave. Laggiù. In quel tratto di mare dove la gente viene lasciata morire per opportunismo, o far pressione su Malta, o su Macron. Ovviamente sto facendo nomi così, di getto, non sto convocando nessuno, non mi permetterei mai di farlo: dico solo, a te che sei perennemente convocato, che forse ora ci vorrebbe qualche persona veramente influente che ci metta il corpo” Per leggere tutta la lettera clicc QUI:Corriere.it

Roberto Saviano risponde a Sandro Veronesi dalle pagine di Repubblica.

Caro Sandro Veronesi, ti ringrazio per la tua lettera e per aver dedicato tempo e passione a ciò che sta succedendo. L’attenzione che mostri verso chi sta vivendo l’inferno in terra non è cosa scontata in tempi in cui si è tutti trincerati dietro steccati di paura. E il tuo mettere il corpo al centro di tutto non è vaneggiamento, perché di corpi si tratta. Sempre. Antonio Tabucchi fece dire al suo umanissimo e cattolico Pereira “io non credo nella resurrezione della carne”. Con questo voleva dire che il nostro momento è ora. È qui che dobbiamo essere, senza sperare che nell’aldilà avremo una seconda possibilità.
La tua, Sandro, era una lettera alta, che voleva parlare allo spirito, io mi calo invece sempre nella materialità e qui trovano i nostri percorsi un punto di congiungimento, nella fisicità della battaglia che deve contemplare i corpi a difesa dello Stato di Diritto. Chi oggi chiude i porti alle Ong ha già chiuso le porte agli italiani, li sta condannando alla peggiore delle povertà possibili, perché oltre alla povertà del corpo rischia di condannarli anche alla povertà dello spirito.

Caro Sandro, io ci sto, questa battaglia la combatto da anni e non ho alcuna paura di perdere perché sono certo di una cosa: saremo più grandi noi nella nostra sconfitta, che loro in questo barbaro trionfo.

Per leggere tutto l’articolo clicca qui: Repubblica

“Caro ministro Fontana, oggi noi gay non siamo più invisibili”

Cinque anni fa, aveva 17 anni, scrisse a Repubblica per condannare “una società troglodita”. Chiedeva all’Italia di esistere. “Per nulla al mondo i nostri colori e i nostri figli verranno di nuovo ricoperti da una nera prepotenza”

Cinque anni fa Davide Tancredi, giovane veronese all’epoca diciasettenne, ci scrisse una lettera con queste parole: “Io sono gay, ho 17 anni e questa lettera è la mia ultima alternativa al suicidio in una società troglodita, in un mondo che non mi accetta sebbene io sia nato così”. Davide raccontava la difficoltà di un adolescente a sopravvivere in un mondo omofobo: “Chiediamo solo di esistere”.
Ora, dopo le frasi del ministro della famiglia Lorenzo Fontana sulle famiglie Arcobaleno, Davide ha scelto nuovamente il nostro giornale per rispondergli: “Cinque anni fa avevo chiesto all’Italia di esistere. Ora dico all’Italia che esistiamo e che per nulla al mondo i nostri colori e i nostri figli verranno di nuovo ricoperti da una nera prepotenza. Non siamo più invisibili”.

Caro direttore,
da veronese, conosco fin troppo bene il clima che si respira nella mia città ed è forse per questo motivo che le dichiarazioni del nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità mi ripugnano così tanto. Per il ministro Fontana le famiglie arcobaleno non esistono. E ci ha tenuto a dirlo il giorno successivo alla sua nomina, perché sebbene una guerra al mondo Lgbt non sia stata inserita nel contratto di governo, bisognava puntare i piedi e alzare i muri. Io, fra quei muri di odio e risentimento, ci ho vissuto per vent’anni. So quanto Verona si illuda di essere salda nella moralità e nel Cristianesimo, soffocando invece il colore delle diversità. Per leggere il resto della lettera clicca qui: Repubblica

Informazioni utili

Verona è una provincia del Veneto  una delle regioni dove il partito della Lega Nord è maggiormente presente.
Lega Nord:  La Lega si qualifica innanzitutto come un partito dichiaratamente indipendentista, regionalistaed etnonazionalista che tutela gli interessi dell’Italia settentrionale, ribattezzata significativamente Padania. La Lega condivide con il  populismo di destra un’impostazione economica liberista e anti-statalista e il forte contrasto all’immigrazione e alla società multiculturale.
Famiglie arcobaleno: è un’associazione nata  nel 2005 per promuovere per la prima volta in Italia, il dibattito pubblico sull’omogenitorialità e la tutela di queste nuove formazioni sociali.
Lorenzo Fontana: è il nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità del Governo Conte, un governo nato dalla coalizione di Lega e Movimento a Cinque Stelle.
Il libro di Fontana   “All’origine della crisi”,  presentato il 14 febbraio a Verona (città di cui è stato fino a due mesi fa vicesindaco), è un manifesto contro le unioni omosessuali, la legge 194, (la legge che garantisce l’aborto)  la globalizzazione, i flussi migratori in grado di salvare l’Italia che non fa più figli e invecchia, le posizioni atlantiste (cooperazione tra Europa occidentale e Stati Uniti).

Morto Marco Pannella, il leader radicale si è spento a 86 anni Renzi: «Addio a leone della libertà»

pannella

Abruzzese di Teramo, classe 1930, Giacinto Pannella detto Marco aveva cominciato l’attività politica nelle fila del movimento liberale italiano e attorno alle pagine del settimanale Il Mondo di Mario Pannunzio. Nel 1955, però, è tra i fondatori del Partito Radicale. Otto anni dopo ne divenne segretario, scegliendo una linea politica apertamente anticlericale e antimilitarista e portando il partito a ingaggiare mille battaglie per il riconoscimento dei diritti civili e politici, a cominciare dagli anni ’70, dal referendum sul divorzio (1974) all’aborto . Leggendarie le sue lotte alla «partitocrazia» (negli spazi riservati ai radicali di tribuna politica in tv si è persino presentato legato e imbavagliato) e al finanziamento pubblico dei partiti. Spesso e volentieri, si è trattato di lotte ritmate dagli scioperi della fame e della sete cui si sottoponeva (leggi l’articolo di Pierluigi Battista: Il suo corpo, tutt’uno con la lotta politica), lo strumento di lotta politica «non violenta» (e gandhiana) che di gran lunga prediligeva e che più di una volta lo ha portato in ospedale, per ricoveri talvolta drammatici…

Era un maestro (anche) nell’arte della provocazione: in Parlamento e alle urne, Pannella era abituato a allearsi di volta in volta con il centrodestra e con il centrosinistra. Tra i suoi deputati figuravano Ilona Staller, in arte Cicciolina, e Toni Negri, professore universitario condannato per associazione sovversiva. Il miglior risultato di una lista a lui riconducibile risale al 1999, anno di elezioni europee, quando la Lista Bonino ottenne tra lo stupore generale l’8,4 percento. Quel successo non si trasformò mai in valanga. Dal 2000 in poi, anzi, i risultati elettorali divennero progressivamente meno esaltanti, fino alle percentuali da prefisso telefonico degli ultimi anni. IlCorriere

Usi della lingua

spesso e volentieri: è un’espressione colloquiale che significa “frequentemente e con piacere”.  Per esempio “spesso e volentieri usciamo il sabato sera”. Però l’espressione è spesso abusata, come in questo articolo, in cui l’elemento di “piacere” è assente e la parola “volentieri” dà semplicemente più colore alla frase.

La mafia ha vinto?

mafiaSu Repubblica si sta svolgendo un interessante dibattito sulla mafia e le sue evoluzioni ai nostri giorni. Attilio Bolzoni intervista il procuratore Roberto Scarpinato e lo studioso Salvatore Lupo sull’argomento. Ecco alcune delle risposte di Scarpinato:

Procuratore Roberto Scarpinato, cominciamo dalla mafia che ha fatto il salto.
“Anche nel mondo mafioso c’è stata una selezione della specie. Solo alcune élite criminali partecipano al gioco grande del potere, dove a livello apicale gestiscono le leve della residua spesa pubblica e dei business che richiedono competenze complesse multilivello: dal settore dell’energia a quello delle privatizzazioni. Da anni uso la denominazione “sistemi criminali”, network nei quali esponenti di mondi diversi mettono in comune risorse di potere politico ed economico – e se occorre anche militare – per colonizzare interi comparti economici o territoriali”.
Una mafia lontana da quella che abbiamo conosciuto.
“Non si può capire che cosa è oggi la mafia se si continua a guardarla con gli occhi della Prima Repubblica e con un’ottica regionalistica. Tutti i paradigmi del passato stanno diventando obsoleti, perché è completamente mutato lo scenario socio-economico nel quale le mafie operano e di cui sono una componente organica”. Repubblica.
Per l’intervista a Salvatore Lupo, cliccare qui.
Note culturali
Prima Repubblica: L’espressione Prima Repubblica si riferisce al sistema politico della Repubblica Italiana tra il 1948 e il 1994, in contrapposizione a quello della Seconda Repubblica in cui avvenne un radicale mutamento partitico.

101 anni, insegna e recita Dante a memoria

101 anni a S. Valentino«Centouno anni e signorina». Si presenta così, con un sorriso ironico, la nonnina di Castelvetrano che il 14 febbraio festeggia un secolo e un anno di vita, Pietra Coniglio, professoressa ovviamente in pensione (ha avuto la prima cattedra nel 1939), ma ancora in attività, due studentesse a casa a giorni alterni per latino, greco e tanta Divina commedia, recitata a memoria: «Una vita piena, grazie a Dio, ma destino vuole che festeggi per San Valentino senza avere mai avuto una vera storia, un matrimonio, un fidanzamento. Diciamo che i miei veri amori sono stati la scuola e gli studenti. Ma c’è ancora tempo. O no?».

L’appello alla legalità

Fra latino e greco raccomanda anche alle due studentesse che si alternano, Chiara Calcara e Lina Stella, di «tenere la barra dritta della legalità», come ripete pensando al superlatitante di Cosa nostra: «Adesso che per questi 101 anni rischio di diventare famosa come lui, da figlia di un maresciallo, gli dico di costituirsi. Per colpa sua veniamo etichettati tutti come mafiosi. Pure chi non ha niente da dividere con certi personaggi».Corriere.it

Di chi si parla
Superlatitante di Cosa nostra: si tratta di Matteo Messina Denaro  soprannominato “U siccu” («il magro») a causa della sua costituzione fisica ed è considerato tra i latitanti più ricercati al mondo. Capo e rappresentante indiscusso della mafia trapanese, risulta essere attualmente il boss più influente di tutta Cosa Nostra siciliana.

Sulla mafia

bimbo con pistolaRitorniamo con ritardo rispetto al calendario accademico a cui di solito ci atteniamo, ma con rinnovato desiderio di presentare articoli interessanti sul nostro paese. L’estate è stata purtroppo funestata da un escalation di azioni mafiose, che hanno colpito in particolare Roma. Ed è proprio con la mafia – anzi con la camorra, la mafia di Napoli – che ricominciamo il nostro lavoro, proponendo una dichiarazione della parlamentare Rosy Bindi che ha suscitato molte polemiche.

Durante una visita a Napoli in qualità di presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi ha detto, “La camorra è un dato costitutivo di questa società, di questa città, di questa regione. Siamo particolarmente preoccupati in questa fase”.

Parole dure che hanno provocato un polverone mediatico che sembra non fermarsi più. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e il presidente della regione campana, Vincenzo de Luca, si sono detti indignati, ma altri – tra cui lo scrittore Roberto Saviano, autore del potente libro sulla camorra Gomorra – hanno giudicato le parole di Bindi veritiere e coraggiose. Repubblica e Corriere del Mezzogiorno, (La foto è di Letizia Battaglia, fotografa palermitana che ha ritratto i mille volti della mafia).

Proposte didattiche

Leggete attentamente l’articolo del Corriere del Mezzogiorno dove sono riportate varie opinioni diverse sulle parole di Rosy Bindi, e poi cercate di rispondere a queste domande:

  • Come ha risposto Rosy Bindi a chi l’ha criticata?
  • Cosa ha detto Saviano a proposito della dichiarazione di Bindi?

 

 

 

Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica

Mattarella

Sergio Mattarella è il 12esimo presidente della Repubblica italiana.

Il primo giorno da presidente Lui, il neo presidente, si è limitato ad una breve dichiarazione dopo la proclamazione dei risultati: «Il pensiero – ha detto Mattarella – va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. È sufficiente questo». Come primo atto altamente simbolico si è poi recato a rendere omaggio alle Fosse Ardeatine, teatro dell’eccidio nazista del marzo 1944, luogo simbolo dell’antifascismo italiano.«L’alleanza tra nazioni e popolo seppe battere l’odio nazista, razzista, antisemita e totalitario di cui questo luogo è simbolo doloroso – ha commentato il neo presidente – . La stessa unità in Europa e nel mondo saprà battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore». Per  leggere la notizia clicca qui: Corriere.it

Per leggere l’annuncio ufficiale del Quirinale clicca su: Il Quirinale.it

La cerimonia di insediamento al palazzo del Quirinale avrà luogo sempre martedì 3 febbraio a partire dalle 11.30 (ora italiana).

Note di cultura

Chi è Sergio Mattarella. Per sapere di più sulla figura del nuovo Presidente Italiano vi invitiamo a leggere la biografia tracciata di lui dal settimanale Internazionale.

 

“Bella ciao”, da canto partigiano a inno globalizzato

bella ciaoREGGIO EMILIA. “Bella ciao” eterna, anzi sempre più attuale. La canzone folklorica cantata dai simpatizzanti del movimento partigiano italiano durante e dopo la seconda guerra mondiale, che combattevano contro le truppe fasciste e naziste, si è trasformata negli ultimi anni in un inno alla libertà, risuonato un po’ ovunque: dalle piazze in rivolta ai funerali, dalle manifestazioni di piazza agli studi televisivi. Solo in Italia, scrive Repubblica in articolo di Francesco Merlo, il canto è ancora oggi etichettato come un “manifesto comunista”.
Nelle scorse ore, “Bella ciao” ha chiuso ad Atene la campagna elettorale per le elezioni politiche di Alexis Tsipras, nella versione dei Modena City Ramblers. «Siamo sempre molto colpiti dall’entusiasmo che suscita Bella Ciao anche fuori dall’Italia. È la canzone che porta con sé valori molto forti e sinceri».

Come inno alla libertà, “bella ciao” è stata rispolverata anche all’indomani degli attentati terroristici di Parigi, ecco christophe Aleveque che la canta in una trasmissione tivu di solidarietà a Charlie Hebdo e alle sue vittime.
Se vuoi leggere l’articolo e ascoltare la canzone cantata nei diversi paesi, clicca qui: Repubblica.it

Gi artisti che guidano la riscossa dei trentenni italiani

Niccolò Contessa è il leader del gruppo “I Cani”

Suonano, disegnano. Girano film e organizzano eventi. Qualcuno scrive libri. La maggior parte di loro è attiva sui blog e sui social network. Per la prima volta i trentenni trovano qualcuno in grado di raccontarli. Di svelarne tic, abitudini, timidezze. Di psicanalizzarli, con allegria. Di scuoterli, senza dimenticare i numeri che, impietosi, disegnano un Paese in cui la disoccupazione giovanile ha sfondato la soglia del 40 per cento, con la classe dirigente più anziana d’Europa, in cui quasi il 90 per cento delle nuove imprese – le cosiddette start up – è condannata al fallimento. Eppure c’è vita, fermento. Come se, dopo le frasi sulla «generazione perduta» pronunciate dall’ex premier Monti (ma non solo), fosse scattato un desiderio di riscossa. Non solo nelle scene sotterranee, quasi carbonare. Non più. Ora i trentenni scoprono il successo. Nella classifica dei fumetti più venduti su Amazon i lavori di Zerocalcare occupano cinque posizioni su dieci. Il nuovo album de I Cani, un fenomeno sul web, conquista spazio in radio, e il tour riempie i locali. «Zoran il mio nipote scemo», l’esordio del regista Matteo Oleotto, è un piccolo caso, citato anche da Checco Zalone. Ma qual è l’Italia raccontata dai trentenni? Qual è la formula del successo? E, soprattutto, chi guida la riscossa?  
Se volete sapere di più su questi giovani emergenti e sulla società che descrivono,  leggete l’articolo su La Stampa. e le interviste a Zerocalcare e al regista Oleotto.

Note di cultura
Premier Monti: l ‘affermazione del premier “Che monotonia il posto fisso. I giovani si abituino a cambiareaveva suscitato molte reazioni polemiche (per saperne di più clicca sul link).
carbonare: i carbonari erano i membri della Carboneria, una società segreta italiana che tra gli anni 1820/30 combatteva per la libertà e l’indipendenza della nazione.
chehttp://it.wikipedia.org/wiki/Carboneria