Leicester, Ranieri esonerato: Re Claudio paga la crisi

Cari lettori abbiamo il piacere di comunicarvi che da quest’anno, grazie alla collaborazione di Justin D. Evans, insegnante di italiano a Boston e patito di sport, Italian News Clicks comincerà finalmente a coprire anche la stampa sportiva.
Grazie Justin!

Inter Milan's coach Claudio Ranieri gives a press conference on December 6, 2011 at the Moratti Center in Appiano Gentile on the eve a Champions League football match against CSKA Moscow. AFP PHOTO / OLIVIER MORIN (Photo credit should read OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

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La favola del Leicester è già finita. Questa sera, la dirigenza delle Foxes ha deciso a sorpresa l’esonero di Claudio Ranieri, il tecnico protagonista della fantastica cavalcata della scorsa stagione in cui ha condotto una squadra di provincia alla vittoria della Premier per la prima volta nella sua storia. Tutto ciò non è bastato a salvare quello che fino a pochi mesi fa era soprannominato in Inghilterra come “Re Claudio”: il tecnico italiano paga per tutti i risultati negativi degli ultimi mesi in Premier, dove la squadra è stata risucchiata nella lotta per non retrocedere in Championship, e l’eliminazione dalla FA Cup. “Questa sera il Leicester City Football Club ha sciolto il rapporto con il suo allenatore della prima squadra Claudio Ranieri”. Il comunicato delle Foxes arriva nel cuore della serata, poco prima delle 21, e conferma le primissime indiscrezioni rilanciate dalla stampa britannica. In una lunga nota, la società ripercorre la storia di Ranieri alla guida della squadra: “Claudio è stato chiamato ad essere il manager del Leicester nel luglio 2015 – si legge nel comunicato -, e ha portato le Foxes a raggiungere il più grande trionfo nei 133 anni di storia del club quando la scorsa stagione siamo stati incoronati, per la prima volta, campioni d’Inghilterra. Il profilo di Claudio Ranieri è senza dubbio quello del tecnico di maggior successo di tutti i tempi del Leicester. Tuttavia, i risultati raccolti quest’anno nella stagione in corso hanno posto il club campione di Premier in una situazione di pericolo, e per questo motivo il Consiglio a malincuore ha ritenuto che un cambio della guida tecnica, che sicuramente è doloroso, sia necessario per il più alto interesse del club”. Per saperne di più clicca qui: Gazzetta.it

Elogio delle donne in bicicletta

Donne, non fate storie. Salite sulla bici. Pedalate, quando potete, invece di guidare o di aspettare autobus che non arrivano. Vi renderà cittadine più consapevoli e interessanti; attraenti come le emiliane dei luoghi comuni, ardimentose per il bene comune come le staffette partigiane, toniche come le maniache della ginnastica, ma molto, molto più allegre (la bici, come l’amore corrisposto, è un antidepressivo naturale). Non fatevi lasciare a terra da preoccupazioni e fisime («si suda, mi rovino i capelli, che scarpe mi metto»).
Pedalare non è un’attività elitaria: migliora la vita sia finaziariamente sia fisicamente: chi pedala tutti i giorni è in forma e risparmia sulla palestra. Socialmente: invece di fare amicizia con altre donne petulanti nello spogliatoio umidiccio della palestra, molte cicliste si uniscono a gruppi di gente simpatica che pedala la domenica. Emotivamente: andare in bici produce endorfine e buonumore, da’ soddisfazione e rende più assertive. Maria Laura Rodotà sul Corriere della Sera.

Note culturali

le emiliane: sono le donne dell’Emilia Romagna, la regione al centro d’Italia che ha per capoluogo Bologna. Le donne emiliane sono considerate particolarmente attraenti.
staffette partigiane: spesso donne, le staffette partigiane hanno svolto un ruolo importante nella Resistenza, di solito portando messaggi da un gruppo partigiano all’altro in bicicletta

Walter Bonatti, leggenda dell’alpinismo

Il 14 settembre scorso è morto Walter Bonatti, che nel 1955 Paris Match definì “il più grande alpinista del mondo”. “Bonatti aveva 81 anni. Era nato a Bergamo nel 1930. Nella sua lunga storia sulle montagne, un capitolo particolare avevano avuto le vicende polemiche seguite alla scalata del K2 nel 1954 con Lacedelli e Compagnoni.
Iniziò a scalare sulle Prealpi lombarde subito dopo la guerra per poi cimentarsi sulle Dolomiti e sul Monte Bianco. Nel 1951 compì la prima grande impresa: la prima scalata della parete est del Grand Capucin sul Monte Bianco. Seguirono altre ascensioni di assoluto valore nella stessa zona. Nel 1954 fece parte della spedizione italiana che conquistò il K2: per anni fu al centro di polemiche per il ruolo ricoperto durante la scalata, nella quale fu costretto a bivaccare a oltre 8.000 metri di quota e si salvò miracolosamente.
Negli anni seguenti compì altre imprese sul Monte Bianco prima di chiudere la carriera con la prima scalata invernale in solitaria del Cervino nel 1965. Successivamente si dedicò alle attività di esploratore e reporter”.  La Repubblica.

Uso della lingua

in solitaria: è una locuzione che significa in assoluta solitudine.

Il patron dei Red Sox compra “la Roma”


«Daje Thomas, facce vince, Forza Presidente!» sono le grida di incoraggiamento scandite in slang romano dai tifosi della Roma che attendevano all’aeroporto Leonardo da Vinci  Thomas Richard DiBenedetto, il patron dei Boston Red Sox di baseball, a capo della cordata per l’acquisto della squadra giallo-rossa.  Ai suoi fan Thomas ha risposto:  «I am very happy and forza Roma».
Thomas DiBenedetto era atteso come la manna dal cielo.   DiBenedetto, lo ” zio Tom” americano interessato all’acquisto della Roma, è arrivato nella Capitale per definire gli ultimi passaggi della trattativa che, se andasse in porto,  prevederebbe per la sua cordata un esborso di 114 milioni di euro pari al 60 per cento della società. Per il suo 40%, invece Unicredit pagherà 76 milioni di euro.   «Non ho mai pensato ad altri club – ha raccontato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport – il mio rapporto con la Roma nasce dal fatto che l’università in cui ho studiato organizza da 25 anni un campus a Roma. Metteremo insieme persone capaci di scovare talenti e fare una squadra competitiva. Vincere sarà l’unico modo per ottenere un ritorno dai nostri investimenti: l’obiettivo è fare della Roma uno dei primi club al mondo».    Il Corriere.it

Uso della lingua

Daje facce vince: in romano significa “dai, facci vincere!”
giallo-rossa: i due colori della squadra della Roma.
come la manna dal cielo: nell’Antico Testamento, la manna era mandata da Dio dal cielo per sfamare il popolo ebreo in viaggio verso la terra promessa. Oggi l’espressione si riferisce a chi, anziché darsi da fare, aspetta la buona fortuna o spera che la soluzione dei suoi problemi “scenda dal cielo”, come d’incanto.
lo zio Tom: sinonimo di parente ricco americano

Tutti in bici

Potrebbe essere una nuova serie, e invece “Cycle in The City” è il passaparola tra blogger eco-friendly, praticanti del downshifting causa recessione e trendsetter che hanno fiutato il vento di primavera. “Dal 21 marzo, tutti in bici!”, e l’invito si propaga sul web, via Twitter e Facebook, complice l’aumento del prezzo della benzina, ai massimi storici. Le bici tradizionali, elettriche, da corsa, con pedalata assistita o addirittura pieghevoli, sono ormai un must, espressione di quel minimalismo metropolitano che è il contrario del Suv. Il Comune di Ferrara ha un Cycle Manager (Gianni Stefanati), quello di Firenze un consigliere delegato alla Ciclabilità (Giampiero Gallo) e gli altri prima o poi si attrezzeranno. Il bike sharing, dove c’è (come a Milano, Torino, Roma) è aumentato del 12 per cento, e dove non c’è lo reclamano.

Olivia Palermo si fa notare perché gira in città con la mountain bike, osando un tacco 12 (sconsigliato) e una Birkin al posto del cestello. La bionda top model Agyness Deyn è inseparabile dalla sua bici nera, mentre Katy Perry l’ha scelta di un bel turchese e ci va su come capita, in tuta da biker, con il casco o con le infradito (sconsigliato anche questo). La Stampa.

Uso della lingua
Si noti lo stile da twitter o facebook, la disinvolta mescolanza di italiano, inglese, nomi di persone famose – o quasi -, oggetti di moda, sigle.

Nel ghetto siciliano, calciatori contro la mafia

Il calcio solidale per vincere l’esclusione sociale di uno dei quartieri più disagiati d’Italia,  gli Zen 1 e Zen 2. L’hanno chiamato Atletico Zen pensando alla squadra di Madrid. I colori della maglietta sono gli stessi: a strisce rosse e bianche. Ma questi ragazzi non hanno mai visto la Spagna. Difficilmente mettono piede fuori dal quartiere ghetto, dove 20mila persone vivono nel degrado e nell’esclusione sociale.  Zen 1 e Zen 2 sono posti in cui a 19 anni si può finire agli arresti domiciliari per avere già compiuto tre rapine.  A dare a questi ragazzi una speranza sono due nuovi cittadini italiani. Rachid Berradi, marocchino d’origine e ormai in pianta stabile a Palermo e un ristoratore palestinese del centro storico (Al Quds) che oltre a cucinare felafel e cous cous sponsorizza la squadra.  Con Berradi, i ragazzi dello Zen sono diventati testimonial di iniziative antimafia. Hanno ricordato Don Pino Puglisi in occasione del decimo anniversario della scuola di Brancaccio intitolata al sacerdote caduto per mano dei fratelli Graviano. Sotto un sole cocente, il 19 luglio hanno giocato alle quattro del pomeriggio con la squadra di Addio Pizzo per celebrare Paolo Borsellino nel primo memorial di calcio a 5 dedicato al giudice ucciso in via D’Amelio.  L’Atletico Zen ha appena un anno di vita ma ha già fatto gol, dando una prospettiva diversa a ragazzi che conoscevano solo le regole della strada come legge per la sopravvivenza.      La Repubblica

Uso della lingua

in pianta stabile: radicato, stabile come una pianta attaccata al suolo con le radici.
caduto per mano: ucciso
fare gol: espressione sportiva che significa ottenere un buon risultato, vincere.

La gara più dura del mondo

“Lo scambio è fatica-bellezza. Dura, difficile, non impossibile. E splendida”, dice Roberta Peron, 35 anni, di Schio (Vicenza). Parla della gara di endurance trail, la corsa per i monti più dura al mondo. … C’è un tempo limite, sette giorni. Si parte da Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco, alle 10 del 12 settembre, si torna alle 16 di sabato prossimo, sempre a Courmayeur. Roberta è con altri tre compagni, nessun atleta, gente abituata a camminare in montagna. Sicura che si può? “Sì, a patto che si sia allenati. I nemici sono la fatica e il sonno. Noi abbiamo dormito dalle 3 alle 4 ore, ma con un po’ di esperienza, di tattica, insomma, si può arrivare a 5-6″.
I 346 “maratoneti del cielo” sfioreranno i piedi dei giganti alpini, dal Bianco al Rosa, dal Gran Paradiso al Cervino. Di qui il nome della gara: “Tour des Géants”. Fra i concorrenti ci sono anche quattro componenti della squadra femminile nipponica di sci di fondo. “Allenamento in quota”, dicono.
E ci sono anche due grandi alpinisti, il britannico Stevie Haston, uno dei più bravi climber al mondo e l’himalaista Abele Blanc, valdostano (della Valle d’Aosta). Entrambi non giurano di arrivare in fondo. Blanc, che è arrivato in vetta a 13 dei 14 Ottomila della Terra, è entusiasta: “Sono felice di vedere realizzata un’idea che avevo nel cuore da molti anni”. Haston: “Non aspettatemi al traguardo, non posso garantire di tagliarlo, ma questa è un’occasione per vedere la Valle d’Aosta da altra angolatura”. La Stampa.

Uso della lingua
a patto che: provided that. Richiede il congiuntivo
Ottomila: è una metafora. A che cosa si riferisce?
tagliare il traguardo: arrivare alla fine di una gara
Si noti la presenza, sempre più massiccia ora nella lingua italiana, di vocaboli inglesi
Questo articolo è utile per arricchire il proprio vocabolario di termini relativi alle competizioni sportive.

I suoni delle Dolomiti

Al mondo non c’è nulla di più armonico del suono della natura, ma figurarsi cosa succede quando la musica dell’ambiente e quella “umana” si incontrano in un concerto là dove la terra è a un passo dal cielo, in cima alle Dolomiti
Su queste splendide montagne riconosciute dall’Unesco come patrimonio naturale dell’umanità, da ben 15 anni ogni estate hanno luogo concerti  e  anche spettacoli di artisti di fama internazionale uniti dallo stesso amore per la natura e l’ambiente. Questi eventi fanno parte di un festival che si chiama I Suoni delle Dolomiti, dove pubblico e musicisti (con strumenti in spalla) raggiungono a piedi il luogo dell’esibizione in un vero e proprio “cammino verso la musica”, che parte dal Veneto e tocca alcune delle località turistiche del Trentino Alto Adige: Val di Fassa, San Martino di Castrozza, Val di Fiemme, Altopiano della Paganella, Valsugana, Val di Non, Folgaria e tante altre ancora. Tra gli appuntamenti:  l’Alba delle Dolomiti una serie di eventi di vario tipo che hanno luogo all’alba, l’allegra improvvisazione del quartetto inedito dei grandi jazzisti Steven Bernstein, Paolo Fresu, Gianluca Petrella e Marcus Rojas (28 luglio h. 14.00pm – Val di Fiemme), l’attore/regista/musicista e scrittore Moni Ovadia (31 luglio h. 6.00 – Col Margherita), il comico Paolo Rossi (8 agosto h. 6.00 – Val di Fassa), la voce dell’Africa della regina del pop afrikaans e portavoce dell’Unicef Angelique Kidjo (9 agosto h. 14.00 – Altipiano di Folgaria, Lavarone e Liserna). La Stampa.

Uso della lingua
figurarsi:  è difficile immaginarsi

a un passo dal cielo: è un’espressione metaforica, significa in alto, in alta montagna.
toccare: in questo contesto significa raggiungere. La lingua italiana ama le espressioni colorite e metaforiche.

Concerto per Maradona a Napoli

Diciotto anni dopo l’ultima partita giocata allo stadio San Paolo di Napoli, la città rende un nuovo omaggio al “pibe de oro“.
Il grande Maestro Roberto De Simone ha composto e dirigerà domani e domenica al San Carlo di Napoli, El Diego – Concerto n. 10, per Maradona e Orchestra”, uno degli eventi più attesi del Napoli Teatro Festival Italia. Il Massimo napoletano per il Massimo del calcio mondiale, ancora oggi beniamino dei tifosi partenopei. Le gesta (imprese) sportive e la vita spericolata di Diego Armando Maradona sono rappresenttate in due atti: uno che ricorda il genio del grande campione, l’altro la sregolatezza.  “El Diego”, come già la Gatta Cenerentola, che ha reso celebre De Simone quaranta anni fa, unisce tradizione popolare e scrittura musicale coltissima. In quest’opera che è  il suo omaggio a Maradona, De Simone spiega di voler dare una voce anche alla sua tifoseria (fans), e che il ritmo dell’opera intende ricreare quello incalzante delle curve dello stadio.

Francesca Schiavone trionfa al Roland Garros

Francesca Schiavone è entrata nella storia. Sconfiggendo per due set a zero l’australiana Samantha Stosur (6-4 7-6 con tie break finito 7-2) la tennista milanese diventa la prima italiana a vincere una gara del Grande Slam. Incontenibile la sua gioia alla fine del tie break, quando l’errore della sua avversaria le consegnava la vittoria. “Mi sento una vera campionessa, mi sento fantastica”, ha commentato a caldo la tennista milanese. Con la vittoria di Parigi, Francesca Schiavone stabilisce un altro record per il tennis femminile italiano. Da lunedì infatti, quando sarà stilata la nuova classifica mondiale, la tennista azzurra (italiana) occuperà la sesta posizione, un record per le giocatrici italiane. Corriere della Sera.