Tutti alla notte dei musei, per vincere la paura

Notte dei museiUn minuto di silenzio per chi non c’è più. Tutti gli eventi di «Musei in musica», l’appuntamento che sabato sera ha visto i musei civici romani aperti fino alle due di notte al costo di 1 euro o con ingresso gratuito, hanno reso omaggio ai tragici eventi di Parigi.

Niente paura, solo voglia di divertirsi
La paura non ha fermato gli appassionati e gli amanti delle serate tra arte, musica e cultura, sia romani che turisti. Che in moltissimi, intorno ai 25 mila secondo gli organizzatori, la notte tra sabato e domenica, hanno affollato la sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini o l’Esedra del Marco Aurelio, la Protomoteca e palazzo Braschi, la centrale Montemartini e il Macro di Testaccio o di via Nizza. E poi ancora, il Museo Napoleonico, villa Torlonia, il Palazzo delle Esposizioni, le Scuderie del Quirinale, il museo dell’Ara Pacis, l’Accademia Francese e il polo museale dell’università La Sapienza. I più visitati sono stati i Mercati di Traiano e Palazzo delle Esposizioni. Il Corriere.it

Sulla mafia

bimbo con pistolaRitorniamo con ritardo rispetto al calendario accademico a cui di solito ci atteniamo, ma con rinnovato desiderio di presentare articoli interessanti sul nostro paese. L’estate è stata purtroppo funestata da un escalation di azioni mafiose, che hanno colpito in particolare Roma. Ed è proprio con la mafia – anzi con la camorra, la mafia di Napoli – che ricominciamo il nostro lavoro, proponendo una dichiarazione della parlamentare Rosy Bindi che ha suscitato molte polemiche.

Durante una visita a Napoli in qualità di presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi ha detto, “La camorra è un dato costitutivo di questa società, di questa città, di questa regione. Siamo particolarmente preoccupati in questa fase”.

Parole dure che hanno provocato un polverone mediatico che sembra non fermarsi più. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e il presidente della regione campana, Vincenzo de Luca, si sono detti indignati, ma altri – tra cui lo scrittore Roberto Saviano, autore del potente libro sulla camorra Gomorra – hanno giudicato le parole di Bindi veritiere e coraggiose. Repubblica e Corriere del Mezzogiorno, (La foto è di Letizia Battaglia, fotografa palermitana che ha ritratto i mille volti della mafia).

Proposte didattiche

Leggete attentamente l’articolo del Corriere del Mezzogiorno dove sono riportate varie opinioni diverse sulle parole di Rosy Bindi, e poi cercate di rispondere a queste domande:

  • Come ha risposto Rosy Bindi a chi l’ha criticata?
  • Cosa ha detto Saviano a proposito della dichiarazione di Bindi?

 

 

 

Umbria Jazz

umbria jazzUmbria Jazz è un festival che si svolge tutte le estati nelle piazze e nei teatri di questa regione. Quest’anno avrà inizio il 10 luglio e si concluderà il 19 dello stesso mese. Ne è presidente Renzo Arbore, un noto showman, intervistato da Ernesto Assante.

Tra tutti i festival Umbria Jazz ha una storia particolare…
Umbria è il secondo festival jazz del mondo.

l jazz italiano ha sempre un grande ruolo nel festival.
Un peso del tutto motivato, perché il jazz italiano oggi è una realtà straordinaria. Da Fresu a Bollani, da Petrella a Rea, da Rava a Boltro, hanno tutti saputo trovare una via italiana al jazz, e sono al tempo stesso eredi di una musica che è stata in parte anche inventata dagli italiani.

Umbria jazz chiama ancora un pubblico fatto in gran parte di giovani, che stanno “riscoprendo” il jazz.
Si, le generazioni più giovani stanno scoprendo che mentre il rock è in una fase quasi di stasi, senza grandi rivoluzioni e personalità, il jazz invece si è rinnovato continuamente. Repubblica.

L’esperanto culinario

logo_ciboregolaarteAngela Frenda, food editor del Corriere della Sera e una delle organizzatrici dell’evento “Cibo a regola d’arte” che si svolge in questi giorni alla Triennale di Milano, parla del futuro della cucina italiana. “E adesso, che tutti parlano di cucina, noi di «Cibo a regola d’arte» cosa faremo? La domanda, devo confessarvelo, ce la siamo posta. Ma la risposta è arrivata subito, ed è tutta nel titolo: «La memoria del gusto, il gusto della memoria». Noi per questa terza edizione ci occuperemo di quel che siamo davvero, gastronomicamente parlando. E cioè un popolo legato alle sue tradizioni, ma che è cambiato tanto negli ultimi anni. Una consapevolezza recuperata guardando dentro di noi e le nostre storie. Amiamo la cucina regionale, però la consideriamo finalmente patrimonio comune condiviso e da condividere. Non qualcosa su cui dividerci e litigare.
E dunque lo spaghetto allo scoglio potrete mangiarlo in tutt’Italia. Così come la pizza o la cassata. …

L’altro aspetto di quel che siamo oggi a tavola è rappresentato anche dalla nostra consolidata capacità di recepire (e imparare) dall’esterno. Inserendo nel nostro menu cibi che nostri non sono: il sushi, l’orientale, il cake design all’inglese…. Corriere della Sera.

Note di cultura

La Triennale di Milano è un’istituzione culturale internazionale che organizza mostre, convegni ed eventi di arte, design, architettura, moda, cinema, comunicazione e società.

Non perdetevi il blog di Angela Frenda, Racconti di cucina: è ricco di ricette, consigli e trucchi per cucinare meglio!

Proposte didattiche

Cosa significa il titolo? Come si sta trasformando la cucina italiana?

 

I neologismi del Papa

papa«Mafiarsi», «nostalgiare la schiavitù». Papa Francesco, vescovo di Roma, nel Te Deum di fine anno, ha coniato due neologismi nella nostra lingua italiana, che evidentemente diventa sempre più sua. …

Sono mutuati molto spesso dal lunfardo, uno slang nato nelle prigioni argentine e diffusosi poi tra il popolo, ha spiegato, tempo fa, Flavio Alivernini, autore di un saggio sulla lingua del Papa, pubblicato sulla rivista Limes: «È stato capace di togliere il dialetto da una periferia geografica e farlo simbolo di una periferia esistenziale» ha aggiunto. …

I bergoglismi non sono solo il frutto casuale di un parlare estemporaneo, ma più propriamente meditati, scelti, voluti e, in quanto tali, rimangono nella versione ufficiale e definitiva dei discorsi papali. Insomma, anche come vescovo di Roma, Francesco forgia parole nuove, per vincere l’usura e la scontatezza dei termini comuni, che irrimediabilmente corrodono l’esperienza. Una rivoluzione passa anche dalle parole. Maria Antonietta Calabrò, Corriere della Sera.

Dillo in italiano

italiano ha lanciato una petizione “in favore di un uso più accorto della lingua italiana da parte di chi ha ruoli e responsabilità pubbliche. Non è una battaglia di retroguardia, e non è un tema marginale. Non è neanche una battaglia contro l’inglese ma va, anzi, in favore di un reale bilinguismo.

 
La petizione chiede all’Accademia della Crusca di farsi portavoce di questa istanza, che può aver peso e buon esito solo grazie all’appoggio di tutti noi.
 Perché è importante che firmiate? Perché la lingua italiana è un bene comune: ci appartiene, ha un valore grande ed è nostro compito averne cura.
 Se siete d’accordo potete firmare su Change.org: vi basta un minuto. E poi parlatene e fate girare il testo in rete. E dai… fatelo subito. L’hashtag è #dilloinitaliano”. Internazionale

Note culturali

In Italia e nel mondo l’Accademia della Crusca è uno dei principali punti di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana. Per saperne di più, cliccate QUI.

“Siamo tutti Charlie!”, a Milano una mostra per la libertà d’espressione

charlie-A un mese esatto dal terribile attentato di Parigi, il Museo del Fumetto di Milano dedica una mostra e un incontro a Charlie Hebdo, alla satira e alla libertà d’espressione, esponendo gli omaggi realizzati da 150 fumettisti e vignettisti italiani e più di 70 stranieri.

Un atto dovuto da parte del Museo in quanto nell’attentato alla redazione di Charlie Hebdo hanno perso la vita 12 persone tra cui 5 vignettisti di grande calibro, considerati le matite più “affilate” di Francia: Georges Wolinski, Charb, Cabu, Tignous e Philippe Honoré.
Ad oggi all’appello di WOW Spazio Fumetto hanno aderito più di 200 autori, che con le loro matite, penne e tavolette grafiche hanno voluto omaggiare i colleghi uccisi o celebrare la libertà di satira, con disegni a volte pungenti a volte malinconici.  Stampa

Un discorso da manuale

mattarellaIeri mattina Sergio Mattarella, il nuovo presidente della Repubblica italiana, ha prestato giuramento. Riportiamo il commento al discorso pronunciato da Mattarella di Philip Ridet, il corrispondente a Roma di Le Monde, pubblicato da Internazionale. “Il tradizionale messaggio del neopresidente è in politica l’equivalente delle figure obbligatorie nel pattinaggio artistico. Si tratta di non allontanarsi troppo dalle tracce dei predecessori e non saltare nessuna voce della lista dei doveri imposta al nuovo inquilino del Quirinale. Da questo punto di vista Mattarella è stato perfetto. Generale e consensuale.

Dalla lotta contro la mafia e la corruzione (”priorità nazionale”) al ruolo delle donne e dei giovani nella società, dalla riforma della costituzione all’omaggio alla memoria della Resistenza e ai suoi predecessori Carlo Azeglio Ciampi (assente) e Giorgio Napolitano (presente) e alla citazione di papa Francesco (assente), dalla necessità che l’Italia continui nel suo sforzo di risanamento ai pericoli di un eccesso di austerità, dal meridione all’Europa, il presidente della repubblica ha toccato tutti i problemi e le sfide dell’Italia contemporanea. Ha assicurato a tutti che sarà “un arbitro imparziale”, ma ha anche aggiunto: “I giocatori dovranno aiutarmi”. Internazionale.

Note di cultura

Se volete leggere il discorso di Mattarella, cliccate qui.

I mondi di Primo Levi

treno_levi_3“I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza” è il titolo di una mostra ora in corso a Torino, a palazzo Madama, per celebrare la figura dell’autore di Se questo è un uomo, per ricordare i settant’anni della liberazione di Auschwitz e per accompagnare degnamente l’uscita dell’opera omnia tradotta in inglese, prevista per il 2015 a New York. Noi la segnaliamo anche per celebrare insieme ai nostri lettori la Giornata della Memoria. La Stampa.

A proposito di questa mostra, nei giorni scorsi c’è stata una polemica piuttosto spiacevole. In Piazza Castello, la piazza principale di Torino dove si trova anche palazzo Madama, è stato collocato uno dei vagoni che hanno trasportato gli ebrei e i prigionieri politici italiani ad Auschwitz e questo non è piaciuto al soprintendente ai beni architetonnici Luca Rinaldi, che in un primo momento voleva che fosse rimossa o spostata. Ecco quel che dice Rinaldi, “Mi scusi, io capisco tutto e rispetto la memoria di Primo Levi, ci mancherebbe altro: oltretutto sono figlio di un partigiano. Ma non per questo metto un vagone nella piazza principale, non realizzo un simile allestimento all’esterno del palazzo: allora perché non ricostruire la torretta per le guardie del lager? Non si può tenere un baraccone per tre mesi di fronte alla facciata di Juvarra. E’ una pagliacciata. Si poteva parlarne prima, mettersi d’accordo per collocare il vagone sul retro dell’edificio, non dove si trova.  …” Marina Paglieri intervista Luca Rinaldi su Repubblica.

Fortunatamente le proteste hanno fatto fare marcia indietro a Rinaldi e ora il vagone potrà rimanere in piazza Castello per tutta la durata della mostra. Repubblica.

Nota di cultura

Quel che soprattutto ha indignato della posizione di Rinaldi riguardo al vagone è stato l’averlo paragonato a “un baraccone” cioè a una costruzione da fiera e la sua esibizione a “una pagliacciata“. E’ invece un simbolo particolarmente angosciante della deportazione degli ebrei nei lager nazisti. Se volete sapere di più di quel che è stata la Shoah in Italia, vi consigliamo di visitare il sito del Memoriale della Shoah di Milano, dove potrete vedere anche il vagone da cui partirono diverse centinaia di prigionieri politici antifascisti reclusi nel carcere di San Vittore e, il 30 gennaio 1944, 650 ebrei milanesi diretti ad Auschwitz. I prigionieri venivano caricati su vagoni merci – chiusi dall’esterno – nei sotterranei della Stazione. I vagoni venivano poi portati di sopra con degli ascensori speciali e partivano – di solito molto presto la mattina – dal binario 21.

La lingua disonesta

burocrIl seguito del titolo di questo interessante articolo di Claudio Giunta è “come scrivono al ministero dell’istruzione”. Si tratta di un’analisi critica di una circolare ministeriale e può anche essere letta come una lezione sull’uso appropriato della lingua. Oltretutto è divertente!

Inizia dall’antefatto, “Il governo, il ministro dell’istruzione, i collaboratori del ministro, i funzionari del ministero decidono che serve qualcuno che insegni agli insegnanti a insegnare meglio, perciò stanziano una certa quantità di denaro per formare questi formatori: il denaro verrà dato alle scuole (una per regione) che organizzeranno dei corsi ad hoc, e da questi corsi verranno fuori dei “docenti esperti” che poi dissemineranno la loro esperienza e le cognizioni acquisite nelle scuole del territorio. …

Presa la decisione, stanziato il denaro, restano da curare i dettagli: informare i mezzi d’informazione, mettere la notizia sul sito del ministero, scrivere la circolare che verrà mandata ai dirigenti scolastici. C’è un ufficio per tutto.

Il messaggio della circolare ministeriale, però, non passa. Non tanto perché la scuola viene chiamata servizio scolastico e la regione diventa l’ambito territoriale, quanto perché, nel suo insieme, la circolare ministeriale non sembra scritta in italiano, o meglio perché le parole che contiene sono certamente italiane, ma i rapporti tra le parole non sembrano produrre un senso compiuto: è come se la pressione delle parole – che sono troppe, e troppo pesanti – avesse fatto evaporare i nessi sintattici (che sono anche nessi logici). Il risultato sono locuzioni senza senso come “processi di crescita dei livelli” (”tentativi di migliorare la qualità degli insegnanti”?), o interi periodi che sembrano scritti estraendo a caso dal sacchetto delle parole astratte, come:

Reti di istituzioni scolastiche ben organizzate, facendo ricorso ove possibile alle risorse interne, favoriscono la valorizzazione delle specificità professionali presenti nel territorio in funzione di supporto alle esigenze di rinnovamento e arricchimento dei curricoli, di iniziative progettuali, di miglioramento dell’azione educativa e dell’efficienza organizzativa del servizio scolastico”.  Internazionale.