Roberto Benigni: gag sul premier

Corriere della sera
Grande successo di Roberto Benigni ospite della prima puntata della trasmissione Vieni via con me, di Fabio Fazio e Roberto Saviano lunedì sera su Raitre. Oltre 7,6 milioni di telespettatori hanno seguito la trasmissione. Benigni ha ironizzato sullo scandalo della giovane ragazza marocchina che ha coinvolto il premier Berlusconi e che lui stesso ha definito “spazzatura”. «Premetto che i gossip sessuali sono spazzatura. Sono qui per parlare di politica», è stato l’incipit del lungo monologo del premio Oscar (1999 per La vita è bella).  «Se queste notizie venissero confermate, ma io non credo, figurati se è vero, dice che c’è un premier che è stato con una minorenne marocchina, ma per ragioni d’età non è stata resa nota l’identità del premier».
Benigni ha affondato a più riprese il dito nella piaga della sempre più vicina crisi di governo, (dopo l’uscita dal Partito della Libertà di Gianfranco Fini e del suo gruppo), scherzando sul fatto che senza Berlusconi  personaggi come Santoro o Fazio (il conduttore della trasmissione) e giornali come la Repubblica e l’Unità contrari alla politica del governo, non avrebbero più niente da dire.  «Silvio, non ti dimettere, non dare retta a Fini, perché altrimenti ci rovini, non si lavora più. Santoro, Fazio, l’Unità, Repubblica non lavorano più».
Sul palco di Vieni via con me è salito anche il governatore pugliese Nichi Vendola che ha raccontato dal suo punto di vista,  che cosa significa essere un omosessuale oggi in Italia e ha elencato tutti i modi generalmente usati per definire gli omosessuali, da «invertito» a «buzzarone», da «pederasta» a «cripto-checca». E ancora le classificazioni dell’omosessualità nella vita pubblica: «crimine», «disordine», «pulsione di morte», «sporcizia», «peccato». Allora, ha concluso Fazio citando una recente battuta del premier Berlusconi, «si dice che è molto meglio guardare le belle ragazze che essere gay?».

Uso della lingua

affondare il dito nella piaga: una maniera figurata per dire “rendere una ferita più dolorosa” (to pour salt on the wound)
battuta: frase spiritosa.

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