A Harvard un IG Nobel all’Italia

 L’IG Nobel (pronunciato in inglese come ignobel) che si tiene ormai da vent’anni all’università americana di Harvard, è una divertente parodia dell’assegnazione del Nobel. Alla cerimonia di quest’anno al Sanders Theater  uno dei dieci Nobel per la scoperta più “improbabile”, il Nobel per il Management, è stato assegnato a un team di ricercatori dell’Università di Catania che ha dimostrato che in se in una azienda- anziche’ per merito, competenze, conoscenze o altro – le persone ricevono avanzamenti e promozioni assolutamente a caso, come in una lotteria aziendale la societa’ non solo non chiude ma migliora i suoi risultati.  La ricerca è stata pubblicata su Physica. Altri “ignobel” sono stati quello per la Fisica ai ricercatori dell’università di Otago, Nuova Zelanda, per aver scoperto come le persone tendano a scivolare meno sul ghiaccio se indossano i calzini sopra le scarpe invece che dentro (articolo publicato sul The New Zealand Medical Journal). Mentre l’ig nobel per la Pace è andato al team della Keele University, Gran Bretagna, che ha dimostrato come le imprecazioni permettano di sopportare meglio il dolore.   (ricerca pubblicata nella rivista Neuro Report).   
Anche se gestiti in tono scherzoso gli Ig Nobel sono un riconoscimento importante e accettato con entusiasmo dagli scienziati di tutto il mondo. La cerimonia di premiazione e’presentata da veri premi Nobel e gli ospiti sono tutti scienziati, studiosi, ricercatori
(il sito ufficiale ).
La cerimonia finisce ogni anno con l’augurio:
“Se non avete vinto il premio — e soprattutto se l’avete vinto — che abbiate ancora più fortuna l’anno prossimo!!” Repubblica



Mannino: “Io, la terrona che fa ridere il Nord”

Teresa Mannino, palermitana (di Palermo), cascata di capelli ricci e neri, l’accento di chi vive come un onore e non un onere essere siciliani a Milano, è un’attrice che vale la pena di tenere d’occhio. Dal 2007 insieme a Federico Basso conduce Zelig Off (programma televiso comico) e ogni sabato alle 16.30 è su Rai Radio2 con Isole (In)comprese. Non solo. Il 23 novembre, giorno del suo quarantesimo compleanno, arriverà sul grande schermo con il cinepanettone di Massimo Boldi A Natale mi sposo. Intanto fa la mamma di Giuditta, 16 mesi, che ha giustamente la priorità su tutto.
Alla domanda, “Lei, terrona e fiera di esserlo, com’è capitata a Milano?” risponde, “Il mio ex marito è un milanese da un sacco di generazioni e io sono emigrata per amore. Poi però la storia è finita e dopo sette anni di analisi e una città che non mi ha mai respinta ma accolta, ho capito che da Milano non me ne sarei mai andata”. La Stampa.


Uso della lingua
tenere d’occhio: seguire con attezione
cinepanettone: v. l’articolo del 4 ottobre sul nuovo italiano.
terrona/terrone: appellativo spregiativo con cui gli italiani del Nord chiamano spesso quelli del Sud.

I suoni delle Dolomiti

Al mondo non c’è nulla di più armonico del suono della natura, ma figurarsi cosa succede quando la musica dell’ambiente e quella “umana” si incontrano in un concerto là dove la terra è a un passo dal cielo, in cima alle Dolomiti
Su queste splendide montagne riconosciute dall’Unesco come patrimonio naturale dell’umanità, da ben 15 anni ogni estate hanno luogo concerti  e  anche spettacoli di artisti di fama internazionale uniti dallo stesso amore per la natura e l’ambiente. Questi eventi fanno parte di un festival che si chiama I Suoni delle Dolomiti, dove pubblico e musicisti (con strumenti in spalla) raggiungono a piedi il luogo dell’esibizione in un vero e proprio “cammino verso la musica”, che parte dal Veneto e tocca alcune delle località turistiche del Trentino Alto Adige: Val di Fassa, San Martino di Castrozza, Val di Fiemme, Altopiano della Paganella, Valsugana, Val di Non, Folgaria e tante altre ancora. Tra gli appuntamenti:  l’Alba delle Dolomiti una serie di eventi di vario tipo che hanno luogo all’alba, l’allegra improvvisazione del quartetto inedito dei grandi jazzisti Steven Bernstein, Paolo Fresu, Gianluca Petrella e Marcus Rojas (28 luglio h. 14.00pm – Val di Fiemme), l’attore/regista/musicista e scrittore Moni Ovadia (31 luglio h. 6.00 – Col Margherita), il comico Paolo Rossi (8 agosto h. 6.00 – Val di Fassa), la voce dell’Africa della regina del pop afrikaans e portavoce dell’Unicef Angelique Kidjo (9 agosto h. 14.00 – Altipiano di Folgaria, Lavarone e Liserna). La Stampa.

Uso della lingua
figurarsi:  è difficile immaginarsi

a un passo dal cielo: è un’espressione metaforica, significa in alto, in alta montagna.
toccare: in questo contesto significa raggiungere. La lingua italiana ama le espressioni colorite e metaforiche.

Appuntamenti musicali dell’estate

Arena di Verona. Il palcoscenico operistico più grande del mondo, l’Arena di Verona, ha affidato quest’anno al regista fiorentino Franco Zeffirelli tutte e cinque le produzioni in cartellone: Turandot di Giacomo Puccini, Aida di Giuseppe Verdi, Madama Butterfly di Giacomo Puccini, Carmen di Georges Bizet, Il Trovatore di Giuseppe Verdi. La stagione 2010 è iniziata il 18 giugno con la Turandot, a dirigere la quale si alternano i maestri Giuliano Carella e Plácido Domingo, e si concluderà di 29 agosto. Il Sole 24Ore.

Umbria Jazz. E’ oramai un vero e proprio punto di riferimento nel mondo della musica e dei festival musicali. Ecco i nomi in cartellone per l’edizione che si svolgerà a Perugia dal 9 al 18 luglio: grandi protagonisti della scena jazz come Sonny Rollins, Pat Metheny, Chick Corea, The Manhattan Transfer, Herbie Hancock, Roy Hargrove; nuove ed interessantissime proposte come Melody Gardot, grandi voci come Tony BennettMario Biondi, il grande jazz italiano con Enrico Rava e Stefano Bollani, star che hanno fatto la storia come Mark Knofler. umbriajazz.

La radio sbarca in tv

Raitre (ri)scopre la radio e punta su trasmissioni radiofoniche da adattare al piccolo schermo. Succede con “Caterpillar” (la storica trasmissione di Radio2, in onda dal ’97) e “Il Dottor Djembè” (Radio3), due programmi di culto. Massimo Cirri e Filippo Solibello, conduttori di “Caterpillar”, insieme a David Riondino, dal 5 giugno, oltre alla voce, mettono la faccia nel “Sabato del villaggio” (cinque puntate da un’ora alle 14.50), un ogm dei mezzi di comunicazione: “Un tipo di tv che non è radio, né tv – spiegano -: sarà un ibrido… alla scoperta di quello che accade in Italia”. David Riondino è protagonista anche dell’ altro esperimento radio in tv. È l’animatore con il jazzista Stefano Bollani e il sassofonista Mirko Guerrini del “Dottor Djembè” che con l’omonimo titolo andrà in onda a fine giugno per tre serate su Raitre. Qui la trasposizione radio è più fedele, le telecamere entreranno direttamente negli studi della trasmissione e a ogni appuntamento ci sarà un ospite musicale diverso: “Dottor Djembè è un jazz club divertente, spiritoso, umoristico dove facciamo giochi sulla musica con aria da saputelli: le canzoni sono il paziente da mettere sul lettino dello psicanalista”. Corriere della Sera.

Lucio Dalla e Francesco De Gregori insieme in concerto

Lucio Dalla e Francesco De Gregori tornano a esibirsi insieme in un lungo tour che andrà avanti tutta l’estate. I due mostri sacri della canzone d’autore italiana riuniscono in un unico concerto tutta la loro produzione con la volontà dichiarata di renderla contemporanea e attuale. “Non una celebrazione, ma una dimostrazione di giovinezza”, dice De Gregori. “Perché cantare le canzoni l’uno dell’altro credo sia un gioco che piaccia anche a chi ci ascolta – aggiunge Dalla -, è come entrare nell’ anima e nella testa dell’altro e poi sapere che insieme entriamo nel cuore della gente.” La prima è stata a Senigallia il 3 maggio: due ore e mezzo di grande musica fra pezzi inediti e nuovi arrangiamenti, in una perfetta fusione tra voci, orchestra e scenografia. Dal 5 al 14 maggio saranno a Milano, poi a Roma. Il Sole 24Ore.

Paolo Rossi: “Con Mistero buffo vi racconto il nuovo Medioevo”

Paolo Rossi racconta di sé e di “Mistero buffo”, il suo nuovo, atteso spettacolo che debutterà al Piccolo Teatro Stehler il 4 maggio. Rossi riprende il noto testo teatrale di Dario Fo, composto di monologhi che descrivono alcuni episodi di argomento biblico, ispirati ad alcuni brani dei vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù. Al titolo ha però aggiunto il sottotitolo “nell’umile versione pop”. “Pop come popolare – dice il comico – già il Mistero buffo di Fo era pop perché mescolava la cultura alta con quella bassa. Io ho sviluppato questa chimica con delle ‘finestre’ da aprire dentro i testi e con la contaminazione. Mistero buffo continua a parlare della realtà di oggi proprio come i giullari raccontavano quella del ‘500 e Dario Fo quella degli anni Settanta.” L’Unità.

Tutti pazzi per amore

Che cosa succede se si intrecciano le strutture linguistiche della commedia musicale all’italiana e quelle della sophisticated comedy? Questa è la sfida di “Tutti pazzi per amore”, la fiction prodotta da Carlo Bixio per Publispei per la regia di Riccardo Milani che ora è alla sua seconda stagione e che anche quest’anno si dimostra spassosa, intelligente, non banale. Al centro ci sono cinque donne – colleghe giornaliste in una rivista femminile – e le loro avventure e sventure amorose e familiari. I momenti clou dei loro drammi sono sottolineati da famose canzoni italiane. “La scorsa stagione ‘Tutti pazzi per amore’ è stata la serie italiana più originale degli ultimi anni: un po’ commedia e un po’ musical, e poi molte citazioni, molte canzoni pop, molti balletti. ‘Tutti pazzi per amore 2’ mantiene la sua formula di successo, anzi la rafforza…” dice Aldo Grasso, il critico televisivo – tutt’altro che indulgente – del Corriere della Sera. Sul sito della Rai si possono vedere alcune puntate.

Salvatores: “Ho riscoperto il lieto fine contro l’Italia delle bugie e della paura”

L’ultimo film del regista Gabriele Salvatores, spiazza, convince e diverte” il pubblico di giornalisti presenti a Roma.
“Happy family” è una commedia non realistica e a lieto fine vagamente ispirata ai “Sei Personaggi in cerca d’autore” di Pirandello. La  scoperta della fiducia negli altri e dell’importanza dei legami “veri” tra le persone è per Salvatores l’antidoto contro le bugia e la paura che dominano l’Italia di oggi. Per giustificare la sua preoccupazione per il clima politico e culturale del paese, Salvatores, ha invitato a leggere la pagina del diario di Elsa Morante su Mussolini in cui la scrittrice sembra stia parlando proprio dell’Italia di Berlusconi. Purtroppo commenta Salvatores gli italiani hanno poca memoria e sono un po’ Pulcinella e un po’ Arlecchino, ovvero servi di due padroni.
Il film
è nelle sale italiane dal 26 marzo. La Repubblica