Il presepe in fondo al pozzo

Dal 23 dicembre al 9 gennaio 2011 ritorna a Orvieto l’appuntamento natalizio, il Presepe nel Pozzo, giunto al suo ventiduesimo anno di vita. Sette differenti scene della Natività saranno ospitate lungo le grotte del noto Pozzo orvietino. L’enorme foro nel tufo conta 36 metri di profondità e fu originariamente scavato dagli Etruschi per attingere acqua sorgiva, e poi ampliato per ordine di Papa Clemente VII tra il 1527 e il 1530 al fine di rifornire la città durante un eventuale assedio. Attraverso le sue grotte, ricche di reperti archeologici etruschi, medievali e rinascimentali recentemente rinvenuti, si alterneranno rappresentazioni di Sacra Famiglia diverse tra loro, sino all’ultima grotta, quella alta 14 metri, che racchiuderà la Natività. La Stampa.

Uso della lingua

Si notino le parole relative al Natale e a una delle più diffuse tradizioni italiane, il Presepio, o Presepe.

I vecchi sardi, i più longevi del mondo

Anziani da 110 e lode in Sardegna, grazie al Dna ma anche all’aria pulita e alla vita rurale. I sardi sono tra le popolazioni più longeve del mondo: lo dimostrano le ricerche sui supervecchi, molti dei quali vivono proprio in Sardegna.

Si interessano di politica. Guardano la tv e leggono i giornali. Sono protagonisti della vita sociale dei piccoli paesi dove vivono. Mangiano di tutto e bevono sempre un po’ di vino. Così sono diventati centenari.  È passato tutto il paese in quella casa, il 25 gennaio scorso, a festeggiare i 110 anni di Giuseppina Deidda. Così anche Thia Peppina, che si avvia a spegnere 111 candeline,  ha un carattere tosto ed ha avuto una vita da protagonista nella propria comunità.   Molti degli over 100 sardi come Thia Peppina, o come tziu Antonio Contu, morto per un infarto mentre continuava ad accudire le sue pecore all’onorevole età di 105 anni, hanno vissuto una vita da romanzo. Perché certo i geni sono importanti, ma il modo di affrontare la vita, probabilmente, lo è di più. Un’idea, questa, condivisa da molti di coloro che cercano di capire se esistano tratti comuni nei superlongevi e, finalmente, oggetto di uno studio con numeri e statistiche assai esplicite. Il risultato sembra essere che oltre alla naturale predisposizione, e alle buone abitudini come l’attività fisica e il sonno, giocano un ruolo centrale la famiglia e il ruolo nella società. Gli autori dell’indagine non hanno dubbi sul fatto che dei legami familiari saldi e un ruolo centrale nella comunità sono tra le ragioni principali della longevità. È  questo è proprio ciò che accade ai nonni sardi e ai loro coetanei cinesi. L’Espresso

Uso della lingua  
110 e lode: è il voto più alto che si può ottenere alla laurea (diploma di studi universitari).
spegnere le candeline: soffiare o  spegnere   le candeline e il rituale simbolico del compleanno.
tosto: molto sicuro di sé, energico.
Thia  e tziu sono appellativi con cui si chiamano le persone anziane in dialetto sardo. Sono usati con il significato di nonnetto e nonnetta. Esempio: “Oh su tziu! Mì che ti ti prènciu! Bogadì!!!” Traduzione: gentile vecchietto fai attenzione che ti investo.
Dialetto sardo: segnaliamo questo interessante e divertente sito, Il Coddabolario (http://www.codda.org/cultura/coddabolario/coddabolario-total.htm)

Lo Slow Food lancia video-museo della memoria gastronomica

La migliore scuola di cucina? La nonna.
Per imparare le tradizioni basta saper ascoltare. È in buona sostanza questo il messaggio che vuole lanciare “Slow Food” in occasione del Salone del Gusto, che si svolgerà dal 21 al 25 ottobre a Torino. L’evento avrà luogo in concomitanza con Terra Madre, la rete che si batte per una produzione alimentare locale, sostenibile e in equilibrio con il pianeta. Carlo Petrini, patron di “Slow Food”, vuole realizzare un progetto ambizioso: consegnare l’anno prossimo 1000 telecamere per filmare le “nonne” in cucina e in questo modo salvare per le future generazioni il patrimonio culturale della cucina locale. Con il materiale raccolto  Petrini vuole creare il “Granaio della Memoria” un video- museo della memoria gastronomica, un modello per ora italiano di un progetto molto più ambizioso che nascerà all’interno della facoltà di Scienze Gastronomiche dell’Università di Pollenzo, in provincia di Cuneo «Nel corso dell’anno accademico, che sta per cominciare, gli studenti organizzati in piccoli gruppi di 3-4 unità andranno in giro per il mondo a registrare con la telecamera le voci e le parole, a riprendere i rituali dei più diversi popoli della terra» . Il Messaggero.it

Uso della lingua

in buona sostanza: significa “in definitiva”, “insomma” o “in poche parole”.
riprendere: filmare

Per avere un’idea di che cosa si intende per tradizone orale, ascoltate cosa ci insegna oggi Nonna Stella alla sua diciottesima lezione di cucina nel video prodotto da suo nipote.

“Festina Lente” al Firenze Gelato Festival

Al Firenze Gelato Festival che si è concluso ieri è stato presentato un nuovo gusto di gelato il “Festina lente”. Per questa manifestazione sono stati allestiti stand in tutto il centro di Firenze, nelle piazze Santissima Annunziata, Repubblica, San Giovanni, Palazzo Vecchio e in molti caffè storici della città. Alla  manifestazione hanno partecipato oltre 400.000 visitatori.
Il “Festina Lente”
è fatto con agrumi, zenzero e pezzi di frutta candita, ingredienti tipici dell’ antica tradizione culinaria fiorentina. L’arte del gelato è  nata infatti a Firenze ai tempi di Caterina de’ Medici e fu da lei internazionalizzato, quando andando sposa al Duca Enrico D’Orleans, volle portare con sé a Parigi il suo gelatiere Ruggeri. Da li’ il gelato si diffuse rapidamente in tutta Europa.
Anche il nome  si ricollega alla storia di Firenze, in quanto era il motto dell’Impertore romano Augusto utilizzato da Cosimo dei Medici per l’emblema della sua flotta e signica “affrettati piano”
L’Espresso

 

Duomo di Milano di cioccolato

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 Il Duomo di Milano entra nel Guinness dei primati. Questa perfetta riproduzione della grandiosa cattedrale  è stara un’impresa altrettanto faraonica. Il Duomo è interamente di cioccolato bianco e pesa 4.868 chili. E’ stato realizzato da Mirco Della Vecchia e da altri 8 maestri pasticceri milanesi all’interno del centro commerciale Carosello a Carugate . I circa 200 chili di scarto del blocco iniziale sono stato distribuiti tra i clienti del centro commerciale e le migliaia di euro raccolte saranno devolute alla Fondazione Francesca Rava per la ricostruzione di Haiti dopo il terremoto.  Il Giorno

Pasqua, il risveglio del gusto

La Pasqua rappresenta il risveglio della primavera ma anche del gusto. Sulla tavola pasquale ritroviamo carciofi, fave, pisellini ed erbette di campo a rappresentare le primizie della terra. L’immancabile uovo, simbolo di rinascita, rinnovamento e fecondità. Una volta le uova erano portate in chiesa a far benedire e offerte agli amici. Oggi le uova sono di cioccolata e per risparmiare c’è  chi consiglia di farle a casa. Le spighe di grano con cui si fa il pane, che poi diventa pane dolce e quindi dolce pasquale. La colomba, che è il dolce pasquale per eccelenza, combina il simbolo del grano a quello dell’uccello che, secondo la Bibbia, volò da Noè con un ramoscello d’ulivo nel becco come segno dell’avvenuta pace con Dio. Ci sono leggende molto antiche sulla colomba che risalgono al re longobardo Alboino nel 570 e alla battaglia di Legnano nel 1176, ma in Italia si è diffuso come dolce pasquale all’inizio del 1900 Espresso

Carnevale. Borgosesia sposa Dusseldorf


Quest’anno il carnevale di Borgosesia, o meglio, Magunopoli, in onore di Peru Manganella, una delle maschere tipiche, si celebra con i cugini tedeschi di Dusseldorf. Cos’ ha di speciale questo carnevale celebrato da oltre centocinquanta anni? Per esempio che si celebra il mercoledì delle ceneri, quando gli altri carnevali sono già conclusi. Infatti, fu proprio un gruppo di tecnici tedeschi che lavoravano al lanificio da cui nacque la Manifattura lane Borgosesia, che decise di prolungare i festeggiamenti celebrando il funerale del Carnevale, facendo il giro del paese con tanto di frac, cilindro e cassù, il mestolo apposito per bere il vino che viene offerto nelle osterie a tutti i partecipanti della festa. La Stampa

Lo storico carnevale di Ivrea

Ivrea, una cittadina a nord di Torino, in Piemonte, è nota per lo storico carnevale, che si sta svolgendo in questi giorni. La storia del carnevale risale al medioevo, quando un barone che affamava la città venne cacciato grazie alla ribellione della figlia di un mugnaio che non volle sottostare allo jus primae noctis e che accese la rivolta popolare. In ricordo di quella lotta di liberazione ancora oggi squadre di ragazzi si fronteggiano da carri combattendo con le arancie nelle piazze cittadine. lastampa.